Arrivano i "MARZIANI"

luglio 30, 2009 10.38 by Denis

... Mi ricordo quella mattina di aprile del 1980 quando mio padre (al tempo avevamo la falegnameria adiacente a casa) mi disse:

"Guarda che questa mattina vengono i signori Palazzetti per vedere di cominciare un rapporto di collaborazione".

Tra me e me mi chiedevo, nella mia testa di quindicenne, cosa legasse il legno con il marmo (legava, legava!), ma soprattutto non capivo l'importanza di iniziare un rapporto di lavoro con una azienda che guardava al futuro con la consapevolezza dei propri mezzi e capacità.

Poi, mentre ero assorto nei miei pensieri (tutti tranne quello del lavoro!), vedo arrivare il mitico Mercedes (ha svolto il suo dovere fino a pochi anni fa!!!) con sopra dei pannelli di truciolare (materiale che avrebbe segnato la mia vita). Mentre stavo scaricando a mano (il muletto era fantascienza) e preparando il posto, vedo arrivare due persone; il signore che guidava il camion mi disse:

"l'è il sior Palazzetti col fiol" (è il sig. Palazzetti con il figlio).

Ecco che in quel momento rimasi lì così, come un baccalà (pensavo di aver visto i MARZIANI)... O forse era solo un attacco di "adesso che faccio"? Ecco che, però, nel giro di poco tempo mi passa quella sensazione di "paura" (anche se alla richiesta del sig. Lelio: "Nini va a cior una stecca de legno dritta" (giovane vai a prendere una asta di legno diritta), in tutta la falegnameria non ero capace di trovarne una!) e comincio a vedere e capire quale sarà il tipo di lavoro che avremmo dovuto fare.

Vi garantisco: mai avrei pensato che da quel giorno avrei realizzato migliaia di cappe e tagliato migliaia di mq di pannelli... e non solo!

Passano gli anni (ma otto son lunghi e quel ragazzo ne ha fatta di strada... rubo le parole alla canzone di Celentano, ma è un po' il succo di quello che sarà il futuro) e vedo sempre di più un rapporto fornitore-azienda che va oltre gli interessi, diventa un legame molto forte di collaborazione, rispetto, ma soprattutto di fiducia.

Dimenticavo di dirvi che, a fine 1981, mio padre e il suo socio costruiscono una fabbrica nuova (l'attuale "linea legno") e questo proprio grazie al fatto di avere alle spalle un'azienda in grado di dare sicurezza-serietà e tanta continuità, sia come gruppo di lavoro che come persone (dalla famiglia a tutti i collaboratori).

Come dicevo, passano gli anni, i lavori si susseguono continuamente con novità e tecnologie sempre più moderne, si realizzano stand sempre più belli con prodotti di sempre più elevato design. Arriviamo, così, a fine 1997, quando mio padre e il socio, per motivi di salute e di età, decidono di chiudere l'attività. Mi ricordo l'amarezza per questa scelta, ma era inevitabile.

Palazzetti - I ragazzi della linea legnoEcco, però, che quello che non ti aspetti accade: quando hanno comunicato al sig. Lelio e al sig. Ruben della chiusura, in men che non si dica, era già nata l'idea della "linea legno".

Come 17 anni prima, una mattina di fine novembre sto svolgendo il mio lavoro quando mi sento battere la spalla. Mi giro e vedo il sig. Lelio e il sig. Ruben: come un flash mi ritorna alla mente quel primo giorno: avevo rivisto i MARZIANI!, solo che questa volta entravo a far parte dell'equipaggio.

Il 7 gennaio 1998 nasceva ufficialmente la "linea legno", che vi racconterò nel prossimo articolo...

 

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Palazzetti alla Fiera di Lons le Saunier

luglio 27, 2009 14.33 by Giovanni

Di solito i miei interventi sul blog cominciano  cosi... PoSyS insiste... mi suggerisce temi ed argomenti... argomenta con efficacia:

"Un piccolo avvenimento come il premio ottenuto dalla Elena in Francia non puo' mancare sul nostro sito!"

... E non riesco davvero a dargli torto:

Fiera di Lons le Saunier, Francia; attendavamo l'appuntamento da tempo. Sapevamo di avere delle carte importanti da calare al concorso dell'innovazione.

La nuova stufa ermetica, pensata per le case passive, autorizzata dall'avis technique del prestigioso CSTB ad uscire a parete in Francia, dotata del nostro nuovo sistema di caricamento pellet e la nuova elettronica. Una nuova stufa, frutto di anni di lavoro appassionato, di un fantastico gioco della nostra squadra.

La squadra Palazzetti, abituata a prediligere il gioco d'attacco, a rubare il tempo alle difese è schierata perciò con il tridente davanti: da destra riconosciamo ufficio tecnico, commerciale e la determinante consulenza del nostro Miconi:

E poi, i navigatori me lo concederanno, un nome per me speciale, scelto nel giro di pochi minuti di fronte all'arcigno  comitato del CSTB a Nantes:

Elena, come la mia bambina...

Quando la giuria ci ha attribuito l'ambito premio, in quell'angolo sperduto della Francia, abbiamo davvero sentito che la nostra squadra aveva segnato ancora una volta un goal importante.

Questo piccolo riconoscimento vorremmo dedicarlo alla sig.ra Diletta che è ancora oggi l'anima della nostra squadra.

Palazzetti - La nostra nuova stufa premiata alla Fiera di Lons le Saunier

 

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Un mare in continua tempesta

luglio 23, 2009 15.06 by Ruben

Le alterne vicende di questi ultimi due anni, una recessione mondiale che in tempo di pace nessuno tra noi, nemmeno i nostri padri, aveva mai vissuto, ha costretto le aziende a navigare in un "mare in continua tempesta", con frequenti correzioni di rotta per non finire sugli scogli.

A questo punto le scelte possibili erano due: o ammainare le vele, trovare un posto sicuro e buttare l'ancora, attendere che la bufera passasse (se mai passerà) facendo sbarcare per sicurezza parte dell'equipaggio; o continuare a navigare, a volte in condizioni estreme, chiedendo all'equipaggio di alternarsi nei ruoli, quando la necessità lo avesse richiesto.

Visti i cali di fatturato del 2007 e 2008, la prima ipotesi, come avete senz'altro capito, ci avrebbe indotti a lasciare a casa una parte di operai e impiegati per non intaccare le riserve del bilancio in questi anni così delicati.
Come sapete, invece, abbiamo deciso di navigare fingendo che la tempesta non ci fosse, un po' perché questa scelta appartiene alla cultura imprenditoriale di noi Palazzetti (a pelle, spero sia la stessa di tutti quelli che lavorano con noi).
L'azienda così ha continuato a investire come e più di prima, ha addirittura rivoluzionato tutta la sua gamma per affrontare le sfide di anni che si preannunciano difficilissimi con le truppe, intatte, pronte per il contrattacco.

Abbiamo fatto bene?

Ancora non ho una risposta certa. Forse sì, e forse dobbiamo anche continuare così, a testa bassa, con novità e pesanti investimenti sul mercato per conservare e aumentare le vendite, per proseguire sulla nostra rotta.
Certo, abbiamo fatto anche molti errori, in questa navigazione pericolosa e non tutti, tra l'equipaggio, hanno capito la gravità della situazione e la necessità dell'impegno che andava profuso...

Spero che i mesi a venire (che prevedo pesanti per il mondo dell'industria italiana) aprano gli occhi a tutti.
In questo panorama, di non semplice interpretazione, tra gli altri, chi devo ringraziare veramente di cuore per la fedeltà e l'intelligenza dimostrata, sono tutti quelli che hanno saputo adattarsi velocemente a fare lavori diversi dal consueto impegno di routine: la dignità e l'orgoglio che hanno dimostrato sono stati per noi la migliore ricompensa.

 

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New entry in Palazzetti... O semplice deja vu?

luglio 20, 2009 15.38 by SonnyCrockett

Buongiorno a tutti...

Vorrei trovare il modo di non annoiarvi con una storia di vita vissuta... Pertanto cercherò semplicemente di condividere con chi legge... un'emozione...

Si, proprio un'emozione, perché i miei primi anni in azienda... sono stati particolarmente duri nel ruolo che ricopro...

Devo dire che tutto questo mi ha creato sensazioni forti... a volte più grandi di me... che avrebbero potuto anche farmi crollare psicologicamente... ( non nego di essere stato lì lì per mollare...).

Il mio ruolo è difficilmente esente da critiche, giudizi, inc... pardon!! Arrabbiature, ma è anche motivo di soddisfazione quando con il mio piccolo contributo, trasformo la rabbia e la delusione di chi mi cerca, in un sorriso pieno di fiducia ritrovata...

Da circa un anno sono stato assorbito in una nuova realtà commerciale del gruppo Palazzetti, un progetto ambizioso che ci vede proiettati in un mercato molto forte e molto colorato...

Progetto che sinceramente avevo disegnato nei miei pensieri con molti punti interrogativi...

Scoprendo però l'umiltà con la quale i miei nuovi colleghi affrontano quotidianamente difficoltà ed esigenze, che la realtà commerciale sul territorio oggi richiede... ho fatto sì che quei punti interrogativi diventassero delle domande su cosa avrei potuto fare per contribuire a migliorare nel mio ruolo, questa realtà...

Ebbene, le risposte le ho trovate lavorando e capendo che tutto è migliorabile, non necessariamente con delle macro-idee, ma semplicemente con dei piccoli spunti di riflessione quotidiani, nei miei confronti e nei confronti di chi lavora con me...

Posso concludere dicendo che mi ritengo ormai un veterano di questo ruolo (aspetto che qualcuno mi dia una targa per "quello che detiene il record di anzianità nel ruolo"), un po' di cose le ho imparate e tante le dovrò ancora imparare... Ma una cosa è certa… che come dice il grande Charles Bukowski (scrittore della beat generation Americana fine anni ’60):

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

 

Gli irriducibili della Royal!
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Dopo il G8: proposte concrete per l'utilizzo delle energie rinnovabili

luglio 16, 2009 13.51 by PuRe

Finalmente un segnale concreto del Governo italiano verso l'utilizzo di energie rinnovabili (solare, eolico e biomasse). In un articolo pubblicato dal Corriere delle Sera di domenica 12 luglio, il giornalista Caprara fa un focus sulle ultime direttive stabilite dal G8 e sulle proposte concrete del Ministro Prestigiacomo

Riportiamo anche qui il testo dell'articolo... Che sia finalmente la volta buona per portare l'Italia al livello degli altri Paesi europei?

«Il clima e il 2050: servono tappe più vicine e concrete»
La Prestigiacomo: un patto da 12 miliardi Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici

MILANO - «La riduzione dell' 80 per cento delle emissioni di gas serra per il 2050 stabilita dal G8 è importante come meta finale ma per raggiungerla è necessario concretizzare prima delle tappe intermedie senza le quali si rimane nel campo delle buone intenzioni. L' Europa ha dato il buon esempio ma altre se ne possono stabilire anche a livello nazionale dando corpo ad azioni pratiche da cui ottenere risultati utili». Con questa idea Stefania Prestigiamo, ministro dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare aprirà domani alla Fondazione Cini di Venezia i lavori del comitato esecutivo del Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC). Tra le architetture del Palladio gli specialisti internazionali inizieranno l' esame dei nuovi dati disponibili con i quali scrivere il «5° Rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici» da completare per il 2014. L' ultimo era del 2007. Le conclusioni sono attese perché i segnali raccolti dagli scienziati sono talvolta allarmanti e tal' altra confusi per cui, come la stessa amministrazione americana ha sottolineato, «è necessario far chiarezza». «Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici per definire che cosa fare», nota Stefania Prestigiacomo. «In questa direzione - prosegue - va il patto per l' ambiente siglato pochi giorni fa con undici grandi società e enti privati italiani e l' istituzione di un fondo pubblico per sostenere piccole e medie aziende, centri commerciali, ospedali, scuole ma anche singoli condomini nell' introdurre nuove tecnologie energetiche e tagliare i consumi». I nomi coinvolti (Enel, Eni, Italcementi, Pirelli, Edison, Società Autostrade, Edipower, Enac, Ferrovie dello Stato, Finbieticola, Sorgenia e Terna) si impegnano a sviluppare progetti e modificare le fonti energetiche delle loro sedi produttive facendo ricorso a fonti rinnovabili (tra cui solare, eolico e biomasse) e contemporaneamente ad aumentare l' efficienza energetica dei loro impianti. Per ridurre le emissioni dei gas serra tra i progetti da attuare c' è anche la cattura e lo stoccaggio dell' anidride carbonica. A tal fine le società si impegnano a investire 12 miliardi di euro entro il 2013. Efficienza energetica significa da una parte risparmiare sostituendo ad esempio vecchi motori e dall' altra aumentare la produttività. «Ministero dell' Ambiente e società verificheranno congiuntamente lo svolgersi dei progetti per rispettare i tempi - precisa il ministro - e il governo si impegna ad abbattere le regole inutili agevolando con norme semplici il raggiungimento degli obiettivi». Il nuovo fondo istituito, invece, ha una disponibilità di 600 milioni di euro ed un prestito a bassissimo interesse (0,50 per cento). In questo caso gli obiettivi riguardano in particolare l' installazione di impianti di «cogenerazione diffusa» in grado di produrre elettricità, calore o freddo a seconda delle necessità. «In tal modo, generando dei risparmi - aggiunge Prestigiacomo - vogliamo ridurre la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e mettere in moto un mercato di apparecchiature energetiche che aiuterà l' economica. Per rendere semplice l' accesso al credito da parte del condominio piuttosto che della piccola azienda o del centro commerciale, in collaborazione con la Cassa depositi e prestiti abbiamo reso disponibili tutti gli sportelli bancari». Il prestito dovrà essere restituito in 24 mesi e il meccanismo servirà a rialimentare il fondo stesso. «Finora in Italia sono attivi solo grandi gruppi stranieri nelle tecnologie energetiche alternative - rileva il ministro - e questo patto tra pubblico e privato serve a stimolare iniziative produttive più nazionali mettendo in pratica, nel contempo, gli obiettivi del pacchetto energia/ambiente approvato dall' Unione. Anzi, il nostro Paese è in ritardo rispetto agli altri europei». Il problema ambientale si risolve solo attraverso il ricorso a nuove tecnologie, come il G8 ha ricordato. Ma è contemporaneamente indispensabile compiere un balzo di conoscenza scientifica e ciò che uscirà dalla riunione di Venezia sarà importante per le decisioni che dovranno essere prese a Copenaghen alla fine dell' anno quando si riscriveranno gli accordi di Kyoto.

 corsera_12.07.09.pdf (2,28 mb)

 

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E' arrivata France...

luglio 13, 2009 09.54 by Odinea

Senza dubbio il mio è un lavoro stressante.
Lavoro all'ufficio estero, lavoro con i francesi.

Tutto il giorno sono bombardata da e-mail - fax - telefonate e richieste "volanti" e DEVO inserire gli ORDINI... Bisogna fare tutto contemporaneamente/subito e bene!
Sono una persona solare ma tutto questo "bombardamento" mi incupisce...

Faccio fatica a sorridere, sono sempre lì, a faccia in giù: "MUSO DURO E Bareta Fracada".

Quando mi chiamano al telefono di solito mi dicono:"DOV’E’ LA MIA STUFA" vogliono SOLO sapere quando arriva... è partita... è pronta... quando arriva!

Poi è arrivata France...

Lei è la segretaria di 2 aziende, ma si occupa soprattutto di una... usa la mail della prima, ma ordina per la seconda... poi mi scrive... poi mi telefona per dirmi che mi ha scritto.

E' deliziosa... dalla voce credo che abbia attorno ai sessant'anni... è la gentilezza fatta persona.
Ogni volta chiede: "E' Odinea? Come va?... vorrei sapere...".

Poi, dopo aver ricevuto la mia risposta, inizia: "... grazie mille Odinea, ma che gentile, voi siete veramente professionali e... che bella voce, ma che bella pronuncia, ma voi parlate bene il francese! Buona giornata, buona serata, buon lavoro, buona settimana di lavoro."

E sì, colleghi, mi cambia la giornata, mi scappa da ridere... e sorrido a tutti!

Se una collega mi chiede qualcosa... rispondo ridendo, se vedo una bella maglietta faccio un complimento, se mi chiedono di bere un caffè (per me tè) dico allegramente "si, grazie".

Grazie France!

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Lo stabilimento di Zoppola ai tempi della Cobber

luglio 9, 2009 14.27 by Fabrizio

Zoppola, 23/06/2032

Il bar centrale di Zoppola era molto cambiato dall'ultima volta che ci avevo messo piede. D'altro canto erano passati circa 20 anni da quando avevo lasciato quei luoghi. Il vecchio barista - capelli radi, piccoletto, gillet blu d'ordinanza sopra camicia bianca - aveva lasciato il posto ad una coppia di ragazzi decisamente più cordiali. Insieme a me c'era Romeo. Non lo vedevo da moltissimo tempo, ma grosso modo il peso degli anni non si notava su di lui. Entrambi avevamo ricevuto una telefonata anonima che ci intimava di recarci in questo bar ad un'ora ed in una data precisa.

Evidentemente qualcuno voleva che io e lui ci incontrassimo.

La sorpresa fu ancora più grande quando uno dei ragazzi che gestiva il bar si avvicinò.

"Se voi siete Fabrizio e Romeo ho qualcosa per voi." Disse, e ci consegnò una busta chiusa; su di un lato c'era un nome, Marcos Velasquez.
Io e Romeo restammo sbalorditi da ciò che stava accadendo; quel nome evocava un episodio che non era possibile cancellare dalle menti di chi lo aveva vissuto.

Era il periodo in cui lo stabilimento poggiava sulla forza di una vibro pressa conosciuta come COBBER, ed il tempo della fabbrica era scandito dal rumore delle sue stampate.  

     

Poi il sito produttivo crebbe notevolmente.

Le tre vibro presse con cui noi avevamo a che fare furono smantellate, lasciando il loro posato a sette vibro presse di ultima generazione. I mercati tradizionali (barbecue e pietra tecnica), dopo qualche periodo di "stanca" ripresero ad essere trainanti e 200 addetti si affannavano a produrre un consistente numero di articoli. Inoltre nuovi impasti, più nobili e moderni, si erano affacciati nel panorama della produzione Palazzetti.
Sulla spinta che aveva avuto l'edilizia ecologica era stato perfezionato un materiale capace di assorbire e cedere calore e con il quale venivano prodotti dei panelli che erano al centro di un interessante mercato. C'era stato inoltre li boom dell'impasto vetro-cemento con cui la Palazzetti realizzava facciate di edifici.

Ma ai nostri tempi questo vento di innovazione si respirava in modo più contenuto. Le nostre giornate erano caratterizzate dal continuo tentativo di ottenere il massimo dalla Cobber, impianto strategico del sistema produttivo dell'epoca. Malgrado tutto, il livello di servizio al cliente non era sufficiente e questo demoliva gli umori ed il morale delle maestranze. La ridotta capacità produttiva aveva affinato in me e Romeo delle qualità che ci permettano di sopravvivere sul delicato terreno dell'emergenza continua.

Fu in quel periodo che venne assunto Marcos.

Proveniva dalla Repubblica Dominicana ed aveva fatto una buona impressione in sede di colloquio. Era stato assegnato alla Cobber, e con l'aiuto di Massimo e Vasip imparò velocemente il mestiere. Colpiva il fatto che Marcos trattasse l'impianto come un essere vivente piuttosto che un insieme di freddi ingranaggi, e questo atteggiamento piaceva un po' a tutti. Qualcuno, memore che nei Caraibi la magia nera aveva un'importante tradizione, sosteneva che Marcos doveva per forza essere uno stregone per avere quel rapporto con l'impianto!

Quelli erano i tempi in cui dalle maestranze, con sempre maggior forza, saliva la richiesta di investire su una nuova vibro pressa da affiancare alla Cobber.

Io e Romeo sapevamo bene quali costi nascosti comportasse il fatto di lavorare con un unico, vero impianto di riferimento produttivo (ore straordinarie, ripetuti cambi stampo e lotti ridotti, ecc). E la qualità diminuiva all'aumentare della nostra ansia lavorativa. Eravamo più che convinti che il ciclo di produzione sarebbe migliorato solo attraverso l'acquisizione di un'altra macchina.

Quel giorno Marcos entrò in ufficio terrorizzato.

"La Cobber parla!" disse.

Pensai che il giovane dominicano fosse uscito di senno, ma quando vidi il capoturno stravolto entrare in ufficio, capii che qualcosa di strano stava succedendo davvero.

Uscii dall'ufficio e sentii un ruggito metallico. Tutta la fabbrica si rivolse verso l'impianto, che continuava a rumoreggiare. Io, Romeo e Marcos ci avvicinammo alla cabina dell'impianto; dietro a noi tutti gli altri. Dal cuore dell'impianto una voce metallica cominciò a parlare:

"Quanti impasti ho visto scivolare sugli stampi più vari, e quanti uomini ho visto lavorare su di me. Ho visto meccanici arrampicarsi nei punti più nascosti del mio corpo alla ricerca di guasti che mi impedivano di lavorare. Ho visto impianti di lavaggio, ricambi di ogni genere, cementi ed argille di ogni tipo. Ho visto operatori sfiniti da turni troppo lunghi. E tutto questo sarà dimenticato nel tempo come lacrime nella pioggia... è tempo di morire!"

Una nuvola di fumo si sprigionò dal corpo centrale della macchina, un sinistro rumore fu provocato dal crollo di una parte dell'impianto di stagionatura.

Un silenzio religioso avvolse ogni cosa.

Marcos accarezzò le pareti della macchina come si fa con i cavalli che stanno per morire. A tutti era chiaro che la Cobber non avrebbe mai più stampato nulla, e che un'epoca era terminata.

Non raccontammo a nessuno della morte della Cobber e delle sue ultime parole, e non ci fu nessuna fuga di notizie in tal senso. Tutti quelli che avevano partecipato a quell'episodio tennero per se quello che avevano visto e sentito, e non fecero trapelare alcunché. La Cobber venne smantellata e sostituita, la stagione era compromessa.

Io e Romeo ci sedemmo ad un tavolino del bar ed aprimmo la busta. All'interno c'era una foto ed una lunga lettera. La fotografia raffigurava Marcos con la sua famiglia oltre ad alcuni operai. La nostra sorpresa fu grande nel vedere che alle spalle di quelle allegre persone giganteggiava la Cobber! La lettera poi spiegava come Marcos riuscì a trasportare la macchina oltreoceano e come riuscì a metterla in funzione nella repubblica Dominicana.

"Forse aveva ragione chi diceva che Marcos era uno stregone" dissi
"Io l'ho sempre sostenuto" Rispose Romeo.

Per festeggiare questa clamorosa notizia ci facemmo portare una bottiglia di prosecco che dissanguammo in breve tempo.
"La Cobber è come il rock'n'roll, non muore mai" sentenziai, e scoppiò una grassa risata.

Tra un bicchiere e l'altro riesumammo vecchi ricordi di uno stabilimento che si era notevolmente trasformato. Quando anche l'ultima goccia di prosecco fu consumata, decidemmo di andarcene e di salutarci.

"Cosa hai fatto in tutti questi anni?" mi chiese
"Sono andato a dormire presto" risposi

 

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Pellet radioattivo: i risultati delle NOSTRE analisi

luglio 6, 2009 17.34 by Gianni

Come promesso, vi teniuamo informati sull'argomento (vedi qui, qui e qui) vi segnaliamo i risultati che abbiamo ottenuto dalle prove effettuate sul nostro pellet.

Tutto il materiale da noi commercializzato risulta non radioattivo.

Un laboratorio certificato per tali misurazioni ha, fino ad ora, testato per noi circa 20 campioni di pellet provenienti da lotti diversi di produzione. I risultati indicano valori compresi tra 1 e 9 Bq/kg.  Valori che stiamo ritrovando, come già anticipato, anche nelle analisi svolte dalle ARPA regionali.

Aspettiamo a considerare chiusa la questione, ma i risultati stanno dimostrando come il problema emerso riguardasse solo specifici lotti di pellet proveniente da uno specifico produttore.

Ci sembra tuttavia evidente, soprattutto a fronte di quanto appena successo, la necessità di avere norme tecniche di riferimento e di certificazione precise e unificate per tutta l’Europa.

In allegato a quest'articolo, per vostra consultazione, i certificati d'analisi di alcuni dei campioni di pellet che abbiamo fatto analizzare.

RE15-1.pdf (130,52 kb)

RE12-1.pdf (130,52 kb)

RE13-1.pdf (130,53 kb)

RE14-1.pdf (130,53 kb)

RE16-1.pdf (130,53 kb)

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