Finanziaria 2010 e detrazioni 36%

gennaio 27, 2010 11.16 by Gianni
La finanziaria 2010 proroga le detrazioni 36%

Visto l'interesse generale per l'argomento, vi segnalo che la finanziaria 2010 (legge 191/09) proroga al 31 dicembre 2012 il bonus del 36% sulle spese di ristrutturazione delle abitazioni.

Vi riassumo qui di seguito i punti principali di questa finanziaria:

  • Per usufruire della detrazione, il contribuente deve inviare una comunicazione di inizio lavori (attenzione: tramite raccomandata!) all'Agenzia delle Entrate.
  • La detrazione è riferita alla singola unità immobiliare su cui si sono effettuati gli interventi per un limite massimo di spesa di 48.000 €.
  • La detrazione fiscale è valida per 10 anni. Fanno eccezione: i contribuenti di 75 anni, per cui il valore è suddiviso in 5 anni, e gli ultraottantenni, per i quali il periodo di rimborso è di 3 anni.
  • Le spese detraibili sono relative all'esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria, le opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali.

Un'ultima nota riguarda la proroga anche per gli interventi di ristrutturazione (relativa ad interi fabbricati) eseguiti fra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano alla successiva assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2013. In questo caso, l'acquirente ha diritto alla detrazione Irpef del 36% calcolata, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, sull'ammontare forfettario pari al 25% del prezzo di vendita dell'abitazione, risultante dall’atto di acquisto.

 

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Ci risiamo: vogliono togliere il 55% dal 2010

ottobre 1, 2009 14.55 by Gianni

Ci risiamo: nella nuova Finanziaria al momento non c'è traccia della copertura necessaria a sostenere l'applicazione della norma relativa allo sgravio fiscale del 55% nel 2010.

Abbiamo visto tutti come le agevolazioni sugli interventi per evitare gli sprechi energetici in casa abbiano consentito a centinaia di migliaia di famiglie di risparmiare, abbiano contribuito a creare nuovi posti di lavoro, abbiano ridotto l'emissione di gas serra.

Perché quindi, ancora una volta, pensare di eliminare gli sgravi fiscali?

Anche quest'anno infatti (l'anno scorso ci fu una marcia indietro all'ultimo minuto) il governo dimostra di non volersi impegnare fino in fondo per sostenere interventi per la salvaguardia del pianeta e il risparmio delle famiglie.

Ritengo opportuno riportare quanto detto dal responsabile ambiente del Pd Ermete Realacci:
"Il bonus del 55% è stata una misura che ha ottenuto effetti importanti. Lo hanno utilizzato centinaia di migliaia di famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro favorendo l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia. Eliminarlo significa dare un colpo al sistema delle piccole e medie imprese che attraverso l'edilizia legata di qualità si qualificano nel mercato più avanzato e significa anche mettere le mani nelle tasche delle famiglie: tra una casa ben costruita, con le migliori apparecchiature per l'illuminazione e per gli elettrodomestici, e una casa costruita male c'è una differenza di spesa annua che vale circa mille euro a famiglia".

Tutto questo non è accettabile, dobbiamo batterci anche quest'anno affinchè il Governo faccia marcia indietro su tale provvedimento.

Clicca qui per collegarti al nostro forum e discutere dell'argomento

 

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Pellet radioattivo: i risultati delle NOSTRE analisi

luglio 6, 2009 17.34 by Gianni

Come promesso, vi teniuamo informati sull'argomento (vedi qui, qui e qui) vi segnaliamo i risultati che abbiamo ottenuto dalle prove effettuate sul nostro pellet.

Tutto il materiale da noi commercializzato risulta non radioattivo.

Un laboratorio certificato per tali misurazioni ha, fino ad ora, testato per noi circa 20 campioni di pellet provenienti da lotti diversi di produzione. I risultati indicano valori compresi tra 1 e 9 Bq/kg.  Valori che stiamo ritrovando, come già anticipato, anche nelle analisi svolte dalle ARPA regionali.

Aspettiamo a considerare chiusa la questione, ma i risultati stanno dimostrando come il problema emerso riguardasse solo specifici lotti di pellet proveniente da uno specifico produttore.

Ci sembra tuttavia evidente, soprattutto a fronte di quanto appena successo, la necessità di avere norme tecniche di riferimento e di certificazione precise e unificate per tutta l’Europa.

In allegato a quest'articolo, per vostra consultazione, i certificati d'analisi di alcuni dei campioni di pellet che abbiamo fatto analizzare.

RE15-1.pdf (130,52 kb)

RE12-1.pdf (130,52 kb)

RE13-1.pdf (130,53 kb)

RE14-1.pdf (130,53 kb)

RE16-1.pdf (130,53 kb)

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Pellet radioattivo - i risultati dei test dopo due settimane

giugno 28, 2009 14.58 by Gianni

Continuano le buone notizie sui rilievi effettuati in Italia sul pellet (vedi qui e qui per saperne di più).

La regola "non si può fare di tutta l'erba un fascio" si dimostra valida anche in questo caso e i risultati che provengono dalle analisi delle ARPA di Piemonte, Veneto e Toscana ridimensionano il fenomeno.

Un'osservazione sui dati è doverosa e tecnicamente necessaria.

La quantità di radioattività presente sul pellet è inferiore a quella presente nelle ceneri.  Non può che essere così poiché (e chi lo utilizza lo sa bene!) da un chilogrammo di pellet si ottengono circa 8-10 g di cenere. Quindi il rapporto è di 1/100. Visto che il Cesio non viene bruciato durante la combustione del pellet, questo si concentra totalmente nelle ceneri. Per fare un esempio, se il pellet ha un valore di 2 Bq/kg (Becquerel al chilogrammo), sulle ceneri ci si aspetta di trovare dei valori tra i 200 e i 250 Bq/kg.

La stessa osservazione emerge anche nelle analisi della Toscana che evidenziano, tra l'altro, dei valori medi più bassi per il pellet di provenienza nazionale rispetto a quelli provenienti dalla Lituania.

Il comunicato di ARPA Piemonte, inoltre, entra nel dettaglio relativamente al pericolo che può esserci nel maneggiare la cenere generata dal pellet e specifica, in modo inequivocabile, che l'esposizione annua sarebbe 1/30 del limite di legge previsto (soglia che comunque garantisce la sicurezza per la salute delle persone).

Appena avremo un numero significativo di prove sul nostro pellet saremo ben felici di pubblicarne i risultati. Nel frattempo riportiamo i comunicati ufficiali di ARPA Veneto e di ARPA Piemonte.
In allegato a quest'articolo trovate i risultati scaricabili in formato PDF dei test effettuati da ARPA Veneto, ARPA Piemonte e ARPA Toscana.

Siamo a disposizione anche nel nostro forum per ulteriori approfondimenti

Il comunicato di ARPA Veneto:
(AAV) Padova - I valori di radioattività riscontrati nel pellet in commercio in Veneto sono assai inferiori a quelli rilevati in Val d'Aosta, regione da cui era partita l'inchiesta. Dai risultati delle analisi di ARPAV i valori massimi di Cesio 137 nel pellet "Naturkraft premium 6mm" sono di 26 Becquerel al chilogrammo contro i 300 Becquerel a chilogrammo rilevati in Val d'Aosta, lo stesso vale per le ceneri, "arricchite" per effetto della combustione, che nei campioni del Veneto si attestano con punte massime da 2000 a 3000 Becquerel al chilogrammo contro i 40.000 Becquerel/kg della Val d'Aosta.

Oltre al pellet "Naturkraft premium 6mm", ARPAV ha analizzato campioni di "Naturkraft" e di altre marche. Tutti i campioni analizzati in Veneto dagli esperti del Centro di Riferimento Regionale per la Radioattività di ARPAV non hanno rilevanza radiologica. Gli esperti sottolineano che tale matrice contiene "di norma" modesti livelli di Cesio 137, presumibilmente riconducibili all'evento incidentale di Chernobyl ma non significativi dal punto di vista dell'esposizione alle radiazioni basti pensare che il suolo del Veneto presenta un livello medio di Cesio 137 da 30 a 40 Becquerel/kg. ARPAV continua le analisi in accordo con i Vigili del Fuoco. I cittadini che rinvenissero nella propria abitazione campioni di pellet "Naturkraft Premium 6mm" o ceneri derivanti dalla sua combustione sono invitati a contattare il 115

Il comunicato di ARPA Piemonte:
Arpa Piemonte sta effettuando un'estesa campagna di misure per valutare il contenuto di radioattività (Cesio-137) nei pellet utilizzati in Piemonte.

I risultati relativi alle prime misure effettuate (spettrometria gamma con rivelatori al Germanio Iperpuro), riguardanti due campioni di pellet e uno di ceneri di combustione prelevati a scopo conoscitivo da funzionari di Arpa Piemonte presso utilizzatori privati sono i seguenti:

Tipologia campione 

Luogo campionamento  

Concentrazione (Bq/kg)  

Pellet Naturkraft (Lituania)  

Baldissero Torinese (TO)

 24,7 ± 2,3

Tree Pellets (nazionale)

Biella

 2,44 ± 0,27

Ceneri pellets

Biella

497 ± 48 


Si tratta nel primo caso di un campione di pellet della marca che è stata oggetto delle azioni di sequestro preventivo da parte della Magistratura, mentre nell'altro caso si tratta di pellet di un produttore nazionale.

I dati riportati indicano valori di concentrazione nei pellet piuttosto contenuti. Più elevati invece, come previsto, i valori riferiti alle ceneri che, per loro natura, tendono a concentrare i componenti non volatili. Si tratta tuttavia, in tutti i casi, di livelli che sono di molto inferiori a quelli riferiti da alcuni organi di stampa.

Il più significativo rischio ipotizzabile è legato all'inalazione delle ceneri durante le operazioni di pulizia della stufa. Assumendo, per ipotesi, come riferimento il massimo dato di concentrazione nelle ceneri riportato dagli organi di stampa (40.000 Bq/kg), le stime di dose alla popolazione portano comunque a valori molto bassi, assai lontani dalla soglia di rilevanza radiologica. Tale stima di dose non è aumentata in modo significativo dall'eventuale spargimento di ceneri sul terreno e dal conseguente consumo di generi alimentari.

Si precisa che le considerazioni sopra riportate sono prime valutazioni effettuate sulla base dello scenario peggiore, ipotizzato su quanto è al momento noto in termini di massima contaminazione rilevata nelle ceneri dei pellet. Tali valutazioni sono suscettibili di variazioni nel momento in cui dovessero emergere elementi nuovi attualmente non noti.


palazzetti_comunicato_arpaveneto_20090624.pdf (39,99 kb)
palazzetti_comunicato_arpapiemonte_20090616.pdf (69,52 kb)
palazzetti_comunicato_arpatoscana_20090623.pdf (115,70 kb)

 

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Il pellet tra certificazione e marchi volontari

febbraio 2, 2009 23.40 by Gianni

La classificazione del pellet presente nel mercato europeo è al momento soggetta a tre riferimenti produttivi: le normative locali presenti in alcuni Paesi,  i certificati di qualità volontari, il "buon senso" del produttore.

I Paesi europei che, al momento, hanno redatto una norma che specifichi le caratteristiche del pellet da riscaldamento domestico sono:

Gli standard normativi definiscono la qualità minima del pellet da vendere nel mercato. Tali requisiti  presentano dei valori diversi a seconda della nazione cercando, naturalmente, di salvaguardare le caratteristiche del prodotto nazionale. Si vede infatti, nella tabella sotto riportata, come i valori di ceneri e l'uso di additivi siano diversi da Paese a Paese.

Attualmente il CEN (comitato per l'armonizzazione delle normative europee) sta portando a termine una classificazione del pellet secondo 3 classi di appartenenza (A I, AII e B) che sostituirà tutte le varie norme nazionali e porterà (si spera) a delle caratteristiche qualitative uniformi nel mercato europeo.

Le classi definite dalla nuova norma europea non significano "pellet adatto" o "non adatto" al funzionamento nella stufa, o miglioramento delle prestazioni dal punto di vista del calore emesso, ma principalmente tengono conto della tipologia del legno di partenza (essenza).

Partendo dalle norme di riferimento, o con degli standard interni propri, sono sorti dei consorzi che si sono dati delle regole di qualità e di controllo della produzione, creando dei marchi di qualità. Attualmente in Europa ci sono circa 400 siti produttivi di pellet con una capacità produttiva tra 8 e 9 milioni di tonnellate/anno. Di questi siti produttivi hanno un marchio di qualità:

  • circa 50 aziende ÖNORM geprüft in Austria (95% delle aziende presenti in Austria);
  • circa 50 aziende DIN geprüft in Germania;
  • circa 90 aziende DIN plus;
  • circa 10 aziende Pellet gold in Italia;
  • ITEBE Francia.

Questi marchi vengono assegnati in base ad una adesione volontaria e prevedono, a seconda del marchio:

  • controlli della produzione fatti da enti esterni mediante visite non programmate;
  • controlli sulla qualità del pellet fatta da laboratorio accreditato in base alle normative di riferimento.

La presenza di un marchio, per l'utilizzatore, significa avere caratteristiche certificate e  qualità costante nel tempo.
In base alle norme di riferimento, infine, andiamo ad analizzare i parametri di maggior interesse nel pellet. Li possiamo distinguere in 3 categorie di importanza:

  • ceneri e durabilità meccanica;
  • lunghezza e azoto;
  • metalli.

La durabilità meccanica è strettamente legata alla quantità di polvere che si può trovare nel sacco del pellet. Se il pellet si sbriciola facilmente si possono avere problemi di alimentazione della stufa e sporco nella stufa e in casa; riduzione dell'efficienza di combustione; incremento delle emissioni. La non buona durabilità meccanica è dovuta principalmente a problemi di produzione del pellet.
Il contenuto di ceneri nel pellet determina il residuo che si ha a fine combustione nella stufa. Un alto contenuto di ceneri  può dare problemi di combustione a causa dell'intasamento dei fori del braciere, può incrementare l'emissione di polveri dalla stufa. Il contenuto di cenere è dovuto all'essenza del legno utilizzata e dalla presenza o meno di corteccia. Un elevato valore di ceneri si può trovare anche a causa di una contaminazione del pellet da parte di materiale durante il trasporto (es. sabbia o polvere). Un buon contenuto di ceneri si ha con valori inferiori a 0.8%.
Lunghezza determina la capacità di carica della stufa automatica e quindi l'uniformità di caricamento nel tempo.
Proprietà chimiche determinano la formazione di residui sul braciere (i metalli), problemi di emissioni in atmosfera (l'azoto e il cloro), problemi di corrosione delle parti costituenti la stufa (il cloro).

 

 

Europa

Austria

prEN14961-2Classe A - I prEN14961-2Classe A - II prEN14961-2Classe B ÖNORM M 7135
Diametro (D) mm 6 ± 18 ± 1 6 ± 18 ± 1 6 ± 18 ± 1 4 £ D £ 10
Lunghezza (L) mm 3.15 £ L £ 40 3.15 £ L £ 40 3.15 £ L £ 40 < 5xD
Densità kg/dm3 ³ 0.625 ³ 0.625 ³ 0.625  
Umidità % £ 10 £ 10 £ 10 £ 10
Ceneri % £ 0.5 £ 1 £ 1.5 £ 0.5
Pot. calorifico netto MJ/kg ³ 16.5 ³ 16.5 ³ 16.5 ³ 18
Zolfo % £ 0.02 £ 0.04 £ 0.05 £ 0.04
Azoto % £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3
Cloro % £ 0.02 £ 0.05 £ 0.05 £ 0.02
Durabilità mecc. % ³ 97.5 ³ 97.5 ³ 97.5 £ 2.3
Additivi % £ 2 £ 2 £ 2 £ 2
Arsenico mg/kg £ 1 £ 1 £ 1  
Cadmio mg/kg £ 0.5 £ 0.5 £ 0.5  
Cromo mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Rame mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Mercurio mg/kg £ 0.05 £ 0.05 £ 0.05  
Nickel mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Piombo mg/kg £ 10 £ 10 £ 10  
Zinco mg/kg £ 100 £ 100 £ 100  


 

Germania

Svezia

Francia

Italia

DIN plus DIN51731 SS 187120 Gr1 ITEBE Extra UNI TS Cl. A
Diametro (D) mm 4 £ D £ 10 4 £ D £ 10 - 6 ± 1 6 ± 0.5
Lunghezza (L) mm < 5 x D < 50 < 4 x D 10 - 30 D £ L £ 4 X D
Densità kg/dm3         ³ 0.62
Umidità % £ 10 £ 12 £ 10 £ 10 £ 10
Ceneri % £ 0.5 £ 1.5 £ 0.7 £ 1 £ 0.7
Pot. calorifico netto MJ/kg ³ 18 17.5 - 19.5 ³ 16.9 ³ 18 ³ 16.9
Zolfo % £ 0.04 £ 0.08 £ 0.08 < 0.05 £ 0.05
Azoto % £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3 £ 0.3
Cloro % £ 0.02 £ 0.08 £ 0.08 < 0.03 £ 0.03
Durabilità mecc. % £ 2.3     £ 2.3  
Additivi % £ 2     £ 2 0 o < 2
Arsenico mg/kg £ 0.8 £ 0.8   < 1  
Cadmio mg/kg £ 0.5 £ 0.5   < 0.5  
Cromo mg/kg < 8 < 8   < 10  
Rame mg/kg < 5 < 5   < 10  
Mercurio mg/kg < 0.05 < 0.05   < 0.05  
Nickel mg/kg       < 10  
Piombo mg/kg < 10 < 10   < 10  
Zinco mg/kg < 100 < 100   < 100  

 

 

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L’elettricista e la termocucina

ottobre 24, 2008 17.16 by Gianni

Sabato pomeriggio è passato a trovarmi un amico elettricista di vecchia data che mi dice: "Mi ha chiamato un idraulico per l'impianto elettrico di una termocucina. Come faccio?".
Non c’è problema! Andiamo in negozio (Palazzetti per te) e vediamo assieme gli schemi idraulici da cui decidiamo come fare l'impianto elettrico.
Con il foglio degli schemi gli dico: attento a questi 4 concetti:

  1. l'impianto idraulico a vaso aperto (UNI 10412-2 Pubblicato su: http://www.uni.com/) con scambiatore a piastre con il circuito principale. Il prodotto non ha la serpentina di raffreddamento per cui è l'unico modo per poterlo collegare all’impianto.
    Palazzetti - Impianto idraulico termocucina
  2. Installare i sistemi di sicurezza della parte idraulica
  3. Centralina elettrica di controllo (TC 120) già pronta per l’installazione
    Palazzetti - Quadro controllo termocucina
  4. Non è necessario inventare tutto dall'inizio, è molto più probabile che qualcuno ci abbia già pensato e risolto il problema (l’acqua calda nel reale significato del termine non serve inventarla.)

 

Ora hai tutti gli elementi per effettuare il collegamento in maniera conforme alle norme. Ricordati, alla fine del lavoro, la dichiarazione di conformità per la 37/08.

 

 

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I consigli dello spazzacamino

agosto 3, 2008 15.36 by Gianni

All’ultima conferenza cui ho partecipato sono rimasto colpito dalla semplicità e dalla chiarezza dell’intervento di uno spazzacamino, il quale ha dato 10 consigli per installare e utilizzare al meglio una stufa. Sono convinto che debbano rimanere per tutti:

  1. acquistare solo prodotti marcati CE (… non significa China Export);
  2. verificare che il locale di installazione sia corretto (no garage o soffitte);
  3. la potenza del focolare deve essere adeguata al locale dove installarlo;
  4. rispettare la distanza di sicurezza da materiali infiammabili sia durante l’installazione che nel tempo (…attenzione alle tende);
  5. calcolare l’altezza e la dimensione della canna fumaria e del raccordo fumi (….non deve fumare in casa);
  6. tenuta del pavimento (….in particolare per quelli in legno);
  7. attenzione alle dilatazioni nel tempo, lasciare i giusti spazi;
  8. ci deve essere lo spazio per la manutenzione;
  9. la legna deve essere protetta dalla pioggia in luogo ventilato e tagliata 2 anni prima;
  10. il secchio per la cenere deve essere in ferro.


Sono poche, sono semplici, sono efficaci.
Se volete approfondire, possiamo continuare QUI la discussione

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