In settimana è arrivato in azienda il semestrale 100 camini, la rivista tutta dedicata alle novità in materia di stufe e caminetti. È stato bello (e gratificante, visto il lavoro di questo ufficio!) vederci nominati in molti degli argomenti trattati nelle diverse rubriche.
In particolare, voglio condividere con voi l'intervista fatta al Sig. Ruben Palazzetti, AD della nostra Azienda (in allegato al post il PDF originale). L'interesse sull’argomento è molto forte, soprattutto in questo periodo. Buona lettura e a presto!
IL FUTURO DEL PELLET
Quale è, attualmente, l'andamento del mercato dei pellets?
Questo tipo di mercato si è stabilizzato dopo il boom del 2005: per il prossimo inverno le previsioni indicano una ripresa. E' chiaro che la quantità di pellet che viene venduta non dipende solo dal prezzo, ma anche dall'andamento climatico dell'inverno. Al momento, il prezzo si è posizionato sui livelli del 2004. C'è stato inoltre un periodo di "maturazione" sulla conoscenza del prodotto e, di conseguenza, è possibile oggi acquistare, allo stesso prezzo, un pellet che spesso ha una qualità migliore rispetto al passato.
Quanto è grande il valore calorifico dei pellet?
Il potere calorifico di un pellet di buona qualità è di 4.9 kWh/kg.
Per quanto tempo è possibile immagazzinare i pellet?
Il pellet si può immagazzinare in ambiente asciutto fino alla stagione successiva.
Come si riconosce la buona qualità dei pellet?
Dal punto di vista normativo l'UNI ha pubblicato la norma UNI/TS 11263:2007, che fornisce i principi univoci e chiari per consentire una facile caratterizzazione del pellet per usi energetici, tenendo in considerazione aspetti tecnici, economici ed ambientali. Esistono, comunque, alcuni marchi che definiscono la qualità del pellet e che obbligano il produttore a controlli costanti nel tempo: tutto questo fornisce una garanzia di qualità al consumatore. Molto conosciuto in tutta Europa, Italia compresa, è il DIN Plus. In ogni caso, un buon prodotto ha indicato nel sacchetto un residuo di cenere non elevato (ideale: inferiore allo 0,8%).
La stufa a pellet necessita di una presa d'aria con l'esterno?
Da un punto di vista normativo, la stufa a pellets, come tutti gli apparecchi a combustione, deve avere la possibilità di modificare l'aria dell'ambiente in cui è inserita per non prelevare tutto l'ossigeno presente. La quantità di aria necessaria è particolarmente esigua: più o meno quella che si introduce nella stanza entrando e uscendo dalla porta! Esiste la possibilità di collegare la stufa all'esterno in modo diretto, ma questo, attualmente, non è obbligatorio.
Si può installare in qualsiasi ambiente domestico?
La normativa per l'installazione di stufe e caminetti (e quindi anche degli apparecchi a pellet) è la UNI 10683, che vieta l'installazione in ambienti in cui sono presenti apparecchi a gas di tipo non stagno. E' vietata inoltre l'installazione in cucine con ventilatori o aspiratori che possano mettere in depressione il locale.
Che rendimenti ha una stufa a pellets e quanto materiale si brucia in una stagione?
Il rendimento, a seconda del modello, può variare dall'85 al 94%. E' difficile parlare di quantità perché tutto dipende:
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dalle dimensioni dell'abitazione (scaldare 70 mq non è come scaldarne 140),
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dal grado di isolamento verso l'esterno (se la casa è ben coibentata oppure no),
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dalla posizione climatica (il fabbisogno energetico di un'abitazione a Palermo è molto diverso da quello che può avere un’abitazione a Bolzano).
Possiamo, però, dare un’indicazione media di circa 1 kg/h.
Esiste una normativa di riferimento?
Per le stufe a pellet esistono due norme di riferimento. La UNI EN 14785 per la certificazione degli apparecchi che è riferita alle prestazioni (rendimento, efficienza, emissioni) e alla sicurezza del prodotto, sia da un punto di vista meccanico che elettrico. La norma è obbligatoria e consente di apporre il marchio CE sulla stufa. La UNI 10683 per la loro installazione.
Considerazioni finali sul futuro dei pellet
I segni di ripresa sono visibili chiaramente. Per il prossimo futuro si può prevedere che i prezzi del pellet rimangano assestati sui valori attuali, grazie anche all'aumentata offerta di prodotto sul mercato, il che consente anche di assicurare una qualità costante nel tempo.
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palazzetti_100camini_102008.pdf (998,13 kb)
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