Come scelgo il mio caminetto?

settembre 6, 2010 12.58 by Lucky

La scelta di un caminetto comporta valutazioni che abbracciano sia l'aspetto dell'arredamento che quello del riscaldamento dell'ambiente domestico.

Come individuare, dunque, il prodotto idoneo alle nostre esigenze?

Lo scopo del seguente pro-memoria non è di permettervi di scegliere da soli il caminetto, bensì di suggerirvi quali sono gli aspetti da considerare nel momento in cui vi rivolgete al vostro rivenditore di fiducia per la scelta del prodotto ideale.
 
Caratteristiche del locale in cui va inserito il focolare.
Le dimensioni della stanza in cui sarà inserito il caminetto (considerate anche l'altezza delle pareti) e la vicinanza di eventuali trombe di scale possono condizionare la scelta del focolare idoneo. Portate con voi una piantina della casa, sarà di aiuto!

Canna fumaria e presa d'aria.
Ricordiamoci che la canna fumaria e la presa d'aria sono essenziali per il funzionamento (ed il rendimento) del nostro caminetto. Verifichiamone l'esistenza, le caratteristiche, la posizione o la possibilità di realizzarle, in modo da poter informare chi ci consiglierà il focolare da inserire. Se sono da realizzare, lasciamo che sia un esperto di installazione di caminetti a consigliarci come procedere.
Dai un'occhiata, sul nostro sito, per alcuni suggerimenti tecnici!

Perché desidero acquistare un caminetto?
Sicuramente ci saranno più ragioni ad indurmi all'acquisto di un caminetto: arredare casa, cucinare, riscaldare, risparmiare.
Una di queste è preponderante rispetto alle altre? E' irrinunciabile?
Partiamo da quella, allora! Questa informazione orienterà il consiglio di chi ci assisterà nell'acquisto.
Per esempio, se intendo utilizzare il caminetto come fonte di riscaldamento, il risparmio che riuscirò a garantire rispetto all'utilizzo di altre tipologie di generatori di calore (come una caldaia a gas), sarà un aspetto determinante nella scelta. In questo caso, diventa consigliabile orientarsi verso un focolare chiuso, che ha rendimenti nettamente superiori rispetto ai focolari aperti.

Qual è il mio stile di vita?
Attenzione! Questo aspetto non deve essere affatto trascurato!
Se non coordiniamo il focolare scelto con le nostre abitudini, con i nostri ritmi, con quello che ci piace e non ci piace fare, probabilmente finiremmo per non utilizzarlo o per non esserne contenti.
Il crepitio e la luce del fuoco in una serata d'inverno sono un sogno da sempre?
Passo molto tempo a casa?
A casa non c'è quasi mai nessuno e, quando arrivo, preferisco trovare già caldo?
Cosa scelgo, un prodotto a legna od uno a pellet? Beh, il nostro stile di vita, in realtà, ha già scelto! Dobbiamo solo saperlo interpretare.

Il caminetto è un'importante occasione per risparmiare.
Proprio così!
La legna è un combustibile che consente di abbassare notevolmente i costi di gestione del riscaldamento domestico, soprattutto se utilizzata in focolari ad alto rendimento e certificati.
Non sprechiamo questa occasione!
Facciamoci consigliare una macchina idonea a scaldare l'ambiente in cui viviamo ed in sintonia con il nostro stile di vita.

Con un caminetto posso scaldare tutta la mia casa.
Proprio così!
Con un semplice caminetto chiuso posso realizzare un impianto di riscaldamento a legna.
Posso realizzare un impianto di canalizzazione dell'aria calda che, dal focolare, porti il calore anche nelle altre stanze.
Oppure posso allacciare il focolare al mio impianto di riscaldamento (a termosifoni o a pannelli radianti), in modo da distribuire facilmente in tutta la casa il calore prodotto con la legna.
Le macchine ad alto rendimento e certificate possono scaldare ambienti molto grandi, se abbinate a soluzioni efficienti di distribuzione del calore prodotto.
Guarda l'approfondimento esistente sul nostro sito.

Un caminetto Palazzetti è amico dell'ambiente.
Scegliere di scaldarsi con un caminetto Palazzetti vuol dire prestare attenzione all'ambiente: la legna è fonte di energia rinnovabile, neutrale (l'anidride carbonica prodotta dalla combustione è la stessa assorbita con la fotosintesi) e, se bruciata bene, è ridotta al minimo la produzione di polveri sottili e massimizzato il rendimento.

 

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Il sistema CHORO al servizio di una struttura alberghiera

giugno 10, 2010 11.38 by ScAn
LA facciata principale dell'Hotel Rosa Antico

L’hotel "Rosa Antico" è una antica villa del 1500 appartenuta ad un principe spagnolo successivamente trasformata in uno splendido albergo, caratterizzato dall'ampio uso di pietra leccese sia sulla facciata che negli interni.

L'albergo è situato alle porte di Otranto (LE), la città più ad Oriente d'Italia che rappresenta quel meraviglioso luogo che è il Salento.

La struttura è composta oltre alle parti comuni da 25 camere, due suite e tre appartamenti ed il sistema di riscaldamento esistente era caratterizzato da una caldaia a gas gpl, una pompa di calore e da un sistema solare di 10 pannelli collegato ad un accumulo di 2000 litri che, per la tipologia di installazione usata e la bassa qualità dei prodotti penalizzava fortemente l'apporto energetico del sole, rendendolo in pratica nullo e chiamando continuamente a ripetute e dispendiose accensioni la caldaia a gas.

Nel 2009 si è deciso di riqualificare l'impianto termico, ripensando completamente la centrale termica, con lo scopo di ridurre gli alti costi di gestione che impedivano di fatto di utilizzare l'albergo nella bassa-media stagione.

La ditta installatrice Coletta soddisfatta del lavoro svolto in centrale termicaLa collaborazione con i nostri partner, dalla riconosciuta ottima competenza e disponibilità, a partire dalla ditta "Coletta Climambiente"  di Racale (LE) per l'installazione e l'Ing. Papa per la progettazione, ci ha dato la possibilità di partecipare alla realizzazione del nuovo impianto.

La divisione sistemi Choro di Palazzetti ha fornito, in prima battuta, un sistema solare di 10 pannelli solari serie WKS da affiancare al vecchio impianto solare esistente, di accumuli inerziali per un totale di 2.000 litri e di una caldaia a pellet modello Regina da 30 Kw per compensare i picchi di consumo.

Talmente clamorosa è stata l'efficienza del nuovo sistema solare che la proprietà ha deciso di sostituire anche il vecchio sistema con ulteriori dieci pannelli WKS. Per ottimizzare i costi di gestione il sistema prevede di sfruttare al massimo l'energia solare accumulata attraverso un preciso controllo delle temperature nei vari accumuli e garantendo la corretta stratificazione degli stessi.

I venti collettori solari WKS installati sul lastrico solareAlla caldaia a pellet è delegato il compito di intervenire per coprire i picchi di consumo quando l'energia solare non è sufficiente a garantire il comfort termico. Il risultato finale misurato nella prima stagione invernale ha permesso di verificare costi del riscaldamento che sono diminuiti del 60% rispetto all'anno precedente.

Enfatizzando il nuovo sistema diremo che l'impianto, in alcune settimane invernali in cui c’è stato un buon irraggiamento solare, è stato in grado di portare il costo per l'energia termica dai 2.000 € settimanali di Gpl ai 15 € giornalieri (circa 110 € settimanali) per il pellet consumato dalla caldaia preposta ad integrare l'energia fornita dal sole.

Parte della centrale termica con in evidenza la caldaia a pellet modello PE L'intero sistema è gestito e controllato automaticamente con una serie di sensori (uno per stanza) e di dispositivi che permettono al programma PLC di percepire istantaneamente i carichi energetici e le presenze nelle varie parti della struttura adeguando la potenza termica necessaria al fabbisogno.

L'ottima riuscita del nuovo impianto termico è stata anche occasione per svolgere due convegni tecnici diretti a progettisti ed installatori, svolti all'interno della struttura stessa, che hanno avuto come momento clou, oltre alla visita anche la spiegazione del nuovo sistema di riscaldamento Choro.

Possiamo quindi affermare che l'obiettivo iniziale, richiesto dai proprietari dell'albergo è stato pienamente raggiunto. L'Hotel Rosa Antico rappresenta un caso concreto di riqualificazione energetica in cui si è realizzato un impianto importante, esempio di corretto utilizzo delle fonti rinnovabili e, come nella mission del gruppo Palazzetti, di responsabilità ambientale.

Un momento del convegno con il nostro relatore Marco Argentin
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Non lasciamoci PRENDERE IN GIRO!

maggio 20, 2010 16.35 by PuRe

PORTA PIU' ACQUA UN FIUME O UN RUBINETTO???

Per scaldare una casa servono molti metri cubi di aria calda: più piccolo è il canale, minore è la quantità d’aria che trasporta.
Non confondiamo la sensazione tattile della velocità dell’aria con l’effettiva portata...

Non confondiamo la sensazione tattile della velocità dell’aria con l’effettiva portata: più piccolo è il canale, minore è la quantità d’aria che trasporta.

Abbiamo effettuato dei test sparando la stessa quantità di aria calda a due impianti di distribuzione uno con una condotta da 6 cm e uno da 8 cm.
I dati rilevati hanno confermato quello che già sapevamo: la pressione e la velocità dell’aria decadono con l’aumentare della lunghezza del condotto.

Ma quello che più importa è che la velocità e la pressione hanno valori maggiori se la sezione è più stretta e quindi mettendo una mano davanti alla bocchetta ”percepisco” di più l’aria calda che esce.

per ottenere portate maggiori devo necessariamente utilizzare condotti con sezioni maggiori

La canalizzazione ha l’obiettivo di scaldare ambienti distanti in breve tempo: per conoscere quanta aria calda stiamo trasferendo nel locale attraverso la canalizzazione abbiamo però bisogno di conoscere qual è la portata (il volume d’aria spostato in un’ora).

Dal grafico della si evince chiaramente che per ottenere portate maggiori devo necessariamente utilizzare condotti con sezioni maggiori.
Quindi, anche se da un condotto più grande l’aria esce con velocità inferiore, la quantità di calore che ho trasferito è in realtà molto superiore.

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Componenti di termoregolazione

gennaio 20, 2010 21.03 by ScAn

Siamo alla terza puntata (qui e qui le prime due puntate) e vogliamo questa volta approfondire la conoscenza dei componenti per "mandare in temperatura scorrevole" (curva climatica) il nostro sistema.

La volta precedente abbiamo visto che uno dei parametri principali che influiscono nel consumo di energia è la temperatura esterna. Abbiamo sottolineato inoltre l'importanza di gestire correttamente la quantità di calore da immettere nell'abitazione per mantenere il comfort.  


Come si può osservare dal grafico sopra, la temperatura di mandata del circuito di riscaldamento "scorre" rispetto alla temperatura esterna e questo cambiamento viene impostato con una diversa curva a seconda della tipologia di distribuzione presente in casa. I componenti necessari per creare questo sistema sono i seguenti: 

 
Termoregolatore Interfaccia utente   Centralina Sonda Sonde Servo
    ambiente esterna impianto comando

Il termoregolatore è il punto di raccolta ed elaborazione di tutte le informazioni, rappresenta il cuore del sistema. Tra i suoi compiti, deve gestire la curva climatica in base alle molteplici informazioni che riceve (sonda esterna, sonde impianto, centralina ambiente, andamento delle temperature nelle giornate precedenti, dati caratteristici dell’abitazione...) e quindi indicare al servocomando la corretta temperatura che deve mandare all'impianto.

L'interfaccia è la nostra tastiera e monitor di sistema. Ci permette di conoscere l'andamento del sistema (le temperature rilevate dalle varie sonde, il database di informazioni immesse e create...). Possiamo modificare i parametri di funzionamento per meglio adattarli alle nostre esigenze (orari e regimi di funzionamento, temperatura dell'acqua sanitaria, impostazioni antigelo, periodi di vacanza...).

La centralina ambiente rileva la temperatura in un locale di riferimento all'interno dell'abitazione e attraverso la manopola trasmettiamo al termoregolatore la nostra richiesta di calore. Con questi dati il termoregolatore calcola la distanza per raggiungere la soglia di comfort desiderata e trasmette la velocità (leggi: maggiore o minore  temperatura di mandata) al servocomando per raggiungerla.

La sonda esterna, che va posizionata su una parete esposta a nord, invia al termoregolatore l'andamento del nostro inverno.

Le sonde impianto sono i recettori di informazioni sparsi nel nostro sistema e trasmettono al termoregolatore le varie temperature rilevate (varie sonde a diverse altezze sull'accumulo energetico, sonde di mandata dell'impianto, sonda dei pannelli solari...).

Con il termine servocomando intendo i vari organi idraulici (circolatori, miscelatrici...) che, ricevuto l'impulso, provvedono ad inviare la temperatura corretta all'impianto. 

Ho cercato di dare una breve spiegazione, attraverso i principali componenti, di un argomento in realtà molto complesso.
La "termoregolazione" oltre che controllare le condizioni climatiche o ambientali e la loro conseguente interazione con il sistema di riscaldamento, può gestire anche, a seconda dei casi, il processo di combustione, il numero di accensioni dei generatori, il processo di stratificazione all'interno degli accumuli e l'integrazione delle varie fonti di calore.

 

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Un moderno sistema di riscaldamento: Curva climatica

dicembre 10, 2009 13.08 by ScAn

Dopo la puntata di esordio, continuo con le mie riflessioni sui sistemi di riscaldamento.

Ai tempi della trasmissione di Renzo Arbore "Quelli della notte" c'era un simpatico personaggio che citava proverbi "sempre veri":

"è meglio essere ricchi e felici che poveri e tristi".

Allo stesso modo io mi permetto di dire:

"più freddo fa d'inverno e maggiore è il combustibile che serve".

Voglio, con questa battuta e con le riflessioni che seguono, sottolineare che il fattore principale che influenza il comfort all'interno dell'abitazione e i relativi consumi energetici è "la temperatura esterna".

Quando siamo in fase di costruzione della casa, prendiamo decisioni sull'isolamento dell'abitazione, sul tipo di generatore da installare  o magari su un sistema integrato di generatori multi energia (Choro), sul sistema di distribuzione (pavimento, radiatori, ventilconvettori...), sulla tipologia e la posizione dei termostati in ambiente e così via. Siamo di fronte a varie possibilità, e abbiamo una grande varietà di soluzioni disponibili, siamo quindi grandi protagonisti sul comfort e sul risparmio energetico della nostra abitazione.

Una volta però che abbiamo realizzato la casa e l'impianto, e che quindi le scelte non sono più modificabili (a meno di un nuovo intervento sulla struttura o l'apporto di un nuovo  generatore) le nostre possibili opzioni per mantenere il comfort e risparmiare nell'utilizzo calano drasticamente.

Nella gestione dell'impianto realizzato abbiamo fondamentalmente a disposizione solo due opzioni: agire sulla temperatura all'interno dell'abitazione e, ma solo se ho realizzato un impianto multi energia, utilizzare il generatore più conveniente (es. caminetto, stufa a pellet, caldaia a legna...) invece che il generatore più dispendioso (gas, gasolio…). La grande variante in gioco è indipendente dalla nostra volontà:

"quanto freddoloso è l'inverno".

Usiamo una metafora: pensate ad una casa confortevole come un recipiente che deve rimanere sempre pieno di acqua; considerate ora il consumo energetico come un foro la cui dimensione varia in funzione alla temperatura esterna. Più grande è il foro, maggiore è la perdita di energia che devo reintegrare perché il recipiente rimanga colmo (confortevole). Ovviamente se volta per volta conosciamo la quantità di acqua che dobbiamo reintegrare possiamo evitare gli sprechi o evitare di non colmare a sufficienza.

Se disegniamo su un grafico l'incrociarsi della temperatura esterna con l'energia necessaria al mantenimento del comfort creiamo una linea continua – "curva climatica" che raffigura in maniera dinamica il nostro recipiente sempre pieno (comfort) al mutare della stagione.  Nella prossima puntata approfondiremo questo concetto con i componenti di impianto necessari e i vantaggi che ne derivano.

 

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Quante calorie ha questo caminetto?

settembre 22, 2009 21.35 by Lucky

Quante volte mi son sentito fare questa domanda!

D'altronde, se acquisto un focolare a legna, con cui intendo scaldare l'ambiente domestico, dovrò pur sapere "quanto scalda", "quanto è potente", "quante calorie ha"!
Che facce mi son trovato davanti quando ho risposto:

"Zero! Questo caminetto ha zero calorie!"

"Ma può svilupparne tantissime! Basta caricare tanta legna!"

Chiariamo un equivoco di fondo: le calorie ce le ha la legna, non il focolare.
Il focolare fa un mestiere semplice (all'apparenza): quello di bruciare la legna.
Per cui, la vera domanda dovrebbe essere: "quanto bene brucia questo focolare?";  "quanta legna posso caricarci?"

Eh si! Perché non tutti i focolari bruciano la legna allo stesso modo e la qualità di combustione incide:

  • sulla spesa che sosterrò per scaldarmi (quindi devo prestare attenzione al rendimento del focolare; la doppia combustione Palazzetti aumenta il rendimento del focolare);
  • sulla emissioni di monossido (la doppia combustione dei focolari Palazzetti permette di ridurre al minimo le emissioni nocive della combustione);
  • sulla durata del focolare (combustioni qualitativamente migliori aumentano la durata del focolare);
  • sulla possibilità o meno di accedere a vantaggi fiscali legati al rendimento del prodotto (tutti i focolari chiusi Palazzetti permettono di godere delle agevolazioni fiscali oggi in essere);
  • sulle certificazioni del prodotto (i prodotti certificati hanno combustioni "qualitativamente" migliori);
  • sulla fatica che farò nel caricare legna! (meno consumo, meno carico!).

E' evidente, dunque, che molta informazione e pubblicità che oggi parla di caminetti da 30 mila o 40 mila chilocalorie non fa altro che dare una visione distorta del calore che un focolare può produrre.
Contano le calorie che ha ogni chilogrammo di legna; la misurazione delle calorie sviluppate viene misurata su base oraria: tante calorie ogni ora per chilogrammo di legna.

Semplifichiamo le cose: trascuriamo l'umidità contenuta nella legna (più la legna è umida, meno rende) e seguiamo il seguente ragionamento:
i chili di legna che brucio in un'ora nel focolare (e la qualità della combustione di quest'ultimo, che disperderà più o meno calorie a seconda di quanto bene brucia) svilupperanno un tot di chilocalorie.
La betulla, ad esempio, ha 4800 kcal (chilocalorie) per ogni chilo di legna bruciato (trascurando l'umidità); se ne brucio 5 kg in un'ora, avrò sviluppato 24.000 kcal.

Maggiore è il rendimento del focolare, tanto minore sarà la quantità di calore disperso in canna fumaria (ecco perché occorre fare attenzione al rendimento del focolare, non a quante calorie ha!).

I caminetti Palazzetti hanno tutti rendimenti alti e certificati e possono bruciare tanta legna!! Tirate voi le conclusioni!

 

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Un moderno sistema di riscaldamento: Comfort

settembre 15, 2009 21.55 by ScAn

Sono, insieme a Marco e Michele, uno dei componenti della divisione "Choro" Sistema calore.

Il lavoro mi porta sovente ad ascoltare le motivazioni o aspettative dei clienti quando scelgono un impianto di riscaldamento, e mi trovo quindi ad individuare le sue reali necessità e a prospettare soluzioni d'impianto misurate sui suoi bisogni.

Mi capita spesso, in questo percorso, di sfatare alcuni luoghi comuni del cliente o di discutere sulle abitudini nell'utilizzo dell'impianto termico e, in questa mia prima partecipazione al blog aziendale, vorrei condividere alcune di queste situazioni con l'idea di aiutare nella scelta di un "sistema" di riscaldamento.

E' necessario, come primo passo, condividere il concetto di "Comfort termico", cioè capirci su cosa intendiamo quando diciamo: "avere la giusta temperatura in casa" (e in realtà tra le righe intendiamo quella che mi fa risparmiare combustibile e che mi permette di vestire normalmente senza un maglione sopra l'altro). Erroneamente crediamo che questa temperatura è in nostro totale controllo azionando più volte nella giornata il nostro termostato all'interno dell'abitazione.

Avete fatto caso che in una giornata estiva, la presenza di un lieve vento, nonostante l'elevata temperatura dell'aria ci fa meglio sopportare il caldo? O che, al contrario, in una giornata invernale quella stessa velocità del vento aumenta la nostra percezione di freddo? O che quando siamo in casa in una giornata invernale e ci avviciniamo ad una finestra percepiamo una sensazione di freddo?

Con questi  esempi vorrei far notare che la nostra sensazione di comfort non è legata solamente alla temperatura dell'aria ma anche a fattori quali la velocità della stessa, la sua umidità, e la temperatura dei corpi che ci circondano:

Velocità dell'aria (m/s): "...Il movimento dell'aria produce effetti termici anche senza variazione della temperatura dell'aria e può favorire la dissipazione del calore..."

  • Fino a 0.25 m/s: impercettibile
  • 0.25-0.50 m/s: piacevole;
  • 0.50-1.00 m/s: sensazione di aria in movimento;
  • 1.00-1.50 m/s: corrente d’aria da lieve a fastidiosa;
  • Oltre 1.50 m/s: fastidiosa.

Temperatura media radiante (TMR, °C): La temperatura media pesata delle temperature delle superfici che delimitano l'ambiente incluso l'effetto dell'irraggiamento solare incidente. Influisce sugli scambi per irraggiamento..." ... Se il corpo è esposto a superfici fredde, una quantità sensibile di calore è emessa sotto forma di radiazione verso queste superfici, producendo una sensazione di freddo..."

Umidità relativa (UR %): Rapporto fra la quantità di acqua contenuta in un Kg d'aria secca ad una certa temperatura e la quantità massima di acqua che potrebbe essere contenuta alla stessa temperatura dallo stesso kg d’aria... A basse temperature l'aria molto secca accresce la sensazione di freddo...

Quando entro in una stanza buia e accendo la luce attraverso l'interruttore soddisfo istantaneamente il mio bisogno di vedere l'ambiente; la stessa cosa non accade se entro in una stanza fredda e agendo su un termostato cerco di attivare istantaneamente il caldo perché, come abbiamo visto sopra, il mio bisogno di comfort è legato ad una serie di fattori che hanno tempi di messa a regime. Tutti gli impianti a riscaldamento quindi necessitano di una gestione continuativa e fluida per produrre le condizioni di "Comfort" (questa conduzione continuativa, se correttamente progettata, produce un risparmio energetico superiore di una gestione di acceso/spento dell'impianto).

Non volendo qui fare un trattato di termotecnica, o approfondire fattori psicologici od organici sulle percezioni che ci allontanerebbero dal nostro obbiettivo, mi preme però sottolineare che "la giusta temperatura"  è, come abbiamo visto, una combinazione di diversi fattori.
Progettare o fornire un impianto di riscaldamento, o un singolo componente quindi deve tener conto anche di questi fattori; molteplici sono le deduzioni che si possono fare:

  • diversi sono i tempi e le temperature in gioco quando distribuisco il calore in casa con un impianto in bassa temperatura (a pavimento) rispetto ad uno in alta (convettori o radiatori).
  • nel corso della stagione invernale il mio impianto deve seguire l’evolvere della temperatura esterna
  • controllare la velocità dell’aria mi permette di avere un comfort anche con temperature in ambiente minori e quindi un risparmio maggiore
  • mantenere in casa una temperatura ambiente tale che mi permetta di avere muri o pavimenti freddi che diminuiscono il mio comfort.

Ottenere da un impianto di riscaldamento efficienza, facilità di utilizzo, rispetto della Natura e un adeguato "Comfort"  è  molto più facile di quanto si pensi: l'integrazione (Sistema) tra dei buoni prodotti e la passione di "Professionisti del calore" nel voler fare le cose "nel modo giusto".

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ISH di Francoforte 2009: che fiera!

aprile 7, 2009 15.52 by Micheluca

Quest'anno, per la prima volta da quando lavoro alla Palazzetti, sono stato inserito nel gruppo del personale che, a vario titolo, avrebbe partecipato alla più importante fiera sulle energie rinnovabili, condizionamento e sanitario a livello mondiale, l'ISH di Francoforte.

A causa del mio terrore nel volare (lo so: una paura stupida), in auto con me a farmi "compagnia" Mac79, Franco e Renzo.
Il viaggio all'andata è stato una vera impresa in quanto, da Tarvisio a Monaco, siamo entrati ed usciti dalla bufera di neve diverse volte, alternata da schiarite improvvise.

I paesaggi cambiano, sfioriamo a Monaco l'Allianz Arena che, per me, amante e tifoso del calcio, ha un fascino particolare.
Pale eoliche sulla strada per FrancoforteLa cosa che mi colpisce, passando tra i piccoli paesi che l'autostrada lambisce, è il vedere i tetti costellati da impianti con pannelli solari e fotovoltaici per un massiccio sfruttamento dell'energia solare.
Anche l'apparire di tanto in tanto di enormi pale eoliche, per sfruttare quel fastidioso vento che si insinua tra le colline, mi fa riflettere e pensare al perché in Italia dobbiamo essere l'ultima ruota del carro in qualsiasi situazione, visto che abbiamo condizioni migliori per sfruttare queste energie pulite e inesauribili.

Arriviamo a Francoforte, centro finanziario della Germania. Come in tutte le metropoli, la vita si svolge frenetica e caotica e decidiamo di muoverci, per comodità logistiche, con la metropolitana.
Mac, tra i vari consigli per affrontare i giorni in fiera, mi aveva avvisato di dotarmi di scarpe comode perché, mi diceva, "guarda che ce n'è da camminare" e  tra me e me pensavo "il fisico non è quello di un tempo ma di camminare sono ancora in grado".

Il giorno d'apertura, in metropolitana, con l'avvicinarsi alla fermata ricavata all'interno del centro fieristico, salgono sempre più numerosi uomini con i loro completi grigio scuro e sempre accompagnati dalle loro inseparabili ventiquattr'ore, molti dei quali già che discutono di lavoro attraverso i loro cellulari con quegli sguardi persi nel vuoto.

Gli spostamenti all'ISH avvengono anche con scale mobili e nastri di scorrimentoAll'interno gli spazi di colpo si espandono, i corridoi che collegano i vari padiglioni sono lunghi, talmente lunghi che ci sono i nastri di scorrimento per abbreviare i trasferimenti e far rifiatare le persone durante gli spostamenti e le scale mobili, visto che le varie tematiche della fiera si sviluppano su più piani.

Tutti hanno il passo frenetico, sembra quasi la camminata che viene usata dai podisti nelle gare di marcia e molti portano con se qualcosa, depliant, oggettistica per completare  i loro stands.
I padiglioni sono immensi. Le  dimensioni che già avevo mentalmente sovradimensionato, erano state di gran lunga superate.

Palazzetti - Il nostro stand all'ISH 2009Arrivati allo stand Palazzetti, osserviamo incuriositi la dislocazione dei vari prodotti e dei rivestimenti scelti, controllando che tutto sia curato e pronto ad affrontare l'interesse e le curiosità degli operatori del settore e dei privati.
Lo stand lo uso come campo base per la mia prima esplorazione di questo mondo, fatto di una fitta rete di corridoi, dove si dislocano le tantissime imprese che presentano il meglio della loro produzione e novità, per poter affrontare questo momento difficile dell'economia mondiale.

Palazzetti - Il nostro stand all'ISH 2009 E' impossibile visitare tutti i padiglioni in una sola giornata, anche facendolo in modo superficiale: infatti al termine della prima, a malapena ho visitato quello che mi interessa maggiormente e cioè quello delle stufe a pellet e legna.
La prima giornata è terminata, ora i miei piedi mi fanno ricordare le parole di Mac79... Purtroppo non solo i miei piedi, ma anche gambe e schiena chiedono pietà! Dopo una doccia rigenerante e un'abbondante cena in allegria con i colleghi, finalmente torno in albergo  per cadere come un sasso in un sonno profondo.

Nei due giorni successivi mi sono dedicato alla visita degli altri padiglioni, alcuni dei quali in maniera molto rapida perché non inerenti al lavoro che svolgo in azienda.
Tornando a casa, sulla strada, indovinate chi abbiamo incontrato? Si, proprio lei, la neve, che da Monaco ci ha accompagnati fino a casa, come se ci avesse aspettato da dove ci aveva lasciati, per fare la stessa strada insieme.

Finalmente a casa, è notte fonda e come prima cosa vado a vedere i mie due piccoli e la mia dolce metà.

Mi sono mancati molto.

Anche questa esperienza è giunta alla fine, ringrazio la Palazzetti per avermi dato l'opportunità di vedere questa grande fiera che ha arricchito il mio bagaglio tecnico e la mia conoscenza di altre realtà presenti nei mercati del nord Europa, che in Italia difficilmente si vedono.
Domani si ricomincia a vivere la vita quotidiana,  lavorando a progetti con l'obbiettivo inderogabile di preparare prodotti sempre più evoluti e prestazionali, limitando ai minimi termini i valori di emissioni nocive.

 

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Dru: parola d'ordine "Scoprire"

gennaio 13, 2009 17.50 by Mac79

Mi hanno detto: "Venderemo prodotti a gas!"

Tra me e me non volevo crederci, mi suonava strano, ad oggi oltre ai vecchi "Sunny" altro di gas poco sapevo e poco conoscevo.

Un apparecchio a gas per me non era altro che un'apparecchiatura priva di tecnologia e di fascino (della combustione). E, sinceramente un po' controvoglia, parto per quella strana terra quale l'Olanda per andare a "subire" un corso sulle nuove apparecchiature a gas che commercializzeremo.

Palazzetti - Rivestimento Marrakech con focolare DRU Il giorno successivo scopro le prime novità di questo mondo. Scopro che l'Olanda ha tante di quelle riserve di gas naturale che potrebbero essere indipendenti dal resto dell'Europa per i prossimi 50 anni. Scopro che  questa fantomatica DRU ha alle spalle oltre un secolo di storia.

Scopro che questo mondo comincia ad affascinarmi.

Ci viene mostrata l'azienda, la sala mostra, la produzione, il laboratorio e la loro organizzazione. Cavolo, non è solo una bella realtà ben presentata, ma sembra proprio che tutto funzioni perfettamente.

Poi arriviamo sui prodotti, e in quel momento mi sono detto "mah, vediamo cosa si sono inventati questi".
Ed anche qui mi accorgo di aver tratto conclusioni troppo affrettate. Guardo la fiamma, la osservo, la scruto, la confronto con la fiamma che ben dovrei conoscere e mi rendo conto che è bella. È proprio bella questa fiamma, è rossa, morbida, avvolge tutto lo spazio della camera di combustione, e scalda.

Inizia il corso, e più si scende nel dettaglio dei prodotti, delle soluzioni adottate, delle caratteristiche che fanno di quel prodotto qualcosa di unico, e più rimango affascinato. Trovo molte soluzioni da loro adottate molto ben realizzate a fronte di scelte ben pensate e derivanti da anni di esperienza.

Dopo la prima giornata sono entusiasmato da questi prodotti. Ogni domanda che faccio ha sempre una ed una sola risposta, precisa senza situazioni ambigue. Vado a letto aspettando il giorno successivo in cui ci era stato promesso che avremmo toccato con mano i prodotti in laboratorio e provato a risolvere dei guasti che loro avrebbero simulato.

Ed il giorno successivo arriva. Che bello, vado nel mio mondo, vado in laboratorio.
Nel loro laboratorio mi è concesso di smontare un apparecchio e poi, come si fa con i bambini, ci fanno girare di spalle e... simulano un guasto.
Con mio sommo piacere scopro che l'apparecchiatura è veramente ben bilanciata, il "flow chart" per la risoluzione dei guasti è semplice e veloce e qualunque guasto simuli il tecnico "arancione" si riesce a risalire al guasto in maniera veloce e precisa.

In conclusione devo ammettere che, anche se ho piacere per la natura che questo mondo di riscaldamento a gas finisca, le giornate sono state molto ma molto interessanti sia per la parte tecnica sia per al parte conoscitiva di un prodotto che ho scoperto avere una sua tecnica e una storia... non da poco!

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