Se Giorgio del Fabbro facesse parte di una missione spaziale, durante la passeggiata lunare raccoglierebbe sicuramente un po' di materiale, lo riporrebbe in un apposito contenitore, con il mal celato desiderio di costruire l'apposita curva granulometrica. Costruirebbe dei cubetti per poter calcolare la resistenza meccanica. Perché di queste cose lui si occupa in questa terra, oltre che di tutto ciò che riguarda gli impianti.
Lui è il tecnico del prodotto dello stabilimento, ed è a lui che mi rivolgo per un’intervista che ha come obiettivo la diffusione delle conoscenze sul mondo del conglomerato cementizio.
I barbecue sono figli di un impasto, che oltre al cemento, contiene materiali inerti. I materiali inerti vengono mescolati con l’impasto acqua-cemento, e sono tali perché non partecipano alla reazione tipica del cemento.
E di questi materiali voglio parlare con Giorgio...
D: Quanti inerti usiamo nel nostro stabilimento?
R: Argilla espansa, sabbia, due tipi di materiale refrattario, una serie di marmorini colorati, il ghiaietto.
D: Non possiamo non sottolineare che l’argilla espansa è il materiale più utilizzato. Cosa possiamo dire su questo inerte?
R: L’argilla espansa si ottiene attraverso un procedimento di cottura di particolari argille su impianti specifici. 
La caratteristica principale è la leggerezza; infanti durante l'essiccazione ad alta temperatura (circa 1500°), i granuli d’argilla si espandono assumendo una struttura spugnosa.
Quindi per le nostre lavorazioni è un materiale che si adatta benissimo. Usiamo tre tipi di argille che si differenziano per la granulometria, più un tipo specifico per la pietra tecnica.
D: Un altro inerte molto usato da noi è il cosiddetto “refrattario”…
R: Abbiamo due tipi di questi materiali, capaci di resistere ad elevate temperature.
Il primo deriva dagli scarti di ceramiche, successivamente macinati. Ha un ottima resistenza al calore – oltre i 1500°-.
Il secondo, detto tennenrot, deriva dagli scarti di un antica miniera di carbone in disuso. A causa di particolari reazioni, tale materiale ha assunto un buon contenuto di allumina, che gli permette di avere una qualche resistenza al calore.
D: … ed il ghiaietto?
R: Si tratta di un inerte i cui granuli misurano dai 5 ai 7 mm. E’ un sottoprodotto dell'estrazione delle ghiaie dal Tagliamento. Viene usato ad esempio sulle coperture dei piani.
D: Qual’è il futuro degli inerti nel nostro stabilimento?
R: Il futuro degli inerti saranno i marmorini colorati. Ne usiamo già su prodotti di livello come la serie Maxime, ma ne avremo un forte utilizzo nel prossimo futuro sulle vibropresse con un impianto di lavaggio ad hoc.
L'intervista termina qui. Giorgio inforca una mountain bike e scompare. E’ un valente ciclista. Forse non ha raggiunto il suolo lunare, ma è salito sul podio di molte gare di mountain bike.
Credo che lo intervisterò ancora... Potrei farmi dire qualcosa sulle vibropresse... Magari quando torna!
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