La politica energetica dell'Unione Europea

settembre 29, 2008 19.31 by Kristel

Prendiamo spunto da quanto scritto da Michele qualche settimana fa (vedi qui e qui) per soffermarci sulle direttive in materia di politica energetica dell'Unione Europea.

A fronte di una drammatica crisi energetica di portata mondiale drammatica, che da anni ormai tiene sotto scacco l'Occidente, la Comunità Europea ha identificato nel 2020 il limite ultimo per raggiungere un obiettivo imprescindibile: coprire il 20% del fabbisogno energetico totale negli usi finali con fonti energetiche rinnovabili (attualmente tale percentuale si aggira attorno al 7%).

Il fine ultimo è quello di promuovere la sostenibilità, la sicurezza della fornitura, l'indipendenza energetica e la competitività dell’EU in ambito energetico. 

Per il perseguimento di tale obiettivo la Commissione Europea ha adottato un piano di azione per le principali sfide energetiche che l'Europa deve affrontare. Nello specifico ha previsto che l’obiettivo del 20% entro il 2020 vada perseguito operando in modo sinergico nei seguenti settori di impiego energetico finale: elettricità e riscaldamento. Dal diagramma, qui di seguito proposto, si evince che il settore del riscaldamento assorbe da solo il 49% del fabbisogno energetico totale: un dato che secondo fonti ufficiali risulta essere largamente sottostimato. (Per quanto concerne infine il settore dei trasporti, i paesi dell’Unione dovranno garantire l’utilizzo di minimo il 10% di biocarburanti.) 

Palazzetti - tipologie di consumi energetici

E' opportuno osservare che proiezioni della Commissione Europea per le politiche in materia di energia rinnovabile mettono in luce come il ruolo delle biomasse nel settore del riscaldamento sia destinato a crescere in modo esponenziale. Nello specifico per il 2020 si prevede un’incidenza delle biomasse per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili pari a circa il 90%.

Palazzetti - La crescita delle biomasse come fonte di riscaldamento


Le previsioni riguardanti l’incremento del ruolo del fotovoltaico tra le rinnovabili risultano contenute e comunque inferiori rispetto al ruolo assunto dal solare termico.

Palazzetti - Previsione di crescita e sviluppo delle fonti energetiche alternative

L'Italia è il primo paese produttore al mondo di apparecchi di piccola scala per settore del riscaldamento domestico e di piccola scala a biomassa legnosa. Nel nostro territorio sono installati oltre 10 milioni di apparecchi per il riscaldamento domestico a legna e pellet - di cui quasi il 50% è utilizzato in modo continuativo - che coprono circa il 5% del fabbisogno da fonte rinnovabile nazionale.

Tutto ciò premesso, come già avviene in alcuni paesi europei (come ad es. in Germania, Austria e Francia) a livello nazionale si rende auspicabile una politica di sostegno per l’utilizzo di biomassa per il riscaldamento che preveda degli

  • incentivi finalizzati alla sostituzione di impianti di riscaldamento a biomassa legnosa obsoleti con apparecchi di ultima generazione, più performanti
  • incentivi alla sostituzione di impianti di riscaldamento a combustibili fossili con impianti funzionanti a biomassa vegetale/legnosa.

Fateci sapere cosa ne pensate! Collegatevi al nostro forum e scrivete la vostra opinione!

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Caminetto Alma: il design incontra la tecnologia

settembre 24, 2008 20.33 by Lara

Un caminetto che nella sua unicità ed eleganza racchiude un concept dedicato alla femminilità...

Questo ci racconta Antonio, designer dello studio Forfun di Milano con il quale collaboriamo.
Le sue forme morbide ricordano infatti il corpo di una donna e rivestono a 360° un'anima di fuoco. Nasce per essere posizionato in centro stanza e per essere ammirato in ogni sua parte, in ogni sua curva sempre nuova e diversa.
Forme prodotte con un particolare cemento che ha ottime proprietà sia termiche che meccaniche, e che celano al loro interno l'Inserto 45, un focolare dotato di Doppia combustione, con ampia portina e linee essenziali che contribuiscono a regalare alla vista il piacere della fiamma.
Un'opera funzionale, che coniuga leggerezza e solidità in un equilibrio di forme fluide tratte dalla natura: Studio Forfun interpreta il caminetto contemporaneo... Noi lo rendiamo caldo... insieme creiamo emozione.

Clicca QUI per collegarti al forum, leggere il focus completo e discutere di Alma

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Ecologia, ambiente e sviluppo

settembre 21, 2008 20.03 by Barbie

Nel corso di questo weekend, a Pordenone, si è svolta la nona edizione di pordenonelegge, festival del libro che ormai, regolarmente, appassiona molti pordenonesi e coinvolge numerosi ospiti, tutti di grande qualità.

Ma Pordenonelegge non è solo libri e incontri con gli scrittori.
E' anche l’opportunità per una riflessione, ad esempio sul problema ecologico, tema dell'incontro a cui ho partecipato oggi, e che ha visto tra i relatori Michele Candotti, Fulco Pratesi (direttore generale e presidente del WWF italiano) e Mario Tozzi (geologo e Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche).
Palazzetti - Mario Tozzi e Michele Candotti intervengono sui temi di ecologia, ambiente e sviluppoIl riscaldamento del pianeta, i cambiamenti climatici, la crisi energetica, l'inquinamento, sono problemi che troppo spesso sono scaricati ad altri, ma in realtà è un nostro problema. Ognuno di noi è in obbligo di fare qualcosa praticamente, dalla raccolta differenziata, all’utilizzo dell'energia con buonsenso, evitando lo stand-bay nei nostri apparecchi, sfruttando le fonti di energia rinnovabili, come quella per eccellenza del legno, etc...

Cose sentite e risentite, e che ora non possiamo più fare finta di non sapere... dobbiamo agire. Il nostro contributo, per quanto piccolo possa essere, assumerà nel tempo un valore immenso, se consideriamo che ogni centimetro di cemento nuovo, ogni metro cubo di aria carica di smog delle nostre auto o piuttosto di una caldaia, rompe l’equilibrio che c’è tra noi e la natura. Qualitativamente è una ricchezza che perdiamo ogni giorno.
Nella realtà di oggi, dove il superfluo è subito tuo e il sacrificio per ottenerlo non pesa, la difficoltà di cambiare le nostre abitudini ha il sopravvento con il risultato che, ad esempio, investire in un caminetto per riscaldarci, non è contemplato, costa troppa fatica. Non possiamo aspettare che lo Stato o chi per lui agisca, i tempi sono comunque molto lunghi, agiamo subito in prima persona nel nostro piccolo e divulghiamo la sostenibilità ambientale anche al nostro vicino! Noi, io, tutti quanti, dobbiamo cominciare davvero a considerare la sostenibilità ambientale come un valore di primaria importanza. Soprattutto, proviamo a pensare che il mondo ci è stato dato in prestito dai nostri nipoti, e non in eredità dai nostri nonni!

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Camini e merendine

settembre 18, 2008 23.48 by Jaja

AAAAAHHH abbiamo un blog, ma che dico: IL BLOG! IL NOSTRO BLOG!!! Che bello, dopo tanto lavoro e tante incertezze finalmente abbiamo il nostro blog.
Bene, buongiorno a tutti, sono Chiara, figlia d’arte della numerosa famiglia Palazzetti e mi occupo di marketing e di vendite.

Mi sono laureata un giovedì mattina di gennaio del 2000 e il lunedì successivo ero di fronte al mio nuovo ufficio, la targhetta recitava così: “responsabile marketing e vendite”. AAAAGHHH!
Un suicidio sarebbe stato perfetto... oppure una fuga... e adesso???!!! Che cosa faccio???!!
Io volevo fare il marketing per le merendine e i biscotti!!!! Che cosa ci faccio con i camini???

Bhè... in questi anni me ne sono fatta una ragione, i caminetti e le merendine non sono la stessa cosa, però c’è qualcosa che li unisce: la plurisensorialità!
Vediamo se riesco a spiegarmi.
Immaginate di affondare il cucchiaio in un barattolone di Nutella e di divorarlo, mentre lo fate sentirete il profumo della nocciola, il rumore del cucchiaino contro il vetro del barattolo, il sapore della cioccolata e la densità della crema... Ora invece, proviamo a immaginare questa scena insieme:
sono le undici e mezza di sera, vostro figlio piccolo si è finalmente addormentato, dopo un'ora di capricci, mentre vostra figlia adolescente ha finalmente smesso di mandare sms alla sua amica del cuore... Vostro marito russa sul divano davanti a un televisore acceso che recita un tg pieno di tristezze,  voi avete appena finito di riordinare la cucina, le mani ancora bagnate dall’ultimo piatto lavato... Fuori c’è freddo e si sente lo scrosciare incessante della pioggia. Allora, afferrate il vostro barattolo di Nutella e vi sedete di fronte al vostro bellissimo camino e mentre assaporate la cioccolata, chiudete gli occhi... Vi lasciate cullare dal rumore silenzioso e rassicurante del legno che brucia, il calore che emana la fiamma vi asciuga le mani, vi scalda il viso e penetra attraverso la pelle in tutto il corpo,  il profumo della legna vi richiama a paesaggi verdi, boschi e prati fioriti... che bello... cinque minuti solo per voi, cinque minuti di egoismo puro davanti a una fiamma calda e rigenerante... tutta per voi...

Credo che si possa parlare di plurisensorialità anche per i camini, ed ecco perché, alla fine, forse è stato meglio fare marketing in questo splendido universo caldo... Pazienza, la mia storia aperta con merendine e derivati sarà per un’altra vita...

Palazzetti - Camini e merendine
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La signora Diletta

settembre 16, 2008 00.33 by Christine

Quello che mi ha colpito di più in Palazzetti è la Signora Diletta, fondatrice dell’azienda assieme a suo marito Lelio.

Una persona straordinaria, forte, piena di vita, che non manca mai di salutare tutti quanti ogni mattina. Una vera gioia vederla! Pensate che viaggia con una Mini Cooper gialla... fantastica davvero! Chi non farebbe firma per essere così alla sua età????Palazzetti - La sig.ra Diletta e la sua Mini Cooper gialla
Le 3 generazioni Palazzetti lavorano con noi ma, senza nulla togliere al Signor Lelio, al Signor Ruben, alla Signora Lucilla, a Chiara e Marco che si dedicano con passione al lavoro, credo sia doveroso rendere omaggio alla Signora Diletta. Lei ci tratta un po’ come i suoi bambini, perché tanti li ha visti crescere in azienda, e perché i novellini sono comunque parte della famiglia aziendale.

Ecco perché ogni tanto il microfono annuncia "chi vuole il gelato venga in centralino"...
La Signora Diletta non manca mai di comprare il gelato per i suoi "bambini".
Attenzioni che riscaldano il cuore? Si, e attenzioni che allentano le tensioni che si possono creare durante la giornata lavorativa. Più di 50 anni di lavoro in quest’azienda, creata da lei e suo marito con le loro proprie mani, con sacrificio e impegno.
Dunque, chi meglio di lei conosce il valore del lavoro ma anche delle persone che lavorano?
Chi meglio di lei simboleggia questa grande forza di un azienda leader nel suo settore?
Grazie, Signora Diletta, grazie per la sua forza, la sua gioia di vivere, le sue battute, i suoi saluti, la sua presenza...

Semplicemente grazie della lezione di vita che ci dà tutti i giorni!

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Risparmio energetico e riduzione di CO2

settembre 12, 2008 23.15 by Michele

Solare fotovoltaico e solare termico a confronto 

Come promesso, riprendo il discorso sul risparmio energetico che ho iniziato qualche giorno fa, e lo faccio sottoponendovi un esempio pratico.

Supponiamo di disporre di 1.000 € da spendere per finanziare il mio risparmio energetico e la riduzione della produzione di CO2 mondiale...

Soluzione con pannelli solari fotovoltaici:
Mediamente possiamo ipotizzare che 1 Kwp (kilowatt di picco) costi all'utente 7.500 €
Pertanto con i miei 1.000 € posso installare 1.000/7.500 ≈ 133 Wp
Installando i pannelli a Pordenone, con inclinazione e orientamento ideali, la resa che posso ottenere è di circa 150 kWh/anno (pari al consumo di una lampadina da 100 W accesa per 2 mesi ininterrottamente!).
Il risparmio sulla bolletta è pari a: 150 x 0,17€/kWh=25.5 €/anno.
Ipotizzando un rendimento del sistema elettrico nazionale del 36%, i 150 kWh sarebbero stati prodotti bruciando 150/0,36 ≈ 417 kWh ≈ 1500 MJ = 1500/34.3 = 43,73 m3/anno di metano, che corrispondono a una mancata produzione di CO2 pari a circa 86 kg/anno.

Soluzione con pannelli solari termici:
Supponiamo che il costo medio di un impianto solare termico sia di circa 650 € a mq di pannello piano, e che un mq di pannello produca, alla nostre latitudini e con un orientamento simile a quello del pannello fotovoltaico, circa 480 kWh annui.
Con i soliti 1000 € riesco ad installare 1000/650 ≈ 1,5 mq di pannello, producendo 720 kWh termici annui.
La generica caldaia a gas con produzione  istantanea di acqua calda lavora con un rendimento globale del 80%; pertanto risulta:
720/0,8 =900 kWh ≈ 3240 MJ = 3240/34.3 = 94,46 m3/anno di metano, che corrispondono a una mancata produzione  di circa 186 kg annui di CO2. Il risparmio sulla bolletta è pari a 68 €/anno.

Da questa analisi abbastanza grossolana risultano evidenti 2 cose:

  1. La riduzione in bolletta è più cospicua per il solare termico
  2. La mancata produzione di CO2 per il solare termico è più che doppia rispetto al fotovoltaico


Parafrasando un noto presentatore, "La domanda nasce spontanea":
Perchè lo Stato, cavalcando l'ottemperanza al protocollo di Kyoto, finanzia (conto energia) il solare fotovoltaico e non il solare termico?

Come sempre, vi invito a discuterne sul forum (QUI)... Alla prossima puntata!

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Inserti fossili

settembre 12, 2008 02.06 by Alberto

Lavoro nello stesso ufficio di Vito e condivido profondamente la sua passione per il marmo. Capisco dunque il suo dispiacere nel vederlo a volte (ahimè) frainteso! Ho dunque pensato di spendere ancora qualche parola su questo nobile materiale e, in particolare, sui suoi... abitanti!

Lavorando con i marmi, spesso capita di imbattersi in lastre contenenti fossili. La già straordinaria natura del materiale, si impreziosisce quindi con l’ulteriore presenza di testimonianze della vita del passato, arricchendo così la storia stessa del pezzo in lavorazione.
Palazzetti - Ammonite su marmo bianco di AsiagoUno degli aspetti più stupefacenti è l'età che possono avere tali resti fossili: si parla addirittura di decine se non centinaia di milioni di anni (!!), secondo l'era geologica di appartenenza. Ce ne sono di vario tipo e origine, ma quelli che più diffusamente si trovano, e che sono anche più facilmente riconoscibili, sono i resti degli Ammoniti. Quello che coglie immediatamente l’attenzione è la forma della conchiglia, che nei casi più fortunati è disposta lungo il piano di taglio della lastra di marmo, mostrando quindi la forma caratteristica a spirale. Uno dei marmi particolarmente "predisposti" a contenere gli ammoniti, è il rosso di Asiago, marmo molto utilizzato e diffuso praticamente ovunque, anche oltre i confini nazionali. Nell'esempio (clicca per ingrandire) vediamo invece un ammonite più raramente ritrovato in una lastra di marmo bianco di Asiago.

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Il marmo, materiale naturale per eccellenza

settembre 9, 2008 18.49 by Vito

Il marmo, materiale naturale per eccellenza. Perché?

Perché ogni lastra, pur essendo parte dello stesso blocco, è sempre diversa dall’altra, e questa diversità è creata appunto dalla natura.
A volte, la natura crea delle vere e proprie opere d’arte, disegnando le forme più disparate, pennellando sfumature ed ombre di varie tonalità.Palazzetti - Ammoniti sul marmo

Peccato che tutto questo spesso non venga capito dal cliente che, per esempio, contesta il piano del suo caminetto perché ha "una macchia" o una venatura più accentuata: "Proprio in centro, sa! Fosse stata dietro…".
Ma, il massimo dello sconforto l’ho provato oggi, quando una cliente ha contestato il rivestimento ricevuto perché questo conteneva "una macchia grande come una conchiglia". In realtà  si trattava di un fossile di qualche milione di anni di età!! (guardate le foto, cliccateci sopra per ingrandire)

La riflessione che propongo qui è: meglio la pietra naturale, con la sua peculiarità, che dà unicità al pezzo, o il marmo agglomerato confezionato dall’uomo, perfettamente uguale in tutto per tutto?

 Palazzetti - Ammoniti su marmo

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Il fotovoltaico è veramente la scelta giusta?

settembre 4, 2008 18.53 by Michele

Qualche giorno fa ho letto qui un articolo relativo alle installazioni di impianti fotovoltaici in Italia che, secondo le stime, sarebbero vicine a raddoppiare rispetto al 2007.
Tali stime sono in linea con l'obiettivo dei promotori del fotovoltaico: tradotto in cifre significa arrivare a 140 MW installati e in esercizio entro l'anno in corso.

A tal proposito voglio spendere anch'io qualche parola sull'argomento, dato che, tra l'altro, il gran parlare di conto energia e nuovi impianti fotovoltaici installati in Italia ha suscitato animate discussioni in azienda.
Inizierei, per il momento, soffermandomi fondamentalmente tre aspetti/problematiche:

  • conti alla mano, l'effettivo contributo del fotovoltaico al fabbisogno energetico italiano è minimo;
  • con il fotovoltaico stiamo incentivando un prodotto che l'Italia non costruisce bensì assembla. Ciò significa, in parole povere, che non contribuiamo di fatto ad alimentare un economia nazionale/locale (anche se certamente il risparmio energetico non conosce confini);
  • ai fini dell'effettiva riduzione di CO2 (auspicata dal protocollo di Kyoto) il fotovoltaico è, rispetto ad altre tecnologie rinnovabili NON sovvenzionate (si veda per es. solare termico) e a parità di investimento, nettamente meno prestante/efficiente.

Si tratta di aspetti che chiaramente necessitano di una riflessione approfondita e che non possono essere affrontati in modo superficiale, tantomeno in poche righe.
Mi impegno dunque a riprendere a breve l'argomento, in modo da fornirvi tutti i dati necessari per una riflessione ponderata.

Nel frattempo, se volete, possiamo già cominciare a discuterne sul forum: QUI trovate il relativo topic.

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L'uomo della Luna

settembre 3, 2008 17.50 by Fabrizio

Se Giorgio del Fabbro facesse parte di una missione spaziale, durante la passeggiata lunare raccoglierebbe sicuramente un po' di  materiale, lo riporrebbe in un apposito contenitore, con il mal celato desiderio di costruire l'apposita curva granulometrica. Costruirebbe dei cubetti per poter calcolare la resistenza meccanica. Perché di queste cose lui si occupa in questa terra, oltre che di tutto ciò che riguarda gli impianti.
Lui è il tecnico del prodotto dello stabilimento, ed è a lui che mi rivolgo per un’intervista che ha come obiettivo la diffusione delle conoscenze sul mondo del conglomerato cementizio.

I barbecue sono figli di un impasto, che oltre al cemento, contiene materiali inerti. I materiali inerti vengono mescolati con l’impasto acqua-cemento, e sono tali perché non partecipano alla reazione tipica del cemento.
E di questi materiali voglio parlare con Giorgio... Palazzetti, stabilimento Zoppola, Argilla

D: Quanti inerti usiamo nel nostro stabilimento?
R: Argilla espansa, sabbia, due tipi di materiale refrattario, una serie di marmorini colorati, il ghiaietto.

D: Non possiamo non sottolineare che l’argilla espansa è il materiale più utilizzato. Cosa possiamo dire su questo inerte?
R: L’argilla espansa si ottiene attraverso un procedimento di cottura di particolari argille su impianti specifici. Palazzetti, stabilimento Zoppola, Refrattario
La caratteristica principale è la leggerezza; infanti durante l'essiccazione ad alta temperatura (circa 1500°), i granuli d’argilla si espandono assumendo una struttura spugnosa.
Quindi per le nostre lavorazioni è un materiale che si adatta benissimo. Usiamo tre tipi di argille che si differenziano per la granulometria, più un tipo specifico per la pietra tecnica.

D: Un altro inerte molto usato da noi è il cosiddetto “refrattario”…Palazzetti, stabilimento Zoppola, Tennenrot
R: Abbiamo due tipi di questi materiali, capaci di resistere ad elevate temperature.
Il primo deriva dagli scarti di ceramiche, successivamente macinati. Ha un ottima resistenza al calore – oltre i 1500°-.
Il secondo, detto tennenrot, deriva dagli scarti di un antica miniera di carbone in disuso. A causa di particolari reazioni, tale materiale ha assunto un buon contenuto di allumina, che gli permette di avere una qualche resistenza al calore. 

D: … ed il ghiaietto?Palazzetti, stabilimento Zoppola, Ghiaietto
R: Si tratta di un inerte i cui granuli misurano dai 5 ai 7 mm. E’ un sottoprodotto dell'estrazione delle ghiaie dal Tagliamento. Viene usato ad esempio sulle coperture dei piani. 

D: Qual’è il futuro degli inerti nel nostro stabilimento?
R: Il futuro degli inerti saranno i marmorini colorati. Ne usiamo già su prodotti di livello come la serie Maxime, ma ne avremo un forte utilizzo nel prossimo futuro sulle vibropresse con un impianto di lavaggio ad hoc. 

L'intervista termina qui. Giorgio inforca una mountain bike e scompare. E’ un valente ciclista. Forse non ha raggiunto il suolo lunare, ma è salito sul podio di molte gare di mountain bike.
Credo che lo intervisterò ancora... Potrei farmi dire qualcosa sulle vibropresse... Magari quando torna!

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