Le avventure di Marcos Velasquez: La mano rossa (2)

aprile 30, 2010 15.42 by Fabrizio

Clicca QUI per leggere la prima parte del racconto 

Alle quattro e mezzo del mattino Marcos Velasquez si svegliò di soprassalto. Il suo sonno era stato sopraffatto da un incubo angosciante, ma dai tratti assolutamente inusuali. Non era solo un sogno; era un suggerimento rivelatore, come se uno spirito buono avesse voluto dare a Marcos la soluzione dell'intrigo della mano rossa.

Sulle pareti del cervello di Marcos fu proiettato il film del sogno appena vissuto.

La scena si svolgeva giù in fabbrica davanti alla Cobber. Kenny Bousman, evidentemente alterato dal troppo alcool, inveiva contro una persona non riconoscibile. La minacciava di morte se avesse ancora incontrato Juanita. Kenny era in preda al furore che manifestava con delle urla rabbiose intramezzate da diaboliche risate in segno di disprezzo.

Improvvisamente, mentre la tensione fra i due saliva, i motori della Cobber iniziarono a girare, i nastri trasportatori cominciarono a trascinare materiale inerte nell'impastatrice che automaticamente di era messa in azione. La Cobber si era  avviata in modo del tutto indipendente, senza l'intervento dell'uomo.

I due trasalirono di fronte a questo prodigio.

Kenny Bousman ammutolì consapevole del fatto che l'impianto si era attivato per reazione al livello di odio e di violenza che lui stesso aveva prodotto. Ebbe paura e perse il controllo sull'avversario che, sfruttando l'attimo favorevole, lo spinse violentemente all'interno dell'impianto. Stramazzò sulla tavola di stampaggio ed accidentalmente un braccio si posò all'interno dello stampo, Poi tutto si svolse in un attimo; dalla tramoggia scivolò l'impasto sullo stampo, imprigionando l'arto di Kenny, e successivamente la pressa scese senza pietà. Il sogno si era interrotto prima dell'inevitabile disgrazia.

Marcos aveva fatto dei passi in avanti nella sua particolare indagine, ma ora diventava indispensabile scoprire chi fosse la persona che spinse KENNY dentro la Cobber.  Decise di vestirsi e di scendere giù in fabbrica alla ricerca di qualche indizio. Una volta giunto in reparto non poté non notare l'ordine che gli operati avevano lasciato sul loro posto di lavoro. Si senti frustrato rendendosi conto che sarebbe stato impossibile trovare un qualche indizio.

Alzò gli occhi verso il soffitto ed urlò "Ma chi c’era con Kenny quella sera?".

All'improvviso in quella notte dove non spirava una bava d'aria, da una finestra socchiusa del capannone, penetrò una folata di vento che si ingrossò man mano che si avvicinava alla Cobber. Questo miracolo atmosferico si concentrò sul pianoforte di Diego assumendo una forza tale da far cadere il pesante telo che lo ricopriva. Incomprensibilmente la raffica di vento scomparve.

Marcos Velasquez capì. "Diego" disse.

************

Alle nove del mattino Diego sedeva davanti alla scrivania di un assonnato Marcos Velasquez. Si trovava in un forte stato di agitazione causato dalla percezione di un pericolo personificato da chi gli stava fronte. Si rendeva conto che era complicato nascondere qualcosa ad uno come Marcos. Ed infatti...

"Ascolta questa storia, caro Diego. Tu intrattieni una relazione amorosa con Juanita, che probabilmente apprezza. Ma c'è un problema che si chiama Kenny Bousman. Questi, che non è una persona raccomandabile, vive come un parassita sulle spalle di Juanita, e capisce che la presenza di un uomo nella vita di lei può essere un potenziale pericolo. Scopre la vostra relazione ed una sera ti segue mentre entri in fabbrica dopo il lavoro per suonare. Una volta raggiunto il reparto della Cobber lui inveisce verso di te e minaccia violenze se non interrompi la tua relazione con Juanita. Ma fa troppo chiasso ed irrita la Cobber che per reazione si mette in moto disorientando Kenny. Tu cogli al volo la situazione favorevole e lo spingi all'interno della Cobber. Il destino poi vuole che la Cobber vendichi l'alterigia e la prepotenza di Kenny tranciandogli una mano, che successivamente io rinverrò all'interno di un basamento Mikonos. Che ne pensi di tutto questo?".

"Una brutta storia." Rispose laconico Diego.

"E’ vero. Però non ne conosco il seguito ma sono convinto che tu mi puoi aiutare. Non è così?"

Esclamò Marcos con uno sguardo beffardo. Inarcò un sopraciglio e, i gomiti appoggiati sulla scrivania, le mani intrecciate sotto il mento, attese una risposta da Diego.
Quest'ultimo, non potendo nascondere nulla a uno come Marcos, come un fiume in piena riferì degli avvenimenti che seguirono all'incidente di percorso che colpì Kenny Bousman.

"Kenny era svenuto e sembrava morto. Macchie di sangue coloravano il pavimento e le pareti dell'impianto. Ero impietrito. Poi Juanita entrò nel reparto e lanciò un urlo di disperazione quando vide il corpo di Kenny. La sua agitazione interruppe il mio stato confusionale; presi degli stracci e tamponai in qualche modo il sangue. Poi con l'aiuto di Juanita trascinai Kenny fuori dalla Cobber.

Potemmo constatare che respirava e che era solo svenuto.

Ancora oggi mi è oscuro da dove arrivò la forza che permise a me e Juanita di trasportare il corpo fino all'auto parcheggiata nel cortile della fabbrica. Alle nostre spalle potevamo udire i rumori dell'impianto di lavaggio che la Cobber opportunamente attivò per fare pulizia.

Adagiammo Kenny sul sedile posteriore, poi salimmo in auto senza dire una parola perché era chiaro ad entrambi che dovevamo raggiungere l'ospedale di San Cristobal. Attraversammo il centro di Lagos e ci immettemmo sulla strada che conduce a San Cristobal senza scambiare una parola, nel sielnzio più assoluto. Probabilmente entrambi in quei momenti ricordavamo quanto duro fosse stato l'ostacolo che Kenny rappresentava alla nostra felicità; quanto alto fosse il prezzo che Juanita doveva pagare per una scelta sbagliata di qualche tempo fa; Quanto sgradevole era per me aver incrociato la vita di Kenny.

Alle nostre spalle l'odiato Kenny iniziò ad emettere i primi lamenti, segno che si stava risvegliando.

"Voglio liberami di lui!" disse Juanita, spezzando il silenzio che ci attanagliava.
Accolsi la sua richiesta con sollievo perché pensavo la stessa cosa. La sua mano remante prese la mia e mi disse "I parassiti vanno schiacciati!".
Un brivido percorse la mia schiena.
"Un pianista non è fatto per uccidere" risposi.
"Sarebbe sangue che non sporca, non macchia, va subito via" Insistette. E mentre parlava guardava un punto fisso davanti a lei; sembrava essere in trance.

Accostai l'auto e costrinsi Juanita a guardarmi negli occhi e le dissi:
"Da questa sera la mia vita non è non è più del tutto pulita, ma la voglio usare al meglio perché è l'unica che ho. Non chiedermi di gettare altre macchie nella mia anima!"

Lei abbassò gli occhi in segno di resa. Alle nostre spalle Kenny gemeva sempre più frequentemente. Riavviai il motore dell'auto e ripresi la strada per San Cristobal; ma appena fu possibile svoltai a destra. Percorsi una stretta strada sterrata che conduceva alla sommità di una collina ricoperta da una fitta vegetazione. Dopo una decina di minuti di viaggio difficoltoso bloccai l'auto, uscii, aprii lo sportello,  afferrai Kenny e lo estrassi fuori dall'auto. Mi guardò frastornato e poi dipinse sul suo volto il solito ghigno diabolico. Lo colpii duramente al viso e svenne. Lo presi e lo trascinai sul bordo della strada, sistemandolo su un masso. Il tronco albero faceva da schienale, permettendo alla testa di Kenny di appoggiarsi. Risalii in macchina e lo abbandonai sperando di non vederlo mai più. Riprendemmo la strada principale questa volta per Lagos.

Jaunita, che fino ad allora aveva mantenuto un atteggiamento freddo e distaccato, iniziò ad agitarsi tenendosi le mani sul volto. Era passato solo un quarto d'ora da quando avevamo abbandonato Kenny sulla collina ed il rimorso assaliva entrambi. Juanita all'apice del tormento esclamò:

"Torniamo indietro! Non siamo capaci di fare queste cose."

Obbedii, senza pensarci troppo feci inversione di marcia."

Diego osservò una piccola pausa. Marcos lo incalzò "Cosa accade dopo?"
"Una volta raggiunto il luogo dove avevamo lasciato Kenny ferito e svenuto, con nostra estrema sorpresa non trovammo più nessuno. Facemmo una veloce ricerca ma non portò ad alcun risultato. Kenny era volatilizzato. La mia storia finisce qui"

Rimasero per un po' in silenzio, poi Diego chiese "Ed ora cosa farai?".

"Cosa posso fare! Chi può credere ad una storia come questa? Chi può sostenere come corretta un'indagine tenuta in piedi da un hacker ubriacone, un sogno ed una raffica di vento? Un buon avvocato vi tirerebbe fuori in un batter d’occhio. Kenny Bousman poi non mi era simpatico. Sinceramente spero scompaia dalla vostra vita."

"A proposito, fati sparire il basamento Mikonos con la mano rossa. Dopo il lavoro passa in ufficio e ti dirò dove si trova" aggiunse Marcos.

Dopo queste parole Diego sentì svanire il peso dell'angoscia. Prima di uscire dall’ufficio si rivolse verso Marcos.
"Grazie" gli disse.

************

Il giornale locale di Lagos di qualche giorno dopo riportava in quarta pagina un breve articolo

RITROVATO UN UOMO SENZA MANO

E’ stato ritrovato un uomo che vagava senza meta tra le colline tra Lagos e san Cristobal. L'uomo è stato segnalato alle autorità di polizia da alcuni automobilisti che hanno raccontato di essersi trovati improvvisamente di fronte una persona con forti difficoltà di equilibrio ed in uno stato psicologico precario. Immediatamente sono intervenute le auto della polizia che hanno individuato ed intercettato l'uomo. Da alcune indiscrezioni risulta che l'uomo, di cui non si conosce l'identità, avesse una ferita consistente ad un arto. Risulta anche che la persona ferita abbia dato una spiegazione sulla sua condizione poco credibile e talmente fantasiosa da costringere gli agenti di polizia a chiamare i sanitari. Ora l'uomo si trova presso la struttura ospedaliera di San Felipe, l'unica attrezzata nella zona per le cure mentali. Pare che l'uomo debba soggiornare presso l'ospedale per un periodo molto lungo.

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Mauritius: un sogno che si avvera

aprile 28, 2010 12.44 by PuRe
Vinci un viaggio a Mauritius con Choro by Palazzetti

Qualche giorno fa, alla presenza dell'incaricato della Camera di Commercio di Pordenone, abbiamo estratto il fortunato vincitore del concorso “Riscaldati di energia”, indetto in occasione della fiera Mostra Convegno Expocomfort di Milano e dedicato a tutti i visitatori del nostro stand.

In partenza per le splendide Mauritius è il sig. Gallo Walter di Gallo Walter Impianti, che potrà godersi l’ospitalità dell'Hotel Le Cannonier ammirando un mare cristallino e facendosi viziare dal trattamento All- Inclusive.

Buon viaggio al nostro vincitore!

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To be or not to be...

aprile 27, 2010 11.09 by bumbum
The pen is on the table....

Virtuosismi linguistici o esterofilia?

Ormai imparare l'inglese è fondamentale; una necessità per comunicare... con i propri connazionali.

Il cambiamento inizia in sordina, qualche parola buttata qua e là che tutto sommato può passare inosservata, ma ora avanza inesorabile travolgendo ciò che più dovrebbe rappresentare il nostro "made in Italy": la nostra lingua è costituita da circa 300.000 vocaboli supportati da un'inesauribile fonte di parole non scritte universalmente riconosciute come "body-language" e facente parte della nostra tradizione .
Che si tratti dell'esito della riforma Moratti (ricordate le 3 i) che poco cambia in ambito scolastico, ma (s)travolge invece il mondo del  lavoro?

E noi?

Trascinati dal nuovo trend, partecipiamo  all'outdoor in Valbruna con uscite sulla neve intervallate da intensi debriefing dove, supportati dai nostri trainer, verifichiamo e confrontiamo i nostri feedback separandoci in diverse workroom.

La metamorfosi dà subito i primi risultati: come Pokèmon da combattimento ci siamo evoluti  in buyer, customer-care, front-office, back office, ufficio marketing, supply chain... i nostri manager definiscono target, valutano performance, con intensi brainstorming fissano operazioni di marketing con proposte di sell in e sell out supportate da coop-advertising che rientrano nella strategia del time to market e che (speriamo) assicurino il cash flow. I layout delle proposte vengono inviati via email a tutte le agenzie, che dotate di blackberry ricevono la comunicazione in tempo reale.

Oppure si organizzano intensi meeting aziendali, con una piccola pausa per un brunch, dove vengono presentate le slide con i nuovi programmi e vengono distribuiti i folder del nuovo canvas quadrimestrale.

L'effetto ormai è equiparabile ad una fissione nucleare e a questo punto l'azienda si è vista costretta ad organizzare dei corsi di inglese intensivi: ora è meglio che vada a studiare o altrimenti sarà GAME OVER.

 

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Hi-Fire: il Fuorisalone si scalda

aprile 23, 2010 09.43 by PuRe

Allo Studio Light di Milano (via Savona 60 - via Stendhal 36), ha entusiasmato gli animi il nostro nuovo caminetto disegnato dall’arch. Fumagalli: Hi-Fire.

Un free-standing da posizionare in centro stanza, con un guscio bianco lineare e definito da una morbida modularità che contrasta con l'altro lato realizzato in vetro nero lucido. (foto 4)
Gli opposti che si attraggono e creano un oggetto dal design hi-tech e con un cuore caldo... infuocato!

 

Palazzetti al Fuorisalone 2010: Hi-Fire
Palazzetti al Fuorisalone 2010: Hi-Fire
Hi-Fire by Palazzetti
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Attenti a quei due (intervista doppia)!

aprile 21, 2010 13.28 by PuRe

Direttore Vendite Italia e Direttore Vendite Estero si confrontano nella tipica intervista doppia stile "Le Iene" su domande legate all'esito della fiera Progetto Fuoco e al loro lavoro di responsabili delle vendite di due aree di mercato simpaticamente "rivali"!

 

Come ti chiami?
P: Pietro
G: Giovanni

Cosa fai in Palazzetti?
P: Niente... il mercato Italiano
G: Mi occupo dell’export

Quale novità è piaciuta di più ai tuoi clienti?
P: Il 3D e la Slimmy
G: La nuova stufa Aida per le case passive

Qual è la prima cosa che hai fatto appena
tornato a casa?
P: Sono andato a dormire
G: Una doccia

Cosa pensi di Giovanni/Pietro?
P: Un bravo professionista... che può solo
migliorare
G: È il mio più grande concorrente

Dove venderai più stufe?
P: Alle Isole Eolie
G: In Russia

E come pensi di riuscire a venderle?
P: Con la simpatia
G: Spingendo ulteriormente sulla nostra
superiorità tecnologica

 

 

Puoi fare una previsione su come andrà il mercato nei prossimi mesi?
P: In fermento
G: Benissimo  

Quanto ti pagano per dire queste cose?
P: Tanto: se mi pagassero di più, le sparerei ancora più grosse
G: In pellet per scaldare la mia famiglia

Manda un messaggio a Pietro/Giovanni
P: Don’t touch my Ecofire
G: Non ci provare

Manda un messaggio alla concorrenza
P: Aspettatevi di tutto
G: Continuate a seguirci

Cosa ti è piaciuto di più della fiera?
P: L’entusiasmo dei clienti
G: Gli spiedini cotti sul mini-Jacques

Dicci qual è stato il momento più emozionante...
P: Quando Giovanni mi ha fregato le prime 100 stufe...
G: Quando ho staccato il primo ordine di 100 pezzi!

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La bellezza di un sorriso

aprile 16, 2010 14.50 by Orianna

Mi capita diverse volte di farmi una domanda molto semplice:

quanto importante è dare e ricevere un sorriso? 

La risposta sembra banale, ma secondo me non lo è affatto!
E’ molto difficile che, nella frenesia della vita quotidiana, divisi come siamo tra impegni familiari e lavorativi venga spontaneo anche solo abbozzare un sorriso... eppure se ci pensiamo un attimo, sicuramente sarebbe la soluzione ideale per affrontare bene la giornata, sia per noi stessi che per chi ci sta vicino.

Anche a me, come a tutti,  capita in certe giornate di non aver proprio voglia di sorridere... anzi! Poi mi faccio un breve esame interiore e capisco che non è giusto far ricadere in chi mi sta accanto il mio umore o le mie preoccupazioni, così alzo lo sguardo su chi ho davanti e rispondo con un semplice sorriso.

Quando mi capita in qualche negozio di chiedere un'informazione o salutare sorridendo e ottenere a malapena una risposta cupa, mi chiedo quanto poco costerebbe aggiungere un sorriso e dare al tempo stesso un messaggio positivo e solare, che non costa nulla ma scalda il cuore di chi lo riceve!

Sarebbe bello che ognuno di noi immaginasse di dover fare una foto e quindi qual è quel fotografo che in procinto di scattare non chieda "fai un sorriso".

Ecco fatto! La foto corrisponde alla nostra vita quotidiana...

 

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Fuori Salone 2010: SIETE PRONTI?

aprile 15, 2010 12.19 by PuRe

Quando si parla di Salone del Mobile è ormai spontaneo pensare all’evento dell’evento: il FuoriSalone, l’avvenimento specchio del Salone che si snoda per le strade di Milano. Un appuntamento ricco di incontri, situazioni, spunti ed installazioni particolari che completano e rendono unica la SETTIMANA DEL DESIGN.

Nell’effervescente Zona Tortona (ma non solo! Guarda un po’ qui) saranno presenti le idee e le proposte più particolari e curiose. Oltre 400 gli eventi in programma, innumerevoli le vetrine che si “vestiranno” di design per proporre al pubblico il meglio del nuovo, in location esclusive e insolite, fuori dai canoni tradizionali. Ed il bello del Fuori Salone è proprio questo: il design più interessante, nei luoghi più inaspettati, per un evento in cui la sorpresa, oltre che il divertimento, sono gli elementi chiave!

Dal sito http://designandstyle.blogosfere.it/fuori_salone_2010/ potrete vedere in tempo reale le novità più curiose ed interessanti incontrante dallo staff di Blogosfere “sguinzagliato” per le vie di Milano.

Per una guida precisa e puntuale vi segnalo l’ormai tradizionale ed insostituibile http://www.guidafuorisalone.com/, la Guida che "Interni" realizza da 21 anni e che accompagna tutto l’evento con un ordine alfabetico di 400 e più eventi, un Day by Day, un itinerario tematico per settori, che vi aiutano a districarvi tra inaugurazioni, performances e conferenze.

Utile e ricco di informazioni anche http://fuorisalone.it/2010/ completamente interattivo, vi permette di connettervi anche con i social network più conosciuti.

Per una guida alternativa, nuova e molto fashion, consiglio http://fuorisalone.elle.it/ricerca.php: un’agenda di nome e di fatto!

Per una selezione più mirata potete curiosare su http://www.luxury24.ilsole24ore.com/SaloneDelMobile/?gclid=CN7A59mChqECFQs-lAod5noRvA .

Infine, per il popolo dei possessori di Iphone e affini, da quest’anno sono disponibili numerose applicazioni che aiutano a districarsi nel dedalo del FuoriSalone.
Ora, inforcate le biciclette messe a disposizione dal bike-sharing e… buon FuoriSalone a tutti!

Fuorisalone 2010: Torpedo Taif di Barovier&Toso - Foto di Paola Bottelli   Fuorisalone 2010: Quark di Sara Pedrali per Barovier&Toso - Foto di Paola Bottelli
Fuorisalone 2010: Punkalive - Foto di Paola Bottelli   Fuorisalone 2010: materassi da esterno da So Much nothing to do - Foto di Paola Bottelli
Fuorisalone 2010: la sfera di Emperor di Moooi - Foto di Paola Bottelli   Fuorisalone 2010: la facciata di Barovier&Toso - Foto di Paola Bottelli
Fuorissalone 2010: Yves Behar per Swarovski Crystal Palace - Foto di Paola Bottelli   Fuorisalone 2010: bike sharing - Foto di Paola Bottelli

      
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Salone del mobile: the event is back!

aprile 14, 2010 12.56 by PuRe
Salone Internazionale del Mobile - photo by Saverio Lombardi Vallauri

Dopo il grande successo del 2009 (313.385 visitatori tra operatori, pubblico e stampa) da oggi fino al 19 aprile ritorna l'appuntamento dedicato a tutti coloro che fanno dell'arredo la loro professione o passione. E come dice il claim di quest’anno: “The Event is back”!

Sono 2500 gli espositori che scenderanno in campo sui 211.500 metri quadrati espositivi dove si svolgerà la 49a edizione del Salone Internazionale del Mobile con Eurocucina (il Salone Internazionale dei Mobili per Cucina e la sua proposta collaterale FTK), il Salone Internazionale del Bagno, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo e il SaloneSatellite.

Quest’anno la biennale della Cucina occuperà con FTK (Technology for the Kitchen) – la proposta dedicata all’innovazione tecnologica degli elettrodomestici da incasso e alle cappe d’arredo – quattro padiglioni, il 9, 11, 13 e 15 mentre quella del Bagno avrà due padiglioni dedicati, il 22 e 24.

Funzionale la scelta di compattare il Salone Internazionale del Mobile che presenta il settore Moderno nella sua globalità nei padiglioni 14-16 e 18-20, in uno dei due edifici biplanari, in diretta contiguità con gli altri padiglioni del settore creando un percorso unico.

Un’offerta merceologica ampia e di qualità caratterizzerà ogni singola manifestazione dei Saloni: dal Salone Internazionale del Mobile e Salone Internazionale del Complemento d’Arredo che presentano tutte le tipologie di arredo e tutti gli stili a Eurocucina, panoramica completa del settore, e alla sua proposta collaterale FTK; al Salone Internazionale del Bagno, vetrina per eccellenza dell’arredo-bagno.

Il SaloneSatellite – ai padiglioni 22 e 24 – si rinnova quest’anno per creare contatti mirati tra i giovani designer e le aziende espositrici. Ai partecipanti viene chiesto di presentare, in aggiunta ai loro prototipi, uno o più progetti attinenti alle merceologie delle manifestazioni biennali, la Cucina e il Bagno. Un Concorso premierà i 3 prodotti migliori per ciascuno dei 2 settori rappresentati. Nuovo sarà anche il concept dell’allestimento affidato a 5 giovani architetti/designer, ex partecipanti del SaloneSatellite, sempre sotto la supervisione di Ricardo Bello Dias.

Salone Internazionale del Mobile - photo by Saverio Lombardi VallauriEccezionale anche la quantità di eventi collaterali che i Saloni affiancano alle manifestazioni fieristiche. Quattro le mostre, incentrate sulla produzione di arredi e complementi, cucina, bagno e progetto allestite in importanti istituzioni milanesi: dalle storiche Villa Reale e Pinacoteca di Brera alle ottocentesche Case Museo Poldi Pezzoli e Bagatti Valsecchi, dal Planetario a Casa Boschi Di Stefano e Villa Necchi Campiglio, alla contemporanea Triennale Bovisa.

Le manifestazioni fieristiche da un lato e gli eventi collaterali dall'altro formano così una “concentrazione” di cultura e di progetto, una vera e propria città: “La Città dei Saloni”.

Per info: http://www.cosmit.it/tool/home.php


 

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... E musica sia!

aprile 9, 2010 11.29 by Ari

La musica...

Un'amica da sempre...

Ti accompagna in tutti i momenti della tua vita, quando sei felice, triste, quando ti lavi i denti o quando guidi...

La musica stimola incredibilmente la fantasia, a me per esempio basta ascoltare anche una canzone che non conosco per cominciare a crearmi dei tali film nella testa...

Chiaramente è una questione di gusti: c'è chi si identifica di più nella musica pop o in quella classica o chi, come me, preferisce il rock (che non vuol dire necessariamente "frastuono di chitarre elettriche" come tanti pensano, ricordo che la musica rock ha sfornato anche dei gran bei pezzi lenti e struggenti!).

The Eden - LocandinaE che dire della musica live? Se ho l'occasione di sentire un complesso dal vivo sicuramente la colgo al volo. A questo proposito vi consiglio di andare ad ascoltare i The Eden, una cover band che ho conosciuto circa un anno fa e che propone pezzi rock anni '60 - '70.

Sono giovane ma ascolto la musica dei miei genitori, lo so... però è quella la vera musica, quella spontanea che ti tocca il cuore per le parole che dice, quella arrabbiata che emergeva da una generazione che si ribellava e voleva rivoluzionare il mondo, da una generazione che aveva sogni e speranze e che credeva in qualcosa... non stiamo parlando di quelle canzoncine d'amore dal simpatico ritmo che ascolti da giugno a settembre e dopo appena sei mesi non ti ricordi nemmeno di cosa parlava, no signori, non stiamo parlando di quello.

Led Zeppelin, The Doors, Deep Purple, Rolling Stones, Queen, alcuni tra i gruppi che gli Eden hanno scelto di riproporre; ascoltandoli fai veramente un salto indietro nel tempo: provate ad assistere ad un loro concerto e non stupitevi di vedere, oltre a tanti giovani, qualche 50-60enne semi nascosto in un angolo che agita la testa avanti e indietro e batte il tempo con i piedi, in ricordo dei vecchi tempi!

Beh, proprio perché sostengo questi gruppi che non vogliono far morire la più bella musica degli ultimi 50-60 anni vi invito ad ascoltare i The Eden, di seguito alcune delle loro prossime date che trovate anche sul sito http://www.the-eden.it/ :

  • sabato 17 aprile: Bobe’s Get Away – statale Pordenone – Aviano appena dopo la base in direzione Aviano
  • sabato 24 aprile: Bar Serenissima – in centro a Domegge di Cadore (Belluno)
  • sabato 8 maggio: Birreria Adiamo – Jesolo, zona industriale

Ricordo che i The Eden, insieme a tanti altri gruppi, suoneranno anche sabato 19 giugno in occasione di Brudstock, (Lago Orzaie, Vigonovo di Fontanafredda) un festival in memoria di Woodstock, manifestazione veramente imperdibile!!!

A questo punto che dire... buon ascolto!!!!

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Le avventure di Marcos Velasquez: La mano rossa (1)

aprile 7, 2010 14.33 by Fabrizio

Marcos Velasquez guardava il mare dalla terrazza di casa sua. Il suo umore era pessimo a causa di ciò che aveva visto quella mattina.

Raccapricciante.

La cosa era accaduta nel giro di ispezione prima dell'orario di lavoro e, avendo giudicato il fatto particolarmente grave, si diresse verso gli spogliatoi degli operai per avvertirli che lo stabilimento sarebbe rimasto chiuso. Motivò questa scelta con la solita frase di rito: "Oggi non è un buon giorno per lavorare". Gli operai non si stupirono perché annunci di questo tipo – con conseguente chiusura della fabbrica – per quanto rari non erano una novità.

Loro, come tutta la comunità di Lagos, riconoscevano a Marcos Velasquez delle doti fuori dal comune, sovraumane, che sconfinavano nella magia. Tutti sapevano che Marcos possedeva l'abilità di captare le energie negative che la natura diffondeva. Inoltre Marcos sapeva valutare quando queste forze avverse potevano rendere inutile il lavoro degli uomini; e se era il caso, non ci pensava due volte e chiudeva la fabbrica. Marcos Velasquez esercitò questa facoltà anche nel periodo  in cui lavorava a Zoppola. Ogni volta che sentiva una raffica di vento maligna, un fruscio degli alberi malevolo o qualsiasi altra testimonianza della contrarietà dell'ambiente circostante, si verificava un accadimento rovinoso. Ad esempio, succedeva che si rompeva uno stampo sulla Cobber, oppure l'impianto di lavaggio non ne voleva sapere di funzionare, od ancora saltavano le tapparelle della linea di imballo. Una volta nel tragitto verso lo stabilimento, una volpe gli tagliò la strada. Marcos incrociò lo sguardo astioso dell'animale e sentì un brivido. Verso le 10.00 del mattino di quel giorno si ruppe il gruppo elettrico e lo stabilimento si arrestò; il responsabile di fabbrica non potè fare altro che congedare i dipendenti con l'augurio di poter lavorare il giorno dopo.

Tuttavia il motivo per cui lo stabilimento restava chiuso non era l'opposizione della natura. Era accaduto che durante il giro di ispezione in prossimità dell'impianto di stagionatura, Marcos Velasquez si trovò di fronte ad un manufatto che inglobava al suo interno una mano.

Una linea di sangue attraversava il semilavorato, colmando i vuoti della superficie ruvida. Una piccola pozzanghera di sangue rosso scuro raccoglieva le gocce che scendevano dal manufatto. La mano, pur avendo subito lo schiacciamento della vibro pressa, non era completamente smembrata. Assicuratosi di essere solo nello stabilimento, Marcos avviò l'impianto di scarico della Cobber.

Il semilavorato incriminato venne posizionato su un pallet che Marcos spostò con l'ausilio di un carrello elevatore in un punto remoto del capannone. Un telo nascose il raccapricciante spettacolo.

Marcos era inquieto.

Non solo aveva avuto la sventura di imbattersi in una mano sanguinolenta incastonata su un basamento Mikonos – così si chiamava il semilavorato -, ma aveva  pure notato un particolare che lo aveva turbato ulteriormente. Si trattava del fatto che quella era una mano rossa. Era una mano che apparteneva ad un uomo di razza "rossa", un nativo d'America, un pellerossa. Ed il suo turbamento nasceva dal fatto che Juanita, una bella donna di Lagos, aveva a lui  denunciato la scomparsa di Kenny Bousman, l'unico pellerossa residente a Lagos.

Era accaduto una settimana prima e Marcos quella mattina molto probabilmente aveva ritrovato un pezzo dello sventurato scomparso. Ma cosa ci faceva la mano di Kenny Bousman nella sua fabbrica? Chi era Kenny? Qualcuno dei suoi operai sapeva qualcosa? Erano solo alcune delle domande che si agitavano nella sua mente. Decise che era opportuno distendere i nervi e quindi entrò nella sua casa che aveva il confine in comune con la fabbrica. Si diresse verso la terrazza e da lì guardò il mare. Il suo umore era pessimo.

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Quelli erano i tempi in cui le finanze della repubblica dominicana si trovavano in forte difficoltà costringendo il governo centrale ad una politica di massicci tagli alla spesa. Anche i servizi alla sicurezza subirono trasformazioni sostanziali e fu così che la caserma di polizia di Lagos fu smantellata.

I cittadini di Lagos fecero fronte a questa mancanza in modo molto pratico. Anziché sobbarcarsi un'ora di strada per raggiungere San Cristobal dove c'era la caserma più vicina, per risolvere i loro problemi preferivano rivolgersi a  Marcos Velasquez che aveva doti particolari ed aveva girato il mondo.

Juanita aveva agito così. Si era presentata nell'ufficio della fabbrica segnalando a Marcos l'assenza sospetta di Kenny, senza dimostrare alcuna angoscia. Del resto sebbene vivessero sotto lo stesso tetto, Juanita e Kenny non erano una coppia. A Marcos sembrava che lei si occupasse di lui per un motivo assolutamente diverso dall'amore.

Juanita aveva trascorso qualche anno della sua vita in Florida alla ricerca di una maggior fortuna, ma era tornata senza aver combinato granché. Qualche anno dopo Kenny, che aveva conosciuto Juanita a Miami, la raggiunse a Lagos ed insieme iniziarono una strana convivenza.

Kenny Bousman non era mai piaciuto a Marcos perché incuteva un oscuro timore. Ma di fatto non sapeva chi fosse; ed ora, che forse aveva una sua mano in fabbrica, era il caso di conoscere qualcosa di più su di lui. Pensò quindi di recarsi al bar del porto a caccia di notizie.

Quando uscì dal "Paradiso della anime perdute" – così si chiamava il bar del porto – Marcos Velasquez si ritenne soddisfatto.

Si diceva in giro che Juanita odiasse Kenny Bousman perché lui la vessava e le rendeva la vita impossibile. Inoltre Marcos aveva incontrato Pablo, un hacker di provata esperienza con il vizio dell'alcool. Era stato anche in carcere perché coinvolto in una grossa truffa informatica. Gli assicurò che prima di mezzanotte avrebbe fornito via mail tutte le notizie disponibili sulla rete riguardanti Kenny Bousman.

"Posso entrare negli archivi informatici della polizia americana senza problemi. Sono più abile dei loro sistemi di sicurezza."

disse tracannando l'ennesimo boccale di birra.
Quando Marcos rientrò a casa erano le 19 e nell'aria risuonavano le note del pianoforte di Diego.

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Diego era un o degli operatori della Cobber. Aveva lavorato per molti anni sulle navi da crociera che solcano il mar dei Caraibi. Aveva iniziato come steward ma ben presto la sua vocazione per la musica lo spinse ad avvicinarsi agli orchestrali. E così quando il pianista morì colpito da un infarto durante una serata danzante stramazzando sui tasti del pianoforte, a Diego si presentò un'opportunità considerevole.

Smise i panni dello steward e si accomodò sul seggiolo del pianoforte dell'orchestra, eseguendo il suo mestiere di musicista con incontenibile trasporto. La passione per la musica e per il pianoforte non lo abbandonò neppure quando decise di cambiare vita, accettando l'offerta di lavoro che Marcos Velasquez gli presentò.

Una volta assunto Diego chiese ed ottenne uno spazio dove sistemare il suo pianoforte a muro, visto che la sua casa a Lagos era troppo piccola. Marcos gli concesse inoltre -l'unico tra gli operai- di entrare in fabbrica fuori dall'orario di lavoro per poter suonare il suo adorato strumento.

Il piano era sistemato di fronte alla Cobber e durante l'orario di lavoro era ricoperto da un pesante telo per proteggerlo dalla polvere. Ma quando Diego arrivava, toglieva il telo e, schiacciando i tasti del pianoforte, provocava un'onda di energia che travolgeva ogni cosa. Rumbe, cha-cha-cha e jazz cubano riempivano i locali dello stabilimento per poi straripare negli spazi vicini.
Marcos gradiva tutto questo e gli piaceva pensare che anche la Cobber apprezzasse questi intermezzi musicali.

Con largo anticipo Marcos ricevette la mail di Pablo che lo scongiurò di stampare lo documentazione allegata e di seguito cancellare il messaggio. Dalle informazioni che aveva ricevuto Marcos scoprì che Kenny Bousman non era uno stinco di santo.

Le cronache di un giornale di un villaggio della Florida di 15 anni prima riportano la notizia dell'espulsione dalla comunità seminole di un ragazzotto di nome Kenny Bousman per tentata violenza ad una squaw. Successivamente negli archivi della polizia di Miami il suo nome viene segnalato per una condanna ad una settimana di detenzione a causa di una rissa a cui Kenny partecipò in modo attivo. Ma la cosa che colpì maggiormente Marcos fu il fatto che Kenny era iscritto nel registro dei sospetti in relazione ad un'indagine condotta da una squadra speciale della polizia di Miami che investigava su un presunto traffico di clandestini.

Secondo il report redatto dal tenente Barry Logan, responsabile dell'indagine, Kenny Bousman sarebbe coinvolto nel reato di introduzione di manodopera clandestina nel suolo americano. Pare che Kenny Bousman, sotto lauto compenso, riuscisse a far entrare persone sprovviste dei documenti necessari nel territorio americano. Queste persone andavano ad ingrossare le maestranze di alcune aziende affiliate ad alcuni grossi clan malavitosi di Miami. I clandestini dovevano naturalmente pagare Kenny.

Secondo il tenente Barry Logan la particolarità di Bousman stava nella gestione dei "pagamenti"; se il clandestino non riusciva a pagare la cifra pattuita, Kenny si faceva ospitare diventando un perfetto parassita e rendendo impossibile la vita a chi non era riuscito a pagarlo.

Ora Marcos iniziava a capire quali erano i contorni della bizzarra convivenza tra Juanita e Kenny. Era quasi mezzanotte e decise di mettersi a letto.

*** Fine prima parte ***

 

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