Ok, da oggi non mi lamento più (o almeno ci provo!)

ottobre 25, 2009 12.31 by Ciccio

Ho scoperto che ogni tanto una sberla morale aiuta a ridimensionare i problemi.

Chiunque sia sposato sa perfettamente che tra i voti matrimoniali ce n'è uno inespresso ma fondamentale: 

"ascolterai con pazienza le infinite lamentele del tuo consorte".

Beh, l'altra  sera avevo costretto mio marito a tener fede al suo voto, tediandolo  a morte  con i miei "problemi di lavoro" con frasi del tipo: non ce la faccio più,... ho lavoro per due persone,... se non mi crescono altre due braccia e un'altra testa non riesco a fare tutto,... tra poco tiro uno "sciopòn" (credo che in italiano si traduca "tra poco scoppio"), e altre più colorite espressioni che, per amor di decenza, non ripeterò.

Finito il mio soliloquio, che tale era data l'inequivocabile espressione del buon Beppe mentre mi "ascoltava", mi sono concessa un po' di meritato riposo, appiattendo il cervello davanti a mamma TV;  così, mentre facevo zapping, mi sono imbattuta nella storia di un padre di famiglia che, tra le lacrime, raccontava di aver dovuto mandare il figlio di otto anni a vivere con i nonni perché, perso il lavoro, non era più in grado di provvedere a lui.

BAM! Mi è arrivata la sberla.

Immedesimarsi nella sua storia e immaginare di dover rinunciare ai miei bimbi è stato un attimo. Nonostante le mie non trascurabili dimensioni mi sono sentita piccola e insulsa.
Insomma, ho pensato: è vero tutto quello che ho detto, la mia giornata lavorativa  è un delirio e mi sento tanto Gigi la trottola; spesso  mi sembra di stare in uno di quegli incubi in cui tu credi di correre, mentre lo scenario intorno a te rimane perfettamente immobile; ogni tanto poi la tentazione di prendersi a scarpate sui denti tra colleghi è talmente forte che "per sicurezza" vai al lavoro con dei leggerissimi infradito (metti mai che una volta non riesci a resistere alla tentazione).

Ma, pensandoci un po’, che diritto ho io di lamentarmi per il troppo lavoro quando c'è chi va in televisione a mendicarne uno qualsiasi per poter riportare a casa suo figlio?!

Ecco allora che cosa farò: sicuramente continuerò ad arrabbiarmi, ma ogni volta che mi sentirò "frustrata" perché non riesco quasi più a vedere di che colore è la mia scrivania sotto le pratiche da sbrigare, penserò a quel giovane papà con gli occhi lucidi e dirò a me stessa: "FORZA CICCIO, E’ UN'ALTRA BELLA GIORNATA DI LAVORO!!". Anzi, sapete che vi dico?... se qualcuno ha qualcos’altro da darmi da fare......

HEI , SCHERZAVO!!!, non voglio la fila davanti alla mia scrivania domani!

Quello che voglio dire è che magari tra un po' lo "sciopòn" lo tirerò davvero , ma quanto meno cercherò di farlo col sorriso sulla bocca.
So che rischio l'internamento in qualche istituto di igiene mentale per quello che sto per dire, ma mi viene in mente la scena di un cartone animato (... e pensare che ai tempi delle superiori citavo nei temi personaggi del calibro di Hermann Hesse, che ora, francamente, a stento ricordo chi sia).  In questa scena  un personaggio dice più o meno una cosa del genere:

"Ieri è storia, domani è un mistero, oggi è un dono, per questo si chiama presente".

Ora immaginate che a dirlo sia un tartarugo ultracentenario, flemmatico e per giunta gran maestro di arti marziali... credetemi, l'effetto è "illuminante".
Direi che con questa digressione filosofica ho toccato il fondo, per cui vi lascio a meditare sulla possibilità di togliermi il saluto per "manifesta inadeguatezza mentale" della sottoscritta... (una che cita una tartaruga in un articolo, tanto a posto non è!).

Io, intanto, continuo a sperare che mi cresca un altro paio di braccia, per la testa è meglio evitare: guardate che scherzo mi ha fatto la natura con quella che ho già!

 

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Oddio, mi sono imbucata alla festa sbagliata!

giugno 8, 2009 19.49 by Ciccio

... Questo è stato il mio primo pensiero quando sabato, con marito e prole al seguito, mi sono baldanzosamente recata a quello che, a ragione, credevo essere il Family Day Palazzetti.

Davvero, al primo impatto ho visto solo tanti sconosciuti.

Poi ho attivato i neuroni e ho riflettuto: No, è tutto ok, questo è lo stabilimento di Zoppola, lo conosco... ALLORA GLI IMBUCATI SONO LORO!!

La verità è che un po' mi vergogno, ma lavoro qui da 6 anni e conosco si e no un terzo dei miei colleghi... che capra!

Ed ecco allora il mio secondo pensiero di quella giornata: Devo migliorare i miei rapporti sociali, quindi bando alla timidezza, petto in fuori (non troppo altrimenti uccido qualcuno), pancia in dentro e via... Del resto quale migliore occasione, mi sono anche portata i rinforzi da casa!

Palazzetti - Al Family Day quest'anno eravamo veramente in tanti!
Palazzetti - Al Family Day quest'anno eravamo veramente in tanti!

Mentre mi dirigevo a passo più o meno deciso verso il fulcro della festa, hanno iniziato a materializzarsi le facce rassicuranti di alcuni dei miei "vecchi colleghi": Sandro (in una piacevole versione rilassata e sorridente) poi Guido, Rossella, Rita, Vortex... insomma, mi sono sentita "a casa".
Poi il mio primordiale istinto di sopravvivenza mi ha condotto in zona barbecue dove, dietro i vassoi di pane e salame, ho scorto altri quattro volti conosciuti (non malignate, ho visto prima le loro facce e poi il pane col salame che, per inciso, mi è stato prontamente offerto da una aitante ragazzina in pattini che ho scoperto essere una delle "bimbe" di Francesca).

Family Day Palazzetti - Per "sfamare" tutti quanti abbiamo predisposto una vera e propria batteria di barbecue!  Family Day Palazzetti - Ecco gli "artisti" della cucina a legna al lavoro sui nostri barbecue... 
Family Day Palazzetti - Dove c'è Miky, c'è PIZZA!  Family Day Palazzetti - Attenzione: è solo una foto, non morsicate il monitor ;-) 

Rinfrancata nello spirito e nello stomaco mi sono rilassata, ho iniziato a "gustarmi la giornata" e ad osservare che, chiunque incontrassi, veniva spontaneo scambiarsi un saluto e un sorriso, come individui di una specie che non si conoscono, ma si riconoscono  membri della stessa "famiglia"... Forse ce l'abbiamo scritto in faccia che siamo "della Palazzetti"... Hei!, "membri di una stessa famiglia"... "Family Day"... Questa mi è venuta bene! (almeno credo).

Giochi di parole a parte, mi ha fatto bene vedere "l'altra faccia" dei miei colleghi e... ma si, diciamolo, anche dei miei titolari che, messo da parte il mio proverbiale timore reverenziale, ho guardato da vicino nei loro panni più belli: mamma e papà premurosi (e affaccendati) e nipoti affezionati e commossi al condiviso ricordo della "nostra" Diletta, della quale non serve dire quanto si sia sentita la mancanza.

Family Day Palazzetti - Anche i bambini hanno avuto la loro buona dose di divertimento  Family Day Palazzetti - Serviti e riveriti dai clown: c'è forse qualcosa di meglio?  Family Day Palazzetti - Anche Paperino è venuto a trovarci! 

Alla fine di questo sconclusionato articolo non posso non plaudire a quanti, organizzatori e "operativi" (così si sono definiti) hanno lavorato alacremente per mettere in piedi la festa, preparare centinaia di vassoi di carne (buonissima), spinare litri di birra e quant'altro. Per non parlare della musica, dei palloni e dei clown per i bimbi... e per me, visto che i miei figli non ne hanno voluto sapere: credo di avere gli unici bambini al mondo che hanno paura dei Clown (eppure nella loro bibliotechina non c’è "IT" di Stephen King). Ad ogni modo si sono divertiti a "spallonare" tra i barbecue del piazzale, fingendo in continuazione, neanche tanto bene, di finire per sbaglio dentro l'unica pozzanghera nel raggio di decine di metri e a scontrarsi e incontrarsi con gli altri bambini con la naturalezza tipica della loro splendida età.

Family Day Palazzetti - Alcuni dei ragazzi che hanno reso possibile il Family Day 2009  Family Day Palazzetti - Alcuni dei ragazzi che hanno reso possibile il Family Day 2009 

Ed ora, prima di tirare il sospiro di sollievo che avete in gola dall'inizio dell'articolo (tranquilli, è finito), concedetemi un appello: “Miky... UN PAIO DI BOTTIGLIE DI QUEL MERAVIGLIOSO FRAGOLINO!!!!?

 

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... Metti un barbecue e una capanna

maggio 25, 2009 12.23 by Ciccio

Chi l'ha detto che un adulto non può tornare bambino, almeno per un giorno?

Metti un barbecue, una capanna (o "cason" che dir si voglia) pieno di tavole imbandite con ogni ben di dio, un gruppo di "persone mature" non troppo convinte, e la magia è fatta. 

Metti un barbecue e una capanna

Chiedo scusa per la piega bucolica che quasi sicuramente prenderanno queste righe, ma oggi mi sento così, col cuore leggero e l'animo ispirato; sarà la primavera, saranno le risate delle persone che mi girano intorno, o sarà questo meraviglioso profumo di carne alla griglia, ma l'occasione è splendida e allora prendo carta e penna e immortalo il momento! (Forse questa è la volta in cui mi decido a scrivere sul blog).

Mi trovo  al  raduno dei "dermani" di mio marito  (in dialetto sta per "cugini"), che ogni anno si ritrovano a festeggiare il fatto di essere tanti e di andare d’accordo (detto tra noi, per loro ogni occasione è buona per far festa).
Mentre  mi struggo tra il desiderio quasi viscerale di addentare l'ennesima meravigliosa salsiccia (chi mi conosce sa che non esagero) e l'angoscia di dover aumentare una taglia ai pantaloni, vedo i miei figli giocare: sono sporchi, sicuramente puzzolenti, con le ginocchia di un colore non ben definito tra il verde e il marrone, con una lieve sfumatura rosso sangue; li guardo con una punta di nostalgia e improvvisamente vengo catapultata in un tempo abbastanza lontano, ma non tanto da non ricordare, vivide, le emozioni di quando anche io giocavo, con mia sorella e i miei amici, nei prati vicino casa.

Ed ora eccomi qui, fra un gruppo di adulti che fortunatamente ogni tanto si dimenticano di essere tali, e un manipolo di marmocchi urlanti.

Che devo dire? Io mi ci sento come un topo nel formaggio, quindi mollo carta e penna e mi butto nella mischia al grido di "VIVA I DERMANI!!"

... Magari a fine giornata scopro che le mie ginocchia non sono poi molto diverse da quelle dei miei figli.

Per quanto riguarda il mio dilemma "salsiccia si, salsiccia no", mi viene in soccorso un ricordo della mia saggia suocera che diceva: 
"domani sarà quel che sarà... MI  INTANT MAGNE E BEVE!!"


 

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