Palazzetti si fa protagonista di un evento unico!

novembre 23, 2009 18.44 by PuRe

Sempre alla ricerca di nuove idee per stupirvi e coinvolgervi nel nostro lavoro, vi invitiamo a partecipare ad un evento unico!

Seguici questa nostra straordinaria anteprima, che riunirà nel cuore dell’azienda i più importanti esperti del settore delle biomasse legnose per presentare l'ultimissima innovazione dei nostri laboratori di ricerca.

Il 2 dicembre seguici nel live blogging e in live streaming: capirai chi siamo e quali sono le novità che vogliamo offrirti, per rafforzare sempre più l'inscindibile legame che abbiamo con la natura.

Per seguire l'evento in tempo reale collegatevi a questa pagina il mercoledì 2 dicembre alle ore 9.00. Se volete, potete anche impostare un promemoria: verrete avvisati via e-mail poco prima dell'inizio!

 

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Incentivi per l'utilizzo di energie rinnovabili

novembre 22, 2009 22.34 by AnnalisaG

In Italia, già con la legge 449 del 1997 dedicata agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio, erano stati introdotti due commi che prevedevano la detrazione fiscale del 36% dell’IRPEF anche per i generatori di calore che utilizzano, come combustibile, prodotti vegetali con un rendimento non inferiore al 70%, il tutto indipendentemente da eventuali lavori di ristrutturazione.

Otre al prezzo pagato per la stufa o camino, la legge consente di detrarre anche i lavori di posa in opera se regolarmente riportati in fattura. Oltre al 36% dell’IRPEF, è possibile anche detrarre il 55% dell’IRPEF, esteso anche ai prodotti a biomassa dalla legge finanzia per il 2008, n. 244 del 24/12/2007 art. 1 comma 286. In tal caso i prodotti devono rispettare dei requisiti più severi rientrando nella classe 3 secondo la UNI EN 303/5.

Per approfondimenti sulle detrazioni fiscali e relativi iter da seguire per poterne usufruire, potete visitare il nostro Forum, alla sezione normative e garanzie. http://forum.palazzetti.it/Default.aspx?g=topics&f=28

Anche in Europa ci sono diversi Stati che danno sovvenzioni per l’acquisto di prodotti a biomassa ad alto rendimento, tra i quali la Germania, in cui si sovvenzionano tutte le stufe a pellet escluse quelle a cippato, con una potenza tra i 5 e i 100 Kw. Il rimborso previsto è di 36 € per Kw di potenza nominale installata, per importi minimi di 500 € per le stufe ventilate  e 1000 € per le Idro.

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On the road

novembre 12, 2009 13.27 by Tramp

Ciao a tutti,
volevo introdurre nel blog un argomento a me caro: la passione per la Mountain Bike!

Eh già! Anche io sono stato da tempo conquistato dalle due ruote!!

La mia passione nasce da una gita di qualche anno fa nei boschi di Ampezzo, in Carnia. Mentre percorrevo a piedi un sentiero ho visto sfrecciare due bolidi tra gli alberi e...

ZAC!!... FOLGORATO!!...

Ho subito pensato "VOGLIO ASSOLUTAMENTE E AL PIU’ PRESTO UNA MOUNTAAAIN B I K EEEE!!"

Da allora ne sono passati di km, natura, salite, discese, sentieri e davvero tanta liberta!!...... E fatica!!
Da qualche anno poi, assieme ad un gruppo di amici, trascorriamo le vacanze spostandoci da un luogo all'altro proprio in sella alla bicicletta. Attrezzati di tutto punto con borse laterali per i bagagli, kit per ogni evenienza, tenda da campeggio, carta geografica alla mano, affrontiamo strade impervie e paesaggi mozzafiato.

L'anno scorso la meta è stata il giro della Sardegna, mentre quest'anno abbiamo optato per la Croazia. Un viaggio lungo la costa da Trieste a Lussino, attraversando la Slovenia, l'Istria e la Croazia; conquistando i panorami km dopo km e assaporando metro dopo metro i profumi nell'aria che solo il ritmo lento della  bici ti permette di cogliere.

Voglio condividere con voi, a tal proposito, alcune foto che raccontano meglio alcuni istanti del mio viaggio!

on the road...     on the road...
on the road...

Nel frattempo che l'estate è finita, noi stiamo già meditando la meta del prossimo anno - magari nella caliente España!!
Ps... Le iscrizioni sono aperte Wink

 
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C'erano una volta... Le WINX!

novembre 11, 2009 11.50 by Rossella

Chi di voi ha una figlia od una nipotina sa sicuramente chi siano le Winx... ma solo pochi conoscono le Winx che volavano nel Regno Esterino della Palazzetti. Ve le presento:

  • Barbara (Musa): energica, ironica, la più sportiva delle fate, sempre con la radio accesa ed il borsone di aerobica sotto la scrivania; inseriva ordini a ritmi frenetici e dopo le telefonate di Heidi scoppiava in fragorose risate!
  • Christine (Tecna): riservata , determinata, la più razionale delle fate, sognava di rivoluzionare i sistemi informativi con un pulsante magico ; instancabile, lavorava ininterrottamente facendo solo una breve pausa per mangiare la sua mela e bere un caffe';
  • Odinea (Stella): sensibile, ottimista, la più elegante delle fate; amante dello shopping e modello di ordine e rigore, dava a noi tutte lezioni di organizzazione;
  • Raffaela (Aisha): atletica, disponibile, la più salutista delle fate, detentrice dell’elisir dell’eterna giovinezza e profonda conoscitrice dei poteri curativi delle piante; grazie alla sua conoscenza perfetta del tedesco passava senza sosta di traduzione in traduzione ;
  • Sobdra (Flora): romantica, responsabile, la miss delle fate, abile cuoca dal pollice verde era sempre pronta a dare consigli su dolci, piante e magiche creme ; abile dattilografa, riusciva a superare la velocità della luce nel rispondere a qualsiasi richiesta dei clienti e ad organizzare carichi impossibili;
  • e poi c'era Marilina (Pixie): gentile, generosa, la confidente di tutte le fate; poliglotta e detentrice del sapere esterino, veniva continuamente interpellata per risolvere qualsiasi problematica.

E tu chi sei? Vi starete forse chiedendo...

Beh, io sono Bloom, quella che arrivata da un altro pianeta quasi per caso ha scoperto di appartenere al magico mondo delle PALAWINX!

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La caduta del muro

novembre 9, 2009 18.26 by Papavera

La caduta del muro di BerlinoOggi, 9 novembre 2009, come vent'anni fa Berlino è in festa.

Proprio nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1989, infatti, è stata scritta una delle pagine più importanti ed emblematiche della storia europea contemporanea.

Simbolo di una divisione non solo politico-ideologica, ma anche e soprattutto umana il muro di Berlino ha spezzato la capitale tedesca per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto 1961) al suo smantellamento.

Tutto iniziò nel 1945, quando venne decisa la divisione della Germania (e di Berlino) in quattro settori controllati dalle potenze vincitrici: Unione Sovietica, Stati Uniti d'America, Regno Unito e Francia.
Le cose cambiarono quando l'inasprimento della Guerra Fredda provocò sempre più fughe verso Berlino ovest.
La costruzione del muro di BerlinoNella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961 le unità armate della Germania dell'Est iniziarono a costruire, davanti agli occhi esterrefatti degli abitanti delle due parti, un muro insuperabile che avrebbe attraversato la città per 155 km, diviso le famiglie e tagliato la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università.

La storia del muro è anche la storia della fuga verso la libertà: circa 5000 coraggiosi vi riuscirono (i loro ingegnosi modi sono rimasti nella memoria di tutti!), ma altri lungo quel muro han visto finire non solo la loro speranza di un futuro diverso, ma la vita stessa. Negli anni il divario tra "le due Berlino" crebbe sempre di più, ed è visibile ancora oggi per chi, come me, ha avuto la fortuna di visitare questa meravigliosa città: non solo differenze economiche, ma anche quelle più visibili dell'architettura di palazzi e strade.

Mentre la Germania Ovest viveva gli anni del "Wirtschaftswunder" (il miracolo economico) e diventava una delle capitali più moderne e sviluppate d'Europa, oltre il muro si svolgevano le colossali parate militari e la rigida pianificazione sovietica bloccava l'economia.
Le intense manifestazioni di protesta degli anni '80 culminarono nella notte tra il 9 e 10 novembre 1989 quando, nel corso di una conferenza stampa, il Ministro della Propaganda della DDR Gϋnter Schabowski annunciò l'immediata apertura dei posti di blocco.
E' la fine del regime sovietico: migliaia di persone si ammassarono ai checkpoint e lungo il muro e iniziarono ad abbatterlo.  I giovani dell'Est si abbracciano con quelli dell'Ovest. Dinanzi alla Porta di Brandeburgo dove negli anni 30 avevano sfilato le SS di Hitler e nel 1945 l'Armata Rossa di Stalin, brindavano i ragazzi con i capelli lunghi, la voglia di libertà e la coca cola in mano.

Il 18 marzo 1990 furono tenute le prime e uniche libere elezioni della storia della DDR e la Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990 (il "Giorno della riunificazione").

Il muro è stato fisicamente distrutto quasi ovunque, ad eccezione di alcuni punti: una sezione vicino a Potsdamer Platz, una seconda, la più lunga, sulla riva della Sprea (East Side Gallery) ed una terza a nord in Bernauer Straβe, che è stata trasformata in un memoriale nel 1999.

Camminando per la città però è ancora possibile vedere i punti attraversati dal muro, contrassegnati da targhette "incastonate" tra le mattonelle di porfido delle strade. Calpestandole, si prova una sensazione strana e non si può fare a meno di chiedersi: cosa significava essere un solo popolo ma diviso da un muro?

Questo giorno è un simbolo di tutti i "muri" presenti nel mondo, non solo di cemento ma anche muri di ostilità, diffidenza, odio.
E’ il "Giorno della libertà", testimonianza della liberazione dei Paesi oppressi ed auspicio di democrazia per le popolazioni. 

La caduta del muro di Berlino

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Palazzetti sulla copertina di Home

novembre 9, 2009 14.01 by Papavera

Palazzetti sulla copertina di Home In questo novembre Palazzetti si fa protagonista della copertina di Home n°8!

E lo fa con il design essenziale e moderno del caminetto a incasso Marrakech, dalla caratteristica cornice in acciaio satinato.

Il mensile Home di Hachette, che offre tante idee di tendenza per rinnovare, arredare e abbellire la casa, presenta ai suoi lettori 70 idee "a tutto calore": soluzioni, seduzioni e novità per un magnifico inverno.

 

HOME N. 8 novembre 2009.pdf (1,41 mb)

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Le donne del 2000: più libere e meno felici?

novembre 5, 2009 16.23 by Silvia

C'è poco da fare maschietti, rassegnatevi al fatto che noi donne ne sappiano una più del diavolo!

Nell'ultimo secolo la condizione femminile ha avuto una notevole evoluzione che ha attraversato molte battaglie alcune vittoriose, altre meno. Un secolo in cui, oltre ai problemi legati al conflitto tra i ruoli di lavoratrice-moglie-madre, le donne hanno dovuto fare i conti anche con la dura quotidianità del doppio lavoro: quello fuori casa e quello domestico non meno impegnativo, che continua a gravare soprattutto sulle loro spalle.

Quanto è difficile trovare un percorso lavorativo appagante, avendo famiglia?

Quanto è possibile avere una carriera senza rinunciare ad avere dei figli?

Sicuramente parte delle risposte vanno ricercate nella mancanza di strutture sociali adeguate che non permettono di conciliare i due ruoli, ma attenzione: quanto contano ancora i blocchi psicologici, la mentalità, i pregiudizi?

Sono cresciuta in una famiglia con una presenza femminile importante, in cui mia madre ha sempre spronato me e mia sorella ad avere il coraggio e l'ambizione nel realizzarci, affrontando le difficoltà che possono derivare dalle nostre scelte.

Ma basta avere una volontà forte e risoluta per affrontare la difficoltà molto concreta di dover conciliare carriera e famiglia? Parliamoci chiaro: impegno e professionalità insomma ancora non bastano soprattutto quando i pregiudizi sulle donne in carriera sono duri a morire.

Adesso ringrazio mia madre, per quello che ha saputo trasmettermi, ma mi rendo anche conto che non basta essere dei panzer tedeschi, non basta quindi essere determinate, c'è bisogno anche di una solida struttura che sostenga, incoraggi ed incentivi tale situazione, c'è bisogno di un salto, di un cambio di mentalità.

E continuo a farmi domande.... Come viene vista oggi la donna autonoma che lavora, ama il suo lavoro e ha successo?

Lascio a voi le risposte...

Di una cosa sono certa, cari maschietti: dovete tenere presente che le cose gradualmente stanno cambiando, anche se molto c'è ancora da fare, anche se le battaglie sono ancora molte, dovete arrendervi all'idea di mettere sempre più il grembiule e di cominciare ad utilizzare quella strana macchina con l'oblò, chiamata lavatrice.

 

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Forza!

novembre 4, 2009 15.06 by Caterina

La vita a volte è incredibile: riesce a stupirti quando meno te l'aspetti...

la perdita del lavoro, in periodi come questi, è stato per me un colpo durissimo, specialmente dopo avere investito tanto tempo e tanta fatica...

FORZA E CORAGGIO! Rimbochiamoci le maniche!

Quando poi mi si è prospettata la possibilità di entrare in Palazzetti, non ci credevo: un'azienda così grande, che lavora a livelli d'eccellenza... E' ANDATA?!

MI E' ANDATA BENE!! ECCOMI QUI.

E' solo l'inzio e ci sarà tempo per tutto, per imparare, per dimostrare, per dare il meglio...
Ma ci vuole anche tanta pazienza: imparare il mestiere, non farsi abbattere dai primi errori e dalle situazioni difficili di fronte alle quali ci mette il destino, sempre imprevedibile.
D'altra parte: se la vita fosse semplice, non sarebbe più così bella e, molto probabilmente, non potremmo godere appieno dei momenti di gioia e soddisfazione.

Tutto ciò che sento di dire a me, a coloro che, come me, hanno cominciato da poco la loro nuova esperienza è: FORZA!

Forza! E' solo una questione di tempo, pazienza, ma non solo da parte nostra, che quotidianamente ci mettiamo impegno e buona volontà, ma anche dalla parte di chi ce la sta mettendo tutta per insegnarci e metterci nelle condizioni di essere autonomi nel lavoro il prima possibile.

Un ringraziamento personale a chi ha avuto fiducia in me e nelle mie capacità. Da parte mia l'impegno e la buona volontà ci sono e concludo con una punta di ottimismo e positività:

COMUNQUE VADA, SARA' UN SUCCESSO!

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Comunicare con gli altri

novembre 3, 2009 16.03 by Monique

Non possiamo farne a meno... coscientemente o non, comunichiamo con gli altri, interagendo.

Viviamo attraverso il nostro comportamento e ci esprimiamo attraverso il rapporto con gli altri.
Ogni nostro comportamento è comunicazione, invia un messaggio agli altri, che lo si voglia oppure no.

Nella comunicazione si apre la relazione, ovvero la relazione con l'altro è già implicita nella stessa esistenza umana. Ogni persona è "una", "nessuna" e "centomila", come insegna Pirandello.
L'identità personale, quello che noi pensiamo di noi stessi e quello che gli altri pensano di noi si mette assieme, pezzo dopo pezzo, in tutti gli scambi di parole e azioni che abbiamo con gli altri esseri umani.

Questa "dote" originaria e caratteristica dell'essere dell'uomo è una risorsa anche all'interno di un'azienda, perché comunicare con facilità ed efficacia è importante per tutti i ruoli, determina una migliore efficienza, un miglioramento del flusso informativo, crea legami stabili basati su fiducia e dialogo.
Spesso però pensiamo che la comunicazione sia solo verbale mentre il linguaggio non verbale, fatto di gesti, atteggiamenti, comportamenti può favorire o sfavorire il rapporto con gli altri.
Così come ogni parola comunica in quanto è dotata di un significato, così ogni parte del corpo "parla", si racconta.

Pensiamo, per esempio, a come cambia ricevere un saluto pronunciato con un sorriso, guardando la persone negli occhi da uno detto distrattamente sotto voce. O avere un colloquio con una persona protesa con il corpo verso di noi o con chi ha gambe e braccia incrociate.

Possiamo essere dolci nel tono della voce, ma se siamo arrabbiati con lui o con lei il gesto svelerà l'aggressività che ci cova dentro.
Attenzione anche che comportamenti e modi di fare che per noi sono sconvenienti, vengono accettati e considerati normali presso altri popoli e viceversa. Ogni Paese ha le sue regole pertanto, soprattutto quando si incontrano persone con culture diverse, bisogna porre particolare attenzione ai gesti che si fanno: potrebbero infatti nascere dei fraintendimenti.

Per esempio in una conversazione: voi sorridete mentre ascoltate, pensando di comunicare il vostro accordo, mentre un giapponese e un coreano penseranno che siate in disaccordo, ma troppo timidi per dirlo (in Asia infatti non vale il detto "chi tace acconsente").

Guardando dritto negli occhi il vostro interlocutore ovviamente volete dimostrare la vostra franchezza e attenzione, ma nei Paesi arabi questo atteggiamento viene interpretato come segno di sfida. Se pensate che tenere gli occhi abbassati, quasi chiusi in una fessura, dimostri disattenzione, tenete presente che per un africano è invece una forma di rispetto, per comunicare che l'attenzione è massima e che non si vuol correre il rischio di distrarsi.

 

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