Finanziaria 2010 e detrazioni 36%

gennaio 27, 2010 11.16 by Gianni
La finanziaria 2010 proroga le detrazioni 36%

Visto l'interesse generale per l'argomento, vi segnalo che la finanziaria 2010 (legge 191/09) proroga al 31 dicembre 2012 il bonus del 36% sulle spese di ristrutturazione delle abitazioni.

Vi riassumo qui di seguito i punti principali di questa finanziaria:

  • Per usufruire della detrazione, il contribuente deve inviare una comunicazione di inizio lavori (attenzione: tramite raccomandata!) all'Agenzia delle Entrate.
  • La detrazione è riferita alla singola unità immobiliare su cui si sono effettuati gli interventi per un limite massimo di spesa di 48.000 €.
  • La detrazione fiscale è valida per 10 anni. Fanno eccezione: i contribuenti di 75 anni, per cui il valore è suddiviso in 5 anni, e gli ultraottantenni, per i quali il periodo di rimborso è di 3 anni.
  • Le spese detraibili sono relative all'esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria, le opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali.

Un'ultima nota riguarda la proroga anche per gli interventi di ristrutturazione (relativa ad interi fabbricati) eseguiti fra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano alla successiva assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2013. In questo caso, l'acquirente ha diritto alla detrazione Irpef del 36% calcolata, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, sull'ammontare forfettario pari al 25% del prezzo di vendita dell'abitazione, risultante dall’atto di acquisto.

 

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Incentivi per l'utilizzo di energie rinnovabili

novembre 22, 2009 22.34 by AnnalisaG

In Italia, già con la legge 449 del 1997 dedicata agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio, erano stati introdotti due commi che prevedevano la detrazione fiscale del 36% dell’IRPEF anche per i generatori di calore che utilizzano, come combustibile, prodotti vegetali con un rendimento non inferiore al 70%, il tutto indipendentemente da eventuali lavori di ristrutturazione.

Otre al prezzo pagato per la stufa o camino, la legge consente di detrarre anche i lavori di posa in opera se regolarmente riportati in fattura. Oltre al 36% dell’IRPEF, è possibile anche detrarre il 55% dell’IRPEF, esteso anche ai prodotti a biomassa dalla legge finanzia per il 2008, n. 244 del 24/12/2007 art. 1 comma 286. In tal caso i prodotti devono rispettare dei requisiti più severi rientrando nella classe 3 secondo la UNI EN 303/5.

Per approfondimenti sulle detrazioni fiscali e relativi iter da seguire per poterne usufruire, potete visitare il nostro Forum, alla sezione normative e garanzie. http://forum.palazzetti.it/Default.aspx?g=topics&f=28

Anche in Europa ci sono diversi Stati che danno sovvenzioni per l’acquisto di prodotti a biomassa ad alto rendimento, tra i quali la Germania, in cui si sovvenzionano tutte le stufe a pellet escluse quelle a cippato, con una potenza tra i 5 e i 100 Kw. Il rimborso previsto è di 36 € per Kw di potenza nominale installata, per importi minimi di 500 € per le stufe ventilate  e 1000 € per le Idro.

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Ci risiamo: vogliono togliere il 55% dal 2010

ottobre 1, 2009 14.55 by Gianni

Ci risiamo: nella nuova Finanziaria al momento non c'è traccia della copertura necessaria a sostenere l'applicazione della norma relativa allo sgravio fiscale del 55% nel 2010.

Abbiamo visto tutti come le agevolazioni sugli interventi per evitare gli sprechi energetici in casa abbiano consentito a centinaia di migliaia di famiglie di risparmiare, abbiano contribuito a creare nuovi posti di lavoro, abbiano ridotto l'emissione di gas serra.

Perché quindi, ancora una volta, pensare di eliminare gli sgravi fiscali?

Anche quest'anno infatti (l'anno scorso ci fu una marcia indietro all'ultimo minuto) il governo dimostra di non volersi impegnare fino in fondo per sostenere interventi per la salvaguardia del pianeta e il risparmio delle famiglie.

Ritengo opportuno riportare quanto detto dal responsabile ambiente del Pd Ermete Realacci:
"Il bonus del 55% è stata una misura che ha ottenuto effetti importanti. Lo hanno utilizzato centinaia di migliaia di famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro favorendo l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia. Eliminarlo significa dare un colpo al sistema delle piccole e medie imprese che attraverso l'edilizia legata di qualità si qualificano nel mercato più avanzato e significa anche mettere le mani nelle tasche delle famiglie: tra una casa ben costruita, con le migliori apparecchiature per l'illuminazione e per gli elettrodomestici, e una casa costruita male c'è una differenza di spesa annua che vale circa mille euro a famiglia".

Tutto questo non è accettabile, dobbiamo batterci anche quest'anno affinchè il Governo faccia marcia indietro su tale provvedimento.

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Cosa rientra nella garanzia?

giugno 1, 2009 09.16 by AnnalisaG

Questa è una delle domande che i clienti ci pongono di frequente, poiché si tratta di un argomento sul quale c'è un po' di confusione, nonostante la normativa sia chiara ed esaustiva.

Proverò in questo frangente ad approfondire i contenuti più importanti della normativa europea sulla garanzia in modo da fugare i dubbi che solitamente affliggono il consumatore.

La nuova normativa europea sulla garanzia è stata recepita in Italia, con il decreto legislativo n. 24 del 2 febbraio 2002, entrato effettivamente in vigore dal 23 marzo 2002. Il nostro è stato uno dei primi Stati europei a renderla operativa.
Tale norma si applica di diritto a tutti "i beni mobili" acquistati dal consumatore, senza alcun bisogno di fare attivazioni di sorta ed è valida nei 2 anni successivi alla data di consegna del bene.

Ovviamente anche le stufe e caminetti possono essere assimilati a beni mobili, di conseguenza per il nostro settore si applica tale normativa, tenendo però in considerazione che è sempre possibile da parte del produttore/venditore, estendere il periodo di garanzia oltre i due anni con una garanzia convenzionale che si aggiunge a quella legale.

Noi consumatori ci aspettiamo che tutto sia sempre in garanzia ma in realtà non è così, infatti la normativa comprende le non conformità e i difetti esistenti al momento della consegna del bene e manifestati nell'arco dei 24 mesi dalla consegna. Il diretto responsabile nei confronti del consumatore è il venditore anche se nel nostro caso specifico, l'Azienda risponde direttamente per tutte le eventuali difettosità di prodotto o delle sue componenti meccaniche ed elettriche.

Quindi non esiste, a priori, alcuna esclusione dalla garanzia, se non per le parti riconoscibili come soggette ad usura, come per esempio le gomme per le automobili.

Riassumendo, per capire se l'intervento sul vostro prodotto sarà in garanzia, bisogna chiedersi qual è la causa del malfunzionamento (di solito la stabilisce il tecnico in fase di verifica), poiché solo se si tratta di difettosità originaria, sarà completamente a nostro carico, mentre nei casi in cui il guasto sia imputabile ad errata installazione, scarsa manutenzione o errata conduzione del prodotto, l'intervento resta a carico del consumatore.

La normativa chiarisce anche che, qualora nel periodo di garanzia un pezzo venga sostituito, per quella componente non inizia a decorrere un nuovo termine ma resta valido il periodo di 24 mesi dall'acquisto del prodotto.  Nel periodo di garanzia il consumatore ha diritto alla riparazione del bene, alla sostituzione qualora la riparazione non sia possibile e in via eccezionale alla risoluzione del contratto o riduzione del prezzo, esclusivamente quando gli altri due rimedi non siano andati a buon fine


 

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Il pellet tra certificazione e marchi volontari

febbraio 2, 2009 23.40 by Gianni

La classificazione del pellet presente nel mercato europeo è al momento soggetta a tre riferimenti produttivi: le normative locali presenti in alcuni Paesi,  i certificati di qualità volontari, il "buon senso" del produttore.

I Paesi europei che, al momento, hanno redatto una norma che specifichi le caratteristiche del pellet da riscaldamento domestico sono:

Gli standard normativi definiscono la qualità minima del pellet da vendere nel mercato. Tali requisiti  presentano dei valori diversi a seconda della nazione cercando, naturalmente, di salvaguardare le caratteristiche del prodotto nazionale. Si vede infatti, nella tabella sotto riportata, come i valori di ceneri e l'uso di additivi siano diversi da Paese a Paese.

Attualmente il CEN (comitato per l'armonizzazione delle normative europee) sta portando a termine una classificazione del pellet secondo 3 classi di appartenenza (A I, AII e B) che sostituirà tutte le varie norme nazionali e porterà (si spera) a delle caratteristiche qualitative uniformi nel mercato europeo.

Le classi definite dalla nuova norma europea non significano "pellet adatto" o "non adatto" al funzionamento nella stufa, o miglioramento delle prestazioni dal punto di vista del calore emesso, ma principalmente tengono conto della tipologia del legno di partenza (essenza).

Partendo dalle norme di riferimento, o con degli standard interni propri, sono sorti dei consorzi che si sono dati delle regole di qualità e di controllo della produzione, creando dei marchi di qualità. Attualmente in Europa ci sono circa 400 siti produttivi di pellet con una capacità produttiva tra 8 e 9 milioni di tonnellate/anno. Di questi siti produttivi hanno un marchio di qualità:

  • circa 50 aziende ÖNORM geprüft in Austria (95% delle aziende presenti in Austria);
  • circa 50 aziende DIN geprüft in Germania;
  • circa 90 aziende DIN plus;
  • circa 10 aziende Pellet gold in Italia;
  • ITEBE Francia.

Questi marchi vengono assegnati in base ad una adesione volontaria e prevedono, a seconda del marchio:

  • controlli della produzione fatti da enti esterni mediante visite non programmate;
  • controlli sulla qualità del pellet fatta da laboratorio accreditato in base alle normative di riferimento.

La presenza di un marchio, per l'utilizzatore, significa avere caratteristiche certificate e  qualità costante nel tempo.
In base alle norme di riferimento, infine, andiamo ad analizzare i parametri di maggior interesse nel pellet. Li possiamo distinguere in 3 categorie di importanza:

  • ceneri e durabilità meccanica;
  • lunghezza e azoto;
  • metalli.

La durabilità meccanica è strettamente legata alla quantità di polvere che si può trovare nel sacco del pellet. Se il pellet si sbriciola facilmente si possono avere problemi di alimentazione della stufa e sporco nella stufa e in casa; riduzione dell'efficienza di combustione; incremento delle emissioni. La non buona durabilità meccanica è dovuta principalmente a problemi di produzione del pellet.
Il contenuto di ceneri nel pellet determina il residuo che si ha a fine combustione nella stufa. Un alto contenuto di ceneri  può dare problemi di combustione a causa dell'intasamento dei fori del braciere, può incrementare l'emissione di polveri dalla stufa. Il contenuto di cenere è dovuto all'essenza del legno utilizzata e dalla presenza o meno di corteccia. Un elevato valore di ceneri si può trovare anche a causa di una contaminazione del pellet da parte di materiale durante il trasporto (es. sabbia o polvere). Un buon contenuto di ceneri si ha con valori inferiori a 0.8%.
Lunghezza determina la capacità di carica della stufa automatica e quindi l'uniformità di caricamento nel tempo.
Proprietà chimiche determinano la formazione di residui sul braciere (i metalli), problemi di emissioni in atmosfera (l'azoto e il cloro), problemi di corrosione delle parti costituenti la stufa (il cloro).

 

 

Europa

Austria

prEN14961-2Classe A - I prEN14961-2Classe A - II prEN14961-2Classe B ÖNORM M 7135
Diametro (D) mm 6 ± 18 ± 1 6 ± 18 ± 1 6 ± 18 ± 1 4 £ D £ 10
Lunghezza (L) mm 3.15 £ L £ 40 3.15 £ L £ 40 3.15 £ L £ 40 < 5xD
Densità kg/dm3 ³ 0.625 ³ 0.625 ³ 0.625  
Umidità % £ 10 £ 10 £ 10 £ 10
Ceneri % £ 0.5 £ 1 £ 1.5 £ 0.5
Pot. calorifico netto MJ/kg ³ 16.5 ³ 16.5 ³ 16.5 ³ 18
Zolfo % £ 0.02 £ 0.04 £ 0.05 £ 0.04
Azoto % £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3
Cloro % £ 0.02 £ 0.05 £ 0.05 £ 0.02
Durabilità mecc. % ³ 97.5 ³ 97.5 ³ 97.5 £ 2.3
Additivi % £ 2 £ 2 £ 2 £ 2
Arsenico mg/kg £ 1 £ 1 £ 1  
Cadmio mg/kg £ 0.5 £ 0.5 £ 0.5  
Cromo mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Rame mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Mercurio mg/kg £ 0.05 £ 0.05 £ 0.05  
Nickel mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Piombo mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Zinco mg/kg £ 100 £ 100 £ 100  


 

Germania

Svezia

Francia

Italia

DIN plus DIN51731 SS 187120 Gr1 ITEBE Extra UNI TS Cl. A
Diametro (D) mm 4 £ D £ 10 4 £ D £ 10 - 6 ± 1 6 ± 0.5
Lunghezza (L) mm < 5 x D < 50 < 4 x D 10 - 30 D £ L £ 4 X D
Densità kg/dm3         ³ 0.62
Umidità % £ 10 £ 12 £ 10 £ 10 £ 10
Ceneri % £ 0.5 £ 1.5 £ 0.7 £ 1 £ 0.7
Pot. calorifico netto MJ/kg ³ 18 17.5 - 19.5 ³ 16.9 ³ 18 ³ 16.9
Zolfo % £ 0.04 £ 0.08 £ 0.08 < 0.05 £ 0.05
Azoto % £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3
Cloro % £ 0.02 £ 0.08 £ 0.08 < 0.03 £ 0.03
Durabilità mecc. % £ 2.3     £ 2.3  
Additivi % £ 2     £ 2 0 o < 2
Arsenico mg/kg £ 0.8 £ 0.8   < 1  
Cadmio mg/kg £ 0.5 £ 0.5   < 0.5  
Cromo mg/kg < 8 < 8   < 10  
Rame mg/kg < 5 < 5   < 10  
Mercurio mg/kg < 0.05 < 0.05   < 0.05  
Nickel mg/kg       < 10  
Piombo mg/kg < 10 < 10   < 10  
Zinco mg/kg < 100 < 100   < 100  

 

 

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In materia di incentivi verdi il governo si RICREDE...

gennaio 23, 2009 21.58 by Kristel

Ad una settimana dalle votazioni della fiducia sulla legge di conversione del DL 185/2008, sembra definitivamente rientrato l'allarme suscitato dai tagli previsti in materia di incentivi verdi dal decreto anti-crisi nella sua forma originaria.

E' merito della massiccia protesta spontanea di consumatori, associazioni e addetti ai lavori se l'articolo 29 del DL (relativo alla detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici) è stato approvato nella versione modificata dalle Commissioni Bilancio e Finanze, che riportano la disciplina alla situazione precedente al DL anti-crisi.

Si ritorna dunque all’automaticità della detrazione senza tetti di spesa – con alcune novità:

  • Obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle spese sostenute per gli anni 2009 e 2010 (mentre viene cancellato l'obbligo di inviare istanza all’Agenzia secondo il principio di silenzio-rifiuto)
  • Suddette spese dovranno essere detratte in cinque anni in rate di pari importo (mentre per quelle sostenute entro il 31 dicembre 2008 rimane la facoltà di scelta tra tre e dieci anni)

Non solo: riconfermati i bonus fiscali, il PdL  rilancia, proponendo di estendere l'agevolazione del 55% anche alla sostituzione delle porte con altre che garantiscano il risparmio energetico, possibilità precedentemente scartata dall'Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento passa ora all'esame del Senato, per l’approvazione definitiva entro il 28 gennaio, data di scadenza del DL. I termini e le modalità della comunicazione da inoltrare all'Agenzia delle Entrate saranno definiti con provvedimento della stessa, in emanazione dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del DL anti-crisi. Ricordiamo che, ai sensi del DL 185/2008 tuttora in vigore, a partire dalla settimana scorsa i contribuenti interessati alla detrazione avrebbero dovuto inoltrare via internet istanza all'Agenzia compilando un modulo pubblicato dalle Entrate entro il 29 dicembre u.s..

A causa delle modifiche qui riportate, in parte annunciate già nel corso del dicembre u.s., il modulo dell’Agenzia non è mai stato pubblicato.

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Tagli agli incentivi verdi... il nostro punto di vista

dicembre 9, 2008 19.50 by Kristel

Le ultime notizie che abbiamo letto in merito agli incentivi “verdi” non ci hanno lasciato indifferenti... anzi! Cerchiamo allora di fare chiarezza, soffermandoci a considerare i tagli apportati dal decreto anti-crisi in materia di incentivi per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e contenimento dei consumi energetici.

La normativa precedente
Con la manovra Finanziaria 2007 (legge 296/06) sono stati introdotti degli sgravi fiscali (ai fini Irpef e Ires) per interventi finalizzati alla (ri-)qualificazione energetica degli edifici e, dunque, alla tutela ambientale (tra gli interventi interessati: l'installazione di caldaie a condensazione, di impianti di climatizzazione invernale a biomassa legnosa, di pannelli solari termici, di pannelli fotovoltaici, l'isolamento delle pareti verticali e di tetti e pavimenti). La Finanziaria 2008 (art. 1, comma 20, legge 244/07) ha prorogato tali sgravi per il periodo 2008-2010, consentendo a privati ed imprese di pianificare così gli investimenti, calcolando in anticipo i flussi finanziari, al netto del beneficio fiscale. Tale detrazione, nella misura del 55%, era garantita fino ad un valore massimo di 60.000 Euro, da ripartire tra i tre e i dieci anni.
Per usufruire dell’agevolazione era sufficiente:

  • avere l'attestazione della conformità degli interventi alla normativa da parte di un tecnico abilitato;
  • inoltrare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda informativa dell'intervento e l’attestato di certificazione o qualificazione energetica dell’edificio.

L'utilizzo del bonus fiscale poteva avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, senza necessità di preventiva approvazione da parte dell'Enea o dell'Agenzia delle Entrate.

Le novità introdotte dal decreto anti-crisi
Se fino ad oggi la legge consentiva a chiunque rispondesse ai requisiti richiesti di ottenere il bonus fiscale, con il DL 185/08 viene introdotto un tetto di spesa per coprire tali agevolazioni, stabilito nella misura di 82,7 milioni per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.
A tal fine, oltre all'invio all'Enea della documentazione, gli interessati devono presentare domanda per via telematica all'Agenzia delle Entrate, che acconsente allo sgravio solo in presenza di fondi sufficienti. L'Agenzia accoglie le istanze secondo l'ordine cronologico d'invio, comunicando l'esito agli interessati entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Se, passato questo termine, l'interessato non riceve notifica di assenso, l'istanza si deve intendere respinta per il meccanismo del silenzio-rifiuto. In tal caso i contribuenti possono beneficiare di una detrazione d’imposta del 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 Euro, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Attenzione – Lavori in corso!
Il Ministro dell’Economia Tremonti ha annunciato recentemente che il Parlamento provvederà ad annullare la retroattività prevista dal DL e che è disposto a modificare la disposizione che prevede il silenzio-diniego. Restiamo in attesa di eventuali, ulteriori modifiche (definitive) al Decreto.

Effetti e conseguenze dei tagli – il nostro punto di vista
Al di là dei fatti, si rende necessaria una breve riflessione sulle conseguenze del cosiddetto decreto anti-crisi in materia di incentivi. Ricordiamo qui le parole di Paolo Landi di Adiconsum: "Sono oltre 3 miliardi e mezzo gli investimenti attivati dalle famiglie nel 2007 e nel 2008 con l’agevolazione del 55% sul risparmio energetico, che hanno permesso un risparmio di 500.000 MWh di energia non consumata e un ulteriore beneficio di riduzione della CO2 stimato in 70.000 tonnellate, che hanno permesso allo Stato di introitare 350 milioni di IVA."
A fronte delle novità introdotte dal DL è, invece, inevitabile che molte delle famiglie e imprese che avessero preventivato di eseguire lavori di riqualificazione energetica nel prossimo futuro vi rinuncino, o peggio, ricorrano a forme di pagamento in nero per risparmiare sulle spese.

Le realtà imprenditoriali di settore, che in questi ultimi anni avevano visto aumentare sensibilmente il proprio fatturato (con conseguente incentivo delle nuove assunzioni) si vedono ora fortemente penalizzati.
Non solo. Con il decreto anti-crisi, l'attuale governo italiano conferma la sua reticenza nel far fronte agli accordi previsti dal protocollo di Kyoto - dimenticando che l'Italia, qualora non rispettasse gli impegni presi in materia di riduzione di CO2, dovrà versare una penalità di diversi miliardi di Euro alla Comunità Europea. Nel complesso, i tagli previsti agli incentivi verdi rappresentano un provvedimento anacronistico e miope, che conferma l'Italia come Paese, ahinoi, troppo spesso lontano da quelle che sono le linee politiche dell'Unione Europea. Invece di favorire l'utilizzo locale delle rinnovabili – come fanno nei loro pacchetti anti-crisi paesi come Francia e Germania – prevedendo, per esempio, degli incentivi per la sostituzione di tecnologie obsolete con altre ad alta efficienza e rendimento energetico, l'attuale governo ha definitivamente messo in discussione lo sviluppo di un settore che stava crescendo, a favore di soluzioni energetiche centralizzate più problematiche quali, ad esempio, il nucleare.

Da sempre dalla parte dell'ambiente, convinti che uno sviluppo tecnologico lungimirante possa realizzarsi solo nel pieno rispetto dell'ambiente e dell'uomo, auspichiamo una revisione della normativa a favore di una maggiore incentivazione delle fonti energetiche alternative ai fini di un'integrazione effettiva del nostro Paese nelle politiche europee.
Un'ulteriore esempio che la salvaguardia dell'ambiente non è tra le priorità dal nostro Governo è la posizione contraria all'approvazione del decreto della Comunità Europea definito come “20/20/20” (di cui abbiamo già parlato qui) secondo cui, entro il 2020, tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 (rispetto al 1990), aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico e ridurre del 20% i consumi energetici.

Se volete, possiamo discuterne anche sul nostro Forum

Edit del 24.01.2009: Il governo si ricrede

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Il futuro del pellet

ottobre 26, 2008 18.08 by PuRe

In settimana è arrivato in azienda il semestrale 100 camini, la rivista tutta dedicata alle novità in materia di stufe e caminetti. È stato bello (e gratificante, visto il lavoro di questo ufficio!) vederci nominati in molti degli argomenti trattati nelle diverse rubriche.
In particolare, voglio condividere con voi l'intervista fatta al Sig. Ruben Palazzetti, AD della nostra Azienda (in allegato al post il PDF originale). L'interesse sull’argomento è molto forte, soprattutto in questo periodo. Buona lettura e a presto!

IL FUTURO DEL PELLET

Quale è, attualmente, l'andamento del mercato dei pellets?
Questo tipo di mercato si è stabilizzato dopo il boom del 2005: per il prossimo inverno le previsioni indicano una ripresa. E' chiaro che la quantità di pellet che viene venduta non dipende solo dal prezzo, ma anche dall'andamento climatico dell'inverno. Al momento, il prezzo si è  posizionato sui livelli del 2004. C'è stato inoltre un periodo di "maturazione" sulla conoscenza del prodotto e, di conseguenza, è possibile oggi acquistare, allo stesso prezzo, un pellet che spesso ha una qualità migliore rispetto al passato.

Quanto è grande il valore calorifico dei pellet?
Il potere calorifico di un pellet di buona qualità è di 4.9 kWh/kg.

Per quanto tempo è possibile immagazzinare i pellet?
Il pellet si può immagazzinare in ambiente asciutto fino alla stagione successiva.

Come si riconosce la buona qualità dei pellet?
Dal punto di vista normativo l'UNI ha pubblicato la norma UNI/TS 11263:2007, che fornisce i principi univoci e chiari per consentire una facile caratterizzazione del pellet per usi energetici, tenendo in considerazione aspetti tecnici, economici ed ambientali. Esistono, comunque, alcuni marchi che definiscono la qualità del pellet e che obbligano il produttore a controlli costanti nel tempo: tutto questo fornisce una garanzia di qualità al consumatore. Molto conosciuto in tutta Europa, Italia compresa, è il DIN Plus. In ogni caso, un buon prodotto ha indicato nel sacchetto un residuo di cenere non elevato (ideale: inferiore allo 0,8%). 

La stufa a pellet necessita di una presa d'aria con l'esterno?
Da un punto di vista normativo, la stufa a pellets, come tutti gli apparecchi a combustione, deve avere la possibilità di modificare l'aria dell'ambiente in cui è inserita per non prelevare tutto l'ossigeno presente. La quantità di aria necessaria è particolarmente esigua: più o meno quella che si introduce nella stanza entrando e uscendo dalla porta! Esiste la possibilità di collegare la stufa all'esterno in modo diretto, ma questo, attualmente, non è obbligatorio.

Si può installare in qualsiasi ambiente domestico?
La normativa per l'installazione di stufe e caminetti (e quindi anche degli apparecchi a pellet) è la UNI 10683, che vieta l'installazione in ambienti in cui sono presenti apparecchi a gas di tipo non stagno. E' vietata inoltre l'installazione in cucine con ventilatori o aspiratori che possano mettere in depressione il locale.

Che rendimenti ha una stufa a pellets e quanto materiale si brucia in una stagione?
Il rendimento, a seconda del modello, può variare dall'85 al 94%. E' difficile parlare di quantità perché tutto dipende:

  • dalle dimensioni dell'abitazione (scaldare 70 mq non è come scaldarne 140),
  • dal grado di isolamento verso l'esterno (se la casa è ben coibentata oppure no),
  • dalla posizione climatica (il fabbisogno energetico di un'abitazione a Palermo è molto diverso da quello che può avere un’abitazione a Bolzano).

Possiamo, però, dare un’indicazione media di circa 1 kg/h.

Esiste una normativa di riferimento?
Per le stufe a pellet esistono due  norme di riferimento. La UNI EN 14785 per la certificazione degli apparecchi che è riferita alle prestazioni (rendimento, efficienza, emissioni) e alla sicurezza del prodotto, sia da un punto di vista meccanico che elettrico. La norma è obbligatoria e consente di apporre il marchio CE sulla stufa. La UNI 10683 per la loro installazione.

Considerazioni finali sul futuro dei pellet
I segni di ripresa sono visibili chiaramente. Per il prossimo futuro si può prevedere che i prezzi del pellet rimangano assestati sui valori attuali, grazie anche all'aumentata offerta di prodotto sul mercato, il che consente anche di assicurare una qualità costante nel tempo.

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L’elettricista e la termocucina

ottobre 24, 2008 17.16 by Gianni

Sabato pomeriggio è passato a trovarmi un amico elettricista di vecchia data che mi dice: "Mi ha chiamato un idraulico per l'impianto elettrico di una termocucina. Come faccio?".
Non c’è problema! Andiamo in negozio (Palazzetti per te) e vediamo assieme gli schemi idraulici da cui decidiamo come fare l'impianto elettrico.
Con il foglio degli schemi gli dico: attento a questi 4 concetti:

  1. l'impianto idraulico a vaso aperto (UNI 10412-2 Pubblicato su: http://www.uni.com/) con scambiatore a piastre con il circuito principale. Il prodotto non ha la serpentina di raffreddamento per cui è l'unico modo per poterlo collegare all’impianto.
    Palazzetti - Impianto idraulico termocucina
  2. Installare i sistemi di sicurezza della parte idraulica
  3. Centralina elettrica di controllo (TC 120) già pronta per l’installazione
    Palazzetti - Quadro controllo termocucina
  4. Non è necessario inventare tutto dall'inizio, è molto più probabile che qualcuno ci abbia già pensato e risolto il problema (l’acqua calda nel reale significato del termine non serve inventarla.)

 

Ora hai tutti gli elementi per effettuare il collegamento in maniera conforme alle norme. Ricordati, alla fine del lavoro, la dichiarazione di conformità per la 37/08.

 

 

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La politica energetica dell'Unione Europea

settembre 29, 2008 19.31 by Kristel

Prendiamo spunto da quanto scritto da Michele qualche settimana fa (vedi qui e qui) per soffermarci sulle direttive in materia di politica energetica dell'Unione Europea.

A fronte di una drammatica crisi energetica di portata mondiale drammatica, che da anni ormai tiene sotto scacco l'Occidente, la Comunità Europea ha identificato nel 2020 il limite ultimo per raggiungere un obiettivo imprescindibile: coprire il 20% del fabbisogno energetico totale negli usi finali con fonti energetiche rinnovabili (attualmente tale percentuale si aggira attorno al 7%).

Il fine ultimo è quello di promuovere la sostenibilità, la sicurezza della fornitura, l'indipendenza energetica e la competitività dell’EU in ambito energetico. 

Per il perseguimento di tale obiettivo la Commissione Europea ha adottato un piano di azione per le principali sfide energetiche che l'Europa deve affrontare. Nello specifico ha previsto che l’obiettivo del 20% entro il 2020 vada perseguito operando in modo sinergico nei seguenti settori di impiego energetico finale: elettricità e riscaldamento. Dal diagramma, qui di seguito proposto, si evince che il settore del riscaldamento assorbe da solo il 49% del fabbisogno energetico totale: un dato che secondo fonti ufficiali risulta essere largamente sottostimato. (Per quanto concerne infine il settore dei trasporti, i paesi dell’Unione dovranno garantire l’utilizzo di minimo il 10% di biocarburanti.) 

Palazzetti - tipologie di consumi energetici

E' opportuno osservare che proiezioni della Commissione Europea per le politiche in materia di energia rinnovabile mettono in luce come il ruolo delle biomasse nel settore del riscaldamento sia destinato a crescere in modo esponenziale. Nello specifico per il 2020 si prevede un’incidenza delle biomasse per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili pari a circa il 90%.

Palazzetti - La crescita delle biomasse come fonte di riscaldamento


Le previsioni riguardanti l’incremento del ruolo del fotovoltaico tra le rinnovabili risultano contenute e comunque inferiori rispetto al ruolo assunto dal solare termico.

Palazzetti - Previsione di crescita e sviluppo delle fonti energetiche alternative

L'Italia è il primo paese produttore al mondo di apparecchi di piccola scala per settore del riscaldamento domestico e di piccola scala a biomassa legnosa. Nel nostro territorio sono installati oltre 10 milioni di apparecchi per il riscaldamento domestico a legna e pellet - di cui quasi il 50% è utilizzato in modo continuativo - che coprono circa il 5% del fabbisogno da fonte rinnovabile nazionale.

Tutto ciò premesso, come già avviene in alcuni paesi europei (come ad es. in Germania, Austria e Francia) a livello nazionale si rende auspicabile una politica di sostegno per l’utilizzo di biomassa per il riscaldamento che preveda degli

  • incentivi finalizzati alla sostituzione di impianti di riscaldamento a biomassa legnosa obsoleti con apparecchi di ultima generazione, più performanti
  • incentivi alla sostituzione di impianti di riscaldamento a combustibili fossili con impianti funzionanti a biomassa vegetale/legnosa.

Fateci sapere cosa ne pensate! Collegatevi al nostro forum e scrivete la vostra opinione!

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