Una piastra tra le mani

giugno 3, 2010 10.32 by Maculitico

Avete appena portato la vostra compagna a fare shopping al centro commerciale: siete stanchi, stufi di sostare davanti ogni vetrina ma comunque, ad una qualsiasi richiesta della vostra lei, voi le dite sempre di si...

Ora siete seduti in una panchina, accanto ad un bambino isterico col proprio nonno, e fissate con sguardo attonito l'oggetto che avete in mano: si tratta di una piastra per lisciare i capelli, costata un occhio della testa; voi sapreste esattamente che fine fargli fare, ma una domanda vi nasce spontanea in testa: com'è stato progettato e realizzato quest'oggetto?

Noi veniamo in contatto con migliaia di oggetti ogni giorno, ma non ci chiediamo mai chi li ha ideati e come sono stati realizzati, al massimo vediamo la provenienza che si solito è "Made in China".

Il progettista è una figura lavorativa a mio avviso molto varia e il "progettista prodotto", ad esempio, ne è una branca. Partiamo dal presupposto che per produrre un oggetto c'è tutta una serie di persone che lavora, ognuna per ciò che le compete, e il progettista fa parte di questo ingranaggio.

Mettiamo a fuoco come il progettista fa nascere un nuovo prodotto.

E' vero che l'Italia è un paese di inventori, ma diciamo che la grande distribuzione (quella industriale) guarda di più all'esigenza del cliente, a ciò che più di altro potrebbe servirgli per migliorare la qualità della propria vita.

Questo compito di solito è affidato agli uffici commerciali che, in base alle loro ricerche effettuate sul territorio, delineano un possibile prodotto da inserire nella gamma che già l'azienda possiede. Ad esempio: la piastra per capelli prodotta dalla "Lascia che lisci S.p.A." è innovativa rispetto a quelle che già vengono prodotte in quanto ha delle parti in ceramica più grandi che possono stirare una maggior quantità di capelli.

Cosa succede quindi: al prodotto viene dato un possibile prezzo per il pubblico e una presunta data di messa in vendita e la palla passa al Designer. Fino ad ora abbiamo in mano solo una descrizione del prodotto (di come deve essere fatto) e del prezzo che deve avere, ora serve dargli una figura. Il Designer quindi, in base alla moda del momento (colori, forme, accessori...) realizza una immagine bidimensionale del prodotto, visto da angolature differenti, a cui la Direzione dovrà dare il suo benestare prima di passarlo all'Ufficio Progettazione.

Eccoci qui pronti ad iniziare, con in mano due fogli di carta: nel primo troviamo i disegni del prodotto da realizzare, nel secondo abbiamo invece il prezzo indicativo e la scadenza.

Partiamo subito dicendo che ci sono ancora professionisti che lavorano con matite, fogli e tecnigrafo e fanno benissimo il loro lavoro. Ma al giorno d'oggi chi lavora su prodotti, che vanno dai satelliti allo spazzolino da denti, lo fa con un computer e software di disegno tridimensionale.

Cosa ci permette di fare questo "Cad 3D"? Moltissimo, primo tra tutto abbiamo la possibilità di creare il nostro prodotto virtualmente all'interno del monitor, potendolo vedere così da ogni punto di vista, ruotandolo come se lo avessimo in mano.

Progettare un prodotto con il 3D varia da tipologia a tipologia: creare uno spazzolino significherebbe lavorare con modelli di superfici, mentre realizzare una stufa vorrebbe dire fare uso del modulo lamiera.

Chiaramente non ci addentreremo nell'uso del software 3D e dei suoi molteplici comandi, bensì diciamo che il progettista realizza virtualmente il prodotto in modo da poter creare più facilmente le varie messe in tavola che servono alla parte produttiva dell'azienda per creare i particolari componenti l'oggetto.

Una volta costruito virtualmente l'oggetto, il progettista deve realizzare la distinta materiali, l'elenco cioè dei vari pezzi che formano l'oggetto e dei relativi costi, arrivando a stilare quindi una distinta valorizzata: questa serve al progettista per verificare se ha centrato l'obiettivo.

Vi ricordate quanto vi è costata la piastra per capelli per la vostra compagna? Sicuramente si, al centesimo!

Ecco, da quel prezzo il progettista ha fatto una serie di calcoli a ritroso fino a trovare quanto dovrà costare all'azienda la produzione di una piastra come quella. Se la somma dei particolari componenti la distinta valorizzata è minore o uguale al costo appena calcolato, allora ce l'abbiamo fatta; altrimenti bisognerà fare dei "tagli" per farla costare meno, ad esempio: scegliere materiali diversi, piuttosto che ridurre le dimensioni di uno dei componenti, oppure rinunciare a controlli elettronici per quelli meccanici che costano meno, etc.

Quante volte la vostra Lei vi ha detto: "Non funziona più, si è rotto, compriamone uno nuovo!" quando invece bisognava solo sostituire le batterie?

Anche il cambiare le batterie deve risultare un gesto facile, che ogni idi... persona a questo mondo deve saper fare, anche noi uomini! Infatti il progettista si preoccupa anche alla facilità d'uso del prodotto, nonché alla sua manutenzione.

Bene, ora possiamo mandare avanti tutti gli incartamenti per far realizzare li prototipo, che non è altro che il primo prodotto creato in produzione, e che servirà a verificare se i pezzi vanno tutti bene e se funziona tutto correttamente.

Da qui in avanti il processo produttivo farà il suo corso, e il nostro prodotto verrà confezionato, stoccato, distribuito, venduto.

Tutto questo meraviglioso procedimento per far nascere magari l'oggetto dei nostri desideri... un'automobile... una bella moto da strada... un super computer... una consolle da gioco...

Hei tu, sveglia! E’ tornata la tua Lei: alzati e... continua a dirle di si!!

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To be or not to be...

aprile 27, 2010 11.09 by bumbum
The pen is on the table....

Virtuosismi linguistici o esterofilia?

Ormai imparare l'inglese è fondamentale; una necessità per comunicare... con i propri connazionali.

Il cambiamento inizia in sordina, qualche parola buttata qua e là che tutto sommato può passare inosservata, ma ora avanza inesorabile travolgendo ciò che più dovrebbe rappresentare il nostro "made in Italy": la nostra lingua è costituita da circa 300.000 vocaboli supportati da un'inesauribile fonte di parole non scritte universalmente riconosciute come "body-language" e facente parte della nostra tradizione .
Che si tratti dell'esito della riforma Moratti (ricordate le 3 i) che poco cambia in ambito scolastico, ma (s)travolge invece il mondo del  lavoro?

E noi?

Trascinati dal nuovo trend, partecipiamo  all'outdoor in Valbruna con uscite sulla neve intervallate da intensi debriefing dove, supportati dai nostri trainer, verifichiamo e confrontiamo i nostri feedback separandoci in diverse workroom.

La metamorfosi dà subito i primi risultati: come Pokèmon da combattimento ci siamo evoluti  in buyer, customer-care, front-office, back office, ufficio marketing, supply chain... i nostri manager definiscono target, valutano performance, con intensi brainstorming fissano operazioni di marketing con proposte di sell in e sell out supportate da coop-advertising che rientrano nella strategia del time to market e che (speriamo) assicurino il cash flow. I layout delle proposte vengono inviati via email a tutte le agenzie, che dotate di blackberry ricevono la comunicazione in tempo reale.

Oppure si organizzano intensi meeting aziendali, con una piccola pausa per un brunch, dove vengono presentate le slide con i nuovi programmi e vengono distribuiti i folder del nuovo canvas quadrimestrale.

L'effetto ormai è equiparabile ad una fissione nucleare e a questo punto l'azienda si è vista costretta ad organizzare dei corsi di inglese intensivi: ora è meglio che vada a studiare o altrimenti sarà GAME OVER.

 

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Rimettersi in gioco

marzo 30, 2010 14.41 by Maculitico

Salve a tutti,
questa è la prima volta in vita mia che scrivo in un blog e devo dire che, per una persona riservata e timida come me, tutto ciò risulta essere molto difficile.

Diverse persone leggeranno questo articolo aspettandosi magari chissà quali argomenti o discussioni, ma per ora dovrò disilludervi, in realtà non tratterò temi importanti perché non credo di essere ancora pronto a sostenerli e a condividerli; questo non per cattiveria, ma solo perché rompere il ghiaccio non è mai così facile all’inizio.

Scelgo quindi di raccontare alcuni avvenimenti dell'ultimo periodo della mia vita lavorativa, specchio tra l'altro di una situazione attuale che interessa molte persone che, come me, hanno visto da vicino lo spettro della cassa integrazione.

Infatti possiamo dire che la brusca discesa dell'economia, da un anno a questa parte, ha avuto delle ripercussioni non da poco su tutto il mercato mondiale, dalla Russia all'America e dal contadino al libero professionista. L'economia lega tutti a tutti, e nessuno può risultare inattaccabile da ciò che è accaduto e sta accadendo. Le persone hanno smesso di comprare alcuni beni non essenziali, diverse aziende di settore non hanno venduto, molti terzisti legati a queste hanno chiuso in quanto direttamente dipendenti dal sistema; conseguentemente le aziende mettono in cassa integrazione i propri lavoratori... E’ tutto concatenato!

Ringrazio il cielo per non essere mai stato tra queste persone che, con un mutuo alle spalle e dei figli da crescere, si sono trovate a casa dall'oggi al domani con il salario ridotto fino a data da destinarsi; nel'’azienda in cui ho lavorato nel 2008 queste persone le conoscevo tutte personalmente...

Io sono un progettista, lo sono diventato col tempo e l'esperienza, e sappiamo che chi lavora negli uffici non è mai tra i primi a dover soccombere in questi casi, ma gli ultimi diciotto mesi hanno messo a dura prova molte grosse realtà aziendali.

Approdare qui in Palazzetti, realtà solida e radicata nel territorio, mi ha fatto conoscere un modo di vedere "l'azienda" diverso da quello a cui ero abituato: l'accoglienza, l'inserimento, il meccanismo frenetico che fa battere forte il cuore di questa ditta e che ti ingloba velocemente, mi hanno dato una nuova carica per rimettermi in gioco e per dimostrare quanto valgo.

Infatti l'opportunità che mi è stata proposta in quel periodo di grossa crisi l'ho accettata come una sfida a migliorare me stesso; un treno che non sarebbe passato di nuovo.

Sono già passati diversi mesi da allora e l'entusiasmo iniziale è rimasto inalterato, grazie anche a tutti i miei colleghi che sono diventati per me anche amici con i quali condividere le mie giornate.

 

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Relax?... No, grazie!!!

marzo 12, 2010 09.43 by Sirtomaia

La Domanda più frequente che mi viene posta dai miei amici è questa:

"Dimmi la verità, ma c’è qualcuno che telefona al Numero Verde?"

A queste parole strabuzzo gli occhi ed un ghigno beffardo si trasforma in una sonora risata molto più eloquente di qualsiasi altra parola.

Ritmi più che serrati, richieste sempre diverse, a volte bizzarre, più o meno complicate da gestire, concentrazione sempre al top ed efficienza al 100%... Ingredienti che a volte possono creare una miscela "letale".

Si... ok... Lo ammetto: ci sono stati dei momenti in cui mi sono trovata un po' in difficoltà anche se ho cercato di camuffarlo.

Non è semplice parlare otto ore di fila con decine e decine di persone che chiedono di tutto e di più... ma quanto è bello e gratificante sentirsi dire "GRAZIE", quella parolina magica che tanto si insegna ai bambini e che gli adulti spesso dimenticano.

Sapere di essere una delle voci che rappresentano l'azienda è a dir poco entusiasmante e poter comunicare con le persone è costantemente uno stimolo.
Sembra paradossale ma dalle telefonate più complesse e meno piacevoli si ricava sempre qualcosa di utile anche per la vita fuori ufficio: maggiore autocontrollo, diplomazia di ferro e pazienza certosina.

A volte le giornate sono così intense che la notte, invece di sognare romantiche passeggiate e viaggi ai tropici con il mio "lui", sogno la schermata del computer che riproduce l'elenco dei Centri Assistenza Tecnica, oppure la cuffietta, ormai inseparabile compagna d'avventura, che diventa un simpatico cerchietto di strass da sfoggiare la sera.

Si dice che quando si è innamorati il volto dell'amato debba essere l'ultimo pensiero prima di addormentarsi ed il primo quando ci si sveglia... beh... sperando che il diretto interessato non legga mai questo blog, mi è anche capitato di addormentarmi pensando: "Chissà se oggi il tecnico è andato da quel signore di Genova?" e di svegliarmi sospirando: "Chissà se è pronto il motoriduttore per la signora di Messina?"...

Alcuni giorni fa ho avuto l'opportunità di partecipare alla Fiera "Progetto Fuoco" di Verona.

E’ stata un’esperienza davvero interessante soprattutto perché, adesso, molte voci per me hanno un volto: persone con cui ho parlato spesso e solo telefonicamente si sono materializzate ed ora posso associarne i tratti del viso.

Finalmente un contatto "reale" !!!

Inorgoglita da uno spettacolare stand che, sia per forma che per contenuti, costituiva un micromondo a sé stante all'interno del quartiere fieristico, ho trascorso due giornate intense e piacevoli, immersa tra la folla variegata ed in compagnia di colleghi che ho avuto modo di conoscere sotto un punto di vista completamente diverso dall'ambito lavorativo.

Una nota stonata?

La cocciutaggine tipicamente femminile nella scelta delle scarpe che ha ignorato la consapevolezza di dover stare in piedi dalla mattina alla sera: decolté dal tacco sufficientemente alto da devastare i piedi atrofizzandone le dita...

Speranze: Partecipare a moltissime altre edizioni il che significa poter lavorare ancora per questa azienda che mi ha dato la possibilità di vivere l'avventura della fiera e del Numero Verde... e la cosa, confesso, mi piacerebbe davvero molto.

Buoni propositi: Mettere in "valigia" tanto impegno ed altrettanto entusiasmo come ho fatto finora e... un bel paio di BALLERINE!!!!!!!!!!!!!

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24 anni, stagista

marzo 9, 2010 09.56 by Tobia

Quando mi è stato proposto di scrivere la mia esperienza su questo blog ho pensato:

"wow, compiti per casa? :P ..e adesso che scrivo?? Beh, potrei incominciare con il presentarmi per esempio.. ".

Mi chiamo Tobia, mi sono laureato in economia e commercio a luglio 2009; allora sicuro di non voler continuare a studiare, ho incominciato a preparare i Curriculum Vitae per le aziende che più mi interessavano, fiducioso nel poter presentarmi non solo grazie ad una lettera ma anche di persona...
solo che... non so se ultimamente avete fatto un giro "nel mercato del Lavoro"... no?? bè non Vi siete persi niente!

I primi mesi di ricerca sono stati poco fruttiferi e anche abbastanza demoralizzanti, fortunatamente in seguito mi si sono aperte diverse porte tra le quali la possibilità di fare un'esperienza in questa azienda.

Dopo 2 colloqui mi è stato offerto di svolgere uno stage nell'ufficio acquisti... Ho accettato subito questo incarico nonostante conoscessi solo teoricamente il lavoro che sarei andato a fare. Anzi, a dire il vero, ero anche poco fiducioso essendo venuto a conoscenza di esperienze di alcuni miei coetanei che vengono "sfruttati" per lavori che non contribuiscono ad accrescere il proprio bagaglio personale...

Sono stato accolto dal mio tutor e dai miei colleghi con la massima disponibilità e pazienza (e sottolineo pazienza perchè circa ogni 5 minuti mi giro per chiedere un'informazione, un consiglio); questi 4 mesi mi hanno permesso di crescere sia dal punto di vista umano che professionale, ho imparato a conoscere i vari organi che compongono un'azienda le loro funzioni ma soprattutto ho imparato a conoscere i prodotti, i frutti degli sforzi congiunti di tutti coloro che collaborano nella grande famiglia Palazzetti...

In questo ufficio, ogni giorno, tra solleciti, ordini, analisi dei costi e campionature di prodotti nuovi, ho imparato a non sottovalutare nessun bene componente dei nostri prodotti: dalla carpenteria leggera ai componenti elettronici, dalla ghisa ai marmi... ora non guardo più una stufa o un caminetto solo dal punto di vista estetico ma con un occhio diverso...

Giovedì scorso (25/02/2010) ho partecipato alla fiera "Progetto Fuoco" che conoscete tutti Voi lettori, e non ho potuto fare a meno di notare le evidenti DIFFERENZE dei prodotti commercializzati dai nostri concorrenti...  sono rimasto piacevolmente sorpreso della Qualità che riconosce il nostro marchio e l'attenzione che viene dedicata ai minimi particolari, sia dal punto di vista estetico che funzionale...

Ringrazio dunque chi mi ha dato la possibilità di svolgere questa esperienza, tutti i colleghi che mi trasmettono quotidianamente il loro "know how" e...

mia mamma, la mia cara mamma che m'ha fatto tanto bello... Wink

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Per ridere ancora un po'...

febbraio 15, 2010 16.34 by X-Factor

Anche noi dell'ufficio commerciale Italia, abbiamo raccolto un frasario che potremmo definire "modi da non dire". Ringraziamo tutti quelli che hanno contribuito con la loro simpatia ad arricchire giorno dopo giorno e a loro insaputa questo svocabolario, e che nei giorni più intensi che si trascorrono qui in Palazzetti ci hanno strappato un sorriso. Divertitevi con noi:

“Presa aria congruente” (presa aria comburente)

“25 portato alla 9” (venticinque noni)

“Barbecex” ( Barbecue)

“Extasy stone” (easy stone)

“opossum incertum” ( opus incertum)

“ho un Barbecue che inizia con la M”

“BBQ Gallipolo” (gallipoli)

“vorrei un focolaio” (focolare)

“Lei ha un Blackberry? No io ho un Oxalis”

“Pietra ricostituita” (pietra ricostruita)

“deflettore imbarcato a banana”

“nero Tarquinia” (nero Marquina)

“piano labrador” (Rosso Alhambra)

“griglia  di Luxor” (griglia lux)

“civette per allodole”

“ecopalex stremato” (rastremato)

“non posso fare la presa d’aria comburente perché il cane mi fa la pipì dentro”

“coperchio in cemica” (ceramica)

“kit stellare e Kit stellina” (kit aggiornamento stella)

“mi manda lo scoppiato?”  (spaccato)

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Per ridere un po'....

febbraio 12, 2010 08.34 by Cri63

L'altro giorno, riordinando il cassetto della mia scrivania, ho ritrovato in un angolino il mini block notes dove, nel corso di questi 20 anni passati al centralino, ho annotato tutte quelle frasi simpatiche che mi hanno colpito e mi hanno fatto  sorridere.
Ve ne elenco qualcuna:

Buongiorno, sono un calabrese italiano

Mi manda lo schema di quel rivestimento col nome che finisce con la "i"?

Mi dia informazioni su quelle stufe che funzionano a paiett

La cloche dell'ecofire non carica il pellet

Nell'imballo mancava il riflettore

Sono possessore di una Ecofix  mini Lux

Quando la stufa carica il pellet comincia a rantolare

Chi mi ha passato lo schema del King Bike? (Bangkok)

Il tecnico è venuto a fare un sopravvento

-C’è il Sig.ra Ubner? 
-Chi è, mi perdoni?
-La moglie del Sig. Ubner!!!

Le faccio l'anagramma del nome

Vorrei notizie sulle vostre stufe in acrilico (maiolica)

Ho un Vostro Nonscialan (Neuchatel)

Ho pagato un prezzo irrisorio, molto costoso!!!

Per non parlare dei mille modi di chiamarsi Alida....
Alila, Lidia, Elide, Elsa, Dalila, Clelia, Elisa, Alaida, Aida, Leda, Elga, Eliana, Diana... !!!

I ritmi al centralino sono spesso incalzanti, ma a volte basta poco per farsi delle sonore risate!! Laughing

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Dove trovo il tempo?

febbraio 10, 2010 17.12 by Rossella

Quando mi è stata presentata l'opportunità di scrivere nel blog aziendale, mi sono detta

"Quando trovo il tempo per farlo?!".

Per una strana coincidenza però, quella stessa sera, mi è arrivata una delle tante Newsletter alle quali mi sono iscritta che riportava questo articolo di David Gurteen, consulente in Knowledge Management di fama mondiale (vd. www.gurteen.com, Knowledge Log, 7/06/2008). Ve lo traduco non solo perché mi ha suggerito come trovare il tempo per scrivere sul blog aziendale, ma anche perché esprime un concetto interessante su una delle teorie a me più care, il Knowledge Management, ovvero la gestione della conoscenza nelle organizzazioni, per la quale il blog si sta dimostrando uno degli strumenti più efficaci. Buona lettura!

"Alcuni mesi fa, durante una conferenza, un relatore interpellato sul motivo per cui non aveva ancora creato un proprio weblog, rispose che gli sarebbe piaciuto scrivere in un blog, ma non ne aveva il tempo "Come trovo il tempo?"

Dalla platea qualcuno disse "Smetti di fare altre cose!"... La risposta sembra banale, ma in realtà è azzeccata!

Infatti, in questo mondo super-impegnato, abbiamo tutti da fare più cose del tempo a nostra disposizione. Tuttavia, non è una questione di mancanza di tempo quanto di mancanza di priorità.

Infatti, concludiamo raramente le attività in fondo alla nostra lista di priorità però non diciamo "Non era una mia priorità", ma semplicemente "Non ho abbastanza tempo per farla".

Le nostre priorità normalmente riflettono il valore che noi diamo alle cose da fare. Se non riusciamo a vedere un valore aggiunto nel "bloggare" rispetto ad altre attività, allora non lo faremo.

Lo stesso avviene per la condivisione del sapere. L'affermare "Non ho tempo per condividere le mie conoscenze" in realtà significa "Non credo che questa attività sia sufficientemente importante per farmi smettere di fare altro".

Per questo motivo, cerco di aiutare le persone a riconoscerne il vantaggio per sé stesse!"

Tuttavia, mentre scrivo questo, una vocina mi dice: non dipende tutto dal vantaggio... noi tendiamo a fare quello che ci piace indifferentemente dal guadagno. Il valore del condividere la nostra conoscenza con gli altri risiede, oltre ad altre cose, nel piacere che proviamo nel farlo".

 

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Premio di benemerenza e solidarietà sociale a Sergio Perin

dicembre 14, 2009 08.05 by PuRe

Domenica 6 dicembre il comitato provinciale ANLA (Associazione Nazionale Seniores del Lavoro) ha concluso l'anno sociale con la Giornata dell'Anziano.

Dopo la messa alla Sacra Famiglia, la giornata è proseguita all'Auditorium della Regione dove, alla presenza delle autorità, sono stati consegnati i premi di "BENEMERENZA E SOLIDARIETÀ SOCIALE" a otto soci.
In particolare ad uno: il nostro collega e amico Sergio Perin.

In Palazzetti per oltre 43 anni (sui 47 totali di lavoro), Sergio ha vissuto da protagonista gran parte della nostra storia, accompagnando la nostra evoluzione produttiva: dalla lavorazione del marmo ai caminetti, fino alle più tecnologiche stufe a pellet.
Dopo un inizio come meccanico manutentore, in cui ha accumulato una rilevante esperienza nella lavorazione artigianale di diverse tipologie di materiali, è diventato impiegato tecnico, con il compito di studiare, progettare e realizzare nuovi caminetti.
La passione nel suo lavoro è stata tale da portarlo ad approfondire gli aspetti più tecnologici dei nostri prodotti e, per questo, Sergio diventa responsabile Studi e Ricerche, settore che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’azienda.

La padronanza degli aspetti più tecnici della nostra produzione e le problematiche di giorno in giorno risolte, lo hanno reso uno dei massimi esperti nell'ambito della combustione e delle energie alternative e, per questo, è stato chiamato a presenziare al Comitato Termotecnico Italiano (CTI) ed è stato uno dei 3 delegati italiani che hanno contribuito ad elaborare le normative europee specifiche del nostro settore.

Il suo impegno, la dedizione al lavoro e l'umiltà con cui si è sempre messo in discussione hanno contribuito a scrivere un pezzo fondamentale della nostra storia, a far crescere la Palazzetti fedele agli ideali e agli obiettivi con cui è stata fondata.

Ci congratuliamo con il nostro collega per questo importante e meritatissimo riconoscimento ricevuto, stringendoci intorno a lui in un abbraccio d'orgoglio.

 

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C'erano una volta... Le WINX!

novembre 11, 2009 11.50 by Rossella

Chi di voi ha una figlia od una nipotina sa sicuramente chi siano le Winx... ma solo pochi conoscono le Winx che volavano nel Regno Esterino della Palazzetti. Ve le presento:

  • Barbara (Musa): energica, ironica, la più sportiva delle fate, sempre con la radio accesa ed il borsone di aerobica sotto la scrivania; inseriva ordini a ritmi frenetici e dopo le telefonate di Heidi scoppiava in fragorose risate!
  • Christine (Tecna): riservata , determinata, la più razionale delle fate, sognava di rivoluzionare i sistemi informativi con un pulsante magico ; instancabile, lavorava ininterrottamente facendo solo una breve pausa per mangiare la sua mela e bere un caffe';
  • Odinea (Stella): sensibile, ottimista, la più elegante delle fate; amante dello shopping e modello di ordine e rigore, dava a noi tutte lezioni di organizzazione;
  • Raffaela (Aisha): atletica, disponibile, la più salutista delle fate, detentrice dell’elisir dell’eterna giovinezza e profonda conoscitrice dei poteri curativi delle piante; grazie alla sua conoscenza perfetta del tedesco passava senza sosta di traduzione in traduzione ;
  • Sobdra (Flora): romantica, responsabile, la miss delle fate, abile cuoca dal pollice verde era sempre pronta a dare consigli su dolci, piante e magiche creme ; abile dattilografa, riusciva a superare la velocità della luce nel rispondere a qualsiasi richiesta dei clienti e ad organizzare carichi impossibili;
  • e poi c'era Marilina (Pixie): gentile, generosa, la confidente di tutte le fate; poliglotta e detentrice del sapere esterino, veniva continuamente interpellata per risolvere qualsiasi problematica.

E tu chi sei? Vi starete forse chiedendo...

Beh, io sono Bloom, quella che arrivata da un altro pianeta quasi per caso ha scoperto di appartenere al magico mondo delle PALAWINX!

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