Mandi, Stefano

agosto 29, 2008 23.54 by eMMe

No, così non vale! Non è giusto!.... e poi non è da te!

Dimmi un pò Stefano, da quanto ci conosciamo per lavoro? Quattro? Forse cinque anni? Appunto! Non ci credo che per te tutto questo tempo non significhi niente!

Sei sempre stato corretto, puntuale, disponibile, gentile...... ok, va bene, lo ammetto.... IL MIGLIORE  (adesso chi li sente gli altri!!??). 
E ad un mese dall'inizio stagione "calda" decidi di mollarci così?? Ma poi, chissenefrega della stagione, il punto è che non ci hai avvisato, che non ci hai detto "si viodin!", te ne sei andato e basta. Forse si usa così tra colleghi, ma non tra amici, lo sai vero????!!!

Ok, non l'hai deciso tu, ma quel maledetto autocarro che invece di sterzare a destra, ha sterzato a sinistra (che poi, da Aprile, non và neanche più di moda!!) e...... GAME OVER!
E in questo gioco l'INSERT COIN neanche funziona!! Dicono che l'abbia deciso il padrone della sala giochi quando l'ha aperta un pò di anni fà: un gettone, un giro!

Ma dico io, hai la passione della bici, prendi sù quella e vai a farti un giro che dalle tue parti di strade ciclabili ce ne sono da perdersi! E invece no! Hai preferito la comodità dello scooter, testone!

Ti ricordi che anni fa, io te e Marco abbiamo inventato la mafia eno-gastronomica? Beh, adesso dimmi chi mi porterà le briosche calde per avere i ricambi delle stufe in tempo record?
E cosa me ne faccio dell'affettatrice che mi occupa mezza cucina e che ho comprato apposta per quei quarti di San Daniele Doc che ci regalavi a Natale???
Chi mi farà da spalla (o meglio, da paracolpi) per prendere in giro quell'omone di Patrizio?
E quando sarò giù di morale, dove lo troverò qualcuno che mi ricordi che, anche nelle giornate più nere, c'è sempre una buona ragione per ridere?!??
Non ho neanche un tua foto, così da stamattina, ogni tanto (come se non avessi già altre mille cose da fare!) chiudo gli occhi e faccio di tutto per fissare sempre di più nel mio cuore il tuo sorriso contagioso e sincero.

E con la mail dell'altro giorno come la mettiamo?? Mi hai fatto un domanda, ti ho risposto. Poi io ti ho fatto una domanda e adesso io voglio una tua risposta....... per favore...... rispondimi Stefano.... dimmi che non hai mai avuto uno scooter.... che quella strada non l'hai mai percorsa..... che quel camion non ha sbagliato corsia....  
Ti prego dimmi che stai giocando col tuo bimbo, e che tua moglie col suo pancione è seduta lì vicino...
Ti prego, dai, stavo scherzando.... non sono arrabbiata con te! Mi rispondi, ti mando a quel paese e torniamo amici come prima!

Dai, adesso chiudo gli occhi e quando li riapro sul display del telefono appare il tuo numero e poi dall'altra parte, la tua inconfondibile parlata friulana, la tua risata e il tuo...."SI VIODIN FRUS...!"

...... Ok..... Ho capito..... Dammi ancora un pò di tempo.... Perché comunque resto dell'idea che così non vale... così non è giusto.
Prometto di ridere come mi dicevi tu...
ma oggi, anche se m'impegno, mi viene difficile trovare un buon motivo.

Ci mancherai tantissimo,

MANDI Stefano....

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Vieni avanti... creativo!!

agosto 29, 2008 14.44 by Ettore

Ovvero considerazioni semiserie sui rapporti tra designer & tecnici.

Penso che nelle Aziende ci siano "Creatori" e "Creativi".

Io sono un tecnico:  quindi Creatore...... Mi piace pensare che il Dio che ha creato l'Uomo era il "Dio Creatore". 

Quello che ha detto al Creatore "ah....bene....adesso potremmo fargli una compagna" invece era il "Dio Creativo".

Il Creatore avrebbe dovuto avere il coraggio di dire al Creativo: "Donna??...e cosa sarebbe?? ...no, no...non si può fare..”

Dall'episodio della mela in poi si sarebbe risparmiato un sacco di fastidi...: la cacciata dal paradiso terrestre, il diluvio universale, mandare il Figlio per sistemare le cose con i risultati che sappiamo ecc.. ecc.. ecc

Quando sulla croce Gesù ha detto "perdona loro perchè non sanno quello che fanno" parlava appunto dei Creativi, e sicuramente è stato sempre il Creativo, quando ha visto cosa aveva combinato e non sapeva più cosa dire, a dare la colpa al Serpente.

Invece il Creatore, stimolato nella sua vanità, accetta ogni sfida e realizza sempre le idee del Creativo anche se sa che poi i casini non mancheranno e si dovrà arrangiare a risolverli.

L’istantanea illustra una tipica riunione di avanzamento e sviluppo del progetto (clicca sull'immagine per ingrandire, NdR):

 

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Fare assistenza tecnica...

agosto 28, 2008 16.53 by Patrizio

Ore 19. Finalmente a casa!

Non è stata una giornata particolarmente intensa, ma sentivo il bisogno di un po’ di tranquillità. Sarà la stanchezza accumulata in una stagione ormai alle spalle.
Fare assistenza tecnica non è mai facile, in un settore e in un periodo come questo poi... Certo, ci sono lavori altrettanto impegnativi (se non di più), senza nulla togliere a nessuno.
Per fortuna siamo in un periodo in cui si "respira".

20-30 telefonate con picchi fino a 60 e una ventina di e-mail di media al giorno, in pieno inverno, alle quali devi dare risposta immediata, ti riempiono la giornata alla grande.
Fare assistenza tecnica, qui in particolare, è come partecipare ad una gara di ciclismo: sei con la tua squadra, ognuno con il suo mezzo. Qualcuno spinge di più, qualcuno meno. Il fatto è che sei sempre in salita e la cima non arriva mai. Forse è giusto così!

Una volta che sei arrivato su, ti puoi rilassare e riposare; tanto è tutta discesa e non servono più le tue pedalate, ma significa anche che sei arrivato e non c’è più bisogno che tu spinga.
I cambi di pendenza ci sono, a volte fai meno fatica, a volte di più. A volte sei in testa, a volte qualcuno ti supera, ma l’importante è rimanere in corsa e dare una mano al gruppo.
Tutto sommato, SI... fare assistenza tecnica mi piace!


Fare assistenza tecnica è come una gara di ciclismo

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Domare i quattro elementi per riscaldarvi, questo è il mio lavoro

agosto 26, 2008 23.08 by Mac79

Terra, acqua, fuoco e aria, quattro elementi che da sempre vengono definiti base nella natura e che ogni giorno cerco di scoprire, di plasmare, di domare per arrivare a tutti voi portandovi e donandovi un calore che più naturale di così non si potrebbe definire.

La madre terra accoglie e culla la crescita di un elemento base, il legno, che in varie forme ed essenze diventa basilare per poter accendere un fuoco.
Il fuoco, una delle prime e fondamentali scoperte dell’uomo, che ancora oggi ci affascina e ci rapisce con le sue movenze sinuose con il calore che emana quasi a stringerci in un intenso abbraccio.

E poi, quei due elementi, l’acqua e l’aria, elementi sfuggevoli a volte impercettibili che se correttamente e con pazienza accompagnati in un intimo incontro con il fuoco, possono portare quel caldo abbraccio in tutta la nostra casa per donarci quel calore naturale che tutti noi oggi desideriamo.
Se anche tu vuoi scoprire come si può fare tutto questo...
Beh, io sono qui!

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Inerzia termica

agosto 26, 2008 15.09 by Michele

In una situazione moderna dove il costo dei combustibili per la climatizzazione non accenna ad arrestare la sua corsa al rialzo, il problema dell’isolamento termico sta diventando sempre più materia di discussione.

Tale problema viene quasi sempre affrontato come difesa dal freddo e per la necessità di garantire condizioni climatiche confortevoli nella stagione invernale. Pochissime persone si preoccupano del problema opposto, ossia di garantire un basso consumo energetico anche nella stagione estiva. Non è una novità il fatto che i picchi nazionali di consumo elettrico siano registrati nei periodi di maggior caldo, causati dall’accensioni degli impianti di climatizzazione. Al fine di valutare le caratteristiche di un elemento costruttivo, si va immancabilmente a valutare il parametro "U" (trasmittanza termica unitaria) che rappresenta il flusso di calore che, in condizioni stazionarie, attraversa un elemento architettonico (parete, finestre, soffitto, pavimento) per mq di superficie causato da una differenza di 1°C.

In realtà notiamo che la temperatura esterna cambia durante la giornata con escursioni termiche più significative durante il periodo estivo, pertanto considerare il processo in regime stazionario è una forzatura che può essere accettata d’inverno (la temperatura esterna è sempre minore di quella interna) ma non in estate, dove il flusso di calore può invertire il suo verso di percorrenza.
Inoltre bisogna tener conto del contributo dell’insolazione, che durante il periodo invernale ha effetti positivi in termini di contributo al risparmio energetico ma che d’estate deve essere opportunamente trattato al fine di evitare surriscaldamento degli ambienti.

Una buona progettazione dovrebbe valutare l’inerzia termica della struttura per sfruttare adeguatamente i benefici che essa può portare in termini di benessere e confort abitativo oltre che di risparmio.
L’inerzia termica è legata sia alla capacità di accumulo del calore che alla conduttività dei materiali. Un certo grado di pesantezza delle pareti unita a una ridotta conducibilità termica costituiscono la soluzione migliore. L’inerzia termica agisce sia con un effetto di smorzamento dell’ampiezza dell’onda termica esterna che con lo sfasamento della stessa, cioè con il ritardo di tempo intercorrente tra l’impatto della sopradetta onda termica sulla superficie esterna del muro ed il suo apparire, con intensità smorzata, sulla faccia interna del muro stesso.

Cercando di estremizzare il concetto possiamo pensare a una caverna: a causa della sua massa quasi infinita la temperatura al suo interno rimane costante a prescindere delle condizioni climatiche esterne. Condizione diametralmente opposta è quella che si verifica dentro una tenda: essa ha una massa delle pareti estremamente bassa che fa ripercuotere integralmente all’interno e in tempo reale tutte le variazioni di temperatura esterna.

I benefici derivanti dall’inerzia termica sono due:

  • SMORZAMENTO (legato alla conducibilità): Indica in che misura la variazione climatica esterna si ripercuote in maniera ridotta all’interno dell’abitazione; tale caratteristica impatta in maniera drastica sul dimensionamento dell’impianto di raffrescamento.
  • SFASAMENTO: indica la collocazione temporale del fenomeno all’interno della struttura rispetto a quando si è verificata la fluttuazione all’esterno. Risulta evidente che se la massima punta termica esterna si farà sentire all’interno dell’abitazione quando la temperatura ambientale sarà scesa a valori più moderati, essa sarà sopportata molto più agevolmente.

A livello di normativa, tali parametri, nella valutazioni dei consumi energetici, non vengono presi in considerazione e solamente il decreto 192 del 2005 e 311 del 2006 accennano a queste considerazioni introducendo solamente vincoli sulla massa della struttura.

Rimane auspicabile che la futura normativa nazionale percorra questo tipo di strada al fine di fornire dei procedimenti per la valutazione dei fabbisogni energetici estivi oltre che invernali.

Se desiderate approfondire l'argomento, cliccate QUI per accedere al relativo topic sul forum.

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Sistema Multienergia

agosto 25, 2008 16.23 by Marco

Ciao a tutti, sono Marco Argentin e in Palazzetti, dopo una parentesi al servizio post vendita, sono attualmente impegnato in CHORO SISTEMA CALORE, un ramo d’azienda che si occupa di promuovere soluzioni impiantistiche in grado di sfruttare al massimo le fonti rinnovabili .

Gli obiettivi di questa nuova divisione sono molteplici, i più significativi sono :

  • impiego moderno/corretto di focolari a biomasse
  • consegnare alle fonti rinnovabili il ruolo di protagonista e solo in caso di necessità , dando un ruolo di comparsa alla caldaia a combustibile fossile (indipendentemente dal combustibile fossile e tecnologia della stessa)
  • garantire standard di confort elevato a costi molto bassi
  • nelle nuove abitazioni o nelle ristrutturazioni importanti predisporre e integrare al meglio più fonti in maniera da sostenere l’abitazione su più pilastri energetici (solare, biomassa, fossile, etc)

Tutto questo si colloca in uno scenario di crisi energetica globale che in Italia, a causa della nostra maggior dipendenza da forniture esterne, incide maggiormente sul bilancio delle famiglie e in particolar modo il costo del riscaldamento. 

Incominciamo dando il significato alle parole "sistema multienergia",  parole abbastanza inflazionate e molto spesso utilizzate anche in maniera impropria.
L’impiego è nel riscaldamento e nella produzione di acqua sanitaria.
La definizione moderna di sistema multienergia è :

Un sistema multienergia è definito tale quando due o più fonti energetiche si integrano in un sistema che le mette in condizioni di fornire il contributo energetico anche nel funzionamento contemporaneo se richiesto, garantendo l’ottimizzazione energetica intesa come efficienza, prestazione, sicurezza e fruibilità del sistema stesso.
Questa definizione esclude di fatto tutte le soluzioni impiantisce definibili “ON/OFF” dove l’utilizzo di una fonte determina la momentanea o definitiva impossibilità di impiego delle altre fonti .

Dunque non è sufficiente disporre fisicamente di più fonti (pannello solare, termocamino, caldaia a gas, etc) per realizzare un “sistema multienergia” mentre il grande significato e attenzione è su come queste interagiscono, si integrano le une con le altre garantendo prestazioni ed efficienze elevate.

Se volete, possiamo parlarne sul forum: cliccate QUI per aprire il topic relativo a questo articolo

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Emozioni, Sensazioni, il Fuoco e altre cose (trilogia 3/3)

agosto 24, 2008 18.45 by Ruben

Il fuoco, il suo profumo, la sua voce, il suo tepore sanno evocare sensazioni che vorresti poter trasmettere a tutti; il fuoco ti parla e ti fa parlare, è un faro puntato sulla tua anima: la rende trasparente e leggibile a te, prima  di tutto, e poi agli altri che ti sono vicini e sa raccontare storie sempre nuove se ti abbandoni a guardarlo.

Le sue volute ti conducono per mano attraverso una magia che dura da quando sei nato, come uomo, e che durerà per sempre,...
come il profumo del sole sulla pelle della donna che ami...

Clicca qui per leggere la seconda parte

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Non si butta via nulla...

agosto 23, 2008 17.30 by Rossella

“Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio.
L’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo.”
{G.P. Bona}

La maggior parte delle idee geniali nascono dalla semplice constatazione di un bisogno da soddisfare. Spesso diciamo che le persone sono difficili e non si accontentano mai... In realtà, le persone hanno solo un bisogno: il soddisfacimento dei loro bisogni, pertanto, riuscire ad appagare le loro aspettative è la chiave per conquistarli.

Così come non esiste il miglior prodotto, ma solo il prodotto che serve, possiamo dire che non esiste un lavoro perfetto, ma solo il lavoro che serve ad ognuno per soddisfare le proprie esigenze professionali e personali. Questo spiega perché alcune persone, che pur svolgono lavori umili o logoranti, sono comunque felici e soddisfatte.

L’azienda ha pertanto un duplice compito: creare il prodotto giusto per ogni cliente ed il lavoro giusto per ogni dipendente rendendoli felici e fidelizzandoli nel tempo.

Quando chiesi a mio papà come avesse fatto a lavorare per ben 37 anni per la stessa azienda lui mi rispose "Perché mi piaceva il mio lavoro e quando volevo crescere professionalmente, l’azienda mi ha dato la possibilità di dimostrare quello che ero in grado di fare e di avanzare fino al massimo livello che i miei studi e le mie capacità mi potevano permettere di raggiungere".

Tutto in fondo si risolve nella storica affermazione "La persona giusta al posto al posto giusto" e, aggiungerei, "nel momento giusto". Essendo però il tempo limitato e non potendo cambiare le persone o inventare nuovi posti bisogna riuscire ad utilizzare al meglio le risorse a disposizione innovando regolarmente compiti e ruoli. Mia nonna diceva spesso "Non si butta via nulla!" e quando guardo al lavoro svolto finora nelle diverse aree ed ai risultati già ottenuti, mi sento di affermare che il maggior successo consiste nell’aver colto in ciascun collaboratore quello che ognuno poteva/piaceva dare e di averlo "sfruttato al massimo" valorizzandolo al fine di conseguire efficacemente gli obiettivi aziendali e garantire il processo di rinnovamento della PALAZZETTI nel tempo.

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Noi, Export Managers, Bloggers per caso

agosto 19, 2008 11.32 by Giovanni

Scrivere per un blog, come mi  chiede Alessandro... Quale idea bizzarra; con tutto quello che abbiamo da fare in questo scorcio d’estate a preparare una stagione che si annuncia indaffaratissima! Subito poi il mio pensiero rimbalza a remotissime esperienze giornalistiche quando –ai primissimi anni ’90- cullavo velleità da giornalista (http://www.sipario.it/).
La fantasia si accende ancora di più quando Alessandro mi dice: "se non hai tempo puoi sempre dettarlo al telefono a Cristina (Kristel) quando sei in  viaggio".

Indro Montanelli

Mi immagino allora appeso al telefono, a dettare a Cristina concitate ed epiche corrispondenze di guerra, ripercorro le gesta dei mostri  sacri del giornalismo nazionale... 
Come  Montanelli che, dalla Budapest invasa dai carri sovietici, invia in patria i suoi resoconti –autentici blog ante litteram- oppure a celebri blog di spericolati e coraggiosi  free lance di guerra dei giorni nostri stile  Bagdad Cafè

... L'area è sigillata, dentro infuriano combattimenti furiosi tra i marines e l'esercito del Mahdi...

Certo, la nostra attività di responsabili commerciali export non è altrettanto poetica, né fortunatamente così avventurosa… Forse è un po’ entrambe le cose, ed è per questo che sa essere affascinante... E’ anche di questo che vorrei parlarvi nel mio primo articolo, a firma Giovanni,  responsabile commerciale export Palazzetti. Un'azienda come la nostra - leader sul mercato italiano da sempre - che punta a rafforzare la propria leadership anche all’estero deve attraversare una sorta di  percorso di guerra spesso costellato di agguati, inconvenienti, imprevisti; deve sapersi qualificare come referente credibile ed affidabile agli occhi di interlocutori prevenuti verso i soliti italiani…. 

Stand Palazzetti al BATIMATQuando però i riconoscimenti si concretizzano, la soddisfazione è ancora maggiore, il riconoscimento di collaboratori o di clienti fidelizzati che si fanno portabandiera o ambasciatori della Palazzetti presso i loro compatrioti ci riempie di orgoglio e riconoscenza esattamente come quando il lavoro di anni prende poi forma e si concretizza, come successo alla Fiera BATIMAT di Parigi, dove la nostra azienda si è obiettivamente imposta con lo stand più prestigioso e bello (grazie al lavoro appassionato e meticolosoCasablanca e Alma esposti al Batimat dei nostri designers Lara, Beppe, Vito, Antonio e del mitico Norman che hanno fornito con entusiasmo tutto l’impegno creativo necessario), più ricco di prodotti innovativi,  più corteggiato dai giornalisti delle maggiori testate internazionali, percorso da una equipe commerciale numerosa, solidale, competente, concentrata sull’obiettivo e consapevole di rappresentare in quel momento la azienda italiana leader sul mercato francese...

Il bacio di Giuda... Capace di riaffermarsi quale indiscusso punto di riferimento nonostante le subdole e clamorose inimicizie manifestateci da alcuni concorrenti... 

 

 

 


Ci sentiamo un po’ dei portabandiera de la ‘legion etrangère’ Palazzetti.
E ci sentiamo così pronti a sfide nuove…. 

 

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