Progetto Fuoco 2010: Istanti da dietro le quinte

marzo 8, 2010 10.08 by Alberto

Ore 6 | 29
La macchina organizzativa è già nel vivo del suo funzionamento, tra poco si entra in gioco.
Il viaggio che ti accompagna a Verona è con amici che da sempre sai essere qui in azienda, ma coi quali non hai mai avuto l'occasione di scambiare quattro chiacchiere "fuori dal contesto", ed è piacevole riscoprire dietro le porte di ogni angolo dell'azienda, viva passione ed entusiasmo.

Ore 9 | 03
Abbandoni le valigie insieme a quelle dei colleghi, in mezzo a una pila interminabile fatta di bagagli, cappotti, cataloghi, documenti, attrezzi... inspiegabilmente si riesce a far stare tutto. L'unione fa la forza, in una battaglia che sembra proprio cominciare dalla trincea.

Ore 12 | 51
Ritmo incalzante, clienti in attesa, voci diverse da ogni direzione e una chiamata al telefono, non c'è tempo per rispondere. Sembra un interminabile caos, ma allo stesso tempo... controllato, immerso in una scena che si ripete in ogni angolo dello stand. Per un attimo incroci lo sguardo di una sconosciuta, estasiata di fronte al fuoco acceso, il tempo si ferma come per farti apprezzare e cogliere quel surreale punto di assoluta tranquillità contrapposto alla circostante frenesia.

Palazzetti al Progetto Fuoco 2010

Ore 14 | 02
Accompagni un visitatore da una zona all'altra dello stand, pochi passi essenziali per pensare ed imbastire l'argomento. Incroci lei, una di noi, china a porgere un omaggio ad un giovane visitatore, che dall'alto dei suoi 70 cm scarsi, sorride e guarda la sua mamma. Sicurezza.

Ore 16 | 33
Fame e stanchezza si fanno sentire, tra gli odori di cottura e il profumo dei corbezzoli al centro dello stand. Arriva un'altra forte stretta di mano da parte di una giovane coppia. Educatissimi, ringraziano per la disponibilità e si scusano di aver "rubato" 20 minuti del tuo tempo. Soddisfazione.

Palazzetti al Progetto Fuoco 2010

Ore 17 | 50
Una voce nel padiglione avvisa i clienti dell'imminente chiusura. Ancora pochi istanti di un'irreale giornata trascorsa veloce, e interrotta qua e là nei suoi fermo-immagine. Poco dopo siamo tutti lì nell'operosa azione di sistemare per il giorno dopo, quando arriva l'ultimo cliente, quello dei 20 minuti oltre il limite, a spremere l'inesauribile pazienza di lui, trasformato al momento in ufficio ricambi barra lamentele barra assorbimento imprecazioni varie. Esilarante scoprire che alla fine il cliente confuso parlava di un prodotto della concorrenza.

Ore 19 | 30
Sogni le gambe orizzontali, musica col tuo brano preferito, la danza dell'acqua calda a rivoli lungo le spalle, o anche solo un po' di silenzio. Ma prima di tutto, cena in compagnia. E riscopri i compagni di viaggio al di fuori dei panni lavorativi: tolta la toga, la battuta è continua; fuori dai ruoli uno spasso.

Mi hanno chiesto di dirvi cosa c'era in fiera.
Gente, domande, tendenze, innovazioni, curiosità, impegno, parole, silenzi, quiete, movimento, tecnologia, natura, e una fiamma pronta a vibrare.
C'eravamo NOI.

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Zona Tortona: crisi o opportunità?

maggio 8, 2009 08.21 by Alberto

In passato erano molto evidenti la generale simpatia per questo o quel colore, per questa o quella forma, o ancora per un certo tipo di lavorazione; quest'anno invece è parso di assistere con maggior forza ad una moltitudine di direzioni, dove era molto comune la riproposizione di grandi classici, e più raramente la messa in scena di nuove idee, seppur poche ma ben articolate: questo il succo di quanto è emerso nella trasferta dello studio design Palazzetti in quel di zona Tortona, a Milano.
 
Palazzetti - Il caminetto Vladimir, presentato in collaborazione con l'Arch. SempriniTra le vie del quartiere, l'aria che si respirava era di un sapore multietnico, quasi di sfida, nel binomio che malinconicamente strizza l'occhio alla situazione economica mondiale: molti dei nomi che abitualmente sfoggiavano enormi spazi arredati, si sono presentati più sobriamente su aree poco riempite, ma proprio per questo, cariche di significato. Alcuni temerari hanno in modo eccezionale e sorprendente, riempito un'intero stand con uno o massimo due prodotti, frutto di convinzione nell'idea, e allo stesso tempo dimostrazione di sintesi di un concetto valido e studiato.
 
Uno dei fili conduttori che certamente ha accomunato molte delle installazioni, è stato quindi la mancanza di quella che negli anni scorsi era la tendenza monodirezionale, intesa come elemento comune a molti brand, per andare in realtà a spalmare lo sviluppo verso orizzonti di gusto e creatività molto eterogenei.
 
Ma cosa mancava veramente quest'anno? Beh, in effetti avremmo voluto vedere qualcosa di più sotto alcuni aspetti che finora sono sempre stati molto trascurati. Ad esempio, è mancata una maggiore sensibilità per i temi del riuso, del recupero, del riciclato, del sostenibile; concetti espressi in maniera troppo velata da alcuni produttori, se non miope da molti altri.
 
In questa bilancia indecisa tuttavia, si perde il significato dell'inflazionatissima parola "crisi", per lasciare il posto a dei valori, che possono essere quindi opportunità, cambiamento, svolta, ma non necessariamente novità: il passato è e rimane il filo conduttore per interpretare al meglio la validità delle nuove idee, in modo rivisitato, perfezionato, migliorato, o anche solo aggiornato.
 
Nell'ottica di questa visione generale, Palazzetti, presente in zona Tortona grazie alla collaborazione con Roberto Semprini (e direttamente al salone di Milano in quel di Savio Firmino) ribadisce in ambo in casi, attraverso libere interpretazioni estetiche dei prodotti, i temi del "cuore verde che scalda l'anima" e del "calore che piace alla natura", attraverso focolari dedicati, dall'alto contenuto tecnologico ma dal deciso orientamento ecocompatibile."

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Lasciati dare del "tu"

febbraio 20, 2009 12.11 by Alberto

Solo per questa volta, per queste poche righe, non voglio mancarti di rispetto o sembrare sfacciato, Ti chiedo scusa, Vi chiedo scusa.

Anche se non lavoro qui da moltissimo tempo, ho avuto il grande onore di vederti attraversare ogni mattina i corridoi dell'azienda, regalare un sorriso a tutti, trasmettere una dose di energia unica.

Passi veloci, decisi e sicuri preavvisavano il tuo arrivo, una vitalità e una forza da far invidia a tanti giovani. Poi, pochi secondi per raccontare un aneddoto, e via, tutti al lavoro. Ci conquistavi così. Spesso raccontavi del "tuo" Palazzetti, quel signor Lelio a cui adesso vorrei tanto avere il coraggio di dare una pacca sulle spalle, e sapergli dire la cosa giusta al momento giusto.

Il frutto dei Vostri sacrifici, questa azienda, che dà lavoro a così tante persone.

Ah! Le persone, come le conoscevi.

Sapevi inquadrarle subito, non serviva nemmeno una parola, bastava un semplice sguardo. E ancora il lavoro... è proprio vero: come dice il detto: nobilita, ne eri la prova vivente. Sono sicuro, certo, che non hai mai mollato.

Esemplare.

Quando sono arrivato qui mi sono subito detto che nessuno di questi tempi, sarebbe capace di fare altrettanto, partendo da zero. Ci lasci le spalle grosse, che ci proteggono come fossimo tutti tuoi nipoti. E' il bello di lavorare in Palazzetti, sentirsi in qualche modo parte di una grande famiglia, una famiglia in cui rendevi speciale ogni persona, e non posso non ricordare che nel caso del nostro ufficio, eravamo i tuoi "artisti": Buongiorno artisti!
Sarò ancora più sfacciato: dopo averti dato del "tu", voglio anche dirti grazie, di cuore.

Grazie, nonna.

 

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Goa per tutti i gusti!

dicembre 5, 2008 15.48 by Alberto
Palazzetti - Rivestimento Goa

Goa è uno dei nostri rivestimenti più particolari, un prodotto che da subito ha destato attenzione e curiosità, gratificandoci poi con il notevole successo riscosso in sede di vendita.

Il modello di serie nasce per i focolari della gamma 78 aperti dx/sx, ed è costituito da un'essenziale cornice in marmo bianco Mediterraneo lucido, con profilo ad "L" che sale da terra fino a circuire la bocca fuoco, e da un'onda sospesa, lunga e sinuosa, in pietra bianca bocciardata.
Al modello di serie, che già da solo conta numerose richieste, si è rapidamente aggiunta una quantità di modifiche, di volta in volta commissionate dai clienti con le più disparate esigenze, che rendono così Goa, anche uno dei rivestimenti su misura più richiesti.

Sicuramente la modifica più ricorrente riguarda proprio la caratteristica principale del prodotto, che è l'onda sospesa. Presso il nostro studio tecnico e design, sono passate un volume di richieste talmente particolari da lasciarci spesso sorpresi dalla fantasia che il rivestimento riesce a suscitare.
Sono così fioriti accorciamenti, improbabili prolunghe, rivestimenti con panca sia a destra che a sinistra, onde sospese raddrizzate, a volte addirittura onde su pilastri in marmo, o perfino con cassettoni sottostanti, o magari rivestimenti centro stanza per focolare bifacciale.
Anche i luoghi di installazione sono stati a volte veramente sorprendenti. La cosa ci ha anche lusingati, perchè sono stati molti i clienti che non hanno voluto rinunciare a questo rivestimento, a costo di trovare qualsiasi compromesso. Sono così sbucati GOA sottoscala, GOA enormi "da muro a muro" con panche e legnaia, o anche micro-GOA con mini-onda perchè "spazio non ne ho".

Palazzetti - Goa senza ondaPalazzetti - Goa con onda sospesa dritta Palazzetti - Goa con onda sospesa sinuosa

 

 

 

 

Non sono certo mancate infine, le situazioni più improbabili, a volte perfino divertenti, dai clienti che chiedono se si possono sedere sopra l'onda (certo che si può, ma vista la forma e l'altezza, mi pare un po' scomoda, in fondo è più appropriatamente un prodotto estetico), a quelli che vogliono un GOA senza panca (Aaargh! Come dire: una pizza farcita, ma senza la farcitura!), a quelli che lo vogliono tale e quale alla foto del catalogo, ma... tutto in marmo nero...

In questi casi di solito proponiamo, a corredo, una scultorea zucca da appoggio, in marmo arancione con lumino interno Tongue out

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Piccola, ma con un grande cuore (parte 1: Silvia)

ottobre 7, 2008 12.29 by Alberto

Silvia è stata una bella sfida per lo studio design Palazzetti.
Le riunioni iniziali, i primi input, avevano immediatamente tracciato la strada madre verso un prodotto di piccole dimensioni, ma di grande contenuto tecnologico. Quello che serviva infatti, era un degno vestito per il nuovo focolare da oltre 6 kw di potenza, ottenuta grazie da un rendimento superiore al 94% (irraggiungibile solo fino poco tempo fa).
Le caratteristiche di un tale prodotto lo rendevano quindi immediatamente destinato a raggiungere un pubblico eterogeneo e dalle esigenze più disparate.
Un altro punto saliente della sfida è stato di dover coniugare tutti questi input e indirizzarli verso un obiettivo ambizioso di grande qualità e prestazione, ad un prezzo finale per l'utente estremamente vantaggioso.

La versatilità del prodotto, e il desiderio di non scontentare nessuno, ci ha permesso sin da subito di dividere il progetto estetico in due macro-direzioni, per andare a sviluppare un prodotto dall'aspetto moderno (Silvia) ed un altro dal gusto più classico (Penelope).
Silvia è forse stata la sfida più impegnativa in questo senso, dato che mettere d'accordo tutte le informazioni ricevute, senza sacrificare nulla, ci ha fatto pensare e ideare ben al di fuori del normale orario di lavoro... ma non è cosa rara perchè i creativi (vero Ettore? Wink) sanno che spesso le idee migliori arrivano senza orario e senza preavviso, quando meno te l'aspetti.

Palazzetti - Ecofire Silvia

Così, il concept iniziale si è via via sgrezzato fino a trovare la forma ideale: un prodotto contenuto, dal gusto moderno ma non estremo, in grado di trovare agevolmente collocazione in tutte le case, grazie alle linee sobrie e alle varianti di colori (Silvia è infatti disponibile nelle versioni rosso, azzurro e nero)... ma anche affidabile e in grado di tirar fuori la grinta quando serve (e, di grinta, ne ha da vendere!).
Il metallo verniciato è stato scelto per contenere le forme del focolare; la leggerezza dello spessore della lamina metallica, e la finitura in colore chiaro, trovano la giusta contrapposizione e quindi bilanciamento alla corposità e robustezza delle parti in ghisa, creando cosi un corpo unico modellato attorno alla fiamma, resa protagonista, che in questo senso riflette proprio gli elementi di leggerezza e forza.
Particolare attenzione è stata inoltre data al gioco delle forometrie: se dal punto di vista funzionale sono indispensabili, dal punto di vista estetico si è ricercato il corretto bilanciamento tra parti piene e parti vuote, andando così a delineare profili molto puliti ed essenziali.

Siamo soddisfatti di Silvia, perchè è stato un bel traguardo, premiato soprattutto dai riscontri in sede di vendita, e premiato anche dalla promozione-lancio... ma non ci sediamo: grazie ai Vostri suggerimenti, qui e sul nostro forum, potete aiutarci a creare le basi per migliorare e per creare nuovi prodotti, nuove estetiche, nuovi traguardi!
Vi aspettiamo...

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Inserti fossili

settembre 12, 2008 02.06 by Alberto

Lavoro nello stesso ufficio di Vito e condivido profondamente la sua passione per il marmo. Capisco dunque il suo dispiacere nel vederlo a volte (ahimè) frainteso! Ho dunque pensato di spendere ancora qualche parola su questo nobile materiale e, in particolare, sui suoi... abitanti!

Lavorando con i marmi, spesso capita di imbattersi in lastre contenenti fossili. La già straordinaria natura del materiale, si impreziosisce quindi con l’ulteriore presenza di testimonianze della vita del passato, arricchendo così la storia stessa del pezzo in lavorazione.
Palazzetti - Ammonite su marmo bianco di AsiagoUno degli aspetti più stupefacenti è l'età che possono avere tali resti fossili: si parla addirittura di decine se non centinaia di milioni di anni (!!), secondo l'era geologica di appartenenza. Ce ne sono di vario tipo e origine, ma quelli che più diffusamente si trovano, e che sono anche più facilmente riconoscibili, sono i resti degli Ammoniti. Quello che coglie immediatamente l’attenzione è la forma della conchiglia, che nei casi più fortunati è disposta lungo il piano di taglio della lastra di marmo, mostrando quindi la forma caratteristica a spirale. Uno dei marmi particolarmente "predisposti" a contenere gli ammoniti, è il rosso di Asiago, marmo molto utilizzato e diffuso praticamente ovunque, anche oltre i confini nazionali. Nell'esempio (clicca per ingrandire) vediamo invece un ammonite più raramente ritrovato in una lastra di marmo bianco di Asiago.

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