Giovani designer crescono... In Palazzetti!

novembre 5, 2010 16.56 by Cristian

E' con enorme piacere che vorrei presentarvi una nuova designer appena entrata "honoris causa" nello staff palazzetti... precisamente nello stabilimento di Zoppola.

Credo che si tratti della più giovane designer che il Gruppo Palazzetti abbia mai avuto fin dal suo inizio.

Si chiama Arianna, ha 12 anni ed è la figlia del nostro collega Fabrizio.

Questa creativa risorsa, stanca di sentire il papà parlare sempre di barbecue ha deciso di "armarsi" di carta e pastelli colorati, e di disegnare lei i nuovi prodotti.

In queste pagine ho il piacere di presentarvi la nuova collezione primavera-estate 2011-2012.

Designer Arianna Designer Arianna Designer Arianna
Designer Arianna Designer Arianna Designer Arianna

Come potete notare predilige le linee squadrate e minimaliste, proprio come impongono le tendenze degli ultimi anni, e la carica del combustibile staccata dalla parte cottura.

Potremmo chiaramente dire che nella sua collezione è riuscita ad unire design con comodità d'utilizzo.

Papà Fabrizio ci assicura che Arianna lavorerà in esclusiva per noi... però se tra di voi c’è qualche altro piccolo designer che vuole proporre i propri disegni per il futuro noi siamo felicissimi di riceverli e di appenderli nella bacheca delle "nuove idee"!!!

   

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Family Day 2009: la NOSTRA festa

giugno 19, 2009 12.58 by Cristian

Cari colleghi, non vi sembrerà vero, ma quella passata era già la terza edizione del Family Day.

Ben tre edizioni... E tutte in crescendo... Ormai la macchina organizzativa è ben collaudata e affiatata, non ci spaventa più nulla...

Family Day Palazzetti - Anche l'edizione 2009 è stata un successoRicordo, come fosse oggi, la prima edizione nel 2007: avevamo pensato di farla solamente per lo stabilimento di Zoppola...
Quella volta non ci credevamo capaci di organizzare una "manifestazione" così importante, che quasi subito sarebbe diventata un appuntamento fisso per la grande "famiglia" Palazzetti.

La prima edizione si è svolta nel nuovo piazzale asfaltato: siamo riusciti a cuocere, oltre alla carne, anche tutti i partecipanti! Neanche gli ombrelloni ed i gazebi ci hanno salvato dal sole.
Il ricordo che tutti noi abbiamo della prima edizione?... in particolare uno: la "nostra" signora Diletta che girava tutti i tavoli a chiacchierare con tutti noi, italiani e non...

Poi ci sono state la seconda e terza edizione, vera festa per tutto il gruppo Palazzetti... oramai possiamo paragonarci ad una sagra paesana: abbiamo sempre avuto il "pienone" di partecipanti. In entrambe le edizioni allargate a tutti i dipendenti e famiglie abbiamo superato i 400 partecipanti. Non è mica facile, sapete, organizzare una "festicciola" per così tante persone... specialmente per noi che abbiamo più confidenza con le vibro presse che con il servire in tavola.

Family Day Palazzetti - Grazie a Paperino, i bambini non si sono certo annoiatiDevo dire però che, anche se è faticoso, organizzare un evento così grande e caricarsi di questa tensione dovuta alla paura che tutto non riesca perfettamente... noi ci divertiamo veramente un mondo...
... E poi finita la giornata, quando tutto riesce bene si crea quell'atmosfera magica che unisce in modo indelebile e puro tutti quelli che hanno lavorato per la riuscita dell’evento... Tra una pacca sulla spalla e l'altra ci si fa l'ultima birra e si va tutti a casa con il cuore pieno di soddisfazione per aver visto un altro Family Day riuscito.

La caratteristica di queste ultime due edizioni? La grande collaborazione tra il personale di tutti gli stabilimenti del gruppo. Sempre più colleghi per un giorno "cambiano casa" e vengono qui a Zoppola a darci una mano. In merito a ciò ci tengo particolarmente a ringraziare Flavio per il grande aiuto che ci ha dato attraverso i suoi uomini a rendere ogni anno questo evento un successo... E per aver recuperato tavoli, panche, scaldavivande... Grazie Flavio!!!

Sappiate comunque che il family day 2010 è già nelle nostre teste... E che ci saranno ulteriori sorprese!
Magari se avete dei suggerimenti, delle cose che vi piacerebbe fare o vedere all'interno di questo evento, ditelo pure...

In allegato l'articolo pubblicato sul Messaggero Veneto del 13.06.2009

palazzetti_messaggero_veneto_20090613.pdf (1,91 mb)

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Il sogno della mia vita (parte 2)

ottobre 11, 2008 17.00 by Cristian

... Eccoci, siamo alla seconda parte del mio racconto (clicca qui per leggere la prima parte).
Cercherò di raccontarvi i pensieri, le sensazioni, le paure che ho provato e che tutt'ora provo in questo mio sogno lavorativo.
Sapete, essere responsabili di qualcosa, che può essere un'ufficio, una funzione, uno stabilimento, comporta una serie di responsabilità verso se stessi e gli altri. Oltretutto quando si prendono decisioni, giuste o sbagliate che siano ci si "scopre" sempre a delle critiche dei capi, dei colleghi, dei collaboratori.
Fino a quando non ho raggiunto questa mansione mi sono sempre occupato di industrializzazione e di acquisti, nella maggior parte dei casi la responsabilità di ciò che facevo era comunque di un'altra persona. Per meglio farvi comprendere nel caso che sbagliassi, le "mazzate" dall'alto le prendeva un altro. Anche se nella mia vita lavorativa ho sempre cercato di essere il più indipendente possibile e scomodare il capo proprio in casi estremi.

Cosa che cerco di fare anche oggi. Questa mia scelta è dettata da due motivi: il primo è che comunque un superiore è già impegnato a prendere delle decisioni proprie, la seconda è che credo che chiunque sia messo in una posizione di "risorsa pensante" debba munirsi di intraprendenza e buon senso e quindi cercare di risolvere autonomamente i propri problemi lavorativi.
Oggi però sono io nella posizione del capo "parafulmine" che è soggetto a prendere le "mazzate" dall'alto. Certo, questo è anche il mio lavoro, quello di prendere decisioni, coordinare, e proteggere i miei collaboratori. Sapete, sono convinto che un buon capo è quello che difende tutti i suoi collaboratori verso critiche esterne. Come dice il detto: "i panni sporchi si lavano in casa".
A volte per "fortuna" o "purtroppo" ci si innamora delle Aziende e a me è successo proprio questo. E’ la seconda volta nella vita che mi accade di provare un "sentimento" verso il posto in cui lavoro. La prima volta sono stato "innamorato" per i fatidici 7 anni. Poi ho dovuto prendere coraggio e andarmene, spiccare il volo per nuove esperienze. Questa è la seconda volta che provo amore per uno stabilimento. Prima dicevo per "fortuna", perché sono convinto che chi copre certi ruoli di responsabilità deve curare amorevolmente l’Azienda per cui lavora proprio come fosse sua.
"Purtroppo" invece perché come succede in amore a volte si soffre, non si dorme la notte, ci si preoccupa. Nella vita, come in Azienda, si vorrebbe che tutto funzionasse come un orologio svizzero, che non ci fossero problemi, che l’azienda sia sempre efficiente, pulita e in ordine, ma a volte non è sempre così e si finisce per soffrire.

Per ritornare a me, non crediate sia facile per un "ragazzino" di poco più di trent’ anni mandare avanti uno stabilimento, coordinare persone che sono presenti sul campo da oltre 20 anni, conquistare la loro fiducia, cercare di farli lavorare in modo diverso, più industriale e più organizzato.
Fare delle scelte che siano il più giuste possibile pur non avendo esperienza.
Però forse è proprio questo il bello della mia avventura, mettersi in discussione giorno dopo giorno, essere convinti di non essere mai arrivati alla meta ma certi di percorrere la strada per la meta.
Chiunque leggerà ciò che ho scritto è venuto a conoscenza della parte più intima e sincera di me, perché ho interpretato questo nostro nuovo blog come un diario di bordo in cui ho scritto le mie sensazioni, i miei pensieri a ruota libera, a volte addirittura senza rileggerli, appunto per lasciarli spontanei e genuini come sono usciti.

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Il sogno della mia vita (parte 1)

ottobre 4, 2008 16.54 by Cristian

Ciao, sono Cristian, ho 34 anni e lavoro per il Gruppo Palazzetti da 2 anni e qualche mese, sono responsabile dello stabilimento che si occupa della produzione dei barbecue e della pietra ricostruita. Ma questa è solo la fine della storia, il sogno realizzato...

Questo sogno è iniziato ben vent’anni fa, quando ho iniziato l’istituto tecnico a Pordenone. Fin da allora avevo le idee chiare. Volevo, anzi "vedevo" la mia futura professione. Onestamente non ho mai creduto di arrivare fino a qui; oltretutto provengo da una famiglia normale: mio padre metalmeccanico alla Fiat di Pordenone, mia madre casalinga, e una sorella più piccola. Con lo stipendio di mio padre facevamo una vita più che dignitosa, ma chi poteva permettersi l’università...!
E come tutti noi sappiamo per arrivare ad essere un responsabile di stabilimento bisogna essere quanto meno laureati... e io sono solo un povero perito metalmeccanico, con tanta volontà ma sempre perito.

Con tanta umiltà e voglia di fare ho iniziato a lavorare (dopo tre colloqui) alla Costruzioni Meccaniche Cimolai di Pordenone, come operaio di 2° livello se ricordo bene. Per 20 mesi ho lavorato a turno nelle macchine per il taglio di quelle grosse lamiere che poi costituiranno parte di un ponte. Ricordo ancora la polvere che mi entrava nei calzini. Palazzetti - Cristian, direttore dello stabilimento di Zoppola

Dopo questo bel periodo di gavetta sono andato alla Casagrande S.p.A. azienda tuttora leader nella produzione di macchine perforatrici, e li c’è stato il primo salto di qualità, sempre da operaio ben si intende.
Mi avevano "arruolato" al reparto prototipi. Ho passato solamente 8 mesi in questa azienda, però ricordo ancora quell’inverno a –10 °C, e noi fuori sui piazzali a far prove con le macchine. Me ne sono andato perché è arrivata la "chiamata" che ha dato la svolta alla mia vita.

Chi chiamava era la Hager-Lumetal di Porcia, azienda multinazionale che si occupa della costruzione di armadi elettrici (proprio la cassetta in ferro). Ho passato ben 7 anni di puro innamoramento per il lavoro, l'azienda e i colleghi. Per 7 anni mi sono occupato di industrializzazione a 360 °. Che bello...!!!! Abbiamo rifatto distinte, cicli, tempi, spostato stabilimenti, per la prima volta sono andato all'estero per lavoro.
E come in tutti i rapporti il settimo anno è quello di crisi, me ne sono andato.

Mi aveva chiamato la Silca di Vittorio Veneto (azienda che produce chiavi, circa 1.000.000 al giorno). Era la prima volta che mi proponevano un posto di responsabilità: essere responsabile dei tempi e metodi. Io ero il responsabile e anche l’unica risorsa della funzione, vabbè era comunque un inizio. In più a quel tempo la mia amata abitava a Caneva, quale miglior scusa per passare a casa sua ogni giorno al ritorno dal lavoro. La scusa è stata buona anche per andare ad abitare da solo a Sacile, una delle cittadine più belle del nord est.

Purtroppo il clima in azienda non era proprio quello che mi aspettavo, c’era una mentalità molto vecchia, in più anche l’amore era finito e quindi dopo 2 anni ho ben pensato di ritornare in Friuli ed accettare l’offerta della Domino S.p.A. azienda di Spilimbergo meglio conosciuta come Albatros idromassaggi. E’stata la prima azienda in cui ho conosciuto l’importanza del marketing e del design. Il prodotto mi piaceva proprio.
E qui ho fatto 1 anno all’industrializzazione e 1 all’ufficio acquisti.
Perché l’ufficio acquisti? Per due motivi: il primo che essendo in crisi l'azienda stavano tagliando risorse quindi l'industrializzazione è stata ridimensionata, due perché volevo fare un lavoro in cui c'era contatto con la gente e generalmente le scelte sono due: o il commerciale o l'acquisitore. Ed io ho scelto il secondo. Purtroppo l’azienda era ed è ancora in grossa crisi e qui per mia fortuna è arrivata la proposta della Palazzetti...

Ricordo come ora il primo colloquio con quello che in seguito sarebbe diventato il mio capo, premetto, stavano cercando una figura come industrializzatore, ad certo punto mi ha chiesto: "qual è il lavoro che sogni?" Ed io con tanto timore ho detto: il Direttore di Stabilimento. Al secondo colloquio, prima di presentarmi alla famiglia Palazzetti mi ha detto: "ecco volevi fare il Direttore di Stabilimento" ora hai l’opportunità.  Seguirai lo stabilimento di Zoppola...". 
E questo è stato il coronamento di un sogno partito vent’anni fa.
... Ma non finisce qui... Nella prossima puntata vi racconterò a che punto è il sogno.

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