Avete appena portato la vostra compagna a fare shopping al centro commerciale: siete stanchi, stufi di sostare davanti ogni vetrina ma comunque, ad una qualsiasi richiesta della vostra lei, voi le dite sempre di si...
Ora siete seduti in una panchina, accanto ad un bambino isterico col proprio nonno, e fissate con sguardo attonito l'oggetto che avete in mano: si tratta di una piastra per lisciare i capelli, costata un occhio della testa; voi sapreste esattamente che fine fargli fare, ma una domanda vi nasce spontanea in testa: com'è stato progettato e realizzato quest'oggetto?
Noi veniamo in contatto con migliaia di oggetti ogni giorno, ma non ci chiediamo mai chi li ha ideati e come sono stati realizzati, al massimo vediamo la provenienza che si solito è "Made in China".
Il progettista è una figura lavorativa a mio avviso molto varia e il "progettista prodotto", ad esempio, ne è una branca. Partiamo dal presupposto che per produrre un oggetto c'è tutta una serie di persone che lavora, ognuna per ciò che le compete, e il progettista fa parte di questo ingranaggio.
Mettiamo a fuoco come il progettista fa nascere un nuovo prodotto.
E' vero che l'Italia è un paese di inventori, ma diciamo che la grande distribuzione (quella industriale) guarda di più all'esigenza del cliente, a ciò che più di altro potrebbe servirgli per migliorare la qualità della propria vita.
Questo compito di solito è affidato agli uffici commerciali che, in base alle loro ricerche effettuate sul territorio, delineano un possibile prodotto da inserire nella gamma che già l'azienda possiede. Ad esempio: la piastra per capelli prodotta dalla "Lascia che lisci S.p.A." è innovativa rispetto a quelle che già vengono prodotte in quanto ha delle parti in ceramica più grandi che possono stirare una maggior quantità di capelli.
Cosa succede quindi: al prodotto viene dato un possibile prezzo per il pubblico e una presunta data di messa in vendita e la palla passa al Designer. Fino ad ora abbiamo in mano solo una descrizione del prodotto (di come deve essere fatto) e del prezzo che deve avere, ora serve dargli una figura. Il Designer quindi, in base alla moda del momento (colori, forme, accessori...) realizza una immagine bidimensionale del prodotto, visto da angolature differenti, a cui la Direzione dovrà dare il suo benestare prima di passarlo all'Ufficio Progettazione.
Eccoci qui pronti ad iniziare, con in mano due fogli di carta: nel primo troviamo i disegni del prodotto da realizzare, nel secondo abbiamo invece il prezzo indicativo e la scadenza.
Partiamo subito dicendo che ci sono ancora professionisti che lavorano con matite, fogli e tecnigrafo e fanno benissimo il loro lavoro. Ma al giorno d'oggi chi lavora su prodotti, che vanno dai satelliti allo spazzolino da denti, lo fa con un computer e software di disegno tridimensionale.
Cosa ci permette di fare questo "Cad 3D"? Moltissimo, primo tra tutto abbiamo la possibilità di creare il nostro prodotto virtualmente all'interno del monitor, potendolo vedere così da ogni punto di vista, ruotandolo come se lo avessimo in mano.
Progettare un prodotto con il 3D varia da tipologia a tipologia: creare uno spazzolino significherebbe lavorare con modelli di superfici, mentre realizzare una stufa vorrebbe dire fare uso del modulo lamiera.
Chiaramente non ci addentreremo nell'uso del software 3D e dei suoi molteplici comandi, bensì diciamo che il progettista realizza virtualmente il prodotto in modo da poter creare più facilmente le varie messe in tavola che servono alla parte produttiva dell'azienda per creare i particolari componenti l'oggetto.
Una volta costruito virtualmente l'oggetto, il progettista deve realizzare la distinta materiali, l'elenco cioè dei vari pezzi che formano l'oggetto e dei relativi costi, arrivando a stilare quindi una distinta valorizzata: questa serve al progettista per verificare se ha centrato l'obiettivo.
Vi ricordate quanto vi è costata la piastra per capelli per la vostra compagna? Sicuramente si, al centesimo!
Ecco, da quel prezzo il progettista ha fatto una serie di calcoli a ritroso fino a trovare quanto dovrà costare all'azienda la produzione di una piastra come quella. Se la somma dei particolari componenti la distinta valorizzata è minore o uguale al costo appena calcolato, allora ce l'abbiamo fatta; altrimenti bisognerà fare dei "tagli" per farla costare meno, ad esempio: scegliere materiali diversi, piuttosto che ridurre le dimensioni di uno dei componenti, oppure rinunciare a controlli elettronici per quelli meccanici che costano meno, etc.
Quante volte la vostra Lei vi ha detto: "Non funziona più, si è rotto, compriamone uno nuovo!" quando invece bisognava solo sostituire le batterie?
Anche il cambiare le batterie deve risultare un gesto facile, che ogni idi... persona a questo mondo deve saper fare, anche noi uomini! Infatti il progettista si preoccupa anche alla facilità d'uso del prodotto, nonché alla sua manutenzione.
Bene, ora possiamo mandare avanti tutti gli incartamenti per far realizzare li prototipo, che non è altro che il primo prodotto creato in produzione, e che servirà a verificare se i pezzi vanno tutti bene e se funziona tutto correttamente.
Da qui in avanti il processo produttivo farà il suo corso, e il nostro prodotto verrà confezionato, stoccato, distribuito, venduto.
Tutto questo meraviglioso procedimento per far nascere magari l'oggetto dei nostri desideri... un'automobile... una bella moto da strada... un super computer... una consolle da gioco...
Hei tu, sveglia! E’ tornata la tua Lei: alzati e... continua a dirle di si!!
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