Come scelgo il mio caminetto?

settembre 6, 2010 12.58 by Lucky

La scelta di un caminetto comporta valutazioni che abbracciano sia l'aspetto dell'arredamento che quello del riscaldamento dell'ambiente domestico.

Come individuare, dunque, il prodotto idoneo alle nostre esigenze?

Lo scopo del seguente pro-memoria non è di permettervi di scegliere da soli il caminetto, bensì di suggerirvi quali sono gli aspetti da considerare nel momento in cui vi rivolgete al vostro rivenditore di fiducia per la scelta del prodotto ideale.
 
Caratteristiche del locale in cui va inserito il focolare.
Le dimensioni della stanza in cui sarà inserito il caminetto (considerate anche l'altezza delle pareti) e la vicinanza di eventuali trombe di scale possono condizionare la scelta del focolare idoneo. Portate con voi una piantina della casa, sarà di aiuto!

Canna fumaria e presa d'aria.
Ricordiamoci che la canna fumaria e la presa d'aria sono essenziali per il funzionamento (ed il rendimento) del nostro caminetto. Verifichiamone l'esistenza, le caratteristiche, la posizione o la possibilità di realizzarle, in modo da poter informare chi ci consiglierà il focolare da inserire. Se sono da realizzare, lasciamo che sia un esperto di installazione di caminetti a consigliarci come procedere.
Dai un'occhiata, sul nostro sito, per alcuni suggerimenti tecnici!

Perché desidero acquistare un caminetto?
Sicuramente ci saranno più ragioni ad indurmi all'acquisto di un caminetto: arredare casa, cucinare, riscaldare, risparmiare.
Una di queste è preponderante rispetto alle altre? E' irrinunciabile?
Partiamo da quella, allora! Questa informazione orienterà il consiglio di chi ci assisterà nell'acquisto.
Per esempio, se intendo utilizzare il caminetto come fonte di riscaldamento, il risparmio che riuscirò a garantire rispetto all'utilizzo di altre tipologie di generatori di calore (come una caldaia a gas), sarà un aspetto determinante nella scelta. In questo caso, diventa consigliabile orientarsi verso un focolare chiuso, che ha rendimenti nettamente superiori rispetto ai focolari aperti.

Qual è il mio stile di vita?
Attenzione! Questo aspetto non deve essere affatto trascurato!
Se non coordiniamo il focolare scelto con le nostre abitudini, con i nostri ritmi, con quello che ci piace e non ci piace fare, probabilmente finiremmo per non utilizzarlo o per non esserne contenti.
Il crepitio e la luce del fuoco in una serata d'inverno sono un sogno da sempre?
Passo molto tempo a casa?
A casa non c'è quasi mai nessuno e, quando arrivo, preferisco trovare già caldo?
Cosa scelgo, un prodotto a legna od uno a pellet? Beh, il nostro stile di vita, in realtà, ha già scelto! Dobbiamo solo saperlo interpretare.

Il caminetto è un'importante occasione per risparmiare.
Proprio così!
La legna è un combustibile che consente di abbassare notevolmente i costi di gestione del riscaldamento domestico, soprattutto se utilizzata in focolari ad alto rendimento e certificati.
Non sprechiamo questa occasione!
Facciamoci consigliare una macchina idonea a scaldare l'ambiente in cui viviamo ed in sintonia con il nostro stile di vita.

Con un caminetto posso scaldare tutta la mia casa.
Proprio così!
Con un semplice caminetto chiuso posso realizzare un impianto di riscaldamento a legna.
Posso realizzare un impianto di canalizzazione dell'aria calda che, dal focolare, porti il calore anche nelle altre stanze.
Oppure posso allacciare il focolare al mio impianto di riscaldamento (a termosifoni o a pannelli radianti), in modo da distribuire facilmente in tutta la casa il calore prodotto con la legna.
Le macchine ad alto rendimento e certificate possono scaldare ambienti molto grandi, se abbinate a soluzioni efficienti di distribuzione del calore prodotto.
Guarda l'approfondimento esistente sul nostro sito.

Un caminetto Palazzetti è amico dell'ambiente.
Scegliere di scaldarsi con un caminetto Palazzetti vuol dire prestare attenzione all'ambiente: la legna è fonte di energia rinnovabile, neutrale (l'anidride carbonica prodotta dalla combustione è la stessa assorbita con la fotosintesi) e, se bruciata bene, è ridotta al minimo la produzione di polveri sottili e massimizzato il rendimento.

 

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Il sistema CHORO al servizio di una struttura alberghiera

giugno 10, 2010 11.38 by ScAn
LA facciata principale dell'Hotel Rosa Antico

L’hotel "Rosa Antico" è una antica villa del 1500 appartenuta ad un principe spagnolo successivamente trasformata in uno splendido albergo, caratterizzato dall'ampio uso di pietra leccese sia sulla facciata che negli interni.

L'albergo è situato alle porte di Otranto (LE), la città più ad Oriente d'Italia che rappresenta quel meraviglioso luogo che è il Salento.

La struttura è composta oltre alle parti comuni da 25 camere, due suite e tre appartamenti ed il sistema di riscaldamento esistente era caratterizzato da una caldaia a gas gpl, una pompa di calore e da un sistema solare di 10 pannelli collegato ad un accumulo di 2000 litri che, per la tipologia di installazione usata e la bassa qualità dei prodotti penalizzava fortemente l'apporto energetico del sole, rendendolo in pratica nullo e chiamando continuamente a ripetute e dispendiose accensioni la caldaia a gas.

Nel 2009 si è deciso di riqualificare l'impianto termico, ripensando completamente la centrale termica, con lo scopo di ridurre gli alti costi di gestione che impedivano di fatto di utilizzare l'albergo nella bassa-media stagione.

La ditta installatrice Coletta soddisfatta del lavoro svolto in centrale termicaLa collaborazione con i nostri partner, dalla riconosciuta ottima competenza e disponibilità, a partire dalla ditta "Coletta Climambiente"  di Racale (LE) per l'installazione e l'Ing. Papa per la progettazione, ci ha dato la possibilità di partecipare alla realizzazione del nuovo impianto.

La divisione sistemi Choro di Palazzetti ha fornito, in prima battuta, un sistema solare di 10 pannelli solari serie WKS da affiancare al vecchio impianto solare esistente, di accumuli inerziali per un totale di 2.000 litri e di una caldaia a pellet modello Regina da 30 Kw per compensare i picchi di consumo.

Talmente clamorosa è stata l'efficienza del nuovo sistema solare che la proprietà ha deciso di sostituire anche il vecchio sistema con ulteriori dieci pannelli WKS. Per ottimizzare i costi di gestione il sistema prevede di sfruttare al massimo l'energia solare accumulata attraverso un preciso controllo delle temperature nei vari accumuli e garantendo la corretta stratificazione degli stessi.

I venti collettori solari WKS installati sul lastrico solareAlla caldaia a pellet è delegato il compito di intervenire per coprire i picchi di consumo quando l'energia solare non è sufficiente a garantire il comfort termico. Il risultato finale misurato nella prima stagione invernale ha permesso di verificare costi del riscaldamento che sono diminuiti del 60% rispetto all'anno precedente.

Enfatizzando il nuovo sistema diremo che l'impianto, in alcune settimane invernali in cui c’è stato un buon irraggiamento solare, è stato in grado di portare il costo per l'energia termica dai 2.000 € settimanali di Gpl ai 15 € giornalieri (circa 110 € settimanali) per il pellet consumato dalla caldaia preposta ad integrare l'energia fornita dal sole.

Parte della centrale termica con in evidenza la caldaia a pellet modello PE L'intero sistema è gestito e controllato automaticamente con una serie di sensori (uno per stanza) e di dispositivi che permettono al programma PLC di percepire istantaneamente i carichi energetici e le presenze nelle varie parti della struttura adeguando la potenza termica necessaria al fabbisogno.

L'ottima riuscita del nuovo impianto termico è stata anche occasione per svolgere due convegni tecnici diretti a progettisti ed installatori, svolti all'interno della struttura stessa, che hanno avuto come momento clou, oltre alla visita anche la spiegazione del nuovo sistema di riscaldamento Choro.

Possiamo quindi affermare che l'obiettivo iniziale, richiesto dai proprietari dell'albergo è stato pienamente raggiunto. L'Hotel Rosa Antico rappresenta un caso concreto di riqualificazione energetica in cui si è realizzato un impianto importante, esempio di corretto utilizzo delle fonti rinnovabili e, come nella mission del gruppo Palazzetti, di responsabilità ambientale.

Un momento del convegno con il nostro relatore Marco Argentin
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Un moderno sistema di riscaldamento: Curva climatica

dicembre 10, 2009 13.08 by ScAn

Dopo la puntata di esordio, continuo con le mie riflessioni sui sistemi di riscaldamento.

Ai tempi della trasmissione di Renzo Arbore "Quelli della notte" c'era un simpatico personaggio che citava proverbi "sempre veri":

"è meglio essere ricchi e felici che poveri e tristi".

Allo stesso modo io mi permetto di dire:

"più freddo fa d'inverno e maggiore è il combustibile che serve".

Voglio, con questa battuta e con le riflessioni che seguono, sottolineare che il fattore principale che influenza il comfort all'interno dell'abitazione e i relativi consumi energetici è "la temperatura esterna".

Quando siamo in fase di costruzione della casa, prendiamo decisioni sull'isolamento dell'abitazione, sul tipo di generatore da installare  o magari su un sistema integrato di generatori multi energia (Choro), sul sistema di distribuzione (pavimento, radiatori, ventilconvettori...), sulla tipologia e la posizione dei termostati in ambiente e così via. Siamo di fronte a varie possibilità, e abbiamo una grande varietà di soluzioni disponibili, siamo quindi grandi protagonisti sul comfort e sul risparmio energetico della nostra abitazione.

Una volta però che abbiamo realizzato la casa e l'impianto, e che quindi le scelte non sono più modificabili (a meno di un nuovo intervento sulla struttura o l'apporto di un nuovo  generatore) le nostre possibili opzioni per mantenere il comfort e risparmiare nell'utilizzo calano drasticamente.

Nella gestione dell'impianto realizzato abbiamo fondamentalmente a disposizione solo due opzioni: agire sulla temperatura all'interno dell'abitazione e, ma solo se ho realizzato un impianto multi energia, utilizzare il generatore più conveniente (es. caminetto, stufa a pellet, caldaia a legna...) invece che il generatore più dispendioso (gas, gasolio…). La grande variante in gioco è indipendente dalla nostra volontà:

"quanto freddoloso è l'inverno".

Usiamo una metafora: pensate ad una casa confortevole come un recipiente che deve rimanere sempre pieno di acqua; considerate ora il consumo energetico come un foro la cui dimensione varia in funzione alla temperatura esterna. Più grande è il foro, maggiore è la perdita di energia che devo reintegrare perché il recipiente rimanga colmo (confortevole). Ovviamente se volta per volta conosciamo la quantità di acqua che dobbiamo reintegrare possiamo evitare gli sprechi o evitare di non colmare a sufficienza.

Se disegniamo su un grafico l'incrociarsi della temperatura esterna con l'energia necessaria al mantenimento del comfort creiamo una linea continua – "curva climatica" che raffigura in maniera dinamica il nostro recipiente sempre pieno (comfort) al mutare della stagione.  Nella prossima puntata approfondiremo questo concetto con i componenti di impianto necessari e i vantaggi che ne derivano.

 

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Un moderno sistema di riscaldamento: Comfort

settembre 15, 2009 21.55 by ScAn

Sono, insieme a Marco e Michele, uno dei componenti della divisione "Choro" Sistema calore.

Il lavoro mi porta sovente ad ascoltare le motivazioni o aspettative dei clienti quando scelgono un impianto di riscaldamento, e mi trovo quindi ad individuare le sue reali necessità e a prospettare soluzioni d'impianto misurate sui suoi bisogni.

Mi capita spesso, in questo percorso, di sfatare alcuni luoghi comuni del cliente o di discutere sulle abitudini nell'utilizzo dell'impianto termico e, in questa mia prima partecipazione al blog aziendale, vorrei condividere alcune di queste situazioni con l'idea di aiutare nella scelta di un "sistema" di riscaldamento.

E' necessario, come primo passo, condividere il concetto di "Comfort termico", cioè capirci su cosa intendiamo quando diciamo: "avere la giusta temperatura in casa" (e in realtà tra le righe intendiamo quella che mi fa risparmiare combustibile e che mi permette di vestire normalmente senza un maglione sopra l'altro). Erroneamente crediamo che questa temperatura è in nostro totale controllo azionando più volte nella giornata il nostro termostato all'interno dell'abitazione.

Avete fatto caso che in una giornata estiva, la presenza di un lieve vento, nonostante l'elevata temperatura dell'aria ci fa meglio sopportare il caldo? O che, al contrario, in una giornata invernale quella stessa velocità del vento aumenta la nostra percezione di freddo? O che quando siamo in casa in una giornata invernale e ci avviciniamo ad una finestra percepiamo una sensazione di freddo?

Con questi  esempi vorrei far notare che la nostra sensazione di comfort non è legata solamente alla temperatura dell'aria ma anche a fattori quali la velocità della stessa, la sua umidità, e la temperatura dei corpi che ci circondano:

Velocità dell'aria (m/s): "...Il movimento dell'aria produce effetti termici anche senza variazione della temperatura dell'aria e può favorire la dissipazione del calore..."

  • Fino a 0.25 m/s: impercettibile
  • 0.25-0.50 m/s: piacevole;
  • 0.50-1.00 m/s: sensazione di aria in movimento;
  • 1.00-1.50 m/s: corrente d’aria da lieve a fastidiosa;
  • Oltre 1.50 m/s: fastidiosa.

Temperatura media radiante (TMR, °C): La temperatura media pesata delle temperature delle superfici che delimitano l'ambiente incluso l'effetto dell'irraggiamento solare incidente. Influisce sugli scambi per irraggiamento..." ... Se il corpo è esposto a superfici fredde, una quantità sensibile di calore è emessa sotto forma di radiazione verso queste superfici, producendo una sensazione di freddo..."

Umidità relativa (UR %): Rapporto fra la quantità di acqua contenuta in un Kg d'aria secca ad una certa temperatura e la quantità massima di acqua che potrebbe essere contenuta alla stessa temperatura dallo stesso kg d’aria... A basse temperature l'aria molto secca accresce la sensazione di freddo...

Quando entro in una stanza buia e accendo la luce attraverso l'interruttore soddisfo istantaneamente il mio bisogno di vedere l'ambiente; la stessa cosa non accade se entro in una stanza fredda e agendo su un termostato cerco di attivare istantaneamente il caldo perché, come abbiamo visto sopra, il mio bisogno di comfort è legato ad una serie di fattori che hanno tempi di messa a regime. Tutti gli impianti a riscaldamento quindi necessitano di una gestione continuativa e fluida per produrre le condizioni di "Comfort" (questa conduzione continuativa, se correttamente progettata, produce un risparmio energetico superiore di una gestione di acceso/spento dell'impianto).

Non volendo qui fare un trattato di termotecnica, o approfondire fattori psicologici od organici sulle percezioni che ci allontanerebbero dal nostro obbiettivo, mi preme però sottolineare che "la giusta temperatura"  è, come abbiamo visto, una combinazione di diversi fattori.
Progettare o fornire un impianto di riscaldamento, o un singolo componente quindi deve tener conto anche di questi fattori; molteplici sono le deduzioni che si possono fare:

  • diversi sono i tempi e le temperature in gioco quando distribuisco il calore in casa con un impianto in bassa temperatura (a pavimento) rispetto ad uno in alta (convettori o radiatori).
  • nel corso della stagione invernale il mio impianto deve seguire l’evolvere della temperatura esterna
  • controllare la velocità dell’aria mi permette di avere un comfort anche con temperature in ambiente minori e quindi un risparmio maggiore
  • mantenere in casa una temperatura ambiente tale che mi permetta di avere muri o pavimenti freddi che diminuiscono il mio comfort.

Ottenere da un impianto di riscaldamento efficienza, facilità di utilizzo, rispetto della Natura e un adeguato "Comfort"  è  molto più facile di quanto si pensi: l'integrazione (Sistema) tra dei buoni prodotti e la passione di "Professionisti del calore" nel voler fare le cose "nel modo giusto".

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Dopo il G8: proposte concrete per l'utilizzo delle energie rinnovabili

luglio 16, 2009 13.51 by PuRe

Finalmente un segnale concreto del Governo italiano verso l'utilizzo di energie rinnovabili (solare, eolico e biomasse). In un articolo pubblicato dal Corriere delle Sera di domenica 12 luglio, il giornalista Caprara fa un focus sulle ultime direttive stabilite dal G8 e sulle proposte concrete del Ministro Prestigiacomo

Riportiamo anche qui il testo dell'articolo... Che sia finalmente la volta buona per portare l'Italia al livello degli altri Paesi europei?

«Il clima e il 2050: servono tappe più vicine e concrete»
La Prestigiacomo: un patto da 12 miliardi Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici

MILANO - «La riduzione dell' 80 per cento delle emissioni di gas serra per il 2050 stabilita dal G8 è importante come meta finale ma per raggiungerla è necessario concretizzare prima delle tappe intermedie senza le quali si rimane nel campo delle buone intenzioni. L' Europa ha dato il buon esempio ma altre se ne possono stabilire anche a livello nazionale dando corpo ad azioni pratiche da cui ottenere risultati utili». Con questa idea Stefania Prestigiamo, ministro dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare aprirà domani alla Fondazione Cini di Venezia i lavori del comitato esecutivo del Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC). Tra le architetture del Palladio gli specialisti internazionali inizieranno l' esame dei nuovi dati disponibili con i quali scrivere il «5° Rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici» da completare per il 2014. L' ultimo era del 2007. Le conclusioni sono attese perché i segnali raccolti dagli scienziati sono talvolta allarmanti e tal' altra confusi per cui, come la stessa amministrazione americana ha sottolineato, «è necessario far chiarezza». «Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici per definire che cosa fare», nota Stefania Prestigiacomo. «In questa direzione - prosegue - va il patto per l' ambiente siglato pochi giorni fa con undici grandi società e enti privati italiani e l' istituzione di un fondo pubblico per sostenere piccole e medie aziende, centri commerciali, ospedali, scuole ma anche singoli condomini nell' introdurre nuove tecnologie energetiche e tagliare i consumi». I nomi coinvolti (Enel, Eni, Italcementi, Pirelli, Edison, Società Autostrade, Edipower, Enac, Ferrovie dello Stato, Finbieticola, Sorgenia e Terna) si impegnano a sviluppare progetti e modificare le fonti energetiche delle loro sedi produttive facendo ricorso a fonti rinnovabili (tra cui solare, eolico e biomasse) e contemporaneamente ad aumentare l' efficienza energetica dei loro impianti. Per ridurre le emissioni dei gas serra tra i progetti da attuare c' è anche la cattura e lo stoccaggio dell' anidride carbonica. A tal fine le società si impegnano a investire 12 miliardi di euro entro il 2013. Efficienza energetica significa da una parte risparmiare sostituendo ad esempio vecchi motori e dall' altra aumentare la produttività. «Ministero dell' Ambiente e società verificheranno congiuntamente lo svolgersi dei progetti per rispettare i tempi - precisa il ministro - e il governo si impegna ad abbattere le regole inutili agevolando con norme semplici il raggiungimento degli obiettivi». Il nuovo fondo istituito, invece, ha una disponibilità di 600 milioni di euro ed un prestito a bassissimo interesse (0,50 per cento). In questo caso gli obiettivi riguardano in particolare l' installazione di impianti di «cogenerazione diffusa» in grado di produrre elettricità, calore o freddo a seconda delle necessità. «In tal modo, generando dei risparmi - aggiunge Prestigiacomo - vogliamo ridurre la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e mettere in moto un mercato di apparecchiature energetiche che aiuterà l' economica. Per rendere semplice l' accesso al credito da parte del condominio piuttosto che della piccola azienda o del centro commerciale, in collaborazione con la Cassa depositi e prestiti abbiamo reso disponibili tutti gli sportelli bancari». Il prestito dovrà essere restituito in 24 mesi e il meccanismo servirà a rialimentare il fondo stesso. «Finora in Italia sono attivi solo grandi gruppi stranieri nelle tecnologie energetiche alternative - rileva il ministro - e questo patto tra pubblico e privato serve a stimolare iniziative produttive più nazionali mettendo in pratica, nel contempo, gli obiettivi del pacchetto energia/ambiente approvato dall' Unione. Anzi, il nostro Paese è in ritardo rispetto agli altri europei». Il problema ambientale si risolve solo attraverso il ricorso a nuove tecnologie, come il G8 ha ricordato. Ma è contemporaneamente indispensabile compiere un balzo di conoscenza scientifica e ciò che uscirà dalla riunione di Venezia sarà importante per le decisioni che dovranno essere prese a Copenaghen alla fine dell' anno quando si riscriveranno gli accordi di Kyoto.

 corsera_12.07.09.pdf (2,28 mb)

 

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La crisi accende la stufa ecologica

novembre 12, 2008 23.45 by PuRe

E’ ormai un dato di fatto che la crisi economica stia colpendo numerose famiglie italiane, costrette dunque ad un contenimento delle spese. Per sostenere chi desidera riscaldare la propria casa riducendo i costi in armonia con il proprio benessere e quello della natura, proponiamo offerte particolari sulla nostra vasta gamma di caminetti e stufe. La qualità garantita dei nostri prodotti (realmente certificati!) ha trovato il consenso nella richiesta del mercato.

Il Gazzettino di Pordenone di oggi ha citato la nostra azienda, per aver esteso l’orario di lavoro dei reparti produttivi anche ai fine settimana, suscitando la curiosità di molti, abituati a sentir parlare solo di crisi e mobilità...
In allegato a questo post potete scaricare l'articolo in formato PDF

palazzetti_gazzettino20081112.pdf (1,88 mb)

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Il futuro del pellet

ottobre 26, 2008 18.08 by PuRe

In settimana è arrivato in azienda il semestrale 100 camini, la rivista tutta dedicata alle novità in materia di stufe e caminetti. È stato bello (e gratificante, visto il lavoro di questo ufficio!) vederci nominati in molti degli argomenti trattati nelle diverse rubriche.
In particolare, voglio condividere con voi l'intervista fatta al Sig. Ruben Palazzetti, AD della nostra Azienda (in allegato al post il PDF originale). L'interesse sull’argomento è molto forte, soprattutto in questo periodo. Buona lettura e a presto!

IL FUTURO DEL PELLET

Quale è, attualmente, l'andamento del mercato dei pellets?
Questo tipo di mercato si è stabilizzato dopo il boom del 2005: per il prossimo inverno le previsioni indicano una ripresa. E' chiaro che la quantità di pellet che viene venduta non dipende solo dal prezzo, ma anche dall'andamento climatico dell'inverno. Al momento, il prezzo si è  posizionato sui livelli del 2004. C'è stato inoltre un periodo di "maturazione" sulla conoscenza del prodotto e, di conseguenza, è possibile oggi acquistare, allo stesso prezzo, un pellet che spesso ha una qualità migliore rispetto al passato.

Quanto è grande il valore calorifico dei pellet?
Il potere calorifico di un pellet di buona qualità è di 4.9 kWh/kg.

Per quanto tempo è possibile immagazzinare i pellet?
Il pellet si può immagazzinare in ambiente asciutto fino alla stagione successiva.

Come si riconosce la buona qualità dei pellet?
Dal punto di vista normativo l'UNI ha pubblicato la norma UNI/TS 11263:2007, che fornisce i principi univoci e chiari per consentire una facile caratterizzazione del pellet per usi energetici, tenendo in considerazione aspetti tecnici, economici ed ambientali. Esistono, comunque, alcuni marchi che definiscono la qualità del pellet e che obbligano il produttore a controlli costanti nel tempo: tutto questo fornisce una garanzia di qualità al consumatore. Molto conosciuto in tutta Europa, Italia compresa, è il DIN Plus. In ogni caso, un buon prodotto ha indicato nel sacchetto un residuo di cenere non elevato (ideale: inferiore allo 0,8%). 

La stufa a pellet necessita di una presa d'aria con l'esterno?
Da un punto di vista normativo, la stufa a pellets, come tutti gli apparecchi a combustione, deve avere la possibilità di modificare l'aria dell'ambiente in cui è inserita per non prelevare tutto l'ossigeno presente. La quantità di aria necessaria è particolarmente esigua: più o meno quella che si introduce nella stanza entrando e uscendo dalla porta! Esiste la possibilità di collegare la stufa all'esterno in modo diretto, ma questo, attualmente, non è obbligatorio.

Si può installare in qualsiasi ambiente domestico?
La normativa per l'installazione di stufe e caminetti (e quindi anche degli apparecchi a pellet) è la UNI 10683, che vieta l'installazione in ambienti in cui sono presenti apparecchi a gas di tipo non stagno. E' vietata inoltre l'installazione in cucine con ventilatori o aspiratori che possano mettere in depressione il locale.

Che rendimenti ha una stufa a pellets e quanto materiale si brucia in una stagione?
Il rendimento, a seconda del modello, può variare dall'85 al 94%. E' difficile parlare di quantità perché tutto dipende:

  • dalle dimensioni dell'abitazione (scaldare 70 mq non è come scaldarne 140),
  • dal grado di isolamento verso l'esterno (se la casa è ben coibentata oppure no),
  • dalla posizione climatica (il fabbisogno energetico di un'abitazione a Palermo è molto diverso da quello che può avere un’abitazione a Bolzano).

Possiamo, però, dare un’indicazione media di circa 1 kg/h.

Esiste una normativa di riferimento?
Per le stufe a pellet esistono due  norme di riferimento. La UNI EN 14785 per la certificazione degli apparecchi che è riferita alle prestazioni (rendimento, efficienza, emissioni) e alla sicurezza del prodotto, sia da un punto di vista meccanico che elettrico. La norma è obbligatoria e consente di apporre il marchio CE sulla stufa. La UNI 10683 per la loro installazione.

Considerazioni finali sul futuro dei pellet
I segni di ripresa sono visibili chiaramente. Per il prossimo futuro si può prevedere che i prezzi del pellet rimangano assestati sui valori attuali, grazie anche all'aumentata offerta di prodotto sul mercato, il che consente anche di assicurare una qualità costante nel tempo.

Clicca QUI per collegarti al forum e dire la tua sull'argomento!

palazzetti_100camini_102008.pdf (998,13 kb)

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Inerzia termica

agosto 26, 2008 15.09 by Michele

In una situazione moderna dove il costo dei combustibili per la climatizzazione non accenna ad arrestare la sua corsa al rialzo, il problema dell’isolamento termico sta diventando sempre più materia di discussione.

Tale problema viene quasi sempre affrontato come difesa dal freddo e per la necessità di garantire condizioni climatiche confortevoli nella stagione invernale. Pochissime persone si preoccupano del problema opposto, ossia di garantire un basso consumo energetico anche nella stagione estiva. Non è una novità il fatto che i picchi nazionali di consumo elettrico siano registrati nei periodi di maggior caldo, causati dall’accensioni degli impianti di climatizzazione. Al fine di valutare le caratteristiche di un elemento costruttivo, si va immancabilmente a valutare il parametro "U" (trasmittanza termica unitaria) che rappresenta il flusso di calore che, in condizioni stazionarie, attraversa un elemento architettonico (parete, finestre, soffitto, pavimento) per mq di superficie causato da una differenza di 1°C.

In realtà notiamo che la temperatura esterna cambia durante la giornata con escursioni termiche più significative durante il periodo estivo, pertanto considerare il processo in regime stazionario è una forzatura che può essere accettata d’inverno (la temperatura esterna è sempre minore di quella interna) ma non in estate, dove il flusso di calore può invertire il suo verso di percorrenza.
Inoltre bisogna tener conto del contributo dell’insolazione, che durante il periodo invernale ha effetti positivi in termini di contributo al risparmio energetico ma che d’estate deve essere opportunamente trattato al fine di evitare surriscaldamento degli ambienti.

Una buona progettazione dovrebbe valutare l’inerzia termica della struttura per sfruttare adeguatamente i benefici che essa può portare in termini di benessere e confort abitativo oltre che di risparmio.
L’inerzia termica è legata sia alla capacità di accumulo del calore che alla conduttività dei materiali. Un certo grado di pesantezza delle pareti unita a una ridotta conducibilità termica costituiscono la soluzione migliore. L’inerzia termica agisce sia con un effetto di smorzamento dell’ampiezza dell’onda termica esterna che con lo sfasamento della stessa, cioè con il ritardo di tempo intercorrente tra l’impatto della sopradetta onda termica sulla superficie esterna del muro ed il suo apparire, con intensità smorzata, sulla faccia interna del muro stesso.

Cercando di estremizzare il concetto possiamo pensare a una caverna: a causa della sua massa quasi infinita la temperatura al suo interno rimane costante a prescindere delle condizioni climatiche esterne. Condizione diametralmente opposta è quella che si verifica dentro una tenda: essa ha una massa delle pareti estremamente bassa che fa ripercuotere integralmente all’interno e in tempo reale tutte le variazioni di temperatura esterna.

I benefici derivanti dall’inerzia termica sono due:

  • SMORZAMENTO (legato alla conducibilità): Indica in che misura la variazione climatica esterna si ripercuote in maniera ridotta all’interno dell’abitazione; tale caratteristica impatta in maniera drastica sul dimensionamento dell’impianto di raffrescamento.
  • SFASAMENTO: indica la collocazione temporale del fenomeno all’interno della struttura rispetto a quando si è verificata la fluttuazione all’esterno. Risulta evidente che se la massima punta termica esterna si farà sentire all’interno dell’abitazione quando la temperatura ambientale sarà scesa a valori più moderati, essa sarà sopportata molto più agevolmente.

A livello di normativa, tali parametri, nella valutazioni dei consumi energetici, non vengono presi in considerazione e solamente il decreto 192 del 2005 e 311 del 2006 accennano a queste considerazioni introducendo solamente vincoli sulla massa della struttura.

Rimane auspicabile che la futura normativa nazionale percorra questo tipo di strada al fine di fornire dei procedimenti per la valutazione dei fabbisogni energetici estivi oltre che invernali.

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