Bruchi volanti

dicembre 30, 2009 13.06 by Flesh

Vi è mai capitato di avvistare un bruco verde della lunghezza di circa 60 centimetri con annesso manubrio completo di clacson a trombetta e doppia propulsione: a pedali e a... papà?

I pedali, ovviamente, sono indispensabili per gli spostamenti su tratti orizzontali; il papà, ovviamente, è indispensabile per gli spostamenti per i tragitti aerei.

Non vi sto parlando di possibili soluzioni per risolvere il problema delle emissioni di polveri sottili da idrocarburi, ma dell'unica soluzione possibile per accontentare dei "mostri da appartamento" quando fuori fa troppo freddo per dondolarsi su un "din don dan" (leggi: altalena). Il "mostro" è una bambina di nemmeno due anni e da quando è entrata in possesso di quell’oggetto infernale (il bruco) la povera schiena di un papà non più giovanissimo è messa a dura prova.

Ma i "bruchi volanti" non sono solo questi Identified Flying Object. Parlare di bruchi volanti è un modo diverso di parlare del mondo. Una diversità che deriva dall'osservazione pura, senza filtri, pulita che appartiene solo gli occhi di un bambino.

Grazie a questa "diversità" si possono fare scoperte straordinarie.

Dal buio di una cameretta ad esempio, può sbucare un "orso bombolo". Un "biscotto ciccione" altro non è se non un Savoiardo.

E’ una diversità che penetra anche altri sensi, come l'olfatto. Se andate in Tirolo, ad esempio, e vi capita di passare in prossimità di una tipica malga del posto, non sentirete l'inconfondibile odore di stalla, bensì: "profumo di mucca". Anche la lingua italiana acquista sfumature del tutto impreviste: "ancora una caramella", non significa: una e poi basta, ma significa: una alla volta, poi un'altra, quindi un'altra, poi un’altra ancora, ecc...

Noi tutti abbiamo posseduto nel nostro più o meno lungo passato questa "diversità" che pensavamo di aver perso. Io l'ho ritrovata rivivendola con gli occhi di Camilla, una vispa bambina di nemmeno due anni che ha spostato il centro di gravità del mondo in cui viviamo io e mia moglie. Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa su questo blog, l'ho voluto fare parlando di "bruchi volanti" ma in realtà era solo un pretesto per dire due parole sulla cosa più bella del mondo!

 

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Crederci è bello!

dicembre 24, 2009 21.05 by Micheluca

L'attesa è finita, domani sarà Natale e spero che sotto l'albero, pur non avendo fatto proprio l'Angioletto, troverò quel regalo tanto atteso e desiderato.

Con mamma preparavo una ciotola con del latte per placare la grande sete delle affaticate renne, e dei biscotti con un bicchierino di grappa per rifocillare e riscaldare Babbo Natale.
Mi  ricordo che a Pordenone, per le vie del quartiere di S. Francesco, ad una certa ora un incaricato di Don Vittorino passava a suonare la campanella: era l'ora di andare a letto per tutti i bimbi, perché da lì a poco sarebbe passato Babbo Natale nelle varie case a consegnare i doni.
Quando quel tintinnio, prima appena percettibile e poi sempre più distinto risuonava, scattava la frenesia di andare a letto e prendere immediatamente sonno; era talmente eccitante che a volte facevo fatica ad entrare nel mondo dei sogni.

L'indomani scattavo come una molla, come non avevo fatto mai per andare a scuola: il latte sparito, la grappa bevuta e dei biscotti solo qualche briciola, ma lui era lì accanto all'albero, incartato, infiocchettato che aspettava solo di passare con me tante ore di gioco insieme.

Quando sono cresciuto mi sono ripromesso che, nel limte del possibile, tutta questa magia l'avrei fatta vivere anche ai miei piccoli cuccioli, sebbene ai giorni d'oggi tra televisione, internet e compagni di scuola i cui genitori hanno svelato la cruda verità, è difficile rendere credibile questa avventura nel mondo della fantasia.

Tutto comincia quando Lara e i piccoli vicino al caminetto lasciano i famosi viveri per le renne e Babbo Natale, con la porta dello stesso leggermente aperta per agevolare il paffutello ad entrare senza trovare grosse difficoltà.
Con la scusa della lettura della fiaba della sera, Lisa e Luca vengono distratti, ed io scendo in giardino per suonare la campanella, scattando in appartamento al primo piano come neanche Mennea dei tempi migliori sapeva fare, in modo tale di non far percepire la mia assenza.

Nelle camerette c’è il fuggi fuggi generale:

"Papà, papà, hai sentito anche tu la campanella?"

"davvero?", rispondo io con un fiatone ansimante, degno di un novantenne.

Guardo i loro occhi pieni di trepidazione, d'innocenza e in loro vedo me quando avevo la loro età, un tuffo in quel meraviglioso passato, un bacio frettoloso della buonanotte e subito rannicchiati a dormire, ed è silenzio totale, cosa difficile da ottenere in altre occasioni.

Quando il sonno profondo li porta con se, raggruppiamo i regali attorno all'albero, lasciamo qualche goccia di latte, qualche briciola nel piatto e scrivo una lettera, lasciata da Babbo Natale, dove faccio alcune raccomandazioni e soprattutto di fare i bravi nella vita e a scuola, altrimenti il prossimo anno potrei dimenticare questo indirizzo.

La mattina seguente... scusate, all'alba seguente, ancora con gli occhi semichiusi mi godo il rito dell'apertura dei regali e le espressioni nei loro visi che mi fanno sentire un genitore felice.
Alla lettura della lettera, rigorosamente scritta in stampatello camuffato per non far riconoscere la scrittura, qualche risata scappa, ma soprattutto le domande fioccano su come sia potuto entrare dal camino, se gli siano piaciuti i biscotti, su come faccia a non sbagliare una consegna e lì partono le risposte più fantasiose e nebulose per rendere tutto ancora misterioso.

Anche questa volta la magia del Natale è arrivata ed è bello crederci: anche io ci credo, a modo mio...

Buon Natale a tutti voi!!!!

 

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Al Batimat... Non solo per lavorare

dicembre 23, 2009 13.05 by Ari

Anche quest'anno non abbiamo perso l'immancabile rendez-vous con il Batimat, una delle principali fiere europee dell'edilizia, che si svolge ogni due anni nella magica capitale francese.

 

Palazzetti al Batimat di Parigi - Panoramica La Fayette


Batimat è per noi un evento importantissimo, perché il mercato francese rappresenta il cuore del settore estero Palazzetti.
Il nostro stand al Batimat 2009Eravamo presenti con un grande stand arredato ad hoc dal nostro ufficio design, nel quale abbiamo presentato le ultime novità e, soprattutto, dove abbiamo esposto l'innovativa stufa a pellet Elena New.

Elena new, è una stufa dal design elegante, è completamente automatica ed è ermetica, in più è costruita in modo tale da poter prendere l'aria da riscaldare direttamente dall'esterno e non dall'interno dell'abitazione, tramite un condotto specifico. E’ un prodotto all'avanguardia, infatti Elena New è già stata premiata al Salon Bois Energie di Lons Le Saunier ed è stata scelta tra migliaia di prodotti fino ad arrivare alla finalissima del "Concorso dell’Innovazione" istituito dal Batimat.

La presentazione di Ecofire Elena al teatro MarignyE’ stato emozionante assistere alla premiazione dei prodotti arrivati in finale, in due ore abbiamo potuto ammirare una serie di prodotti incredibili, iper tecnologici ma che comunque rispettano l'ambiente, funzionali e pratici. E poi, la location era eccezionale: l'elegante  teatro Marigny, a pochi passi dagli Champs  Elysées, con le sue decorazioni dorate e le comode poltrone in velluto rosso!!

Infine, ho apprezzato molto l'aspetto umano di questa esperienza: allo stand erano presenti tutti i nostri agenti francesi, perciò abbiamo potuto collaborare insieme, alternando momenti di lavoro a momenti di svago e altrettanto interessante è stato conoscere alcuni clienti con cui parlo al telefono giorno per giorno...
Associare un volto ad una voce, ad una telefonata o ad una semplice e-mail secondo me è veramente importante per una migliore gestione del cliente.

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Sonda o termostato: questo è il dilemma!

dicembre 21, 2009 12.55 by Gianluca

Ormai mi occupo da diversi anni di servizio post-vendita in Palazzetti, e sono molte le richieste che ogni giorno mi trovo ad esaudire.

La centralina FC 810Tra tutti i quesiti che mi vengono posti ce ne sono alcuni ricorrenti, perché evidentemente sono argomenti che creano dei dubbi nell'utente e che non gli permettono di operare da subito in modo autonomo. Dalla mia esperienza ho dunque pensato di poter offrire il mio piccolo contributo, provando a chiarire come va installata la centralina FC 810.

Questa centralina o termoregolatore è disponibile e adattabile sulla maggior parte dei nostri prodotti con ventilazione opzionale ma, a seconda del tipo di focolare, si deve utilizzare la sonda aeraulica o il termostato per far partire la ventilazione in modo automatico al raggiungimento della temperatura di 45°C.
 
La sonda aeraulica deve essere installata in tutti i focolari ad esclusione degli Ecopalex 64, 66, 70, 76, 78 e 88 in versione ventilata dove invece si installa il termostato (di solito già presente).

Se si utilizza la sonda aeraulica si devono seguire degli step ben precisi:

  1. Collegare la sonda aeraulica nei morsetti 9 e 10 presenti in alto a destra guardando la centralina da dietro;
  2. Inserire lo spillo della sonda in uno dei 2 tubi in uscita dell'aria calda;
  3. Verificare che il parametro COD della centralina sia uguale a 1: premere contemporaneamente i tasti + e - fino a quando apparirà la scritta SET sul display, dopodiché premere il tasto MENU. Se appare il numero 1 la centralina è configurata correttamente; altrimenti bisogna premere il tasto - fino a raggiungere lo stesso numero e quindi salvare la modifica premendo per qualche istante il tasto MENU.

 

Se si utilizza invece il termostato bisogna seguire le seguenti indicazioni:

  1. Ponticellare (unire elettricamente) i morsetti 9 e 10 con un normalissimo filo elettrico;
  2. Verificare che il parametro COD della centralina sia uguale a 2 e questo si può fare come ho descritto al punto 3 precedente.

 

Seguendo queste semplici istruzioni, sarete in grado di far funzionare correttamente il vostro focolare ventilato, e potrete godere della diffusione gradevole del calore sprigionato.
Ecco qui, il dilemma è stato sciolto!

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A spasso nel blu!

dicembre 15, 2009 12.56 by Papavera
A spasso nel blu!

Sarà che il mio cartone animato preferito era La Sirenetta... sarà che il blu è un colore che mi trasmette tanta serenità... ma sta di fatto che fin da piccolina è stato chiaro a tutti che avevo un legame speciale con l'acqua e con il mare.

Le vacanze da bambina le trascorrevo per la maggior parte con le gambe in aria... e la testa sempre sott'acqua a caccia di pesciolini e conchiglie... e così ogni anno una bella otite non me la toglieva nessuno!

Mamma e papà dal canto loro erano ormai rassegnati, perché io non volevo proprio demordere: d'inverno la piscina e d'estate il mare, ero sempre in ammollo!

Eccomi qui, pronta ad immergermiPoi un bel giorno si è accesa una "lampadina": perché non iscrivere questo "pesciolino" a un CORSO DI SUB? E da lì è scattata la scintilla! Prima un corso di mini sub, poi uno di acquaticità (dove si imparano le tecniche di respirazione e l’apnea di base) e infine il corso per il brevetto di 1° livello.

Dopo intensi mesi di preparazione e un esame, l'agognato brevetto era nelle mie mani!

Con l'entusiasmo dei miei 15 anni mi sono lanciata in questa meravigliosa avventura... che è una passione della vita, un legame fortissimo con un elemento naturale che ti mette a volte alla prova, ma che sa anche accoglierti con mille sensazioni ed emozioni uniche.

I nudibranchiChe batticuore quando ci si apprestava ad immergersi, e che stupore quando si attraversavano banchi di pesci e i raggi del sole li facevano assomigliare a tante saette argentate... o quando tra le alghe scorgevamo le castagnole blu o i nudibranchi, piccoli esserini dai colori sgargianti... o ancora quando si facevano incontri fortunati: cavallucci marini, un polpo nascosto sotto un sasso o un solitario ed affascinante pesce luna!

Purtroppo l’università mi ha temporaneamente separato da questo affascinante mondo, ma nella mia memoria sono ancora vivi i colori e le sensazioni che si provano ad essere parte del grande universo blu, e nell’attesa di riprendere pinne, maschere e bombole le vasche le faccio su e giù per il corridoio della Palazzetti, carica di giornali! Wink

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Premio di benemerenza e solidarietà sociale a Sergio Perin

dicembre 14, 2009 08.05 by PuRe

Domenica 6 dicembre il comitato provinciale ANLA (Associazione Nazionale Seniores del Lavoro) ha concluso l'anno sociale con la Giornata dell'Anziano.

Dopo la messa alla Sacra Famiglia, la giornata è proseguita all'Auditorium della Regione dove, alla presenza delle autorità, sono stati consegnati i premi di "BENEMERENZA E SOLIDARIETÀ SOCIALE" a otto soci.
In particolare ad uno: il nostro collega e amico Sergio Perin.

In Palazzetti per oltre 43 anni (sui 47 totali di lavoro), Sergio ha vissuto da protagonista gran parte della nostra storia, accompagnando la nostra evoluzione produttiva: dalla lavorazione del marmo ai caminetti, fino alle più tecnologiche stufe a pellet.
Dopo un inizio come meccanico manutentore, in cui ha accumulato una rilevante esperienza nella lavorazione artigianale di diverse tipologie di materiali, è diventato impiegato tecnico, con il compito di studiare, progettare e realizzare nuovi caminetti.
La passione nel suo lavoro è stata tale da portarlo ad approfondire gli aspetti più tecnologici dei nostri prodotti e, per questo, Sergio diventa responsabile Studi e Ricerche, settore che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’azienda.

La padronanza degli aspetti più tecnici della nostra produzione e le problematiche di giorno in giorno risolte, lo hanno reso uno dei massimi esperti nell'ambito della combustione e delle energie alternative e, per questo, è stato chiamato a presenziare al Comitato Termotecnico Italiano (CTI) ed è stato uno dei 3 delegati italiani che hanno contribuito ad elaborare le normative europee specifiche del nostro settore.

Il suo impegno, la dedizione al lavoro e l'umiltà con cui si è sempre messo in discussione hanno contribuito a scrivere un pezzo fondamentale della nostra storia, a far crescere la Palazzetti fedele agli ideali e agli obiettivi con cui è stata fondata.

Ci congratuliamo con il nostro collega per questo importante e meritatissimo riconoscimento ricevuto, stringendoci intorno a lui in un abbraccio d'orgoglio.

 

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Un moderno sistema di riscaldamento: Curva climatica

dicembre 10, 2009 13.08 by ScAn

Dopo la puntata di esordio, continuo con le mie riflessioni sui sistemi di riscaldamento.

Ai tempi della trasmissione di Renzo Arbore "Quelli della notte" c'era un simpatico personaggio che citava proverbi "sempre veri":

"è meglio essere ricchi e felici che poveri e tristi".

Allo stesso modo io mi permetto di dire:

"più freddo fa d'inverno e maggiore è il combustibile che serve".

Voglio, con questa battuta e con le riflessioni che seguono, sottolineare che il fattore principale che influenza il comfort all'interno dell'abitazione e i relativi consumi energetici è "la temperatura esterna".

Quando siamo in fase di costruzione della casa, prendiamo decisioni sull'isolamento dell'abitazione, sul tipo di generatore da installare  o magari su un sistema integrato di generatori multi energia (Choro), sul sistema di distribuzione (pavimento, radiatori, ventilconvettori...), sulla tipologia e la posizione dei termostati in ambiente e così via. Siamo di fronte a varie possibilità, e abbiamo una grande varietà di soluzioni disponibili, siamo quindi grandi protagonisti sul comfort e sul risparmio energetico della nostra abitazione.

Una volta però che abbiamo realizzato la casa e l'impianto, e che quindi le scelte non sono più modificabili (a meno di un nuovo intervento sulla struttura o l'apporto di un nuovo  generatore) le nostre possibili opzioni per mantenere il comfort e risparmiare nell'utilizzo calano drasticamente.

Nella gestione dell'impianto realizzato abbiamo fondamentalmente a disposizione solo due opzioni: agire sulla temperatura all'interno dell'abitazione e, ma solo se ho realizzato un impianto multi energia, utilizzare il generatore più conveniente (es. caminetto, stufa a pellet, caldaia a legna...) invece che il generatore più dispendioso (gas, gasolio…). La grande variante in gioco è indipendente dalla nostra volontà:

"quanto freddoloso è l'inverno".

Usiamo una metafora: pensate ad una casa confortevole come un recipiente che deve rimanere sempre pieno di acqua; considerate ora il consumo energetico come un foro la cui dimensione varia in funzione alla temperatura esterna. Più grande è il foro, maggiore è la perdita di energia che devo reintegrare perché il recipiente rimanga colmo (confortevole). Ovviamente se volta per volta conosciamo la quantità di acqua che dobbiamo reintegrare possiamo evitare gli sprechi o evitare di non colmare a sufficienza.

Se disegniamo su un grafico l'incrociarsi della temperatura esterna con l'energia necessaria al mantenimento del comfort creiamo una linea continua – "curva climatica" che raffigura in maniera dinamica il nostro recipiente sempre pieno (comfort) al mutare della stagione.  Nella prossima puntata approfondiremo questo concetto con i componenti di impianto necessari e i vantaggi che ne derivano.

 

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Una gita fuori porta: i mercatini di Natale

dicembre 8, 2009 09.11 by Papavera
Il mercatino di Natale a Merano

Una delle immancabili gite fuori porta del periodo natalizio è quella ai famosi Mercatini di Natale!

I più importanti sono sicuramente quelli dell'Alto Adige, che accolgono ogni anno centinaia di turisti e visitatori, incuriositi dalla miriade di oggetti e decorazioni per ornare l'albero di Natale e la propria casa, ma anche dalle tante idee regalo per grandi e piccini, per familiari o amici.

I pittoreschi centri storici di cittadine come Trento, Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno si riempiono di colori e di vita: le luci natalizie che addobbano piazze, palazzi e strade, il sapore e il profumo dei prodotti tipici e il fascino della prima neve creano un'atmosfera festosa!

Questa tradizione ha radici antiche: le origini del Christkindlmarkt in Germania risalgono al XIV secolo con i cosiddetti Mercatini di San Nicola (Santa Klaus), dove si aveva la possibilità di acquistare gli addobbi natalizi. I Mercatini di Natale, quindi, sono espressione di una tipica tradizione mitteleuropea che rivive in Alto Adige per portare nelle case il calore del Natale.

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