Documentazione per la tecnica solare - Parte 2

agosto 25, 2010 11.54 by ScAn

Contiuiamo il percorso iniziato QUI, dove abbiamo parlato di del funzionamento del collettore solare termico. Oggi ci concentriamo invece sui fattori che determinano la scelta di un sistema solare

Pannelli solari

Nella scelta di un sistema solare ci sono diversi fattori da prendere in esame e a seconda dei casi hanno più o meno peso nella scelta.

Direi che il parametro più importante è sicuramente quello dei consumi di acqua calda. Nel caso della sola produzione di ACS bisogna prendere in considerazione il numero di componenti familiari e la contemporaneità di utilizzo.

A titolo di esempio si considera che il consumo medio giornaliero di ACS per una persona sia di 50 litri.

Fare con efficacia integrazione al riscaldamento dipende direttamente dal fabbisogno di calore dell'edificio e dalla quota di copertura solare desiderata. Bisogna sottolineare però che l'integrazione ha un senso solamente quando il riscaldamento è effettuato con impianti in bassa temperatura (pavimento, parete,soffitto...) e in una casa a basso consumo energetico.

Personalmente non sono promotore dei sistemi a circolazione naturale sia per questioni estetiche ma soprattutto per questioni energetiche. Si installa un sistema per produrre calore nella zona più fredda della casa, l'esterno!!

D'altra parte se l'utilizzo dell'abitazione è saltuario o le condizioni climatiche sono estremamente favorevoli hanno senso anche gli impianti a circolazione naturale.

Nei sistemi forzati và considerata la disponibilità di spazio per posizionare l'accumulo e quindi un locale tecnico dedicato. I collettori vanno installati preferibilmente a Sud, e con installazioni ad est o ovest si dovranno applicare dei fattori di correzione per capire di quanto aumentare la superficie captante. Scelta non marginale, è anche quella estetica, visto che l'installazione può avvenire incassata nel tetto, sopra il tetto esistente, su un lastrico solare o in giardino (in alcune zone di Italia è proibito installare pannelli a circolazione naturale - con serbatoio in vista sul tetto -  per l'alto impatto estetico).

Pannelli solari

Esistono varie tipologie di pannelli ma fondamentalmente si parla di pannelli piani e pannelli a tubi. Ogni costruttore, con una serie di argomentazioni più o meno efficaci spinge in direzione del proprio prodotto. Vedremo nel prossimo articolo come riuscire a identificare le migliori prestazioni di ogni pannello. Consiglio però di non fermarsi unicamente ai dati tecnici ma valutare anche le caratteristiche costruttive (guarnizioni, telaio, vetro, sistemi anticondensa...), considerato che i collettori subiscono elevati stress termici e sono soggetti ad intemperie. Non sono rari i casi di pannelli con buone prestazioni sulla carta ma poco durevoli o inefficaci una volta messi in esercizio.
Alla prossima puntata.

 

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Documentazione per la tecnica solare - Parte 1

luglio 29, 2010 13.29 by ScAn
Impianto solare termico

Ciao a tutti! Eccomi qui per continuare a proporvi le mie riflessioni sui sistemi termoidraulici.

Considerato il diffondersi dei sistemi solari negli ultimi anni, approfitto per dare una serie di consigli e definizioni che possono tornare utili per fare chiarezza in un argomento che, anche se è diventato di percezione comune, in realtà ha una sua complessità.

 

Collettore solare termico - Funzionamento

L’energia solare, energia a costo zero di cui beneficiamo, arriva praticamente in ogni regione d’Italia e raggiunge valori di picco intorno ai 1300 Kwh/mq.

Si parla di sistemi solari fotovoltaici quando i pannelli (o anche delle pellicole) ricevono la luce solare e la trasformano in corrente elettrica. In questo articolo prendiamo in esame invece, i sistemi solari termici che sfruttano  l’irraggiamento che colpisce dei collettori (piani o a tubi) per produrre acqua calda in un accumulo.

A seconda della stagione la potenza del sole può integrare i nostri bisogni energetici di calore o addirittura, come nel periodo estivo, coprirli interamente.

Parliamo di impianti per la produzione dell’acqua calda per lavarsi (Acqua Calda Sanitaria) oppure ad Integrazione quando l’energia oltre che a scaldare l’ACS va ad integrare anche l’impianto di riscaldamento.

Nei sistemi solari è necessaria l’installazione di un bollitore per poter accumulare calore nelle ore diurne e per poterlo poi rilasciare la sera o la notte. Esiste una proporzione tra capacità in litri dell’accumulo e numero dei pannelli solari che dovrebbe puntare alla massima efficacia: Solitamente si abbina un accumulo di 300 litri a due pannelli solari, in realtà i fattori da considerare possono essere molteplici (dimensione dei pannelli, numero di persone in casa, orientamento del tetto...).

Esistono sistemi a circolazione naturale quando l’accumulo dell’acqua è posizionato sul tetto insieme ai collettori solari; la circolazione avviene in questo caso grazie alla sola pressione dell’acquedotto. Nei sistemi a circolazione forzata i collettori sono invece collegati ad un accumulo remotato (posizionato all’interno dell’abitazione) e il flusso dell’acqua avviene tramite una pompa.

Il collettore solare, che è ovviamente posizionato all’aperto (su tetto piano, falda o in giardino) e riempito di acqua, in alcune zone d’Italia potrebbe rompersi per il gelo; nei sistemi forzati è quindi necessario proteggerlo aggiungendo glicole all’acqua del circuito (a seconda della percentuale usata aumenta la capacità di antigelo), mentre nei sistemi a circolazione naturale si installa una resistenza elettrica.

Quando l’accumulo ha interamente raggiunto la temperatura impostata, e i collettori solari non hanno più possibilità di scambiare calore, entra in funzione il vaso di espansione che ha il compito di assorbire la dilatazione (dovuta all’aumento di temperatura) dell’acqua glicolata.

Nella prossima puntata cercheremo di analizzare le caratteristiche dei diversi collettori solari per scegliere il più idoneo al nostro impianto.

 

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Il sistema CHORO al servizio di una struttura alberghiera

giugno 10, 2010 11.38 by ScAn
LA facciata principale dell'Hotel Rosa Antico

L’hotel "Rosa Antico" è una antica villa del 1500 appartenuta ad un principe spagnolo successivamente trasformata in uno splendido albergo, caratterizzato dall'ampio uso di pietra leccese sia sulla facciata che negli interni.

L'albergo è situato alle porte di Otranto (LE), la città più ad Oriente d'Italia che rappresenta quel meraviglioso luogo che è il Salento.

La struttura è composta oltre alle parti comuni da 25 camere, due suite e tre appartamenti ed il sistema di riscaldamento esistente era caratterizzato da una caldaia a gas gpl, una pompa di calore e da un sistema solare di 10 pannelli collegato ad un accumulo di 2000 litri che, per la tipologia di installazione usata e la bassa qualità dei prodotti penalizzava fortemente l'apporto energetico del sole, rendendolo in pratica nullo e chiamando continuamente a ripetute e dispendiose accensioni la caldaia a gas.

Nel 2009 si è deciso di riqualificare l'impianto termico, ripensando completamente la centrale termica, con lo scopo di ridurre gli alti costi di gestione che impedivano di fatto di utilizzare l'albergo nella bassa-media stagione.

La ditta installatrice Coletta soddisfatta del lavoro svolto in centrale termicaLa collaborazione con i nostri partner, dalla riconosciuta ottima competenza e disponibilità, a partire dalla ditta "Coletta Climambiente"  di Racale (LE) per l'installazione e l'Ing. Papa per la progettazione, ci ha dato la possibilità di partecipare alla realizzazione del nuovo impianto.

La divisione sistemi Choro di Palazzetti ha fornito, in prima battuta, un sistema solare di 10 pannelli solari serie WKS da affiancare al vecchio impianto solare esistente, di accumuli inerziali per un totale di 2.000 litri e di una caldaia a pellet modello Regina da 30 Kw per compensare i picchi di consumo.

Talmente clamorosa è stata l'efficienza del nuovo sistema solare che la proprietà ha deciso di sostituire anche il vecchio sistema con ulteriori dieci pannelli WKS. Per ottimizzare i costi di gestione il sistema prevede di sfruttare al massimo l'energia solare accumulata attraverso un preciso controllo delle temperature nei vari accumuli e garantendo la corretta stratificazione degli stessi.

I venti collettori solari WKS installati sul lastrico solareAlla caldaia a pellet è delegato il compito di intervenire per coprire i picchi di consumo quando l'energia solare non è sufficiente a garantire il comfort termico. Il risultato finale misurato nella prima stagione invernale ha permesso di verificare costi del riscaldamento che sono diminuiti del 60% rispetto all'anno precedente.

Enfatizzando il nuovo sistema diremo che l'impianto, in alcune settimane invernali in cui c’è stato un buon irraggiamento solare, è stato in grado di portare il costo per l'energia termica dai 2.000 € settimanali di Gpl ai 15 € giornalieri (circa 110 € settimanali) per il pellet consumato dalla caldaia preposta ad integrare l'energia fornita dal sole.

Parte della centrale termica con in evidenza la caldaia a pellet modello PE L'intero sistema è gestito e controllato automaticamente con una serie di sensori (uno per stanza) e di dispositivi che permettono al programma PLC di percepire istantaneamente i carichi energetici e le presenze nelle varie parti della struttura adeguando la potenza termica necessaria al fabbisogno.

L'ottima riuscita del nuovo impianto termico è stata anche occasione per svolgere due convegni tecnici diretti a progettisti ed installatori, svolti all'interno della struttura stessa, che hanno avuto come momento clou, oltre alla visita anche la spiegazione del nuovo sistema di riscaldamento Choro.

Possiamo quindi affermare che l'obiettivo iniziale, richiesto dai proprietari dell'albergo è stato pienamente raggiunto. L'Hotel Rosa Antico rappresenta un caso concreto di riqualificazione energetica in cui si è realizzato un impianto importante, esempio di corretto utilizzo delle fonti rinnovabili e, come nella mission del gruppo Palazzetti, di responsabilità ambientale.

Un momento del convegno con il nostro relatore Marco Argentin
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Ci risiamo: vogliono togliere il 55% dal 2010

ottobre 1, 2009 14.55 by Gianni

Ci risiamo: nella nuova Finanziaria al momento non c'è traccia della copertura necessaria a sostenere l'applicazione della norma relativa allo sgravio fiscale del 55% nel 2010.

Abbiamo visto tutti come le agevolazioni sugli interventi per evitare gli sprechi energetici in casa abbiano consentito a centinaia di migliaia di famiglie di risparmiare, abbiano contribuito a creare nuovi posti di lavoro, abbiano ridotto l'emissione di gas serra.

Perché quindi, ancora una volta, pensare di eliminare gli sgravi fiscali?

Anche quest'anno infatti (l'anno scorso ci fu una marcia indietro all'ultimo minuto) il governo dimostra di non volersi impegnare fino in fondo per sostenere interventi per la salvaguardia del pianeta e il risparmio delle famiglie.

Ritengo opportuno riportare quanto detto dal responsabile ambiente del Pd Ermete Realacci:
"Il bonus del 55% è stata una misura che ha ottenuto effetti importanti. Lo hanno utilizzato centinaia di migliaia di famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro favorendo l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia. Eliminarlo significa dare un colpo al sistema delle piccole e medie imprese che attraverso l'edilizia legata di qualità si qualificano nel mercato più avanzato e significa anche mettere le mani nelle tasche delle famiglie: tra una casa ben costruita, con le migliori apparecchiature per l'illuminazione e per gli elettrodomestici, e una casa costruita male c'è una differenza di spesa annua che vale circa mille euro a famiglia".

Tutto questo non è accettabile, dobbiamo batterci anche quest'anno affinchè il Governo faccia marcia indietro su tale provvedimento.

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Dopo il G8: proposte concrete per l'utilizzo delle energie rinnovabili

luglio 16, 2009 13.51 by PuRe

Finalmente un segnale concreto del Governo italiano verso l'utilizzo di energie rinnovabili (solare, eolico e biomasse). In un articolo pubblicato dal Corriere delle Sera di domenica 12 luglio, il giornalista Caprara fa un focus sulle ultime direttive stabilite dal G8 e sulle proposte concrete del Ministro Prestigiacomo

Riportiamo anche qui il testo dell'articolo... Che sia finalmente la volta buona per portare l'Italia al livello degli altri Paesi europei?

«Il clima e il 2050: servono tappe più vicine e concrete»
La Prestigiacomo: un patto da 12 miliardi Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici

MILANO - «La riduzione dell' 80 per cento delle emissioni di gas serra per il 2050 stabilita dal G8 è importante come meta finale ma per raggiungerla è necessario concretizzare prima delle tappe intermedie senza le quali si rimane nel campo delle buone intenzioni. L' Europa ha dato il buon esempio ma altre se ne possono stabilire anche a livello nazionale dando corpo ad azioni pratiche da cui ottenere risultati utili». Con questa idea Stefania Prestigiamo, ministro dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare aprirà domani alla Fondazione Cini di Venezia i lavori del comitato esecutivo del Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC). Tra le architetture del Palladio gli specialisti internazionali inizieranno l' esame dei nuovi dati disponibili con i quali scrivere il «5° Rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici» da completare per il 2014. L' ultimo era del 2007. Le conclusioni sono attese perché i segnali raccolti dagli scienziati sono talvolta allarmanti e tal' altra confusi per cui, come la stessa amministrazione americana ha sottolineato, «è necessario far chiarezza». «Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici per definire che cosa fare», nota Stefania Prestigiacomo. «In questa direzione - prosegue - va il patto per l' ambiente siglato pochi giorni fa con undici grandi società e enti privati italiani e l' istituzione di un fondo pubblico per sostenere piccole e medie aziende, centri commerciali, ospedali, scuole ma anche singoli condomini nell' introdurre nuove tecnologie energetiche e tagliare i consumi». I nomi coinvolti (Enel, Eni, Italcementi, Pirelli, Edison, Società Autostrade, Edipower, Enac, Ferrovie dello Stato, Finbieticola, Sorgenia e Terna) si impegnano a sviluppare progetti e modificare le fonti energetiche delle loro sedi produttive facendo ricorso a fonti rinnovabili (tra cui solare, eolico e biomasse) e contemporaneamente ad aumentare l' efficienza energetica dei loro impianti. Per ridurre le emissioni dei gas serra tra i progetti da attuare c' è anche la cattura e lo stoccaggio dell' anidride carbonica. A tal fine le società si impegnano a investire 12 miliardi di euro entro il 2013. Efficienza energetica significa da una parte risparmiare sostituendo ad esempio vecchi motori e dall' altra aumentare la produttività. «Ministero dell' Ambiente e società verificheranno congiuntamente lo svolgersi dei progetti per rispettare i tempi - precisa il ministro - e il governo si impegna ad abbattere le regole inutili agevolando con norme semplici il raggiungimento degli obiettivi». Il nuovo fondo istituito, invece, ha una disponibilità di 600 milioni di euro ed un prestito a bassissimo interesse (0,50 per cento). In questo caso gli obiettivi riguardano in particolare l' installazione di impianti di «cogenerazione diffusa» in grado di produrre elettricità, calore o freddo a seconda delle necessità. «In tal modo, generando dei risparmi - aggiunge Prestigiacomo - vogliamo ridurre la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e mettere in moto un mercato di apparecchiature energetiche che aiuterà l' economica. Per rendere semplice l' accesso al credito da parte del condominio piuttosto che della piccola azienda o del centro commerciale, in collaborazione con la Cassa depositi e prestiti abbiamo reso disponibili tutti gli sportelli bancari». Il prestito dovrà essere restituito in 24 mesi e il meccanismo servirà a rialimentare il fondo stesso. «Finora in Italia sono attivi solo grandi gruppi stranieri nelle tecnologie energetiche alternative - rileva il ministro - e questo patto tra pubblico e privato serve a stimolare iniziative produttive più nazionali mettendo in pratica, nel contempo, gli obiettivi del pacchetto energia/ambiente approvato dall' Unione. Anzi, il nostro Paese è in ritardo rispetto agli altri europei». Il problema ambientale si risolve solo attraverso il ricorso a nuove tecnologie, come il G8 ha ricordato. Ma è contemporaneamente indispensabile compiere un balzo di conoscenza scientifica e ciò che uscirà dalla riunione di Venezia sarà importante per le decisioni che dovranno essere prese a Copenaghen alla fine dell' anno quando si riscriveranno gli accordi di Kyoto.

 corsera_12.07.09.pdf (2,28 mb)

 

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Un nuovo modo per riscaldare la casa

febbraio 10, 2009 23.02 by PuRe

L'appuntamento al MADE Expo è stato importante anche per CHORO, divisione termoidraulica che si occupa di sistemi multienergia e che in questa sede ha esposto parte delle innovative soluzioni che propone.

Come funziona Choro by Palazzetti? Choro si fonda sul concetto di diversificazione delle fonti energetiche e, nello specifico, sull'integrazione delle risorse tradizionali (gasolio, metano, gpl, elettricità) con risorse alternative e rinnovabili (ad esempio biomassa legnosa ed energia solare), attraverso il collegamento dei diversi generatori di calore ad una cella termica (o accumulo) comune.

Lo so che l'argomento sembra complicato... e sotto certi aspetti lo è. 
In realtà, il nostro Choro controlla e gestisce automaticamente tutte le componenti e le funzionalità dell'impianto, coordinando contemporaneamente caminetto, pannelli solari, accumulo e distribuzione.  A noi non resta che scegliere la temperatura e goderci un sano caldo naturale e costante!

Moltissimi gli operatori del sottere che sono venuti a scoprire "dal vivo" questo innovativo sistema e vi assicuro che, visto così:

Choro By Palazzetti al Made Expo 2008

tutto diventa più semplice da spiegare!
Chi ha avuto modo di visitare la fiera avrà probabilmente notato che Choro è praticamente unico nel suo genere perché frutto di anni di studio e perfezionamento.

Il sistema permette diverse combinazioni proprio per soddisfare la sempre maggiore necessità di sostituire la dipendenza dal combustibile fossile in favore di energie rinnovabili, economicamente stabili e rispettose della natura.

Se volete vedere altre foto del nostro sistema di riscaldamento, cliccate qui!

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In materia di incentivi verdi il governo si RICREDE...

gennaio 23, 2009 21.58 by Kristel

Ad una settimana dalle votazioni della fiducia sulla legge di conversione del DL 185/2008, sembra definitivamente rientrato l'allarme suscitato dai tagli previsti in materia di incentivi verdi dal decreto anti-crisi nella sua forma originaria.

E' merito della massiccia protesta spontanea di consumatori, associazioni e addetti ai lavori se l'articolo 29 del DL (relativo alla detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici) è stato approvato nella versione modificata dalle Commissioni Bilancio e Finanze, che riportano la disciplina alla situazione precedente al DL anti-crisi.

Si ritorna dunque all’automaticità della detrazione senza tetti di spesa – con alcune novità:

  • Obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle spese sostenute per gli anni 2009 e 2010 (mentre viene cancellato l'obbligo di inviare istanza all’Agenzia secondo il principio di silenzio-rifiuto)
  • Suddette spese dovranno essere detratte in cinque anni in rate di pari importo (mentre per quelle sostenute entro il 31 dicembre 2008 rimane la facoltà di scelta tra tre e dieci anni)

Non solo: riconfermati i bonus fiscali, il PdL  rilancia, proponendo di estendere l'agevolazione del 55% anche alla sostituzione delle porte con altre che garantiscano il risparmio energetico, possibilità precedentemente scartata dall'Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento passa ora all'esame del Senato, per l’approvazione definitiva entro il 28 gennaio, data di scadenza del DL. I termini e le modalità della comunicazione da inoltrare all'Agenzia delle Entrate saranno definiti con provvedimento della stessa, in emanazione dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del DL anti-crisi. Ricordiamo che, ai sensi del DL 185/2008 tuttora in vigore, a partire dalla settimana scorsa i contribuenti interessati alla detrazione avrebbero dovuto inoltrare via internet istanza all'Agenzia compilando un modulo pubblicato dalle Entrate entro il 29 dicembre u.s..

A causa delle modifiche qui riportate, in parte annunciate già nel corso del dicembre u.s., il modulo dell’Agenzia non è mai stato pubblicato.

Se vuoi approfondire l'argomento, clicca qui per collegarti al nostro forum!

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Tagli agli incentivi verdi... il nostro punto di vista

dicembre 9, 2008 19.50 by Kristel

Le ultime notizie che abbiamo letto in merito agli incentivi “verdi” non ci hanno lasciato indifferenti... anzi! Cerchiamo allora di fare chiarezza, soffermandoci a considerare i tagli apportati dal decreto anti-crisi in materia di incentivi per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e contenimento dei consumi energetici.

La normativa precedente
Con la manovra Finanziaria 2007 (legge 296/06) sono stati introdotti degli sgravi fiscali (ai fini Irpef e Ires) per interventi finalizzati alla (ri-)qualificazione energetica degli edifici e, dunque, alla tutela ambientale (tra gli interventi interessati: l'installazione di caldaie a condensazione, di impianti di climatizzazione invernale a biomassa legnosa, di pannelli solari termici, di pannelli fotovoltaici, l'isolamento delle pareti verticali e di tetti e pavimenti). La Finanziaria 2008 (art. 1, comma 20, legge 244/07) ha prorogato tali sgravi per il periodo 2008-2010, consentendo a privati ed imprese di pianificare così gli investimenti, calcolando in anticipo i flussi finanziari, al netto del beneficio fiscale. Tale detrazione, nella misura del 55%, era garantita fino ad un valore massimo di 60.000 Euro, da ripartire tra i tre e i dieci anni.
Per usufruire dell’agevolazione era sufficiente:

  • avere l'attestazione della conformità degli interventi alla normativa da parte di un tecnico abilitato;
  • inoltrare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda informativa dell'intervento e l’attestato di certificazione o qualificazione energetica dell’edificio.

L'utilizzo del bonus fiscale poteva avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, senza necessità di preventiva approvazione da parte dell'Enea o dell'Agenzia delle Entrate.

Le novità introdotte dal decreto anti-crisi
Se fino ad oggi la legge consentiva a chiunque rispondesse ai requisiti richiesti di ottenere il bonus fiscale, con il DL 185/08 viene introdotto un tetto di spesa per coprire tali agevolazioni, stabilito nella misura di 82,7 milioni per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.
A tal fine, oltre all'invio all'Enea della documentazione, gli interessati devono presentare domanda per via telematica all'Agenzia delle Entrate, che acconsente allo sgravio solo in presenza di fondi sufficienti. L'Agenzia accoglie le istanze secondo l'ordine cronologico d'invio, comunicando l'esito agli interessati entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Se, passato questo termine, l'interessato non riceve notifica di assenso, l'istanza si deve intendere respinta per il meccanismo del silenzio-rifiuto. In tal caso i contribuenti possono beneficiare di una detrazione d’imposta del 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 Euro, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Attenzione – Lavori in corso!
Il Ministro dell’Economia Tremonti ha annunciato recentemente che il Parlamento provvederà ad annullare la retroattività prevista dal DL e che è disposto a modificare la disposizione che prevede il silenzio-diniego. Restiamo in attesa di eventuali, ulteriori modifiche (definitive) al Decreto.

Effetti e conseguenze dei tagli – il nostro punto di vista
Al di là dei fatti, si rende necessaria una breve riflessione sulle conseguenze del cosiddetto decreto anti-crisi in materia di incentivi. Ricordiamo qui le parole di Paolo Landi di Adiconsum: "Sono oltre 3 miliardi e mezzo gli investimenti attivati dalle famiglie nel 2007 e nel 2008 con l’agevolazione del 55% sul risparmio energetico, che hanno permesso un risparmio di 500.000 MWh di energia non consumata e un ulteriore beneficio di riduzione della CO2 stimato in 70.000 tonnellate, che hanno permesso allo Stato di introitare 350 milioni di IVA."
A fronte delle novità introdotte dal DL è, invece, inevitabile che molte delle famiglie e imprese che avessero preventivato di eseguire lavori di riqualificazione energetica nel prossimo futuro vi rinuncino, o peggio, ricorrano a forme di pagamento in nero per risparmiare sulle spese.

Le realtà imprenditoriali di settore, che in questi ultimi anni avevano visto aumentare sensibilmente il proprio fatturato (con conseguente incentivo delle nuove assunzioni) si vedono ora fortemente penalizzati.
Non solo. Con il decreto anti-crisi, l'attuale governo italiano conferma la sua reticenza nel far fronte agli accordi previsti dal protocollo di Kyoto - dimenticando che l'Italia, qualora non rispettasse gli impegni presi in materia di riduzione di CO2, dovrà versare una penalità di diversi miliardi di Euro alla Comunità Europea. Nel complesso, i tagli previsti agli incentivi verdi rappresentano un provvedimento anacronistico e miope, che conferma l'Italia come Paese, ahinoi, troppo spesso lontano da quelle che sono le linee politiche dell'Unione Europea. Invece di favorire l'utilizzo locale delle rinnovabili – come fanno nei loro pacchetti anti-crisi paesi come Francia e Germania – prevedendo, per esempio, degli incentivi per la sostituzione di tecnologie obsolete con altre ad alta efficienza e rendimento energetico, l'attuale governo ha definitivamente messo in discussione lo sviluppo di un settore che stava crescendo, a favore di soluzioni energetiche centralizzate più problematiche quali, ad esempio, il nucleare.

Da sempre dalla parte dell'ambiente, convinti che uno sviluppo tecnologico lungimirante possa realizzarsi solo nel pieno rispetto dell'ambiente e dell'uomo, auspichiamo una revisione della normativa a favore di una maggiore incentivazione delle fonti energetiche alternative ai fini di un'integrazione effettiva del nostro Paese nelle politiche europee.
Un'ulteriore esempio che la salvaguardia dell'ambiente non è tra le priorità dal nostro Governo è la posizione contraria all'approvazione del decreto della Comunità Europea definito come “20/20/20” (di cui abbiamo già parlato qui) secondo cui, entro il 2020, tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 (rispetto al 1990), aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico e ridurre del 20% i consumi energetici.

Se volete, possiamo discuterne anche sul nostro Forum

Edit del 24.01.2009: Il governo si ricrede

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CHORO, un nuovo mestiere

ottobre 13, 2008 12.39 by Marco

CHORO è un progetto molto ambizioso che coinvolge in maniera passionale di tutti gli operatori (cosidetta filiera) nel condividere un percorso, i principi, la filosofia e la missione.

In generale si usa il termine fidelizzazione per descrivere un fenomeno di affiliazione che, nel caso specifico di una azienda, deve garantire delle opportunità di crescita economica e professionale.
Questo ultimo aspetto molto spesso è marginale ma, come in tutte le attività di successo, rappresenta le fondamenta, i pilastri sui quali creare impresa/attività.

CHORO rappresenta una sfida, un nuovo mestiere che può dare grandi soddisfazioni, anche in termini economici, solo se si è consapevoli della necessità di cambiare pagina e di puntare all’eccellenza in termini di professionalità.
Molti di voi avranno modo di ricordare come la gestazione di questa nuova "creatura" è stata abbastanza lunga, circa 3 anni, con un impegno importante in termini di tempo e risorse, e con l'obiettivo di comprendere molte situazioni (tecniche e commerciali) e nel trasformare in opportunità di crescita tutte le difficoltà, le disfunzioni e le distonie rilevate nell'affrontare soluzioni impiantistiche innovative.

Con entusiasmo e dedizione io e Michele, il mio collega più stretto, coordinati e supportati da Marco Palazzetti, abbiamo cercato di trasferire il nostro entusiasmo a tutti i colleghi e ai rivenditori che hanno deciso di intraprendere questo nuovo mestiere cercando di sottolineare un concetto senza il quale è difficile, se non impossibile, raggiungere obbiettivi prestigiosi:

Il rivenditore deve essere consapevole del ruolo di consulente energetico e con il supporto dell’azienda deve creare-disporre di un team di lavoro/squadra nella quale differenti professionalità e competenze concorrono per confezionare un pacchetto di servizi e prodotti chiavi in mano.

Molti sono stati i corsi di formazione CHORO dedicati ai rivenditori che, accompagnati dal loro team, hanno avuto modo di comprendere la portata del progetto CHORO e di toccare con mano le nuove soluzioni impiantistiche CHORO.
Tutti i corsi hanno lasciato una traccia indelebile in noi e nei partecipanti stessi, che hanno riconosciuto all'azienda la capacità di illustrare in modo del tutto unico, argomenti molto specialistici, e di trasferire/stimolare la necessità di una evoluzione del punto vendita e dunque la volontà di diventare parte integrale di CHORO.

Molti sono stati i momenti di approfondimento tecnico, tra l'altro stimolati da idraulici e termotecnici, che ci hanno messo nelle condizioni di introdurre argomenti di differenziazione dei nostri sistemi rispetto a quanto attualmente disponibile nel mercato; uno di questi approfondimenti ha determinato la definizione di SISTEMA MULTIENERGIA, argomento precedentemente analizzato in questo post.

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La politica energetica dell'Unione Europea

settembre 29, 2008 19.31 by Kristel

Prendiamo spunto da quanto scritto da Michele qualche settimana fa (vedi qui e qui) per soffermarci sulle direttive in materia di politica energetica dell'Unione Europea.

A fronte di una drammatica crisi energetica di portata mondiale drammatica, che da anni ormai tiene sotto scacco l'Occidente, la Comunità Europea ha identificato nel 2020 il limite ultimo per raggiungere un obiettivo imprescindibile: coprire il 20% del fabbisogno energetico totale negli usi finali con fonti energetiche rinnovabili (attualmente tale percentuale si aggira attorno al 7%).

Il fine ultimo è quello di promuovere la sostenibilità, la sicurezza della fornitura, l'indipendenza energetica e la competitività dell’EU in ambito energetico. 

Per il perseguimento di tale obiettivo la Commissione Europea ha adottato un piano di azione per le principali sfide energetiche che l'Europa deve affrontare. Nello specifico ha previsto che l’obiettivo del 20% entro il 2020 vada perseguito operando in modo sinergico nei seguenti settori di impiego energetico finale: elettricità e riscaldamento. Dal diagramma, qui di seguito proposto, si evince che il settore del riscaldamento assorbe da solo il 49% del fabbisogno energetico totale: un dato che secondo fonti ufficiali risulta essere largamente sottostimato. (Per quanto concerne infine il settore dei trasporti, i paesi dell’Unione dovranno garantire l’utilizzo di minimo il 10% di biocarburanti.) 

Palazzetti - tipologie di consumi energetici

E' opportuno osservare che proiezioni della Commissione Europea per le politiche in materia di energia rinnovabile mettono in luce come il ruolo delle biomasse nel settore del riscaldamento sia destinato a crescere in modo esponenziale. Nello specifico per il 2020 si prevede un’incidenza delle biomasse per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili pari a circa il 90%.

Palazzetti - La crescita delle biomasse come fonte di riscaldamento


Le previsioni riguardanti l’incremento del ruolo del fotovoltaico tra le rinnovabili risultano contenute e comunque inferiori rispetto al ruolo assunto dal solare termico.

Palazzetti - Previsione di crescita e sviluppo delle fonti energetiche alternative

L'Italia è il primo paese produttore al mondo di apparecchi di piccola scala per settore del riscaldamento domestico e di piccola scala a biomassa legnosa. Nel nostro territorio sono installati oltre 10 milioni di apparecchi per il riscaldamento domestico a legna e pellet - di cui quasi il 50% è utilizzato in modo continuativo - che coprono circa il 5% del fabbisogno da fonte rinnovabile nazionale.

Tutto ciò premesso, come già avviene in alcuni paesi europei (come ad es. in Germania, Austria e Francia) a livello nazionale si rende auspicabile una politica di sostegno per l’utilizzo di biomassa per il riscaldamento che preveda degli

  • incentivi finalizzati alla sostituzione di impianti di riscaldamento a biomassa legnosa obsoleti con apparecchi di ultima generazione, più performanti
  • incentivi alla sostituzione di impianti di riscaldamento a combustibili fossili con impianti funzionanti a biomassa vegetale/legnosa.

Fateci sapere cosa ne pensate! Collegatevi al nostro forum e scrivete la vostra opinione!

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