Continuano le buone notizie sui rilievi effettuati in Italia sul pellet (vedi qui e qui per saperne di più).
La regola "non si può fare di tutta l'erba un fascio" si dimostra valida anche in questo caso e i risultati che provengono dalle analisi delle ARPA di Piemonte, Veneto e Toscana ridimensionano il fenomeno.
Un'osservazione sui dati è doverosa e tecnicamente necessaria.
La quantità di radioattività presente sul pellet è inferiore a quella presente nelle ceneri. Non può che essere così poiché (e chi lo utilizza lo sa bene!) da un chilogrammo di pellet si ottengono circa 8-10 g di cenere. Quindi il rapporto è di 1/100. Visto che il Cesio non viene bruciato durante la combustione del pellet, questo si concentra totalmente nelle ceneri. Per fare un esempio, se il pellet ha un valore di 2 Bq/kg (Becquerel al chilogrammo), sulle ceneri ci si aspetta di trovare dei valori tra i 200 e i 250 Bq/kg.
La stessa osservazione emerge anche nelle analisi della Toscana che evidenziano, tra l'altro, dei valori medi più bassi per il pellet di provenienza nazionale rispetto a quelli provenienti dalla Lituania.
Il comunicato di ARPA Piemonte, inoltre, entra nel dettaglio relativamente al pericolo che può esserci nel maneggiare la cenere generata dal pellet e specifica, in modo inequivocabile, che l'esposizione annua sarebbe 1/30 del limite di legge previsto (soglia che comunque garantisce la sicurezza per la salute delle persone).
Appena avremo un numero significativo di prove sul nostro pellet saremo ben felici di pubblicarne i risultati. Nel frattempo riportiamo i comunicati ufficiali di ARPA Veneto e di ARPA Piemonte.
In allegato a quest'articolo trovate i risultati scaricabili in formato PDF dei test effettuati da ARPA Veneto, ARPA Piemonte e ARPA Toscana.
Siamo a disposizione anche nel nostro forum per ulteriori approfondimenti
Il comunicato di ARPA Veneto:
(AAV) Padova - I valori di radioattività riscontrati nel pellet in commercio in Veneto sono assai inferiori a quelli rilevati in Val d'Aosta, regione da cui era partita l'inchiesta. Dai risultati delle analisi di ARPAV i valori massimi di Cesio 137 nel pellet "Naturkraft premium 6mm" sono di 26 Becquerel al chilogrammo contro i 300 Becquerel a chilogrammo rilevati in Val d'Aosta, lo stesso vale per le ceneri, "arricchite" per effetto della combustione, che nei campioni del Veneto si attestano con punte massime da 2000 a 3000 Becquerel al chilogrammo contro i 40.000 Becquerel/kg della Val d'Aosta.
Oltre al pellet "Naturkraft premium 6mm", ARPAV ha analizzato campioni di "Naturkraft" e di altre marche. Tutti i campioni analizzati in Veneto dagli esperti del Centro di Riferimento Regionale per la Radioattività di ARPAV non hanno rilevanza radiologica. Gli esperti sottolineano che tale matrice contiene "di norma" modesti livelli di Cesio 137, presumibilmente riconducibili all'evento incidentale di Chernobyl ma non significativi dal punto di vista dell'esposizione alle radiazioni basti pensare che il suolo del Veneto presenta un livello medio di Cesio 137 da 30 a 40 Becquerel/kg. ARPAV continua le analisi in accordo con i Vigili del Fuoco. I cittadini che rinvenissero nella propria abitazione campioni di pellet "Naturkraft Premium 6mm" o ceneri derivanti dalla sua combustione sono invitati a contattare il 115
Il comunicato di ARPA Piemonte:
Arpa Piemonte sta effettuando un'estesa campagna di misure per valutare il contenuto di radioattività (Cesio-137) nei pellet utilizzati in Piemonte.
I risultati relativi alle prime misure effettuate (spettrometria gamma con rivelatori al Germanio Iperpuro), riguardanti due campioni di pellet e uno di ceneri di combustione prelevati a scopo conoscitivo da funzionari di Arpa Piemonte presso utilizzatori privati sono i seguenti:
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Tipologia campione
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Luogo campionamento
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Concentrazione (Bq/kg)
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Pellet Naturkraft (Lituania)
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Baldissero Torinese (TO)
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24,7 ± 2,3
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Tree Pellets (nazionale)
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Biella
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2,44 ± 0,27
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Ceneri pellets
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Biella
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497 ± 48
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Si tratta nel primo caso di un campione di pellet della marca che è stata oggetto delle azioni di sequestro preventivo da parte della Magistratura, mentre nell'altro caso si tratta di pellet di un produttore nazionale.
I dati riportati indicano valori di concentrazione nei pellet piuttosto contenuti. Più elevati invece, come previsto, i valori riferiti alle ceneri che, per loro natura, tendono a concentrare i componenti non volatili. Si tratta tuttavia, in tutti i casi, di livelli che sono di molto inferiori a quelli riferiti da alcuni organi di stampa.
Il più significativo rischio ipotizzabile è legato all'inalazione delle ceneri durante le operazioni di pulizia della stufa. Assumendo, per ipotesi, come riferimento il massimo dato di concentrazione nelle ceneri riportato dagli organi di stampa (40.000 Bq/kg), le stime di dose alla popolazione portano comunque a valori molto bassi, assai lontani dalla soglia di rilevanza radiologica. Tale stima di dose non è aumentata in modo significativo dall'eventuale spargimento di ceneri sul terreno e dal conseguente consumo di generi alimentari.
Si precisa che le considerazioni sopra riportate sono prime valutazioni effettuate sulla base dello scenario peggiore, ipotizzato su quanto è al momento noto in termini di massima contaminazione rilevata nelle ceneri dei pellet. Tali valutazioni sono suscettibili di variazioni nel momento in cui dovessero emergere elementi nuovi attualmente non noti.
palazzetti_comunicato_arpaveneto_20090624.pdf (39,99 kb)
palazzetti_comunicato_arpapiemonte_20090616.pdf (69,52 kb)
palazzetti_comunicato_arpatoscana_20090623.pdf (115,70 kb)
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