Una giornata per scaldarsi

luglio 9, 2010 13.57 by Iride

Da sempre, verso la fine di gennaio, ho sentito mia mamma chiedere:

"Come coline li lunis?",

che letteralmente significa: "Come cadono le lune?". Questo perché per tagliare legna da ardere, il momento migliore è la luna calante di gennaio o febbraio, quando le piante non hanno ancora iniziato a prepararsi per la primavera.

Da piccola la sentivo solamente fare questa domanda e non ci facevo caso, ma crescendo ho iniziato ad andare nel bosco con la mia famiglia a dare una mano a tagliare quella legna che poi, durante l’inverno, faceva quel calduccio che ho sempre amato.

E, come per tutte le cose, il sacrificio ti aiuta ad apprezzare un risultato ancora di più.

È bello partire il sabato mattina armati di motosega, accetta, guanti... e tanta voglia di fare fatica! Si procede con ordine nel tagliare il bosco, un pezzo all’anno in modo da avere sempre legna abbastanza grossa da fare. Si inizia tagliando un albero che, cadendo su un altro, lo spezza e si deve tagliare anche questo e così via. Non vi racconto le scenette che succedono e le urla di avvertimento ("ta tent che al ti cola intoor!") che si sentono perché sono veramente paradossali!

È bello sentire il tonfo sordo dell’albero quando cade per terra; spesso, addirittura, da quanto è lungo rimbalza! È emozionante sentire lo "scricchiolio" di un albero che si spezza o, se la stagione è un po' avanti, vedere la nuvola di polline che si alza quando l’albero cade, o contare quanti cerchi ci sono nel tronco appena tagliato e sorprendersi, ogni tanto, a contarne 40 e più... Il tutto condito dai raggi del sole che filtrano tra gli alberi.

Certo non è tutta poesia, ribadisco è anche fatica, perché i tronchi, dopo essere stati tagliati, devono essere caricati sul carro... Ma è impagabile sentire il caldo che producono, un caldo che io definisco pesante, perché quando entri in una stanza dove brucia della legna, il calore che percepisci, ti avvolge e lo senti proprio addosso.

E da quando ho iniziato ad andare anch’io ho capito perché la mia vicina di casa diceva che con la legna ci si scalda 3 volte: quando si tagliano gli alberi e si scaricano a casa, quando si fanno a pezzi e, finalmente, quando si buttano sul fuoco!!!!!!!!

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Modi di dire

marzo 14, 2009 16.49 by Iride

Esco dal lavoro, in orario.

Nonostante ciò, fuori è già buio...

Cammino verso la macchina, alzo gli occhi e vedo una luna che si vede per metà e che, con il cielo terso di stasera, illumina il firmamento. Mi ritrovo a sorridere a questo spettacolo della natura e improvvisamente penso:

ma vale la pena uscire dal lavoro con il buio?

"Giocarsi" così le poche ore di luce che in questa stagione la giornata ci offre?
Ci penso mentre guido verso casa, sempre con l'occhio all’orologio. Sorvolando sul fatto che il lavoro d'ufficio comporta questo orario e che, come la maggior parte delle persone ho bisogno di uno stipendio, quello su cui riflettere è "quanto mi costa sacrificare la luce al lavoro? Ovvero, mi piace lavorare alla Palazzetti, mi dà delle soddisfazioni tali da compensare le ore di luce perse?"

Un mio amico dice che lui impiega il suo tempo quando va al lavoro... e questo sta ad indicare quanto sia felice del lavoro che fa. Questa può essere una buona domanda: sono disposta a cambiare espressione anch'io?

Se la risposta è , sacrifico le ore con meno fatica, se la risposta è no, il buio, quando esco, mi pesa parecchio...

E allora penso, perché non incentivare il telelavoro, tanto diffuso nei paesi scandinavi, una maggiore apertura al part-time, una maggiore flessibilità degli orari...


 

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Erasmus internazionale

novembre 27, 2008 15.48 by Iride

Perché non trasportare questa esperienza anche nel mondo del lavoro?

Meditavo sul fatto che in ambito universitario è normale parlare di Erasmus, ovvero periodi di studio all'estero. Queste esperienze permettono, oltre ad un approfondimento della lingua estera, di vivere in realtà diverse da quella in cui siamo abituati, e quindi un arricchimento culturale e mentale. Palazzetti - Frecce tricolore
E quindi mi chiedo: perché non trasportare questa esperienza anche nel mondo del lavoro? All’interno del nostro gruppo, in modo particolare, è possibile farlo semplicemente visto che abbiamo diverse sedi, e in ogni sede la realtà, l’ambiente, il clima, i punti di vista sono completamente diversi!!!
Ho avuto la fortuna di lavorare per qualche giorno in qualcuna di queste realtà (la sede di Zoppola, Calyx, Royal), e credetemi, è illuminante! Conoscere gli ambienti, i meccanismi che regolano le altre sedi, ti permette, da un lato, di capire come la stessa cosa possa essere vista in maniera completamente diversa anche se facciamo parte dello stesso gruppo, dall’altro, di “rubare” qualche idea interessante, e quindi di migliorare il tuo lavoro. Spesso, prima di passare qualche ora nelle altre realtà, mi sono chiesta perché su alcune questioni non trovavo riscontro parlando con colleghi di altre sedi... poi ho capito che gli obiettivi sono gli stessi, ma le strade per raggiungerli non sono sempre le stesse...

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