Una perfetta manutenzione

marzo 29, 2009 13.58 by RobertoP

Come tutti gli oggetti, anche una Stufa a pellet per rimanere a lungo "in perfetta forma" necessita di specifiche attenzioni, di piccoli accorgimenti e di piccoli gesti che le permettano di funzionare sempre, per un tempo indefinito, al massimo delle proprie performance.

Ma allora, cosa deve fare un utente che ha installato nella propria abitazione un prodotto a combustione solida?

Uno dei fattori che maggiormente incide sull'ottimale funzionamento di una stufa, è determinato dalle proprie condizioni installative, ed è per questo che gli aspetti dimensionali, di percorso e di coibentazione del condotto fumario non vanno per nessuna ragione trascurati; anzi, affidarsi a personale specializzato significa avere certezza del lavoro eseguito e, perché no, permette anche, in caso di bisogno, l'attribuzione di specifica responsabilità di fronte ad eventuali funzionamenti anomali.

Un altro aspetto di fondamentale importanza è rappresentato dal pellet utilizzato, argomento già ampiamente trattato in alcuni degli articoli scritti dai miei colleghi, ma che comunque è opportuno almeno menzionare. Umidità, residuo, purezza, solo alcuni degli aspetti che non vanno mai trascurati nella scelta del combustibile che la nostra stufa andrà poi bruciare, e questo perché un pellet non idoneo consegue inevitabilmente in una cattiva combustione, nello sporcamento del focolare, del condotto fumi, in una bassa resa e, in alcuni casi, nel bloccaggio della coclea e dell'intero sistema di caricamento.

Inoltre, per un'ottimale combustione, oltre alla qualità del pellet è necessario avere un ottimale rapporto tra il quantitativo del combustibile stesso e l'ossigeno destinato alla sua combustione, cioè quella che viene definita aria comburente.
L'aria comburente viene richiamata all'interno del focolare dalla depressione creata dall'espulsione dei fumi, un concetto che può risultare di difficile comprensione ai "profani" della materia, ma che sta alla base del funzionamento di un focolare; maggiore è la facilità nell'espellere i fumi della combustione, e maggiore è la quantità di ossigeno che attraverso opportuni condotti finisce al di sotto del braciere per alimentare la fiamma.

Risulta quindi intuitivo comprendere che la pulizia di tali "passaggi" è fondamentale per il perfetto funzionamento di un prodotto a pellet, e per mantenere l'efficienza di questi condotti è fondamentale qualche piccolo accorgimento da parte dell' utente.

Una volta al giorno, oppure ogni due a seconda dell'intensità di utilizzo, l'utente dovrebbe liberare i fori del braciere dai residui di combustibile mediante lo scovolino metallico in dotazione, rimuovere la cenere presente nel cassetto di raccolta, e una volta alla settimana, rimuovere la parete di fondo all' interno del focolare ed aspirare i fori di passaggio del circuito fumi, al fine di lasciarlo sempre libero e pulito.

Infine, una volta all'anno, o allo scadere delle duemila ore segnalate dal conta ore, è opportuno richiedere l'intervento di un tecnico autorizzato, in modo da provvedere alla pulizia del condotto fumario, del ventilatore e del collettore di passaggio dei fumi, un controllo di tutte le guarnizioni, in modo da escludere l'indesiderato e deleterio fenomeno dell' ingresso di aria parassita all'interno del focolare.

Piccoli accorgimenti, piccole attenzioni, qualche piccolissima "fatica", ma tutto questo per avere una stufa sempre in perfetto ordine e godere quindi del suo calore per tanti, tanti anni.

 

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Le diable rouge

marzo 22, 2009 12.13 by Giovanni

I nostri amici belgi (eredi degni dei diavoli rossi che hanno saputo scrivere memorabili pagine di calcio totale negli anni '80) ci avevano promesso, alcuni anni fa, inverni di fuoco.

Ed hanno saputo mantenere la loro promessa.

Ben calatisi nello spirito PALAZZETTI, nel giro di un paio di stagioni hanno saputo seminare lo scompiglio nelle reti distributive in Belgio, portando anche lì il nostro marchio a conquistare una posizione di leadership.

Un augurio a Ralph di saper continuare su questa strada: nel suo incessante percorrere le strade del Belgio distribuendo le stufe, il nostro Ralph è diventato una specie di icona pagana dei "fuochisti" belgi tanto da venir ritratto, in grandezza naturale,  sulle vetrine dei negozi

Palazzetti - Ralph, il nostro agente belga, si è fatto una fama tutta sua ;-)
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A volte i sogni si realizzano quando meno te lo aspetti...

marzo 21, 2009 08.47 by AnnalisaG

Da ragazza passavo qualche volta davanti a questa "Azienda" che mi sembrava così grande, con la scritta imponente "PALAZZETTI" sul muro di cinta... E mi domandavo esattamente cosa producessero.

Finita l'Università ho frequentato un corso di formazione nella speranza di trovare poi una locazione nel mondo del lavoro. Questo corso prevedeva uno stage finale in qualche azienda della provincia e tra queste indovinate che nome spunta ?

Ovviamente la Palazzetti.

Tutta contenta e speranzosa, mi illudo di poter essere io la prescelta per la magnifica opportunità nell'Azienda dei miei sogni. Ma non avevo considerato un piccolissimo particolare: al di là delle capacità, vengono prima i raccomandati!!!

Mi è sempre rimasto l'amaro in bocca per questa occasione perduta, e ogni volta che ci passavo davanti mi saliva il sangue in testa. Non sono però una che molla facilmente: dopo qualche anno ho spedito un CV per il quale ho ricevuto subito una risposta negativa.

Mah!

I sogni si realizzano quando meno te l'aspetti... Dopo circa 8 mesi, con sorpresa, arriva una telefonata e dopo aver fatto una severissima selezione, mi danno la bella notizia: volevano proprio me per ricoprire un incarico di responsabilità. Che "culo"!!
Lavoravo già da 4 anni nell'assistenza al cliente e ormai avevo fatto un'esperienza abbastanza importante, che mi aveva portato veramente a credere che il servizio al cliente potesse essere la punta di diamante di ogni Azienda.

Palazzetti cercava qualcuno per la gestione del Numero Verde che aveva da poco inserito. l'occasione mi sembrò più che ghiotta, perché finalmente avevo trovato un'Azienda che ci credeva e che voleva investire in questo servizio. Ovviamente ho avuto alcune titubanze iniziali, perché il cambiamento dà sempre pensieri e responsabilità più grandi in un'Azienda molto più grande di quella dove lavoravo, ma alla fine ho deciso e ho iniziato la mia avventura in Palazzetti...

 

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Il tagliaerbe

marzo 18, 2009 21.02 by Vortex

In occasione della festa del papà mi capita di ripensare a momenti particolari, immagini speciali, ricordi che mi fanno rivedere ciò che sono diventato sotto un'altra luce.

Il papà può essere presente o no, nella nostra vita, può essere una presenza importante o quasi assente, ma molto di ciò che siamo lo dobbiamo a lui, che lo vogliamo ammettere o meno.

Una delle cose che ho imparato da mio padre quand'ero poco più che un ragazzino, è stato falciare l'erba.

Non c'erano rasaerba o falciatrici meccaniche, si usava solo la falce fienaia, la buona lama d'acciaio montata su di un robusto manico di legno e maneggiata con l'ausilio di due pioli sporgenti sulla lunghezza.
Me l'aveva fatto fare alcune volte, poi mia madre, adducendo motivazioni di elevatissima pericolosità per un ragazzino nel maneggio di un attrezzo così affilato, mi tolse la possibilità di continuare.

Allora non me ne crucciai più di tanto, certo mi spiaceva di non poter più aiutare mio padre, e poi era il mio primo incarico  "da grande", ma insomma, avevo così tante cose da fare a quell'età, che una più una meno...

Ora, "da grande" , ho compreso alcune cose.... su mio padre e sulle falci.

Non molto tempo fa, una coppia di amici ha acquistato una vecchia casa colonica ad alcuni chilometri dalla mia città, la usano solo durante i fine settimana dato che vivono altrove per motivi di lavoro.
Durante la bella stagione, hanno scoperto che l'erba ha l'abitudine di crescere ad una velocità a dir poco ridicola.
In una settimana, complici le piogge che nella nostra zona (il Friuli orientale e nella fattispecie la fascia pedemontana) si possono definire frequenti solo a voler essere minimalisti, l'erba, le erbacce, le ortiche, i rovi e quant'altro possa utilizzare la fotosintesi, riesce a crescere anche di trenta centimetri.
Durante una mia visita a casa loro, dal momento che chi in loro assenza curava il taglio del prato non era passato, mi trovai ad affondare fino al ginocchio in un mare verde frusciante.

Scherzando, apostrofai il mio amico che mi era venuto ad aprire : "Ma insomma, non ce l'hai una falce ?"

Lui mi squadrò in silenzio per alcuni istanti, poi andò a rovistare in uno stanzino pieno di vecchi attrezzi dimenticati dai precedenti proprietari.
Dopo qualche minuto ritornò  e mi mise in mano una falce dicendo : "Tu pensi di saperla usare ?" con un certo atteggiamento di sfida.

Era una vecchia falce, con l'asta di legno grezzo e grossolanamente sgrossata, coperta di polvere e di ragnatele ma ancora solida, leggera e bilanciata, le impugnature arrotondate e consumate dall'uso, la lama ossidata ed assottigliata da mille e mille passate della pietra per affilare.
Mi chiesi anch'io se la sapevo usare... dopo tanti anni... chissà?

La impugnai, la bilanciai, provai a farla oscillare da destra a sinistra e da sinistra a destra... qualcosa c'era.

Provai in un angolo del grande prato, ruotai il busto ed affondai la lunga lama ricurva che avevo affilato con una vecchia, consunta pietra, trovata dentro un corno di bue appeso ad un gancio nello stanzino degli attrezzi, nell'erba alta.

No... non era proprio così...
più rasente al terreno, più lunga l'oscillazione, più veloce il movimento... provai di nuovo.
Meglio...
Un altro colpo.
Ancora, ancora ed ancora, più regolare, ancora e poi ancora... un po' più lento, passi più brevi... ancora ed ancora...
Passa la pietra sulla lama, rinnova il filo della falce...

Era come se mio padre mi parlasse, mentre la pietra faceva cantare l'acciaio sottile che ora appariva lucido e bagnato.
Riprendo a falciare, fa caldo, sudo ma non mi dà fastidio, sento solo il fruscio dell'erba che cade recisa alla base, il canto discreto del metallo quando morde i rovi duri e tenaci, la brezza che cerca di asciugarmi il sudore che mi cola da sotto il berretto con il frontino.

E sento quella voce, quella voce che mi incoraggia a continuare così, con calma, regolare, senza fretta... bravo, proprio così.

Poi finì.

Finito il prato, finita l'erba, finita la brezza... perso l'eco della voce di mio padre.

Rimase solo quel meraviglioso profumo di erba appena tagliata... poesia, poesia pura.
Non so quanto tempo ci impiegai, non molto credo.
Rimasi un momento fermo con la falce in mano e mi guardai indietro ed attorno, non era stato un taglio perfetto, le linee dell'erba distesa erano irregolari, l'altezza del taglio non sempre uguale, ma erano passati venticinque anni, da quando l'avevo fatto l'ultima volta... tanto tempo.
Mi voltai e vidi i miei amici che mi guardavano, "Senti un po', ma quand'è che hai imparato a falciare? Non sapevo che ne fossi capace"

"Oh, tanto tempo fa" dissi mentre appoggiavo la vecchia ma valida falce ad un albero.
"Me l'ha insegnato mio padre"

 

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Modi di dire

marzo 14, 2009 16.49 by Iride

Esco dal lavoro, in orario.

Nonostante ciò, fuori è già buio...

Cammino verso la macchina, alzo gli occhi e vedo una luna che si vede per metà e che, con il cielo terso di stasera, illumina il firmamento. Mi ritrovo a sorridere a questo spettacolo della natura e improvvisamente penso:

ma vale la pena uscire dal lavoro con il buio?

"Giocarsi" così le poche ore di luce che in questa stagione la giornata ci offre?
Ci penso mentre guido verso casa, sempre con l'occhio all’orologio. Sorvolando sul fatto che il lavoro d'ufficio comporta questo orario e che, come la maggior parte delle persone ho bisogno di uno stipendio, quello su cui riflettere è "quanto mi costa sacrificare la luce al lavoro? Ovvero, mi piace lavorare alla Palazzetti, mi dà delle soddisfazioni tali da compensare le ore di luce perse?"

Un mio amico dice che lui impiega il suo tempo quando va al lavoro... e questo sta ad indicare quanto sia felice del lavoro che fa. Questa può essere una buona domanda: sono disposta a cambiare espressione anch'io?

Se la risposta è , sacrifico le ore con meno fatica, se la risposta è no, il buio, quando esco, mi pesa parecchio...

E allora penso, perché non incentivare il telelavoro, tanto diffuso nei paesi scandinavi, una maggiore apertura al part-time, una maggiore flessibilità degli orari...


 

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Il corridoio infinito

marzo 9, 2009 18.05 by eMMe

Chi di voi si ricorda ancora il primo colloquio di lavoro??

Palazzetti - Il corridoio infinito... Beh, io la mia prima volta in Palazzetti la ricordo ancora fin troppo bene!!

Primo: perché quel giorno ero quasi completamente afona e il posto vacante era quello di centralinista (ma dico io, si può??????)
Secondo: perché non dimenticherò mai lo stupore nel vedere e nel percorrere per la prima volta questo lungo corridoio, con le sue pareti trasparenti che lasciano vedere dentro gli uffici le centinaia di persone che vi lavorano; con gli squilli di decine e decine i telefoni, con i rumori delle stampanti e i brusii delle voci.

Un po' per l'emozione di quel primo colloquio, un po' per la quantità di gente che vedevo al di là di quelle pareti, quel corridoio mi è sembrato senza finePalazzetti - Il corridoio infinito...

Ora, che lo percorro quotidianamente da anni e lo conosco come casa mia, la sua lunghezza non mi spaventa più... beh, tranne in quei giorni in cui indosso quei favolosi tacchi che dopo due ore mi massacrano i piedi: allora sì che ritorna ad essere infinito!

In ogni caso, iniziamo ad essere davvero tanti in questi uffici.

La domanda è: cosa facciamo con questo corridoio? Allunghiamo o soppalchiamo?

 

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Il centralino del sabato mattina...

marzo 7, 2009 16.36 by Monique

... Mi ricorda, ogni volta, da dove sono partita per arrivare oggi all'ultimo ufficio del lungo corridoio che tutti percorriamo ogni giorno.

Si, perché la mia esperienza qui è stata una continua crescita nell'apprendere mansioni che mi hanno portato a spostarmi sempre più verso l'interno di questo corridoio, partendo proprio dal centralino e passando attraverso l'ufficio Amministrazione, l'ufficio Design, l'ufficio Commerciale per arrivare al Marketing e P.R., dove sono adesso!

Sono cambiate tante cose in questi anni di lavoro, il turno del sabato mattina al centralino, però, fa ancora parte dei miei compiti.
Rispondere a tutte le persone che, leggendo il giornale o ascoltando la radio proprio di Sabato mattina... mentre fanno colazione con calma o si stanno preparando per andare a fare una passeggiata, chiamano proprio te perché hanno sentito la pubblicità Palazzetti e vogliono sapere di più sui prodotti, sui rivenditori di zona o sulle nostre promozioni.

E tu, che ti sei svegliata presto per raggiungere il lavoro anche nel giorno in cui faresti con tanto piacere un giretto per negozi o semplicemente sistemeresti casa e andresti a fare la spesa, devi dare uno dei servizi per i quali la Palazzetti si riconosce e distingue.

A chi mi dice che nella vita professionale sono importanti i ruoli aziendali io porto anche la mia esperienza lavorativa che, se pur breve vista la giovane età (che non svelerò anche se a breve potrei far parte dell'A.N.L.A. visti gli anni di esperienza in Palazzetti Smile ), è fatta di una continua raccolta di informazioni, esperienze e conoscenze di ruoli, che hanno ampliato il mio bagaglio professionale fino ad arrivare all'ufficio Marketing e P.R.

L'ufficio da dove partono le informazioni sulle campagne promozionali e a cui rivolgere proprio le domande del cliente finale che la mattina del Sabato chiede quali nostri prodotti hanno i 7 anni di garanzia, come abbiamo scritto sulla pagina di Repubblica che sta sfogliando.

Ed ora anche scrivere in un blog, parlare ad un'indefinita quantità di persone che probabilmente non mi conosceranno mai, ma che grazie a questo strumento potranno sapere un po' di me e della mia vita aziendale.

Tutto fa e farà parte di una mia crescita professionale che forse mi porterà anche a spostarmi con la scrivania fino al nostro laboratorio... che per chi non ci conosce è proprio l'ultimo pezzetto dello stabile dove mi trovo adesso... perché in Palazzetti è meglio non dare per scontato che dove lavori adesso sarà la tua postazione fino al prossimo anno.

Se le pareti potessero parlare racconterebbero di quante volte sono state spostate per creare nuovi uffici o rimpicciolirne di altri. Qui è tutto in continuo movimento: la produzione, le vendite, la tecnologia nei prodotti, l'estetica dei rivestimenti, gli strumenti di lavoro.

E' proprio per questo che, anche se il mio lavoro non rappresenta una funzione unica e ben definita, mi appassiona e stimola ogni giorno, anche quel Sabato che tocca proprio a me rispondere ai privati, anche a quelli "più chiacchieroni", che ti raccontano di quanto desiderano una stufa a legna per riscaldare la loro casa costruita negli anni '70 con i sacrifici di una vita, dove sono cresciuti i due figli maschi che ora sono sposati e li hanno resi nonni di due splendide nipotine... e parlano... e raccontano...

Non neghiamo l'evidenza... mi sono capitate telefonate anche di persone "un po' arrabbiate" che mi hanno chiesto come mai i mobili attorno alla loro stufa Palazzetti sono ricoperti di cenere e tu non sai che cosa rispondere (grazie Gianluca, per la precisa spiegazione che ora potrò fornire vantando una risposta da "esperto").
"Sono spiacente ma deve richiamare Lunedì perché i miei colleghi che possono aiutarla oggi non sono in azienda" e lui:"ma allora lei cosa ci sta a fare li di Sabato". Ecco, appunto!

In quel momento non ti senti proprio la persona giusta al posto giusto, ma fai comunque un bel respiro e tiri fuori tutta la tua carineria nel dirgli "sono qui per rispondere alle richiesta di chi ancora non ha acquistato i nostri prodotti e vuole conoscere le promozioni in corso o sapere qual è il rivenditore di zona più vicino alla sua città".

Il bello del contatto con il privato è proprio che ti rendi conto, anche nel tuo piccolo, in un ufficio che non "sforna" macchine con la doppia combustione, ma promozioni e pagine pubblicitarie, che sei comunque utile per realizzare un progetto di una famiglia che vuole modificare il suo sistema di riscaldamento, o semplicemente godere della fiamma del fuoco quando è riunita nel suo salotto.

Il brutto, invece, è quando ti rendi conto che c'è qualcuno che si diverte a chiamare un numero verde qualsiasi (tanto non spende nulla) per poi buttare giù la cornetta quando rispondi... non posso indovinare l'età anagrafica della persona che sta dall'altra parte del telefono, ma posso immaginare l'età che dimostra facendo questo scherzetto!

Le mie colleghe del Customer Care, che rispondono ogni giorno a telefonate come queste, possono capirmi molto bene!

Non lavorando solo il Sabato, ovviamente, mi ripropongo di raccontarvi, alla prossima occasione, del "misterioso" (alcuni non sanno nemmeno della sua esistenza) ufficio marketing... sempre che non cambino altre cose nel frattempo... qui è tutto in continuo movimento.

 

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Fra prove e certificazioni: che passione!

marzo 4, 2009 19.25 by Micheluca

Appassionarsi al proprio lavoro  è possibile? A me è capitato!


Lavoro come tecnico nel laboratorio R&D (ricerca e sviluppo) di questa azienda, con il compito principale di certificare i prodotti a legna.

Palazzetti - una delle nostre stufe pronta per i test di laboratorioPremetto che di alchimie di combustione ero un vero e proprio principiante, con poca esperienza. Ma poi la collaborazione con i colleghi, la curiosità  e l'esperienza maturata, mi hanno portato a ricercare  e vivere lo sviluppo del prodotto con  particolare dedizione, una sfida con me stesso e con chi mi aveva preceduto in questo ruolo, nel ricavare il massimo delle prestazioni sia nel rendimento che nella riduzione delle emissioni nocive (CO, NOx, VOC, polveri sottili). Palazzetti - Uno dei tanti software di controllo per la verifica e il test della configurazione dei prodotti

Quando una certificazione viene portata a buon fine, con valori che rispettano le più rigide normative Europee e locali (EN13229, EN13240, EN14785), mi sento orgoglioso del lavoro svolto perché, seppur nel mio piccolo, ho contribuito a dare un futuro a questo pianeta sofferente per gli interessi e il menefreghismo di pochi, ma che coinvolge purtroppo tutti.

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