E' incredibile come certi ricordi possano rimanere indelebili nella mente, e ancora più sorprendente è il modo in cui le sensazioni di allora si ripresentino con tanto impetuoso realismo, riportandoti per alcuni interminabili istanti alle emozioni già vissute, a momenti lontani che nel presente ritrovano una nuova forza, e rinascono nella spontanea naturalezza di allora.
Era una calda sera di luglio, quando assieme alla mia famiglia mi accingevo ad abbandonare quel mondo che da ragazzino avevo avuto la fortuna di vivere e respirare a pieni polmoni, quell'intenso profumo di mare che mi aveva accompagnato negli anni più belli della mia infanzia, e che con grande nostalgia ancora oggi mi appartiene profondamente.
Mi allontanavo dagli spettacolari giochi di luce che dalla costa baciano il mare, giochi amici, giochi dal fascino mutevole, per andare a conoscere una nuova città, per iniziare una nuova vita, per affrontare un futuro che a quell’età sembrava tanto lontano, e che oggi non è altro che il mio presente.
L'amore per Trieste mi ha portato da allora alla ricerca di qualunque forma di poesia che mi legasse alla vita di quella città, a qualunque forma di espressione che vedesse le mie emozioni condivise e comprese, e nulla più della musica è in grado di legare ed unire persone che desiderano provare le stesse emozioni.
A Trieste, quando si parla di musica si parla di Lorenzo Pilat, un'artista la cui storia è raccontata nei numerosissimi brani da lui composti e cantati, nei quali traspare l'amore per questa città nella quale tutt'ora risiede.
La sua pluriennale carriera artistica lo ha visto primo vincitore del Festivalbar, nonché elemento di spicco del Clan di Celentano, compositore di brani che hanno trovato una loro solida e duratura collocazione nel panorama della musica leggera italiana e d'oltre oceano.
Sono suoi successi quali "Nessuno mi può giudicare", "La rosa nera", portata alla ribalta da Gigliola Cinquetti, "Alle porte del sole", vincitrice di Canzonissima nel '73 e portata al successo in America da Al Martino, con la versione dal titolo "To the door of the sun"; "La legge del menga", presentata al Cantagiro nel '67, "Non illuderti mai" e "Fin che la barca va", cantate ancora oggi in Italia e in Germania da Orietta Berti; "Quanto è bella lei" prima classificata al disco per l'estate del '72 e "Vino amaro", nonché "Love me tonight" tuttora un best seller americano, portato al successo da Tom Jones, e che ad oggi ha superato il milione di passaggi radiofonici e televisivi negli USA.
Poco più di un anno fa, durante una sua serata ho avuto modo di conoscere Lorenzo, e poco a poco ho avuto modo di condividere con lui pensieri e canzoni, di creare un'amicizia che con sincera naturalezza ci ha visti trascorrere allegre serate in compagnia, a parlare di musica, della città per la quale entrambi proviamo lo stesso affetto, ed ultimamente a programmare e a definire uno spettacolo che lo vedrà protagonista il prossimo 23 maggio al Teatro Rossetti di Trieste.
L’amicizia che ci lega, e che lo lega alla Palazzetti, mi porta oggi ad invitare tutti voi lettori al suo prossimo spettacolo, una serata tra amici in un Teatro che rappresenta la più importante fondazione teatrale della città e uno dei teatri più importanti e rinomati d'Italia.
Vorrei davvero trascorrere questa serata assieme ai miei amici e colleghi della Palazzetti, perché possano apprezzare le sue qualità canore e la sua capacità di caloroso coinvolgimento, e perché no, per poter conoscere tutti quei lettori e frequentatori del nostro sito che vorranno essere dei nostri in una allegra serata tra amici.
Arrivederci a Trieste
Correntemente valutato 2.7 da 20 utenti
- Currently 2,7/5 Stars.
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5