I nostri test estremi, la vostra sicurezza...

dicembre 29, 2008 13.16 by Micheluca

In azienda, noi del laboratorio ricerche e sviluppo siamo considerati un po' come  Doc nel film Ritorno al Futuro, personaggio con mille invenzioni in testa, anche le più strampalate e che in tutte le maniere cerca di applicarle tra corti circuiti ed esplosioni varie.
Infatti a volte, per potervi garantire un prodotto sicurodurevole nel tempo, facciamo dei test che vanno ben oltre gli standard per il quale quel prodotto stesso è stato costruito.

Un esempio pratico è rappresentato dal test che abbiamo eseguito qualche settimana fa sull'Ecomonoblocco 25-9, con il quale volevamo verificare la resistenza della struttura e del nuovo sistema di apertura della portina tramite telecomando dato che, per conformazione e dimensioni, la tentazione di esagerare nel caricare molta legna è decisamente forte.

La carica nominale del focolare è di 5,6 kg. Per alcuni giorni questa è stata la carica oraria; l'abbiamo poi progressivamente aumentata fino a raggiungere il 100%.

Durante il test, in ogni momento, venivano effettuate in contemporanea l'apertura e la chiusura della porta, per verificarne la costanza di prestazione nelle varie fasi.

Visto che tutto funzionava perfettamente, Mac79 (il nostro responsabile) ci ha dato carta bianca, con un "eseguite prove distruttive", espressione abbondantemente presa alla lettera, in particolare del mio collega Trinacria: una volta visto quel ghigno, che ben conosco, disegnato sul suo viso, non avevo dubbi su ciò che sarebbe successo! Cool

Quel giorno, infatti, abbiamo effettuato cariche di legna sempre più importanti fino ad arrivare all'ultima, del peso di 40 kg, che già a noi addetti ai lavori faceva la sua bella impressione.
Nelle foto che vedete, avete una sequenza della prova :

Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9          Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9

Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9          Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9

Non vi dico la tensione e il timore di aver esagerato con l'ottimismo, quando tutto il quantitativo di legna ardeva, il rumore sordo della fiamma faceva veramente paura, il colore della cappa e del primo tratto della canna fumaria era di color ciliegia, innegabile sintomo che di calore ne stavamo sviluppando in abbondanza.
Passata la prima mezz’ora la fiamma e le temperature tornavano a rientrare nella norma e alla fine la struttura non aveva subito danni e il meccanismo continuava a funzionare  correttamente.
Il test aveva dato esito positivo e la dose di adrenalina che di tanto in tanto ci scorre nelle vene era stata appagante.

Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9 - La prova ha avuto esito positivo!

Voglio però ricordare e soprattutto sottolineare che, per quanto  i prodotti Palazzetti siano testati con cariche superiori, dovete rispettare quanto descritto nel libretto di uso e manutenzione, così potrete godere il calore  e la visione della fiamma in tutta sicurezza.

 

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.5 da 12 utenti

  • Currently 4,5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 2538 volte.

Vi siete mai chiesti cosa sia il Natale?

dicembre 24, 2008 23.59 by eMMe

Vi siete mai chiesti cosa sia il Natale? 

"Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesu' figlio della Vergine Maria, concepito divinamente. Cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle Chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano). Il termine italiano Natale deriva dal latino Natalis che significa natalizio, relativo alla nascita........"

blah blah blah...

Io direi che a Natale fa freddo (almeno dove vivo io) ed è ancora più Natale se nevica, ma che Natale hanno in California con 25 gradi? Sicuramente sudato!

Direi che il Natale ha il profumo degli agrumi, della frutta secca e del panettone o del pandoro.

Direi che Babbo Natale a casa mia dava il meglio di sè perché non poteva parcheggiare la slitta sul tetto, in condominio non poteva calarsi nella canna fumaria per portarmi i regali, doveva lasciarla sospesa all'altezza della finestra e poi entrare per raggiungere l'albero, evitando gentilmente di non calpestare il gatto e magari stando attento a non ribaltarsi su una delle tante Stelle di Natale che mia mamma si ostinava a comprare, e che un mese dopo si ostinava altrettanto caparbiamente a non far morire, e finalmente lasciare i regali...
Ma poi, a pensarci bene, come faceva da fuori ad aprire la finestra? Mah? Era proprio forte Babbo Natale!

Poi a Natale mi toccava salutare i nonni,  tutti gli zii, i cugini, gli zii che però erano amici dei miei, i vicini, tutti quelli lungo la strada verso la chiesa, ringraziarli e baciarli contro voglia... E per cosa poi se i regali li portava Babbo Natale, per giunta con grande fatica, come abbiamo visto prima? A proposito; ho deciso che si arrampicava su per la grondaia, perché le renne mica ce l'avevano lo spazio per volteggiare vicino ai balconi!

E poi a Natale mi arrivava sempre almeno un paio di calze che non avevo chiesto, almeno una maglia che non avevo chiesto, almeno un berretto di lana che non avevo chiesto, e che pungeva così tanto che per venderlo avrebbero dovuto mettergli un cartellino con le scritte che trovi sui pacchetti di sigarette "nuoce gravemente alla salute" e che non si intonava per niente con la sciarpa che non avevo chiesto e con i guanti che... oh Babbo: quarto piano avevo scritto sulla letterina! Ti ho chiesto per anni il Dolce Forno e invece mi portavi dei dolce vita... Non è che la cataratta con l'età, sai... Wink

Natale è non riuscire ad addormentarmi per l'emozione e poi inspiegabilmente risvegliarsi quando ormai Babbo Natale ha lasciato il sacco sbagliato sotto l'albero: io mica lo volevo beccare in flagrante, volevo solo controllare gli indirizzi sui sacchi!

Poi, di colpo, Natale diventa il periodo appena prima di Capodanno quando sì che si fa festa veramente, soprattutto poi se i tuoi vanno a fare il veglione fuori casa... !!!!! E per un po' Natale non sai più bene cosa sia, forse il periodo in cui si va in centro a scegliere i regali o in cui arriva la prima tredicesima; e questo va avanti fino a quando il Natale non rivela tutta la sua magia, chiude il cerchio e improvvisamente vuoi che sia qualcosa di speciale per i tuoi figli o nipoti e diventi veramente più buono perché pensi a loro; arrivi addirittura a metterti la barba finta e a vestirti con strani vestiti rossi (tra l'altro scomodissimi per arrampicarsi sù per le grondaie), cerchi in tutti i modi di sapere cosa hanno scritto nella letterina per Babbo Natale, fai i salti mortali per comprare e poi nascondere i loro regali, e nel dubbio aggiungi d'iniziativa una magnifica sciarpa per niente coordinata con un berretto in puro acrilico (subdola ma innocente vendetta!!)  e guanti.

Insomma, non so bene cosa sia il Natale, però so che se fosse Natale tutto l'anno saremmo tutti un po' più bambini e sognatori e forse capiremmo che non ci manca niente perché ogni giorno possiamo dare e ricevere regali speciali come un semplice sorriso.

A chi è stato meno fortunato di me e a chi lo è stato di più, auguro con tutto il cuore un sereno Natale e.... un berretto di lana!

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.9 da 23 utenti

  • Currently 4,913043/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1533 volte.

La notte di Natale

dicembre 23, 2008 23.00 by RobertoP

I suoi grandi occhi blu fissavano l'infinita distesa di ghiaccio, rischiarata da una luce intensa, bianca, quasi surreale, un mondo nel quale la notte, per vincere la solitudine, si diverte a giocare con le nuvole di neve portate dal vento, e le stelle e la luna improvvisano una danza di luce, un gioco fatto di movimenti lenti, di cambi improvvisi di direzione, un gioco nel quale la fantasia del vento decide la coreografia della danza, e la cui colonna sonora è fatta di racconti lontani, di fiabe che solo il gelido canto del nord sa narrare.

Il crepitio della legna nel camino e l'ondeggiante bagliore della fiamma, proiettano sul vetro tutti i pensieri più dolci che solo la magia della notte di Natale sa regalare a tutti i bimbi del Mondo, quei pensieri che nel cuore di un bambino rimangono sospesi tra la fantasia e la realtà, aggrappati ad un sottile confine fatto di nulla, un varco attraverso il quale, nella notte più bella dell' anno, si può accedere al meraviglioso mondo delle favole.
E' l'improvviso tonfo di un ramo che batte sulla finestra a richiamare l'attenzione di quei grandi occhi color del mare, un suono che fa sobbalzare il piccolo, e che tutto a un tratto gli fa abbandonare ogni suo pensiero riportandolo alla realtà.

Là fuori, ancora il candido bianco della notte artica, ancora il vento, ancora le stelle, ancora una slitta che vola nel cielo trainata da grosse renne, la slitta di Babbo Natale che si affretta a portare gli ultimi regali, l'eccitante pensiero che lassù tra quei doni ci sia anche il suo.

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 1.6 da 14 utenti

  • Currently 1,642857/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1692 volte.

Natale 2008: Momenti di festa e solidarietà

dicembre 22, 2008 16.40 by PuRe
Natale Palazzetti - Foto di Gruppo

E' venerdì 19 dicembre, all'ingresso brillano le luci dell'albero di Natale, qualcuno indossa un simpatico berrettino rosso da Babbo Natale, qualcun altro il cerchietto con piccoli pupazzi di neve come antennine. La magia del Natale si sente anche tra i corridoi della nostra azienda!
Natale Palazzetti - L'estrazione dei biglietti fortunatiCome da tradizione, alle 16.00, siamo tutti invitati ad andare allo scambio di auguri: dipendenti, collaboratori, ex dipendenti e, naturalmente, la famiglia Palazzetti. Anche i bambini sono i benvenuti: in fondo, il Natale è la loro festa!

I tavoli imbanditi con i dolci della tradizione (panettone, pandoro e torrone), bollicine di prosecco (ma anche di analcolici!), i premi della lotteria in bella mostra... questa è la "nostra" festa Natale in Palazzetti! Natale Palazzetti - Brindiamo tutti insieme

Dopo il discorso dell' AD – Ruben Palazzetti – abbiamo atteso trepidanti l'estrazione dei numeri della lotteria in cui sono stati messi in palio i regali ricevuti dai fornitori (grazie a tutti i colleghi che hanno rinunciato agli omaggi, che gli erano stati inviati, in favore di questa pesca di beneficenza!) e quattro super premi donati dalla famiglia Palazzetti: l'Ecofire Mini, la stufa a legna Diana, il set di arredo giardino (tavolo + sedie) e la mitica Giardinetta. Una tradizione nata con un preciso obiettivo benefico: devolvere il ricavato alla "Via di Natale", un modo per rendere il nostro Natale meno effimero e più attento a chi non può vivere questa festa con la serenità nel cuore.

I brindisi di rito e gli auguri hanno concluso questa tradizionale festa, piacevole momento della nostra vita in azienda ed occasione di vedere colleghi che, se no, non si incrocerebbero mai, per poter dire a tutti, ma proprio a tutti, BUON NATALE!

Natale Palazzetti - incontriamoci per scambiarci gli auguri

 

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 3.5 da 16 utenti

  • Currently 3,5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1353 volte.

Made in Porcia

dicembre 20, 2008 23.49 by RobertoP

Quando ci si trova all'estero e si sente parlare della nostra Italia, ci si inorgoglisce di fronte a quei nomi, più volte citati, che costituiscono la punta di diamante dei nostri prodotti.
Si tratta di Marchi conosciuti, legati al mondo della moda, al mondo dei motori, ai prodotti alimentari, ai prestigiosi vini che prendono vita dalle colline piemontesi, o dalle aspre terre del Friuli, ma che a prescindere dalla loro collocazione geografica, ci regalano il gusto del nostro paese.

Questi oggetti, questi capolavori, sono capaci di regalare emozioni incomparabili, emozioni che ci appartengono fin dalla nascita, ma che troppo spesso diamo per scontate, emozioni che si ripropongono con dirompente delicatezza quando ci si trova lontani da casa, sia per lavoro che per scelta.
Sentire il rombo di una Ferrari, riporta immediatamente il nostro cuore alle terre dalle quali ha avuto origine un fantastico progetto, un'idea partorita dalla passione di un uomo, e che nel tempo ha contagiato milioni e milioni di persone, un suono nel quale è contenuta la fatica, la speranza, la sconfitta, la sofferenza, la storia... Il successo mondiale!!!
Allo stesso modo, sento che l'Azienda nella quale lavoro è protagonista indiscussa di queste fantastiche creazioni che vengono definite, con un termine straniero che di certo contrasta con il suo significato più intimo, come “Made in Italy”.
Come il rombo di un motore riporta immediatamente le nostre emozioni alle cavalcate epiche di Gilles Villeneuve, o all' austero volto del Drake, la vista di un camino insinua in noi una irrefrenabile voglia di casa, una nostalgia che ci pervade, una sensazione di calore infinita.
Quando parlo di calore, intendo una fiamma che racchiude in sé la parte più ancestrale della vita, una luce ed un suono che da sempre significano energia, difesa, calore, sopravvivenza, e che nei giorni nostri assumono un'identità  legata alla famiglia, alle emozioni più profonde dell'amore per la casa e per le persone che la abitano.

Palazzetti ha saputo fare del fuoco un'arte, ha saputo racchiuderlo in forme che trasmettono sensazioni di forza, di unione, di intimità, forme che si legano al gusto di chi le possiede, e che diventano parte irrinunciabile della loro vita.
Queste forme nascono a Porcia, prendono vita da un'idea, proseguono il loro percorso su di un foglio di carta, guidate dalla saggezza di una banalissima matita, per poi entrare nel cuore di un blocco di marmo, e da lì vedere la luce  sotto l'attenta e amorevole cura dei nostri marmisti, dei designer, e di tutta quell'equipe che, a ragione, si prende quella sua parte di paternità che la rende orgogliosa di quella creazione.

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 3.3 da 18 utenti

  • Currently 3,277778/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1957 volte.

I problemi causati dal pellet scadente

dicembre 18, 2008 00.40 by Trinacria

Come promesso, eccomi di nuovo qui per continuare il discorso Pellet, per parlarvi delle prove che effettuo e, se ci riesco, per darvi qualche buon consiglio per l'utilizzo.

Il Pellet con bassa densità, o avente dimensioni non conformi è l'argomento che tratterò.
Questa tipologia di pellet è causa di problematiche riconducibili quasi sempre alla macchina che utilizziamo per bruciarlo.
Quando si acquista del pellet, vi consiglio di prestare particolare attenzione ai dati riportati sul sacco come le eventuali norme rispettate per la fabbricazione: le  norme principali a cui si riferiscono i produttori in Europa sono la Ö-Norm M7135 e la DINplus.
Tornando a noi, la questione che voglio evidenziare è ben esplicitata in questa foto:

Palazzetti - Braciere pieno e stua in allarme-fumi

Cosa pensiate sia successo?
Questa situazione si verifica, come già accennato, in alcune condizioni particolari. Ad esempio, quando impostiamo la nostra macchina alla potenza minima per riuscire a tenere la casa calda durante le ore notturne, convinti che il giorno dopo ritroveremo un certo tepore che ci accompagnerà durante il risveglio, (fase importantissima della giornata Laughing )

Invece no!!! La macchina è spenta, ma perché?
Si è guastata? Andiamo a controllare e la ritroviamo in allarme-fumi, la qual cosa ci rincuora momentaneamente, ma non capiamo il perché sia successo. Pensiamo sia stato un caso, ed allora senza più pensarci continuiamo con i mille impegni della giornata.
Il giorno dopo, però, la situazione si ripete e rimaniamo al freddo. A questo punto siamo quasi certi che qualcosa non stia funzionando correttamente.

Magari non prestiamo attenzione al fatto di aver acquistato una nuova partita di pellet, magari in offerta con i tempi che corrono.
È giusto risparmiare ma a volte per farlo bisogna scendere a compromessi.

Quello che è successo alla nostra stufa è semplice. Si è trattato di uno "svuotamento" momentaneo del crogiolo, dato dalla bassa densità del pellet, da cui ne scaturisce un basso carico orario: questa situazione provoca un abbassamento della temperatura fumi con conseguente difficoltà nell'espulsione degli stessi (durante una ipotetica notte particolarmente fredda).
Questo però non è sufficiente per far causare lo spegnimento di una delle nostre stufe. Vi è, in effetti, un altro fattore scatenante, che deriva dalla irregolarità delle dimensioni soprattutto per quanto riguarda la lunghezza del combustibile.
Quando essa è eccessiva (e quindi non è conforme), altera la regolarità del caricamento. Sappiamo che la coclea è simile ad una vite senza fine, se le spire di questa vite non riescono ad riempirsi uniformemente, si creano dei "vuoti".
Le norme sopra citate sono abbastanza restrittive, e fissano a 30mm la lunghezza massima del pellet,  anche se, a mio avviso, la lunghezza media ideale degli ovuli dovrebbe essere intorno a 21mm: con i pellet aventi tale misura, non ho mai riscontrato  alcun problema durante le prove da me  effettuate.

Un altro criterio importante per la scelta del pellet è il basso contenuto di materiale fine nel sacco.
Secondo la Ö-Norm M7135 e DINplus il valore massimo non deve superare il 2,3% di materiale rilasciato per sfregamento. Ciò significa che su un sacco da 15Kg questo valore si aggira intorno ai 0,345Kg. Anche in questo caso, per me è un valore troppo alto, principalmente per due ragioni:

  • Se avessimo a disposizione 0,345Kg di ovuli integri riusciremmo ad alimentare alla potenza minima una stufa per circa 30 minuti (!!!);
  • Questo materiale fine è tutt'altro che innocuo per le parti meccaniche in particolare per la coclea: il rischio è che, se vi è un tenore di umidità non adeguato,  il residuo fine venga trascinato fino ad "impaccarsi" bloccando quindi tutto il meccanismo di carico (con conseguente esborso di denaro per fare intervenire un tecnico).

Il mio suggerimento è dunque quello di non acquistare grandi quantitativi di pellet senza averne almeno provato un paio di sacchi. In ogni caso, secondo la mia esperienza, fisserei il valore del materiale sottile ad una percentuale non superiore ad 1,2-1,3%: nei pellet testati in cui ho riscontrato  tale valore non ho infatti riscontrato le problematiche di cui vi ho parlato.

Questo è un esempio di materiale fine rilasciato da un sacco testato da me in laboratorio:

Palazzetti - Esempio di residuo fino di un sacco di pellet

Prendendo un sacco a caso da una campionatura pervenutami, quanto pensiate sia in percentuale la materia fine rilasciata dopo la prova del setaccio?
Non molta. Se ci riferiamo alle norme citate, infatti, questa quantità equivale solo allo 0,95% di un sacco avente peso di 15,230Kg. Ricordando che le norme ne ammettono il 2,3%, immaginate di quanto sarebbe cresciuta la quantità di materiale fine, ed immaginate anche di riversare nel serbatoio della vostra stufa a pellet quattro o cinque sacchi di questi.

Capisco che può essere ritenuta una perdita di tempo andare a guardare queste sottigliezze, ma ribadisco che di sottigliezze non si tratta: basterebbe osservare bene i sacchi prima di acquistarli, per rendersi conto della quantità di materiale fine rilasciata. Due o al massimo tre pugni sono una quantità ragionevole per preservare la nostra stufa da fastidiosi interventi.
Alla Palazzetti, come sempre continuiamo a ricercare e testare nuove soluzioni, e con il nuovo sistema di caricamento, battezzato da noi a stella, questi problemi sono stati superati. Però credetemi quando vi assicuro che, purtroppo, in giro c’è di tutto....

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.7 da 15 utenti

  • Currently 4,666667/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 14409 volte.

A Natale... Facciamo il panettone con il forno Palazzetti!

dicembre 15, 2008 16.02 by Barbie
Palazzetti - Lara e Barbie alle prese con l'impasto per il panettone

... Con il Natale ormai alle porte, Lara ed io abbiamo pensato di proporvi una ricetta per fare il panettone casalingo con lievito naturale e perché no... cotto magari nel forno a legna Palazzetti!

Ovviamente... Non potevamo accontentarci della prima ricetta reperibile su internet, ma abbiamo deciso di farci consigliare da un professionista del "Panettone a lievitazione naturale", l'amico e pasticcere Luca Diana, il titolare della storica "La Pasticceria" di Pordenone.
Ma non ci limitiamo solo a spiegarvi il procedimento... nello spirito dell'azienda di dare sempre un servizio di qualità, abbiamo voluto anche mettere in pratica la ricetta consigliata.
L'equipe così composta: Barbie e Lara alla preparazione e coordinazione dell'impasto, Posys per le foto e Miky, l'esperto del forno, alla cottura.
L'avventura è cominciata alcuni giorni prima, quando io, Lara e Posys abbiamo assistito a una passionale lezione sul lievito naturale nella pasticceria di Luca. A un certo punto, Lara ed io abbiamo detto "Facciamo il panettone ?!". Posys affermò "Siete fuori!".
Qualche secondo dopo ha realizzato ed ha esordito con "Articolo per il Blog, lo cuciniamo sul forno a legna Palazzetti a casa mia!"

... AIUTO!!

Detto... fatto! L'organizzazione non è stata facile. Tra i vari impegni, di lavoro e personali, abbiamo dovuto preparare l'impasto in ore assurde.
La biga ha visto la luce il venerdì sera alle 19 circa, dopo il lavoro e prima di una cena, alla quale non potevo assolutamente mancare. Al ritorno, alle due di notte circa, il primo impasto era pronto. Alle 6:30 del mattino suona la sveglia, aiuto... ma è sabato... perché non posso dormire?... l'impasto mi aspetta. Alle 13, l'impasto ha cambiato paese, da Cordenons a Porcia, per essere cotto.
A Porcia, il forno era già pronto, abbiamo fatto gli ultimi preparativi in attesa dell'arrivo del cuoco Miky.Palazzetti - Dopo tanto lavoro, finalmente possiamo assaggiare il nostro panettone
Ed eccolo arrivare!
Dopo aver eseguito i controlli della temperatura e aver chiuso la valvola, Miky ha infornato quattro bei panettoni. Nell'attesa abbiamo degustato un ottimo Pinot Grigio prodotto dal nostro cuoco, nonché enologo.
Un'avventura fantastica che abbiamo condiviso anche con Vito e sua figlia Erica, che ci hanno raggiunto per un brindisi e per vedere (e gustare!) di persona i panettoni.

Il risultato?

... Guardate le foto e cliccate qui per la ricetta! Che sia merito della ricetta?... delle cuoche e cuoco?... o del Forno Palazzetti?

A proposito, cari colleghi: il panettone è... finito!!!

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.4 da 21 utenti

  • Currently 4,42857/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 3514 volte.

Palazzetti = Calore. Anche a Natale

dicembre 14, 2008 13.35 by Elly
Palazzetti - Il nostro albero di Natale

Quando pensate al nome Palazzetti vi viene subito in mente il fuoco ed il calore che esso emana, ma non è questo il calore di cui vi voglio parlare, ma quello che si prova all'interno di una famiglia...
Perché lavorare alla Palazzetti è proprio come far parte di una grande famiglia, numerosa ed accogliente.
In questa azienda sono molti i momenti che ci ricordano la vita familiare.
In particolare, uno di questi è... il Natale.
In questo periodo dell'anno, viene addobbato un grande albero di natale all'interno dell’azienda, e sotto vengono depositati dei pacchi regalo (proprio come a casa); inoltre alla vigilia di Natale c'è l'usanza, praticamente da sempre, di incontrarci tutti per brindare insieme e scambiarci gli auguri tra colleghi e... la proprietà naturalmente!
Questo, secondo me, è uno dei momenti più caldi che si vivono in PALAZZETTI.

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 3.0 da 15 utenti

  • Currently 3/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1741 volte.

Tagli agli incentivi verdi... il nostro punto di vista

dicembre 9, 2008 19.50 by Kristel

Le ultime notizie che abbiamo letto in merito agli incentivi “verdi” non ci hanno lasciato indifferenti... anzi! Cerchiamo allora di fare chiarezza, soffermandoci a considerare i tagli apportati dal decreto anti-crisi in materia di incentivi per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e contenimento dei consumi energetici.

La normativa precedente
Con la manovra Finanziaria 2007 (legge 296/06) sono stati introdotti degli sgravi fiscali (ai fini Irpef e Ires) per interventi finalizzati alla (ri-)qualificazione energetica degli edifici e, dunque, alla tutela ambientale (tra gli interventi interessati: l'installazione di caldaie a condensazione, di impianti di climatizzazione invernale a biomassa legnosa, di pannelli solari termici, di pannelli fotovoltaici, l'isolamento delle pareti verticali e di tetti e pavimenti). La Finanziaria 2008 (art. 1, comma 20, legge 244/07) ha prorogato tali sgravi per il periodo 2008-2010, consentendo a privati ed imprese di pianificare così gli investimenti, calcolando in anticipo i flussi finanziari, al netto del beneficio fiscale. Tale detrazione, nella misura del 55%, era garantita fino ad un valore massimo di 60.000 Euro, da ripartire tra i tre e i dieci anni.
Per usufruire dell’agevolazione era sufficiente:

  • avere l'attestazione della conformità degli interventi alla normativa da parte di un tecnico abilitato;
  • inoltrare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda informativa dell'intervento e l’attestato di certificazione o qualificazione energetica dell’edificio.

L'utilizzo del bonus fiscale poteva avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, senza necessità di preventiva approvazione da parte dell'Enea o dell'Agenzia delle Entrate.

Le novità introdotte dal decreto anti-crisi
Se fino ad oggi la legge consentiva a chiunque rispondesse ai requisiti richiesti di ottenere il bonus fiscale, con il DL 185/08 viene introdotto un tetto di spesa per coprire tali agevolazioni, stabilito nella misura di 82,7 milioni per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.
A tal fine, oltre all'invio all'Enea della documentazione, gli interessati devono presentare domanda per via telematica all'Agenzia delle Entrate, che acconsente allo sgravio solo in presenza di fondi sufficienti. L'Agenzia accoglie le istanze secondo l'ordine cronologico d'invio, comunicando l'esito agli interessati entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Se, passato questo termine, l'interessato non riceve notifica di assenso, l'istanza si deve intendere respinta per il meccanismo del silenzio-rifiuto. In tal caso i contribuenti possono beneficiare di una detrazione d’imposta del 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 Euro, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Attenzione – Lavori in corso!
Il Ministro dell’Economia Tremonti ha annunciato recentemente che il Parlamento provvederà ad annullare la retroattività prevista dal DL e che è disposto a modificare la disposizione che prevede il silenzio-diniego. Restiamo in attesa di eventuali, ulteriori modifiche (definitive) al Decreto.

Effetti e conseguenze dei tagli – il nostro punto di vista
Al di là dei fatti, si rende necessaria una breve riflessione sulle conseguenze del cosiddetto decreto anti-crisi in materia di incentivi. Ricordiamo qui le parole di Paolo Landi di Adiconsum: "Sono oltre 3 miliardi e mezzo gli investimenti attivati dalle famiglie nel 2007 e nel 2008 con l’agevolazione del 55% sul risparmio energetico, che hanno permesso un risparmio di 500.000 MWh di energia non consumata e un ulteriore beneficio di riduzione della CO2 stimato in 70.000 tonnellate, che hanno permesso allo Stato di introitare 350 milioni di IVA."
A fronte delle novità introdotte dal DL è, invece, inevitabile che molte delle famiglie e imprese che avessero preventivato di eseguire lavori di riqualificazione energetica nel prossimo futuro vi rinuncino, o peggio, ricorrano a forme di pagamento in nero per risparmiare sulle spese.

Le realtà imprenditoriali di settore, che in questi ultimi anni avevano visto aumentare sensibilmente il proprio fatturato (con conseguente incentivo delle nuove assunzioni) si vedono ora fortemente penalizzati.
Non solo. Con il decreto anti-crisi, l'attuale governo italiano conferma la sua reticenza nel far fronte agli accordi previsti dal protocollo di Kyoto - dimenticando che l'Italia, qualora non rispettasse gli impegni presi in materia di riduzione di CO2, dovrà versare una penalità di diversi miliardi di Euro alla Comunità Europea. Nel complesso, i tagli previsti agli incentivi verdi rappresentano un provvedimento anacronistico e miope, che conferma l'Italia come Paese, ahinoi, troppo spesso lontano da quelle che sono le linee politiche dell'Unione Europea. Invece di favorire l'utilizzo locale delle rinnovabili – come fanno nei loro pacchetti anti-crisi paesi come Francia e Germania – prevedendo, per esempio, degli incentivi per la sostituzione di tecnologie obsolete con altre ad alta efficienza e rendimento energetico, l'attuale governo ha definitivamente messo in discussione lo sviluppo di un settore che stava crescendo, a favore di soluzioni energetiche centralizzate più problematiche quali, ad esempio, il nucleare.

Da sempre dalla parte dell'ambiente, convinti che uno sviluppo tecnologico lungimirante possa realizzarsi solo nel pieno rispetto dell'ambiente e dell'uomo, auspichiamo una revisione della normativa a favore di una maggiore incentivazione delle fonti energetiche alternative ai fini di un'integrazione effettiva del nostro Paese nelle politiche europee.
Un'ulteriore esempio che la salvaguardia dell'ambiente non è tra le priorità dal nostro Governo è la posizione contraria all'approvazione del decreto della Comunità Europea definito come “20/20/20” (di cui abbiamo già parlato qui) secondo cui, entro il 2020, tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 (rispetto al 1990), aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico e ridurre del 20% i consumi energetici.

Se volete, possiamo discuterne anche sul nostro Forum

Edit del 24.01.2009: Il governo si ricrede

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.8 da 19 utenti

  • Currently 4,789474/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 4161 volte.

Goa per tutti i gusti!

dicembre 5, 2008 15.48 by Alberto
Palazzetti - Rivestimento Goa

Goa è uno dei nostri rivestimenti più particolari, un prodotto che da subito ha destato attenzione e curiosità, gratificandoci poi con il notevole successo riscosso in sede di vendita.

Il modello di serie nasce per i focolari della gamma 78 aperti dx/sx, ed è costituito da un'essenziale cornice in marmo bianco Mediterraneo lucido, con profilo ad "L" che sale da terra fino a circuire la bocca fuoco, e da un'onda sospesa, lunga e sinuosa, in pietra bianca bocciardata.
Al modello di serie, che già da solo conta numerose richieste, si è rapidamente aggiunta una quantità di modifiche, di volta in volta commissionate dai clienti con le più disparate esigenze, che rendono così Goa, anche uno dei rivestimenti su misura più richiesti.

Sicuramente la modifica più ricorrente riguarda proprio la caratteristica principale del prodotto, che è l'onda sospesa. Presso il nostro studio tecnico e design, sono passate un volume di richieste talmente particolari da lasciarci spesso sorpresi dalla fantasia che il rivestimento riesce a suscitare.
Sono così fioriti accorciamenti, improbabili prolunghe, rivestimenti con panca sia a destra che a sinistra, onde sospese raddrizzate, a volte addirittura onde su pilastri in marmo, o perfino con cassettoni sottostanti, o magari rivestimenti centro stanza per focolare bifacciale.
Anche i luoghi di installazione sono stati a volte veramente sorprendenti. La cosa ci ha anche lusingati, perchè sono stati molti i clienti che non hanno voluto rinunciare a questo rivestimento, a costo di trovare qualsiasi compromesso. Sono così sbucati GOA sottoscala, GOA enormi "da muro a muro" con panche e legnaia, o anche micro-GOA con mini-onda perchè "spazio non ne ho".

Palazzetti - Goa senza ondaPalazzetti - Goa con onda sospesa dritta Palazzetti - Goa con onda sospesa sinuosa

 

 

 

 

Non sono certo mancate infine, le situazioni più improbabili, a volte perfino divertenti, dai clienti che chiedono se si possono sedere sopra l'onda (certo che si può, ma vista la forma e l'altezza, mi pare un po' scomoda, in fondo è più appropriatamente un prodotto estetico), a quelli che vogliono un GOA senza panca (Aaargh! Come dire: una pizza farcita, ma senza la farcitura!), a quelli che lo vogliono tale e quale alla foto del catalogo, ma... tutto in marmo nero...

In questi casi di solito proponiamo, a corredo, una scultorea zucca da appoggio, in marmo arancione con lumino interno Tongue out

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.8 da 21 utenti

  • Currently 4,809524/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 4030 volte.