Le ultime notizie che abbiamo letto in merito agli incentivi “verdi” non ci hanno lasciato indifferenti... anzi! Cerchiamo allora di fare chiarezza, soffermandoci a considerare i tagli apportati dal decreto anti-crisi in materia di incentivi per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e contenimento dei consumi energetici.
La normativa precedente
Con la manovra Finanziaria 2007 (legge 296/06) sono stati introdotti degli sgravi fiscali (ai fini Irpef e Ires) per interventi finalizzati alla (ri-)qualificazione energetica degli edifici e, dunque, alla tutela ambientale (tra gli interventi interessati: l'installazione di caldaie a condensazione, di impianti di climatizzazione invernale a biomassa legnosa, di pannelli solari termici, di pannelli fotovoltaici, l'isolamento delle pareti verticali e di tetti e pavimenti). La Finanziaria 2008 (art. 1, comma 20, legge 244/07) ha prorogato tali sgravi per il periodo 2008-2010, consentendo a privati ed imprese di pianificare così gli investimenti, calcolando in anticipo i flussi finanziari, al netto del beneficio fiscale. Tale detrazione, nella misura del 55%, era garantita fino ad un valore massimo di 60.000 Euro, da ripartire tra i tre e i dieci anni.
Per usufruire dell’agevolazione era sufficiente:
-
avere l'attestazione della conformità degli interventi alla normativa da parte di un tecnico abilitato;
-
inoltrare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda informativa dell'intervento e l’attestato di certificazione o qualificazione energetica dell’edificio.
L'utilizzo del bonus fiscale poteva avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, senza necessità di preventiva approvazione da parte dell'Enea o dell'Agenzia delle Entrate.
Le novità introdotte dal decreto anti-crisi
Se fino ad oggi la legge consentiva a chiunque rispondesse ai requisiti richiesti di ottenere il bonus fiscale, con il DL 185/08 viene introdotto un tetto di spesa per coprire tali agevolazioni, stabilito nella misura di 82,7 milioni per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.
A tal fine, oltre all'invio all'Enea della documentazione, gli interessati devono presentare domanda per via telematica all'Agenzia delle Entrate, che acconsente allo sgravio solo in presenza di fondi sufficienti. L'Agenzia accoglie le istanze secondo l'ordine cronologico d'invio, comunicando l'esito agli interessati entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Se, passato questo termine, l'interessato non riceve notifica di assenso, l'istanza si deve intendere respinta per il meccanismo del silenzio-rifiuto. In tal caso i contribuenti possono beneficiare di una detrazione d’imposta del 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 Euro, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.
Attenzione – Lavori in corso!
Il Ministro dell’Economia Tremonti ha annunciato recentemente che il Parlamento provvederà ad annullare la retroattività prevista dal DL e che è disposto a modificare la disposizione che prevede il silenzio-diniego. Restiamo in attesa di eventuali, ulteriori modifiche (definitive) al Decreto.
Effetti e conseguenze dei tagli – il nostro punto di vista
Al di là dei fatti, si rende necessaria una breve riflessione sulle conseguenze del cosiddetto decreto anti-crisi in materia di incentivi. Ricordiamo qui le parole di Paolo Landi di Adiconsum: "Sono oltre 3 miliardi e mezzo gli investimenti attivati dalle famiglie nel 2007 e nel 2008 con l’agevolazione del 55% sul risparmio energetico, che hanno permesso un risparmio di 500.000 MWh di energia non consumata e un ulteriore beneficio di riduzione della CO2 stimato in 70.000 tonnellate, che hanno permesso allo Stato di introitare 350 milioni di IVA."
A fronte delle novità introdotte dal DL è, invece, inevitabile che molte delle famiglie e imprese che avessero preventivato di eseguire lavori di riqualificazione energetica nel prossimo futuro vi rinuncino, o peggio, ricorrano a forme di pagamento in nero per risparmiare sulle spese.
Le realtà imprenditoriali di settore, che in questi ultimi anni avevano visto aumentare sensibilmente il proprio fatturato (con conseguente incentivo delle nuove assunzioni) si vedono ora fortemente penalizzati.
Non solo. Con il decreto anti-crisi, l'attuale governo italiano conferma la sua reticenza nel far fronte agli accordi previsti dal protocollo di Kyoto - dimenticando che l'Italia, qualora non rispettasse gli impegni presi in materia di riduzione di CO2, dovrà versare una penalità di diversi miliardi di Euro alla Comunità Europea. Nel complesso, i tagli previsti agli incentivi verdi rappresentano un provvedimento anacronistico e miope, che conferma l'Italia come Paese, ahinoi, troppo spesso lontano da quelle che sono le linee politiche dell'Unione Europea. Invece di favorire l'utilizzo locale delle rinnovabili – come fanno nei loro pacchetti anti-crisi paesi come Francia e Germania – prevedendo, per esempio, degli incentivi per la sostituzione di tecnologie obsolete con altre ad alta efficienza e rendimento energetico, l'attuale governo ha definitivamente messo in discussione lo sviluppo di un settore che stava crescendo, a favore di soluzioni energetiche centralizzate più problematiche quali, ad esempio, il nucleare.
Da sempre dalla parte dell'ambiente, convinti che uno sviluppo tecnologico lungimirante possa realizzarsi solo nel pieno rispetto dell'ambiente e dell'uomo, auspichiamo una revisione della normativa a favore di una maggiore incentivazione delle fonti energetiche alternative ai fini di un'integrazione effettiva del nostro Paese nelle politiche europee.
Un'ulteriore esempio che la salvaguardia dell'ambiente non è tra le priorità dal nostro Governo è la posizione contraria all'approvazione del decreto della Comunità Europea definito come “20/20/20” (di cui abbiamo già parlato qui) secondo cui, entro il 2020, tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 (rispetto al 1990), aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico e ridurre del 20% i consumi energetici.
Se volete, possiamo discuterne anche sul nostro Forum
Edit del 24.01.2009: Il governo si ricrede
Correntemente valutato 4.8 da 19 utenti
- Currently 4,789474/5 Stars.
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5