Come calcolare il fabbisogno termico di un’abitazione

ottobre 24, 2011 11.11 by AnnalisaG

Spesso ci viene chiesto come poter calcolare il fabbisogno termico di un'abitazione, perché ognuno di voi prima di effettuare l’acquisto di un sistema di riscaldamento ha l'esigenza di capire quale sia la reale potenza necessaria a scaldare la propria abitazione.

Esiste ovviamente una formula matematica che consente un calcolo approssimativo del fabbisogno termico. Bisogna però tenere presente che è un risultato indicativo e, appunto, approssimativo, poiché ci sono moltissime variabili che possono incidere sul reale fabbisogno dell’abitazione, alcune delle quali difficilmente quantificabili. Quindi quanto esposto di seguito deve essere considerato un puro orientamento alla fascia di prodotto che può essere più idonea alla vostra esigenza.

Il calcolo matematico fornisce il totale delle Kilocalorie necessarie a scaldare l’abitazione utilizzando come dati di partenza 

  • il totale dei metri cubi da scaldare,
  • un coefficiente termico che indica le calorie necessarie per metro cubo e che può oscillare tra un valore che va da 30 a 40 kcal/mc, a seconda delle condizioni termiche dell’abitazione e del suo posizionamento geografico.


Per comprendere meglio il concetto facciamo un semplice esempio. Vogliamo calcolare il fabbisogno termico di:

  • un appartamento in pianura in zona non particolarmente fredda
  • di 80 mq e soffitti non più alti di 3 mt
  • Isolamento termico medio con monovetri alle finestre

Calcoleremo così il fabbisogno termico:

   (superficie x h) x coefficiente termico = Kcal necessarie

   (80 mq x 3 mt) x 35 Kcal/mq = Kcal 8.400

Abbiamo scelto un coefficiente termico pari a 35 in quanto ci troviamo in una condizione ambientale media, ovvero non siamo in una zona particolarmente fredda ed esiste un minimo di isolamento. Se invece ci fossimo trovati in condizioni peggiori ovvero, ad esempio, un'abitazione priva di qualsiasi forma di isolamento situata oltre i 1000 mt, avremmo impostato sicuramente il coefficiente termico a 40, ovvero al valore più elevato.

Contrariamente, se la vostra casa si trova in una zona dell'Italia Meridionale, dove il clima è sicuramente più mite, allora potrete valorizzare a 30 il coefficiente termico.

Tornando al nostro esempio pratico, la formula ha dato come risultato 8400 Kcal/h. Per trasformare questo valore in Kw utilizziamo la seguente formula:

Kcal/862 = kW

8400 Kcal/h/862 = 9.7 Kw

Avete quindi ottenuto il valore cercato: potrete considerare per l'acquisto stufe che producono circa 9.7 – 10 Kw.


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La dichiarazione di conformità dell'impianto (DM 37-08)

settembre 20, 2011 09.54 by AnnalisaG

Sulla Gazzetta Ufficiale n° 61 del 12 marzo 2008, è stato pubblicato il Decreto Ministeriale n° 37, in materia di "attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici".

Nonostante si tratti di un decreto emanato nel 2008, purtroppo ancora oggi capita che spesso gli installatori di focolari o stufe si dimentichino della sua esistenza.

Il DM 37-08 impone, a tutti gli installatori, il conseguimento delle abilitazioni riferite alle prescrizioni previste alla lettera C, comma 2, articolo 1 della norma stessa, specificamente per gli impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, di ventilazione ed aerazione dei locali.

Le ditte installatrici si devono rivolgere alla propria Camera di Commercio al fine di comprendere, a seconda delle abilitazioni già conseguite e della specifica posizione professionale in essere, come poter ottenere la lettera C.

L'articolo 4 del DM 37-08 indica quali siano i requisiti tecnico-professionali validi per ottenere l'abilitazione:

1. I requisiti tecnico-professionali sono, in alternativa, uno dei seguenti:

  • diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta;
  • diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all'articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d) è di un anno;
  • titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d) è di due anni;
  • prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'articolo 1.

2.  I periodi di inserimento di cui alle lettere b) e c) e le prestazioni lavorative di cui alla lettera d) del comma 1 possono svolgersi anche in forma di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito dell'impresa da parte del titolare, dei soci e dei collaboratori familiari. Si considerano, altresì, in possesso dei requisiti tecnico-professionali ai sensi dell'articolo 4 il titolare dell'impresa, i soci ed i collaboratori familiari che hanno svolto attività di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito di imprese abilitate del settore per un periodo non inferiore a sei anni. Per le attività di cui alla lettera d) dell'articolo 1, comma 2, tale periodo non può essere inferiore a quattro anni.

Una volta ottenuta l'abilitazione richiesta dal DM 37/08, ad ogni installazione di stufa/camino eseguita, dovrà essere rilasciata apposita documentazione, corredata di schemi installativi e opportuna dichiarazione di conformità. L'articolo 6 del decreto evidenzia le responsabilità dell'installatore:

Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell'arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell'UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'Unione europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell'arte.

L'articolo 7 fornisce invece alcuni chiarimenti in merito alla certificazione di impianti nuovi o parzialmente eseguiti:

1. Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell'impianto, l'impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all'articolo 6. Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello di cui all'allegato I, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto di cui all'articolo 5.

2. Nei casi in cui il progetto è redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice l'elaborato tecnico è costituito almeno dallo schema dell'impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell'opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d'opera.

3. In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità e l'attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell'intero impianto. Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all'articolo 5, è espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell'impianto.

4. La dichiarazione di conformità è rilasciata anche dai responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici di cui all'articolo 3, comma 3, secondo il modello di cui all'allegato II del presente decreto.

5. Il contenuto dei modelli di cui agli allegati I e II può essere modificato o integrato con decreto ministeriale per esigenze di aggiornamento di natura tecnica.

6. Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dal presente articolo, salvo quanto previsto all'articolo 15, non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto è sostituito - per gli impianti eseguiti prima dell'entrata in vigore del presente decreto - da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all'albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell'articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un'impresa abilitata di cui all'articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.

Tale obbligo costituisce un termine imprescindibile per lo svolgimento delle attività di installazione di qualunque impianto in edifici pubblici o privati, compreso quello relativo ai prodotti a combustione solida. Pertanto prima di affidarvi ad un’impresa per installare il vostro camino o stufa, accertatevi che la stessa abbia i requisiti necessari a rilasciarvi la certificazione dell’impianto al termine di tutti i lavori.

 

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Stufe a pellet: installazioni da brivido!

settembre 13, 2011 13.03 by AnnalisaG

Nei molti anni di lavoro in Palazzetti mi è capitato molte volte di pensare "che installazione da brivido"... e non certo perché fosse così eccezionale da lasciare il segno, quanto piuttosto perché la difformità e la mancanza di sicurezza mi hanno fatto venire realmente i "brividi".

Questo articolo nasce dalla voglia di sensibilizzare un po' tutti voi, clienti o potenziali clienti, sulla necessità di effettuare un'installazione conforme a quanto previsto dalla normativa vigente UNI 10683 e soprattutto che garantisca la massima sicurezza del prodotto e dell'abitazione in cui viene installato.

Sono infatti la sicurezza e la conformità dell'impianto che dovreste valutare con la massima attenzione ancor prima di iniziare i lavori di installazione di una stufa o di un focolare, evitando di cercare a tutti i costi di risparmiare proprio sul costo dell'installazione stessa!

In queste poche righe vedremo solo alcuni esempi, scelti tra le installazioni più bizzarre e più a rischio in cui mi sono imbattuta. Devo purtroppo confermare che non si tratta di casi isolati,  come si potrebbe ipotizzare. Per ognuna di queste casistiche cercherò anche di fornirvi dei consigli utili per evitare di incappare negli stessi problemi.

Iniziamo la nostra carrellata:

Scarico a parete per stufa a pellet, VIETATO dalla Uni 10683, senza alcun terminale anti-intrusione.

La mancanza del terminale può provocare l'ingresso di pioggia ed altri tipi di intrusione, provocando malfunzionamenti al prodotto e nei casi più gravi anche eccessiva pressione all'interno della camera di combustione.

In situazioni simili, inoltre, i fumi in uscita potrebbero anche trafilare nell'abitazione attraverso le finestre. 

 Installazioni canne fumarie fuori norma

Scarico fumi di una stufa a pellet passante tramite un mobile in legno forato al centro ma privo di alcun isolamento termico. Situazione pericolosa a causa delle elevate temperature della canna fumaria, vicinissima, se non a diretto contatto, a fonti infiammabili senza alcuna protezione.

Si tratta di un'installazione non a norma e soprattutto non in sicurezza.

 Installazioni canne fumarie fuori norma

Anche in questo caso lo scarico fumi non è norma, in quanto non va al tetto ed è privo di un terminale adeguato.

Le conseguenze sono l'annerimento della parete e possibili malfunzionamenti del prodotto (ritorno fumi e annerimento eccessivo del vetro della stufa). 

 Installazioni canne fumarie fuori norma

In questa installazione lo scarico fumi di una stufa a pellet è, nella prima parte, completamente orizzontale, per poi, addirittura, inclinarsi verso il basso.

Ovviamente siamo sempre in presenza di un'installazione non conforme, oltre che contraria a tutte le leggi fisiche che vedono andare verso l'alto i fumi caldi. In questa situazione la difficoltosa espulsione dei fumi causerà certamente un malfunzionamento del prodotto. 

 Installazioni canne fumarie fuori norma

Canna fumaria per stufa a legna: anche questa è una situazione assolutamente fuori norma:, la canna fumaria esistente di un focolare a legna tradizionale viene infatti utilizzata anche per l'uscita fumi della cucina a legna (vietato!).

Sono possibili ritorni di fumo dal focolare alla cucina e viceversa, con conseguente immissione di monossido nell'abitazione.  

 Installazioni canne fumarie fuori norma

Questi 5 esempi sono solo una piccola parte di anomalie installative che si incontrano nelle vostre case! Ricordate che il rispetto delle norme, oltre a fornire la certezza del funzionamento del prodotto, garantisce la sicurezza di tutta la vostra famiglia.

Se volete discutere dell'argomento con noi, o se volete contribuire con i vostri "report fotografici", nel nostro forum c'è un topic dedicato all'argomento, dove tra l'altro troverete ulteriori esempi di installazioni fuori norma.

   

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News sulla detrazione fiscale del 36%

giugno 23, 2011 09.34 by AnnalisaG

Sulla Gazzetta ufficiale di maggio, è stato pubblicato il nuovo decreto legge 70 del 13/05/2011 che introduce delle variazioni relativamente alla procedura da seguire per poter godere della detrazione fiscale del 36%.

Dal primo anno in cui è nata la legge sulle detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia, è sempre stato necessario compilare ed inviare il modulo, predisposto per la comunicazione di inizio lavori, al Centro Operativo di Pescara. Tale operazione doveva essere svolta tassativamente prima dell’installazione del prodotto.

A partire dalla pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, ci sarà un aggiornamento delle vecchie procedure e non sarà più necessario attendere la spedizione della comunicazione per procedere all’inizio dei lavori e quindi all’installazione della stufa/focolare.

Infatti, il tutto viene ora ricondotto alla Dichiarazione dei Redditi effettuata dal privato, semplificando così le procedure burocratiche in materia fiscale.
Ovviamente al momento della Dichiarazione annuale, sarà necessario portare alcuni documenti, come ad esempio i dati catastali dell’immobile presso il quale si esegue l’installazione del prodotto a legna/pellet acquistato, il titolo con il quale si occupa l’immobile, la fattura di acquisto e probabilmente anche la copia del bonifico effettuato (in tal senso non sembrano esserci variazioni).

Oltre a questo, è stato eliminato anche l’obbligo di evidenziare nella fattura i costi di acquisto e installazione (manodopera) in maniera distinta, disposizione introdotta l’anno scorso e la cui mancanza, poteva anche far decadere il diritto al beneficio fiscale.

Appena l’Agenzie delle Entrate renderà operative tali novità, sicuramente sarà un bel passo avanti nello snellimento delle procedure per accedere alla detrazione del 36% ed è sicuramente incentivante per noi consumatori, che saremo più agevolati e meno stressati!

Per dubbi e domande in merito, nel nostro forum troverete un topic dedicato all'argomento (clicca QUI)

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Stufe a pellet e manutenzione straordinaria

febbraio 10, 2011 11.58 by AnnalisaG

Data l'elevata importanza che questo argomento ha richiamato tra i vari utenti del Forum, ho ritenuto opportuno chiarirne tutti gli aspetti fondamentali, in modo da fugare qualsiasi dubbio da parte dei nostri clienti.

In cosa consiste esattamente la manutenzione straordinaria per una stufa a pellet?

Innanzi tutto è doveroso specificare che si tratta di un avviso che compare sul display: non si tratta quindi di un allarme e/o di un messaggio che blocca il funzionamento del prodotto.

Infatti, proprio perché si tratta di un avviso è assolutamente bypassabile: dopo il cicalio e la comparsa della scritta "manutenzione straordinaria", la stufa continua, infatti, la sua fase di inizio lavoro come accade normalmente. 

Una stufa a pellet, ci tengo a ricordarlo, è un generatore di calore a combustione solida, assimilabile quindi alle altre fonti di riscaldamento come, ad esempio, le caldaie a gas. L'avviso è stato volutamente inserito da qualche anno su tutte le stufe a pellet in quanto, in base alla nostra esperienza di produttori, è certamente più sicuro effettuare una pulizia approfondita al raggiungimento di 2000 ore lavoro.

La pulizia di tutte le componenti interne garantisce la perfetta efficienza delle stesse e quindi la sicurezza ed efficienza della stufa stessa.  Nel manuale troverete sempre della parole piuttosto determinate sulla necessità di effettuare questa operazione, ed è ovvio ed opportuno che sia così, poiché qualsiasi azienda produttrice deve porre la massima attenzione su tutto ciò che può garantire e preservare il funzionamento di un prodotto nel tempo.

In tal senso devo però specificare che nessuna azienda può obbligare l'utente ad effettuare una manutenzione da parte di un tecnico autorizzato, poiché non esiste una legge che prevede l'obbligatorietà del controllo. Quello che possiamo invece fare, e che in effetti facciamo, è consigliare al meglio l'utente.

La comparsa dell'avviso dipende molto da quanto viene utilizzata la stufa: ovviamente chi ne fa un utilizzo più frequente arriva prima all'avviso, ma è altrettanto vero che, non trattandosi di un allarme bloccante, è comunque possibile  terminare la stagione invernale  e poi far effettuare in primavera la pulizia da parte del tecnico.

Molti di voi chiedono se è necessario rivolgersi ad un tecnico autorizzato piuttosto che all'amico di fiducia che ha competenze tecniche. Anche in questo caso è ovvio che il consiglio che diamo è quello di rivolgersi ad un tecnico qualificato, ma solo perché quest'ultimo ha una conoscenza specifica e dettagliata delle nostre stufe e degli eventuali aggiornamenti da apportare. Non è vietato mettere in atto il così detto "FAI DA TE", la cosa fondamentale è effettuare l'operazione di manutenzione in modo professionale e consapevole, garantendo sempre il funzionamento e soprattutto la sicurezza del prodotto.

Nel caso peggiore in cui non riusciate proprio a sopportare il SUONO nei primi secondi di avvio della stufa, i nostri tecnici sono a disposizione per effettuare un RESET telefonico del monte ore accumulato, l'importante è non dimenticarsi di far controllare la stufa alla fine della stagione invernale o all'inizio della nuova prossima stagione.

Mi auguro che in queste brevi righe relative alla Manutenzione straordinaria, sia riuscita a fare un pò di chiarezza sull'argomento.

 

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I liceali...

settembre 17, 2010 15.15 by AnnalisaG

Prima dell'estate mi è arrivata una telefonata da una persona che non sentivo dalla bellezza di circa 20 anni...

Si, avete letto bene: proprio 20 anni...

Solo a dirlo mi sento già le rughe sul viso e i capelli bianchi, per fortuna che ci sono le creme di bellezza e le tinte!

Ma torniamo a noi: sapete chi era al telefono? Un mio ex compagno di classe del Liceo, il mitico Sciongali (per gli amici), che mi invitava ad un ritrovo della nostra 5 E anno 1991-92. E' stato un flash, mai avrei pensato ad un invito del genere.

Dopo diverse negoziazioni, siamo riusciti ad incontrarci domenica 12 settembre in un posto fantastico, il casolare in aperta campagna dei genitori di Federico, posto conosciutissimo per i festini del Tempo delle Mele.

Immerso nel verde, con vista spettacolare  sulle nostre montagne, nessun rumore particolare se non la brezza che incontra le foglie di tutti gli alberi circostanti. Tavolata gigante all'ombra di un bel porticato nella corte interna, imbandita con tantissimi prodotti tipici, ovvero salami nostrani e formaggi di ogni tipo, accompagnati da tante ma tante bottiglie di buon vino! All'interno uno splendido focolare classico che si è lodevolmente prestato ad una grigliata succulenta preparata in maniera eccellente dal padrone di casa.
 

I Liceali...

In un ambiente così rilassante ed accogliente, molti di noi non si sono più rivisti dal giorno della maturità,  è stato un rinfrescante tuffo nel passato, abbiamo avuto modo di parlare delle nostre vite, di cosa stiamo facendo e delle nostre famiglie, amori e dissapori.

In queste occasioni ti ricordi di quelle persone che avevi quasi dimenticato e che invece hanno condiviso con te molte esperienze ed emozioni, tra l'altro in un momento della vita molto particolare e di sviluppo mentale e fisico. E' stato veramente bello ritrovare degli amici un po' dispersi nella caotica vita di tutti i giorni e rievocare tutte le vicende che ci hanno visto coinvolti negli anni del liceo, confrontando quello che eravamo (dei pazzi scatenati) con quello che siamo diventati, alcuni seri professionisti del loro settore , altri genitori impegnati nella faticosa crescita dei propri figli.

Li ringrazio tutti per questa bellissima idea che siamo certi di ripetere a breve e invito chiunque a riproporre queste fantastiche iniziative. Evviva i liceali !!! Anche se i periti ci manderebbero a.... (ops non si può scrivere)

I Liceali...       I Liceali...

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Incentivi per l'utilizzo di energie rinnovabili

novembre 22, 2009 22.34 by AnnalisaG

In Italia, già con la legge 449 del 1997 dedicata agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio, erano stati introdotti due commi che prevedevano la detrazione fiscale del 36% dell’IRPEF anche per i generatori di calore che utilizzano, come combustibile, prodotti vegetali con un rendimento non inferiore al 70%, il tutto indipendentemente da eventuali lavori di ristrutturazione.

Otre al prezzo pagato per la stufa o camino, la legge consente di detrarre anche i lavori di posa in opera se regolarmente riportati in fattura. Oltre al 36% dell’IRPEF, è possibile anche detrarre il 55% dell’IRPEF, esteso anche ai prodotti a biomassa dalla legge finanzia per il 2008, n. 244 del 24/12/2007 art. 1 comma 286. In tal caso i prodotti devono rispettare dei requisiti più severi rientrando nella classe 3 secondo la UNI EN 303/5.

Per approfondimenti sulle detrazioni fiscali e relativi iter da seguire per poterne usufruire, potete visitare il nostro Forum, alla sezione normative e garanzie. http://forum.palazzetti.it/Default.aspx?g=topics&f=28

Anche in Europa ci sono diversi Stati che danno sovvenzioni per l’acquisto di prodotti a biomassa ad alto rendimento, tra i quali la Germania, in cui si sovvenzionano tutte le stufe a pellet escluse quelle a cippato, con una potenza tra i 5 e i 100 Kw. Il rimborso previsto è di 36 € per Kw di potenza nominale installata, per importi minimi di 500 € per le stufe ventilate  e 1000 € per le Idro.

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Cosa rientra nella garanzia?

giugno 1, 2009 09.16 by AnnalisaG

Questa è una delle domande che i clienti ci pongono di frequente, poiché si tratta di un argomento sul quale c'è un po' di confusione, nonostante la normativa sia chiara ed esaustiva.

Proverò in questo frangente ad approfondire i contenuti più importanti della normativa europea sulla garanzia in modo da fugare i dubbi che solitamente affliggono il consumatore.

La nuova normativa europea sulla garanzia è stata recepita in Italia, con il decreto legislativo n. 24 del 2 febbraio 2002, entrato effettivamente in vigore dal 23 marzo 2002. Il nostro è stato uno dei primi Stati europei a renderla operativa.
Tale norma si applica di diritto a tutti "i beni mobili" acquistati dal consumatore, senza alcun bisogno di fare attivazioni di sorta ed è valida nei 2 anni successivi alla data di consegna del bene.

Ovviamente anche le stufe e caminetti possono essere assimilati a beni mobili, di conseguenza per il nostro settore si applica tale normativa, tenendo però in considerazione che è sempre possibile da parte del produttore/venditore, estendere il periodo di garanzia oltre i due anni con una garanzia convenzionale che si aggiunge a quella legale.

Noi consumatori ci aspettiamo che tutto sia sempre in garanzia ma in realtà non è così, infatti la normativa comprende le non conformità e i difetti esistenti al momento della consegna del bene e manifestati nell'arco dei 24 mesi dalla consegna. Il diretto responsabile nei confronti del consumatore è il venditore anche se nel nostro caso specifico, l'Azienda risponde direttamente per tutte le eventuali difettosità di prodotto o delle sue componenti meccaniche ed elettriche.

Quindi non esiste, a priori, alcuna esclusione dalla garanzia, se non per le parti riconoscibili come soggette ad usura, come per esempio le gomme per le automobili.

Riassumendo, per capire se l'intervento sul vostro prodotto sarà in garanzia, bisogna chiedersi qual è la causa del malfunzionamento (di solito la stabilisce il tecnico in fase di verifica), poiché solo se si tratta di difettosità originaria, sarà completamente a nostro carico, mentre nei casi in cui il guasto sia imputabile ad errata installazione, scarsa manutenzione o errata conduzione del prodotto, l'intervento resta a carico del consumatore.

La normativa chiarisce anche che, qualora nel periodo di garanzia un pezzo venga sostituito, per quella componente non inizia a decorrere un nuovo termine ma resta valido il periodo di 24 mesi dall'acquisto del prodotto.  Nel periodo di garanzia il consumatore ha diritto alla riparazione del bene, alla sostituzione qualora la riparazione non sia possibile e in via eccezionale alla risoluzione del contratto o riduzione del prezzo, esclusivamente quando gli altri due rimedi non siano andati a buon fine


 

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Customer Service e fiducia, due principi concatenati

maggio 6, 2009 10.20 by AnnalisaG

Alla base dei rapporti commerciali tra Azienda e cliente, come confermato anche da specifici progetti di ricerca, c'è sicuramente la "FIDUCIA" e uno degli strumenti per poterla perseguire e raggiungere è sicuramente il Customer Service.

La concorrenza sfrenata dei mercati e il periodo di difficoltà economico – finanziaria, sicuramente portano maggiori difficoltà al business aziendale, ed è proprio in questa occasione che bisogna avere il coraggio e la lungimiranza per sorreggere e rafforzare il servizio al cliente, aumentando così la percezione di fiducia che i clienti hanno verso l'Azienda.

Cosa si può fare allora per fare in modo che i clienti si fidino di noi?

Sicuramente garantire che i servizi messi a loro disposizione siano efficienti e all'altezza delle aspettative attese, attraverso persone e mezzi che facciano la differenza. Certamente essere in grado di offrire "tanto", richiede un impegno di risorse importante per l'Azienda. Ma è anche evidente che, chi crede nel servizio al cliente, sa riconoscere l'importanza e i benefici che la fedeltà dei clienti può portare al business e al valore del marchio sul mercato.

Noi ci stiamo provando, tramite diversi canali che abbiamo aperto appositamente per il consumatore finale. Disponiamo infatti di un Numero Verde completamente gratuito dove le nostre brave e pazienti operatrici, forniscono informazioni di pre-vendita sui prodotti, informazioni commerciali sui prezzi, sulle promozioni e sui rivenditori di zona.
Abbiamo anche una hot-line rossa, con la quale forniamo invece un servizio di post-vendita dedicato a tutti i clienti che hanno preferito i nostri prodotti e necessitano di chiarimenti in merito all'installazione o all'utilizzo quotidiano degli stessi. 

Oltre a questi servizi telefonici abbiamo anche attivato il FORUM, implementando così i mezzi di comunicazione con la nostra Azienda, alimentati soprattutto dalla volontà di essere trasparenti, accogliendo anche le Vostre critiche e suggerimenti di cui cerchiamo di fare tesoro.

Ovviamente tra tutti questi servizi non ci siamo dimenticati dei nostri rivenditori, per i quali disponiamo di un front-office dedicato, al quale possono richiedere qualsiasi tipo di informazione, a supporto del loro importante ruolo commerciale nei confronti del consumatore finale.
Gli sforzi che facciamo per portare avanti questi importanti servizi sono molti, ma ci crediamo veramente ed è risaputo che quando si fa qualcosa in cui si crede, se ne sopporta meglio il peso. 

Speriamo di poter fare sempre di meglio e di riuscire a costruire con tutti i nostri clienti reali e potenziali, un rapporto di fiducia che duri nel tempo e che sia proficuo per tutti!!!


 

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A volte i sogni si realizzano quando meno te lo aspetti...

marzo 21, 2009 08.47 by AnnalisaG

Da ragazza passavo qualche volta davanti a questa "Azienda" che mi sembrava così grande, con la scritta imponente "PALAZZETTI" sul muro di cinta... E mi domandavo esattamente cosa producessero.

Finita l'Università ho frequentato un corso di formazione nella speranza di trovare poi una locazione nel mondo del lavoro. Questo corso prevedeva uno stage finale in qualche azienda della provincia e tra queste indovinate che nome spunta ?

Ovviamente la Palazzetti.

Tutta contenta e speranzosa, mi illudo di poter essere io la prescelta per la magnifica opportunità nell'Azienda dei miei sogni. Ma non avevo considerato un piccolissimo particolare: al di là delle capacità, vengono prima i raccomandati!!!

Mi è sempre rimasto l'amaro in bocca per questa occasione perduta, e ogni volta che ci passavo davanti mi saliva il sangue in testa. Non sono però una che molla facilmente: dopo qualche anno ho spedito un CV per il quale ho ricevuto subito una risposta negativa.

Mah!

I sogni si realizzano quando meno te l'aspetti... Dopo circa 8 mesi, con sorpresa, arriva una telefonata e dopo aver fatto una severissima selezione, mi danno la bella notizia: volevano proprio me per ricoprire un incarico di responsabilità. Che "culo"!!
Lavoravo già da 4 anni nell'assistenza al cliente e ormai avevo fatto un'esperienza abbastanza importante, che mi aveva portato veramente a credere che il servizio al cliente potesse essere la punta di diamante di ogni Azienda.

Palazzetti cercava qualcuno per la gestione del Numero Verde che aveva da poco inserito. l'occasione mi sembrò più che ghiotta, perché finalmente avevo trovato un'Azienda che ci credeva e che voleva investire in questo servizio. Ovviamente ho avuto alcune titubanze iniziali, perché il cambiamento dà sempre pensieri e responsabilità più grandi in un'Azienda molto più grande di quella dove lavoravo, ma alla fine ho deciso e ho iniziato la mia avventura in Palazzetti...

 

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