Ciao a tutti! Eccomi qui per continuare a proporvi le mie riflessioni sui sistemi termoidraulici.
Considerato il diffondersi dei sistemi solari negli ultimi anni, approfitto per dare una serie di consigli e definizioni che possono tornare utili per fare chiarezza in un argomento che, anche se è diventato di percezione comune, in realtà ha una sua complessità.
Collettore solare termico - Funzionamento
L’energia solare, energia a costo zero di cui beneficiamo, arriva praticamente in ogni regione d’Italia e raggiunge valori di picco intorno ai 1300 Kwh/mq.
Si parla di sistemi solari fotovoltaici quando i pannelli (o anche delle pellicole) ricevono la luce solare e la trasformano in corrente elettrica. In questo articolo prendiamo in esame invece, i sistemi solari termici che sfruttano l’irraggiamento che colpisce dei collettori (piani o a tubi) per produrre acqua calda in un accumulo.
A seconda della stagione la potenza del sole può integrare i nostri bisogni energetici di calore o addirittura, come nel periodo estivo, coprirli interamente.
Parliamo di impianti per la produzione dell’acqua calda per lavarsi (Acqua Calda Sanitaria) oppure ad Integrazione quando l’energia oltre che a scaldare l’ACS va ad integrare anche l’impianto di riscaldamento.
Nei sistemi solari è necessaria l’installazione di un bollitore per poter accumulare calore nelle ore diurne e per poterlo poi rilasciare la sera o la notte. Esiste una proporzione tra capacità in litri dell’accumulo e numero dei pannelli solari che dovrebbe puntare alla massima efficacia: Solitamente si abbina un accumulo di 300 litri a due pannelli solari, in realtà i fattori da considerare possono essere molteplici (dimensione dei pannelli, numero di persone in casa, orientamento del tetto...).
Esistono sistemi a circolazione naturale quando l’accumulo dell’acqua è posizionato sul tetto insieme ai collettori solari; la circolazione avviene in questo caso grazie alla sola pressione dell’acquedotto. Nei sistemi a circolazione forzata i collettori sono invece collegati ad un accumulo remotato (posizionato all’interno dell’abitazione) e il flusso dell’acqua avviene tramite una pompa.
Il collettore solare, che è ovviamente posizionato all’aperto (su tetto piano, falda o in giardino) e riempito di acqua, in alcune zone d’Italia potrebbe rompersi per il gelo; nei sistemi forzati è quindi necessario proteggerlo aggiungendo glicole all’acqua del circuito (a seconda della percentuale usata aumenta la capacità di antigelo), mentre nei sistemi a circolazione naturale si installa una resistenza elettrica.
Quando l’accumulo ha interamente raggiunto la temperatura impostata, e i collettori solari non hanno più possibilità di scambiare calore, entra in funzione il vaso di espansione che ha il compito di assorbire la dilatazione (dovuta all’aumento di temperatura) dell’acqua glicolata.
Nella prossima puntata cercheremo di analizzare le caratteristiche dei diversi collettori solari per scegliere il più idoneo al nostro impianto.
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