Pellet radioattivo - i risultati dei test dopo due settimane

giugno 28, 2009 14.58 by Gianni

Continuano le buone notizie sui rilievi effettuati in Italia sul pellet (vedi qui e qui per saperne di più).

La regola "non si può fare di tutta l'erba un fascio" si dimostra valida anche in questo caso e i risultati che provengono dalle analisi delle ARPA di Piemonte, Veneto e Toscana ridimensionano il fenomeno.

Un'osservazione sui dati è doverosa e tecnicamente necessaria.

La quantità di radioattività presente sul pellet è inferiore a quella presente nelle ceneri.  Non può che essere così poiché (e chi lo utilizza lo sa bene!) da un chilogrammo di pellet si ottengono circa 8-10 g di cenere. Quindi il rapporto è di 1/100. Visto che il Cesio non viene bruciato durante la combustione del pellet, questo si concentra totalmente nelle ceneri. Per fare un esempio, se il pellet ha un valore di 2 Bq/kg (Becquerel al chilogrammo), sulle ceneri ci si aspetta di trovare dei valori tra i 200 e i 250 Bq/kg.

La stessa osservazione emerge anche nelle analisi della Toscana che evidenziano, tra l'altro, dei valori medi più bassi per il pellet di provenienza nazionale rispetto a quelli provenienti dalla Lituania.

Il comunicato di ARPA Piemonte, inoltre, entra nel dettaglio relativamente al pericolo che può esserci nel maneggiare la cenere generata dal pellet e specifica, in modo inequivocabile, che l'esposizione annua sarebbe 1/30 del limite di legge previsto (soglia che comunque garantisce la sicurezza per la salute delle persone).

Appena avremo un numero significativo di prove sul nostro pellet saremo ben felici di pubblicarne i risultati. Nel frattempo riportiamo i comunicati ufficiali di ARPA Veneto e di ARPA Piemonte.
In allegato a quest'articolo trovate i risultati scaricabili in formato PDF dei test effettuati da ARPA Veneto, ARPA Piemonte e ARPA Toscana.

Siamo a disposizione anche nel nostro forum per ulteriori approfondimenti

Il comunicato di ARPA Veneto:
(AAV) Padova - I valori di radioattività riscontrati nel pellet in commercio in Veneto sono assai inferiori a quelli rilevati in Val d'Aosta, regione da cui era partita l'inchiesta. Dai risultati delle analisi di ARPAV i valori massimi di Cesio 137 nel pellet "Naturkraft premium 6mm" sono di 26 Becquerel al chilogrammo contro i 300 Becquerel a chilogrammo rilevati in Val d'Aosta, lo stesso vale per le ceneri, "arricchite" per effetto della combustione, che nei campioni del Veneto si attestano con punte massime da 2000 a 3000 Becquerel al chilogrammo contro i 40.000 Becquerel/kg della Val d'Aosta.

Oltre al pellet "Naturkraft premium 6mm", ARPAV ha analizzato campioni di "Naturkraft" e di altre marche. Tutti i campioni analizzati in Veneto dagli esperti del Centro di Riferimento Regionale per la Radioattività di ARPAV non hanno rilevanza radiologica. Gli esperti sottolineano che tale matrice contiene "di norma" modesti livelli di Cesio 137, presumibilmente riconducibili all'evento incidentale di Chernobyl ma non significativi dal punto di vista dell'esposizione alle radiazioni basti pensare che il suolo del Veneto presenta un livello medio di Cesio 137 da 30 a 40 Becquerel/kg. ARPAV continua le analisi in accordo con i Vigili del Fuoco. I cittadini che rinvenissero nella propria abitazione campioni di pellet "Naturkraft Premium 6mm" o ceneri derivanti dalla sua combustione sono invitati a contattare il 115

Il comunicato di ARPA Piemonte:
Arpa Piemonte sta effettuando un'estesa campagna di misure per valutare il contenuto di radioattività (Cesio-137) nei pellet utilizzati in Piemonte.

I risultati relativi alle prime misure effettuate (spettrometria gamma con rivelatori al Germanio Iperpuro), riguardanti due campioni di pellet e uno di ceneri di combustione prelevati a scopo conoscitivo da funzionari di Arpa Piemonte presso utilizzatori privati sono i seguenti:

Tipologia campione 

Luogo campionamento  

Concentrazione (Bq/kg)  

Pellet Naturkraft (Lituania)  

Baldissero Torinese (TO)

 24,7 ± 2,3

Tree Pellets (nazionale)

Biella

 2,44 ± 0,27

Ceneri pellets

Biella

497 ± 48 


Si tratta nel primo caso di un campione di pellet della marca che è stata oggetto delle azioni di sequestro preventivo da parte della Magistratura, mentre nell'altro caso si tratta di pellet di un produttore nazionale.

I dati riportati indicano valori di concentrazione nei pellet piuttosto contenuti. Più elevati invece, come previsto, i valori riferiti alle ceneri che, per loro natura, tendono a concentrare i componenti non volatili. Si tratta tuttavia, in tutti i casi, di livelli che sono di molto inferiori a quelli riferiti da alcuni organi di stampa.

Il più significativo rischio ipotizzabile è legato all'inalazione delle ceneri durante le operazioni di pulizia della stufa. Assumendo, per ipotesi, come riferimento il massimo dato di concentrazione nelle ceneri riportato dagli organi di stampa (40.000 Bq/kg), le stime di dose alla popolazione portano comunque a valori molto bassi, assai lontani dalla soglia di rilevanza radiologica. Tale stima di dose non è aumentata in modo significativo dall'eventuale spargimento di ceneri sul terreno e dal conseguente consumo di generi alimentari.

Si precisa che le considerazioni sopra riportate sono prime valutazioni effettuate sulla base dello scenario peggiore, ipotizzato su quanto è al momento noto in termini di massima contaminazione rilevata nelle ceneri dei pellet. Tali valutazioni sono suscettibili di variazioni nel momento in cui dovessero emergere elementi nuovi attualmente non noti.


palazzetti_comunicato_arpaveneto_20090624.pdf (39,99 kb)
palazzetti_comunicato_arpapiemonte_20090616.pdf (69,52 kb)
palazzetti_comunicato_arpatoscana_20090623.pdf (115,70 kb)

 

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Barbecue... Spettacolari!

giugno 25, 2009 17.59 by PuRe

La televisione piace a tutti... anche ai nostri barbecue! Che non aspettano altro che la bella stagione per esibirsi nella loro più grande abilità: la cottura a legna...

Palazzetti - Fabrizio Nonis immortalato in un momento delle registrazioni di "Gusto"Il nostro amico e collaboratore Fabrizio Nonis (il macellaio-gastronomo  autore, insieme ad Andrea Tarini, del nostro nuovo libro "Gusto Acceso") ha scelto Faro e Nuovo Capri per svelare i segreti della cottura a legna in due importanti format televisivi:

GustoCanale 5 e Alice EstateAlice TV (SKY 416).


A "Gusto", Fabrizio porta Faro, che, inserito nell'eccezionale cornice del collio friulano, può dare il meglio di sé in tutti i tipi di cottura: alla griglia, alla piastra e con girarrosto. Le micro-puntate (di circa due minuti) mostrano soluzioni veloci, ma appetitose e regalano consigli e suggerimenti per utilizzare al meglio i nostri barbecue. 

Palazzetti - Il barbecue Nuovo Capri è protagonista su "Alice Estate"Nuovo Capri, invece, è tra gli ospiti d'onore della trasmissione Alice Estate, in onda da lunedì 22 giugno su canale 416* di SKY (tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 21.00). All'interno di uno splendido giardino, Nuovo Capri supporta Fabrizio Nonis (conduttore del programma) nella preparazione di menù ricchi e sfiziosi da offrire agli ospiti: bruschette, verdure, formaggi, pesce e immancabile la carne: spiedini, costolette, salsicce, costate... Non mancheranno i consigli per la cottura più adeguata di ogni singolo cibo e le spiegazioni per l'utilizzo degli utensili: le pinze, le spatole, le graticole, i pennelli, i guanti...
Le puntate saranno in onda dal 29 giugno, dal lunedì al venerdì, alle ore 22.00 con replica il giorno dopo alle ore 14.00 e il giorno seguente alle 10.00.


Vi aspettiamo in TV, per conoscere sempre meglio i segreti della cottura a legna!

 

*Alice (SKY 416) è il canale satellitare dedicato al life style femminile, nella declinazione cucina ed enogastronomia, che conta 8.000 spettatori al giorno nella fascia oraria serale.
Durante l'estate, la cucina del canale Alice si sposta in uno splendido giardino e adatta alla stagione i piatti più originali da consigliare agli spettatori. Nasce così ALICE ESTATE che quest'anno sarà condotto da Fabrizio Nonis e da un altro volto noto del canale. Per 25 puntate il barbecue sarà l'ospite d'onore.

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Family Day 2009: la NOSTRA festa

giugno 19, 2009 12.58 by Cristian

Cari colleghi, non vi sembrerà vero, ma quella passata era già la terza edizione del Family Day.

Ben tre edizioni... E tutte in crescendo... Ormai la macchina organizzativa è ben collaudata e affiatata, non ci spaventa più nulla...

Family Day Palazzetti - Anche l'edizione 2009 è stata un successoRicordo, come fosse oggi, la prima edizione nel 2007: avevamo pensato di farla solamente per lo stabilimento di Zoppola...
Quella volta non ci credevamo capaci di organizzare una "manifestazione" così importante, che quasi subito sarebbe diventata un appuntamento fisso per la grande "famiglia" Palazzetti.

La prima edizione si è svolta nel nuovo piazzale asfaltato: siamo riusciti a cuocere, oltre alla carne, anche tutti i partecipanti! Neanche gli ombrelloni ed i gazebi ci hanno salvato dal sole.
Il ricordo che tutti noi abbiamo della prima edizione?... in particolare uno: la "nostra" signora Diletta che girava tutti i tavoli a chiacchierare con tutti noi, italiani e non...

Poi ci sono state la seconda e terza edizione, vera festa per tutto il gruppo Palazzetti... oramai possiamo paragonarci ad una sagra paesana: abbiamo sempre avuto il "pienone" di partecipanti. In entrambe le edizioni allargate a tutti i dipendenti e famiglie abbiamo superato i 400 partecipanti. Non è mica facile, sapete, organizzare una "festicciola" per così tante persone... specialmente per noi che abbiamo più confidenza con le vibro presse che con il servire in tavola.

Family Day Palazzetti - Grazie a Paperino, i bambini non si sono certo annoiatiDevo dire però che, anche se è faticoso, organizzare un evento così grande e caricarsi di questa tensione dovuta alla paura che tutto non riesca perfettamente... noi ci divertiamo veramente un mondo...
... E poi finita la giornata, quando tutto riesce bene si crea quell'atmosfera magica che unisce in modo indelebile e puro tutti quelli che hanno lavorato per la riuscita dell’evento... Tra una pacca sulla spalla e l'altra ci si fa l'ultima birra e si va tutti a casa con il cuore pieno di soddisfazione per aver visto un altro Family Day riuscito.

La caratteristica di queste ultime due edizioni? La grande collaborazione tra il personale di tutti gli stabilimenti del gruppo. Sempre più colleghi per un giorno "cambiano casa" e vengono qui a Zoppola a darci una mano. In merito a ciò ci tengo particolarmente a ringraziare Flavio per il grande aiuto che ci ha dato attraverso i suoi uomini a rendere ogni anno questo evento un successo... E per aver recuperato tavoli, panche, scaldavivande... Grazie Flavio!!!

Sappiate comunque che il family day 2010 è già nelle nostre teste... E che ci saranno ulteriori sorprese!
Magari se avete dei suggerimenti, delle cose che vi piacerebbe fare o vedere all'interno di questo evento, ditelo pure...

In allegato l'articolo pubblicato sul Messaggero Veneto del 13.06.2009

palazzetti_messaggero_veneto_20090613.pdf (1,91 mb)

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Pellet radioattivo: il comunicato dell'AIEL

giugno 16, 2009 16.53 by Kristel

Come promesso, vi aggiorniamo sulla situazione, riportando nel nostro blog il comunicato stampa ufficiale dell'AIEL tratto direttamente da qui:

PELLET RADIOATTIVO: ATTENZIONE ALLE FACILI GENERALIZZAZIONI

Un episodio che non va sottovalutato ma che non deve penalizzare un settore delle rinnovabili che genera vantaggi ambientali ed economici

 

Le notizie circa il sequestro di pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e commercializzato anche nel nostro paese, danno un'immagine non coerente con la realtà del pellet prodotto in Italia.

Come spesso accade le "presunte" responsabilità di pochi ricadono ingiustamente su un intero settore come quello della produzione del pellet che vede numerosi produttori italiani impegnati nel continuo miglioramento qualitativo del prodotto.

Una parte rilevante del pellet consumato in Italia è prodotto da aziende italiane che impiegano legno vergine di provenienza sia nazionale, sia di alcuni paesi europei limitrofi.

Attualmente in Italia sono consumate oltre 1 milione di tonnellate di pellet, di cui almeno 750.000 di produzione nazionale. La maggior quota di importazione (circa 250.000 t) proviene dall'Austria. Anche le quote importate sono largamente riferite a rapporti commerciali consolidati

Le importazioni dei paesi baltici rappresentano una piccola e sporadica quantità, dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pellet è venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale.

Le informazioni che sono attualmente disponibili non consentono ancora di avere un quadro chiaro sull'entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità di prodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione.

Ciò quindi consiglia molta prudenza rispetto a giudizi liquidatori su un intero settore produttivo che non deve essere  penalizzato ingiustamente.

Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra un notevole sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presenta notevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatori che lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico.

Il tema della contaminazione radioattiva non va tuttavia sottovalutato e vanno sostenuti e promossi i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore, anche prevedendo un aggiornamento delle norme. Tuttavia siamo dell’avviso che questo episodio debba essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificati allarmi.

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Pellet radioattivo...

giugno 16, 2009 00.25 by MarcoPalazzetti

L'allarme pellet radioattivo partito dalla Valle d'Aosta sabato scorso è stato accolto con stupore dagli addetti ai lavori dal momento che, normalmente, le importazioni internazionali dovrebbero essere soggette ad accurati controlli in dogana, proprio al fine di scongiurare eventi di questo tipo - e molti, infatti, sono i casi di rinvio al mittente di autotreni di rifiuti o materie prime contaminate.

Da anni la nostra azienda sostiene pubblicamente la diffusione del pellet come combustibile e come tecnologia di combustione, perché consente di ottenere performance veramente eccezionali per un combustibile solido che, per di più, è anche rinnovabile e permette un notevole risparmio sulla bolletta energetica del consumatore.

I recenti eventi di cronaca mettono in luce come il pellet sia giunto in pochi anni a giocare un ruolo molto importante nello scenario energetico italiano ed europeo, al punto da meritare l'attenzione di tutti i media nel momento in cui qualcosa sembra uscire dall'aura "dell’ecologico, sano e naturale".

A tranquillizzare la situazione per fortuna sono i numeri: di circa 1.000.000,00 di tonnellate di pellet consumato annualmente in Italia la quota di provenienza Lituana è inferiore all’1%; al momento attuale solo una minima parte del materiale lituano importato risulta essere contaminato, il che fa abbassare ulteriormente la percentuale al punto da poterlo considerare, per ora, un caso isolato.

A tutela dei milioni di consumatori di pellet in Italia ci siamo attivati per ottenere la necessaria tracciatura dell'origine della segatura utilizzata dai maggiori pellettizzatori italiani ed europei, al fine di avere la garanzia sul controllo della provenienza delle materie prime: tutti i documenti ufficiali che riusciremo a reperire al riguardo attraverso la nostra rete di relazioni verranno pubblicati sul nostro blog, a partire dal comunicato stampa dell'associazione austriaca del pellet: ProPellets Austria.

L'associazione proPellets Austria - al pari della ns. Associazione Italiana Pellet - riunisce tutti gli attori del settore: produttori di combustibile pellet, commercianti di pellet, produttori di stufe e caldaie a pellet, di sistemi di immagazzinamento e altri.
 
Tra i suoi obiettivi ricordiamo:

  • lavoro di informazione sul tema "riscaldare con il pellet"
  • favorire condizioni politiche migliori per quello che è un combustibile ecocompatibile ed economico
  • tutela della qualità offerta all'utente
  • attività di monitoraggio del mercato e pubblicazione dei dati inerenti
  • collaborazioni internazionali

In allegato a quest'articolo la traduzione in italiano del comunicato stampa di proPellets Austria.

Per chi vuole approfondire, abbiamo aperto un relativo topic nel nostro forum, raggiungibile cliccando qui.

Edit del 2009.06.16 17.05: aggiunto nel nostro blog il comunicato ufficiale dell'Associazione Italiana Pellets. Lo trovate qui

Edit del 2009.06.28 15:10: aggiunti nel nostro blog i risultati dei test di ARPA Piemonte, Toscana e Veneto, con le nostre considerazioni in merito. Li trovate qui.

Edit del 2009.07.06 17:45: abbiamo pubblicato i risultati dei test che abbiamo effettuato su 20 campioni di pellet. Clicca qui per leggere l'articolo

palazzetti_comunicato_propelletsaustria_150609.pdf (8,00 kb)

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Sono sempre io...

giugno 15, 2009 10.51 by Vortex

... Il solito Vortex! 

Ogni tanto mi vengono in mente immagini divertenti, personaggi che hanno fatto la storia dei miei trent'anni in azienda. Vediamo se riesco a mettere nero su bianco qualcosa di nuovo.

Vi ho già parlato mi sembra, dei nostri carrellisti, il giovane era il velocissimo Dario, l'altro il povero Terenzio.

Il primo sembrava escogitare ogni giorno modi nuovi di fare danni, l'altro pensava a come poterlo punire. Era una battaglia persa in partenza, quella di Terenzio, lo sapeva bene, ma si impegnava parimenti ad escogitare qualcosa di nuovo volta per volta.

In un'occasione venne installato un nuovo portone automatico, a comando pneumatico, per aiutare a mantenere il calore all'interno del reparto quando si rendeva necessario portare all'aperto i materiali. Era alto tre metri, a due ante trasparenti, e dai tre metri fino al soffitto, due metri più in su, venne creato un robusto infisso in ferro e vetro da imbullonarsi sui pilastri in cemento.

Era ovvio che nessuno avrebbe potuto sorreggerlo a mano mentre gli addetti lo fissavano, perciò fu incaricato Dario di sorreggerlo con le forche del muletto. Dovette sottostare per quasi un'ora ai comandi dei due operai, i cui comandi ripetuti erano una sofferenza per lui :

"Alza di due centimetri! Avanti di tre, piano!! Adesso vieni indietro un centimetro verso sinistra, abbassa di un pelo!"

Dario fumava letteralmente dall'impazienza di poter correre avanti ed indietro per il piazzale. Quando finalmente il lavoro fu terminato, fece un giro d'onore decantando la sua precisione nell'eseguire i comandi, e vantandosi che senza di lui non si sarebbe potuto fare niente del genere, concludendo raccomandandosi che bisognava fare attenzione a non uscire dal capannone con le forche troppo alte del carrello elevatore, per evitare di colpire l'infisso appena montato. Tutti convenimmo che era giusto, che saremmo stati attenti, senza dirgli che noi non potevamo usarlo, il carrello elevatore, ma ritenemmo meglio non fargli notare che semmai era lui a dover stare attento a quel che faceva. In effetti forse sarebbe stato meglio averglielo fatto notare, ma si sa... con il senno di poi...!

Non trascorsero nemmeno tre minuti.

Ci fu un boato!! Poi un fragore tremendo, un clangore di ferraglia e di vetri infranti, seguito da una pioggia di polvere che cadeva dalle travi del tetto in cemento, dai tiranti d'acciaio delle capriate, dai cavi e dalle tubature che correvano in alto sopra le postazioni di lavoro.

Tutto il capannone stava vibrando per il colpo dato da Dario il Grande. Appena finito di raccomandarsi con noi aveva caricato un pallet di materiali finiti, e per vedere meglio dove stava andando tenne sollevate le forche bene in alto.

Immaginate la scena: il carrello colpisce con la violenza di un ariete l'infisso con la parte alta delle forche, e si impenna mentre la parte di sotto continua la sua corsa, a questo punto il naso del carrellista discute con il vetro di protezione sul davanti del mezzo. Immediatamente dopo l'iddilio naso-vetro temperato c'è il contraccolpo, la parte bassa del carrello rimbalza indietro, scagliando tutto il peso del marmo caricato sul pallet in avanti, a dare il colpo di grazia all'infisso appena installato, e mandandolo a finire qualche metro più avanti, inseguito da una tonnellata di rottami di marmo, miseri resti di una ordinata pila di piani perfettamente levigati e pronti per essere imballati.

Eravamo tanto abituati ai suoi danni che, passato lo spavento per il tremendo botto, ci limitammo a scuotere la testa e riprendemmo tutti a lavorare, lui faceva i danni e lui ripuliva.
Il bello di Dario era che quando faceva danni si arrabbiava come un matto con l'intero universo, ed un pochino con se stesso, e copriva lo stesso universo e se stesso di insulti per tanto più tempo quanto più grave era il danno, perciò non c'era neanche gusto a sgridarlo.

Perfino Lelio Palazzetti in persona alla fine si girava a guardarci con un mezzo sorriso sotto il cipiglio da urlo "Cosa vutu dirghe, el se le dis da sol !!"  (Cosa vuoi dirgli ? Si insulta da solo!!)

Ma una cosa eravamo noi colleghi, una cosa era il Titolare in persona... altra cosa era Terenzio!!!

Ci pensò in silenzio per un paio di giorni, e non so se Dario si stesse preoccupando per questo, ma avrebbe dovuto.

Il terzo giorno, quando a fine giornata uscimmo dalla fabbrica per raggiungere le nostre auto, vedemmo Dario guardarsi stranito attorno, grattandosi la testa e borbottando qualcosa tra sé e sé... finchè qualcuno gli indicò un punto alle sue spalle.... in alto. Molto in alto!

La sua auto era parcheggiata sopra il grande silos dei fanghi del depuratore delle acque di lavorazione, a buoni sette metri da terra.

A nessuno venne da chiedersi come ci fosse finita... Terenzio era l'unico gruista!! E lui si, era un maestro, non per nulla era andato a casa per primo!! Smile

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Gruppo Seniores in gita a Trieste

giugno 10, 2009 12.54 by Bruno

Si è svolta sabato 23 maggio 2009 la gita alla città di Trieste e dintorni.

Un'altra perla da aggiungere alla collana delle iniziative turistico culturali che il Gruppo Seniores del Lavoro Palazzetti tradizionalmente promuove in primavera.

La gita ha permesso di cogliere tutti quegli aspetti meravigliosi relativi al paesaggio e ai tesori di arte/storia/cultura che solitamente non abbiamo l'opportunità di cogliere nelle comuni visite alla città.

Al mattino, dopo una prima presentazione della città a bordo del pullman, è stato seguito un percorso cronologico cominciando dall'antico colle di San Giusto, dove sorge la complessa cattedrale cittadina dall'aspetto romanico-gotico e dagli splendidi mosaici bizantini, per scendere verso il centro città attraverso le stradine e le piccole piazze dei quartieri medievali. Le pendici dell'antico colle sono dominate dalla vasta cavea del teatro romano, messo in luce durante lavori di edilizia del Ventennio, alle cui spalle, un tempo, si estendeva il mare. Oggi il centro settecentesco ed ottocentesco di Trieste, sviluppatosi dopo la fondazione del Porto Franco-Asburgico, sorge laddove anticamente le acque dell'Adriatico offrivano ai cittadini la possibilità di produrre e vendere il sale, "l'oro bianco" del passato.

Il Gruppo Seniores del Lavoro a Miramare

Nel percorrere le vie ortogonali del Borgo Teresiano è stata proposta una pausa tipicamente triestina, ovvero una sosta per degustare un ottimo caffè all’interno dell’antico Caffè Tommaseo, accanto al quale si trova la chiesa greco-ortodossa di San Nicolò.

La passeggiata ha condotto all'antico porto-canale di Ponte Rosso, e alla chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione, ricordando così l'aspetto multietnico e religioso della città, e si è conclusa attraversando il vecchio ghetto ebraico, oggi splendidamente restaurato, fino al vero e proprio salotto ottocentesco di Trieste: Piazza dell'Unità d'Italia.

I sapori della cucina dell'entroterra triestina hanno arricchito ulteriormente la giornata, grazie al pranzo consumato in una tipica Osmizza, nell'aspro e caratteristico territorio carsico, mentre nel pomeriggio sono state effettuate la visita al Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento e di sterminio dotato di forno crematorio in Italia, per ricordare la storia contemporanea e le complesse situazioni confinarie della Venezia Giulia.

Il gruppo nel pressi di Collle San Giusto

Successivamente il gruppo si è trasferito per la visita del vasto parco botanico di Miramare, alle spalle del celebre Castello asburgico, dove la varietà delle specie vegetali, i terrazzamenti e i giardini ricordano la personalità dell'arciduca d’Austria Massimiliano, sfortunato imperatore del Messico, e della principessa Carlotta del Belgio.

Piena soddisfazione è stata espressa da  tutti i partecipanti: paesaggio, cultura, arte e storia sono stati illustrati da una esperta guida turistica del Friuli Venezia Giulia.
Immancabile l'arrivederci al prossimo appuntamento. 

 

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Oddio, mi sono imbucata alla festa sbagliata!

giugno 8, 2009 19.49 by Ciccio

... Questo è stato il mio primo pensiero quando sabato, con marito e prole al seguito, mi sono baldanzosamente recata a quello che, a ragione, credevo essere il Family Day Palazzetti.

Davvero, al primo impatto ho visto solo tanti sconosciuti.

Poi ho attivato i neuroni e ho riflettuto: No, è tutto ok, questo è lo stabilimento di Zoppola, lo conosco... ALLORA GLI IMBUCATI SONO LORO!!

La verità è che un po' mi vergogno, ma lavoro qui da 6 anni e conosco si e no un terzo dei miei colleghi... che capra!

Ed ecco allora il mio secondo pensiero di quella giornata: Devo migliorare i miei rapporti sociali, quindi bando alla timidezza, petto in fuori (non troppo altrimenti uccido qualcuno), pancia in dentro e via... Del resto quale migliore occasione, mi sono anche portata i rinforzi da casa!

Palazzetti - Al Family Day quest'anno eravamo veramente in tanti!
Palazzetti - Al Family Day quest'anno eravamo veramente in tanti!

Mentre mi dirigevo a passo più o meno deciso verso il fulcro della festa, hanno iniziato a materializzarsi le facce rassicuranti di alcuni dei miei "vecchi colleghi": Sandro (in una piacevole versione rilassata e sorridente) poi Guido, Rossella, Rita, Vortex... insomma, mi sono sentita "a casa".
Poi il mio primordiale istinto di sopravvivenza mi ha condotto in zona barbecue dove, dietro i vassoi di pane e salame, ho scorto altri quattro volti conosciuti (non malignate, ho visto prima le loro facce e poi il pane col salame che, per inciso, mi è stato prontamente offerto da una aitante ragazzina in pattini che ho scoperto essere una delle "bimbe" di Francesca).

Family Day Palazzetti - Per "sfamare" tutti quanti abbiamo predisposto una vera e propria batteria di barbecue!  Family Day Palazzetti - Ecco gli "artisti" della cucina a legna al lavoro sui nostri barbecue... 
Family Day Palazzetti - Dove c'è Miky, c'è PIZZA!  Family Day Palazzetti - Attenzione: è solo una foto, non morsicate il monitor ;-) 

Rinfrancata nello spirito e nello stomaco mi sono rilassata, ho iniziato a "gustarmi la giornata" e ad osservare che, chiunque incontrassi, veniva spontaneo scambiarsi un saluto e un sorriso, come individui di una specie che non si conoscono, ma si riconoscono  membri della stessa "famiglia"... Forse ce l'abbiamo scritto in faccia che siamo "della Palazzetti"... Hei!, "membri di una stessa famiglia"... "Family Day"... Questa mi è venuta bene! (almeno credo).

Giochi di parole a parte, mi ha fatto bene vedere "l'altra faccia" dei miei colleghi e... ma si, diciamolo, anche dei miei titolari che, messo da parte il mio proverbiale timore reverenziale, ho guardato da vicino nei loro panni più belli: mamma e papà premurosi (e affaccendati) e nipoti affezionati e commossi al condiviso ricordo della "nostra" Diletta, della quale non serve dire quanto si sia sentita la mancanza.

Family Day Palazzetti - Anche i bambini hanno avuto la loro buona dose di divertimento  Family Day Palazzetti - Serviti e riveriti dai clown: c'è forse qualcosa di meglio?  Family Day Palazzetti - Anche Paperino è venuto a trovarci! 

Alla fine di questo sconclusionato articolo non posso non plaudire a quanti, organizzatori e "operativi" (così si sono definiti) hanno lavorato alacremente per mettere in piedi la festa, preparare centinaia di vassoi di carne (buonissima), spinare litri di birra e quant'altro. Per non parlare della musica, dei palloni e dei clown per i bimbi... e per me, visto che i miei figli non ne hanno voluto sapere: credo di avere gli unici bambini al mondo che hanno paura dei Clown (eppure nella loro bibliotechina non c’è "IT" di Stephen King). Ad ogni modo si sono divertiti a "spallonare" tra i barbecue del piazzale, fingendo in continuazione, neanche tanto bene, di finire per sbaglio dentro l'unica pozzanghera nel raggio di decine di metri e a scontrarsi e incontrarsi con gli altri bambini con la naturalezza tipica della loro splendida età.

Family Day Palazzetti - Alcuni dei ragazzi che hanno reso possibile il Family Day 2009  Family Day Palazzetti - Alcuni dei ragazzi che hanno reso possibile il Family Day 2009 

Ed ora, prima di tirare il sospiro di sollievo che avete in gola dall'inizio dell'articolo (tranquilli, è finito), concedetemi un appello: “Miky... UN PAIO DI BOTTIGLIE DI QUEL MERAVIGLIOSO FRAGOLINO!!!!?

 

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Ci siamo anche noi della "ceramica"...

giugno 7, 2009 12.51 by Roberto

E' lunedì. Anzi no, per me ancora domenica notte.

E' invece un freddo lunedì mattina di inverno, fuori è ancora buio.

Sbirciando tra le tapparelle sembra addirittura che la pioggia sia mischiata a nevischio.
Cominciamo bene.
Un ultimo sguardo alla radiosveglia: le 5 e 12.

Come un ladro sguscio dalla camera per non svegliare il resto della famiglia. Inutile! La voce della moglie mi dice che le magliette stirate ieri sono sul divano vicino ai pantaloni. Le bambine, fortunate loro, ancora dormono. Mentre in cucina consumo una colazione discuto di alimentazione felina con Sven Goran Ericsson, il nostro gatto norvegese, che conoscendo i miei orari già mi attende accanto alle sue ciotole. Con l'esperienza ha imparato che le mie porzioni sono ben più generose di quelle di mia moglie e di conseguenza non lesina codate e colpetti di muso.

Questa mattina devo aprire io lo stabilimento e quindi mi affretto: caccio nelle tasche del giaccone una mela e una arancia e, cercando di fare meno rumore possibile chiudo e scendo le scale. Dopo pochi minuti sono a Roveredo, già un collega mi attende rannicchiato nel sedile dell'auto. Un lampeggio di saluto, è il nostro segnale convenzionale, e via, si comincia.

Certo che il freddo a quest'ora si fa sentire, ma sapere che tra qualche minuto, dopo aver preso un altro caffè, finalmente cominceremo a lavorare ci fa star meglio. No, non fraintendetemi non sono il compagno Stakanov: il fatto è che il mio lavoro in ceramica consiste nel caricare e scaricare i carri di cottura e il lunedì mattina i forni, soprattutto se accesi al sabato, mantengono ancora un piacevole, sano e salutare calore che ci fa subito dimenticare il vento e il nevischio fuori.

Palazzetti - Stabilmento CeramicaL'apertura dei carri è il momento magico. Ore di lavoro di decine di operai si concretizzano in un pezzo di ceramica che deve rispondere a una sola, fondamentale e inappellabile domanda: sarà venuto bene?

Curiosi come bambini davanti alle sorpresine dell'uovo di Pasqua, anche noi apriamo il nostro "kinder" e, con delicatezza, estraiamo la sorpresa. La fabbrica smette per un minuto di lavorare. Tutti vogliono vedere gli effetti del loro lavoro: i colatori che hanno riempito e sformato gli stampi, il levigatore che ha passato ore con la carta vetrata a rendere lisci i pezzi, quindi lo smaltatore che ha verniciato e rifinito a mano le future ceramiche. Poi ci siamo anche noi, io e il mio collega Francesco, che a parere degli altri abbiam fatto ben poco essendoci limitati a caricare sul carro i pezzi fatti da altri.
Vabbè, così va il mondo!

Palazzetti - Alcuni dei ragazzi impiegati nello Stabilimento CeramicaCi si aggira attorno al carro cercando di intravedere tra le piastre refrattarie qual è l'intensità del colore, se è steso uniformemente, se il pezzo è buono, ovvero non presenta buchi o altri difetti, gli uni dicendo agli altri in quali piccoli accorgimenti si sono adoperati per superare questo o quel problema. Qualche pezzo è marchiato con un segno particolare, incomprensibile ai più, ma dal chiaro significato per noi adepti dell'ars ceramica.

Poi l'effetto svanisce, la sorpresina torna  "quotidiana" e gli astanti se ne vanno. Si può cominciare a scaricare il carro: qualche modello viene inscatolato e spedito direttamente al cliente mentre altre stufe vengono inviate alla linea termica per il montaggio. Dopo qualche ora del nostro lavoro non restano che un carro vuoto, alcuni ciuffi di fibra refrattaria per terra e qualche pezzo da ricuocere o da buttare.

Non so perché ma in testa mi risuonano le parole di Fabrizio De Andrè ne "la cimma":

"poi vengono a prenderla i camerieri
ti lasciano solo il fumo del tuo mestiere
tocca al più giovane della compagnia il primo taglio
mangiate, mangiate, non sapete chi vi mangerà".

 

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Gardaland "Adrenalina"

giugno 4, 2009 20.54 by Paola

La gita a Gardaland per  me è un rituale che si ripete circa ogni 2 anni. Quest'anno però c'è stata una novità...

Ci sono andata con i colleghi sabato scorso: una gita aziendale in piena regola!

Gardaland è da sempre sinonimo di divertimento, e questa volta c’è stata una componete nuova che ha dato un sapore diverso alla giornata: infatti incontrare le persone che solitamente dividono con te la giornata lavorativa in un ambiente dove regna solo l'allegria, passando da un'attrazione "adrenalinica" all'altra, ti lascia a fine giornata un ricordo diverso.

L'occasione di incontrare colleghi che vedi soltanto al saluto "pre-ferie" e a Natale, e che magari per la prima volta mettevano piede in questo parco fiabesco che lascia sempre stupiti, mi ha convinto che bisognerebbe più spesso avere l'occasione di incontrarsi in posti extra lavoro per scoprire lati diversi della personalità di ciascuno che magari rimane nascosta.

Uno dei momenti più "adrenalinici" della nostra gita a GardalandInsieme a Roberta, la collega con la quale divido il lavoro più simile, ho sperimentato l'attrazione ultima nata a Gardaland: MAMMUT, dove l'adrenalina arriva al massimo! 

Quando siamo scese, ci siamo dette "peggio della telefonata di un cliente arrabbiato..."

E' stata una giornata caldissima, ma le code (anche di 50/60 minuti) sotto un sole cocente (c'erano 35°), sono sembrate più brevi tra una chiacchiera e l'altra... E abbiamo avuto anche l'opportunità di conoscerci meglio.

Io, naturalmente, continuerò anche in futuro nel mio rituale e spero che anche questa esperienza con i colleghi si possa ripetere... Magari con altri colleghi che questa volta non hanno potuto essere dei nostri!!!

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