Pellet radioattivo: il comunicato dell'AIEL

giugno 16, 2009 16.53 by Kristel

Come promesso, vi aggiorniamo sulla situazione, riportando nel nostro blog il comunicato stampa ufficiale dell'AIEL tratto direttamente da qui:

PELLET RADIOATTIVO: ATTENZIONE ALLE FACILI GENERALIZZAZIONI

Un episodio che non va sottovalutato ma che non deve penalizzare un settore delle rinnovabili che genera vantaggi ambientali ed economici

 

Le notizie circa il sequestro di pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e commercializzato anche nel nostro paese, danno un'immagine non coerente con la realtà del pellet prodotto in Italia.

Come spesso accade le "presunte" responsabilità di pochi ricadono ingiustamente su un intero settore come quello della produzione del pellet che vede numerosi produttori italiani impegnati nel continuo miglioramento qualitativo del prodotto.

Una parte rilevante del pellet consumato in Italia è prodotto da aziende italiane che impiegano legno vergine di provenienza sia nazionale, sia di alcuni paesi europei limitrofi.

Attualmente in Italia sono consumate oltre 1 milione di tonnellate di pellet, di cui almeno 750.000 di produzione nazionale. La maggior quota di importazione (circa 250.000 t) proviene dall'Austria. Anche le quote importate sono largamente riferite a rapporti commerciali consolidati

Le importazioni dei paesi baltici rappresentano una piccola e sporadica quantità, dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pellet è venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale.

Le informazioni che sono attualmente disponibili non consentono ancora di avere un quadro chiaro sull'entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità di prodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione.

Ciò quindi consiglia molta prudenza rispetto a giudizi liquidatori su un intero settore produttivo che non deve essere  penalizzato ingiustamente.

Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra un notevole sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presenta notevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatori che lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico.

Il tema della contaminazione radioattiva non va tuttavia sottovalutato e vanno sostenuti e promossi i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore, anche prevedendo un aggiornamento delle norme. Tuttavia siamo dell’avviso che questo episodio debba essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificati allarmi.

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In materia di incentivi verdi il governo si RICREDE...

gennaio 23, 2009 21.58 by Kristel

Ad una settimana dalle votazioni della fiducia sulla legge di conversione del DL 185/2008, sembra definitivamente rientrato l'allarme suscitato dai tagli previsti in materia di incentivi verdi dal decreto anti-crisi nella sua forma originaria.

E' merito della massiccia protesta spontanea di consumatori, associazioni e addetti ai lavori se l'articolo 29 del DL (relativo alla detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici) è stato approvato nella versione modificata dalle Commissioni Bilancio e Finanze, che riportano la disciplina alla situazione precedente al DL anti-crisi.

Si ritorna dunque all’automaticità della detrazione senza tetti di spesa – con alcune novità:

  • Obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle spese sostenute per gli anni 2009 e 2010 (mentre viene cancellato l'obbligo di inviare istanza all’Agenzia secondo il principio di silenzio-rifiuto)
  • Suddette spese dovranno essere detratte in cinque anni in rate di pari importo (mentre per quelle sostenute entro il 31 dicembre 2008 rimane la facoltà di scelta tra tre e dieci anni)

Non solo: riconfermati i bonus fiscali, il PdL  rilancia, proponendo di estendere l'agevolazione del 55% anche alla sostituzione delle porte con altre che garantiscano il risparmio energetico, possibilità precedentemente scartata dall'Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento passa ora all'esame del Senato, per l’approvazione definitiva entro il 28 gennaio, data di scadenza del DL. I termini e le modalità della comunicazione da inoltrare all'Agenzia delle Entrate saranno definiti con provvedimento della stessa, in emanazione dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del DL anti-crisi. Ricordiamo che, ai sensi del DL 185/2008 tuttora in vigore, a partire dalla settimana scorsa i contribuenti interessati alla detrazione avrebbero dovuto inoltrare via internet istanza all'Agenzia compilando un modulo pubblicato dalle Entrate entro il 29 dicembre u.s..

A causa delle modifiche qui riportate, in parte annunciate già nel corso del dicembre u.s., il modulo dell’Agenzia non è mai stato pubblicato.

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Tagli agli incentivi verdi... il nostro punto di vista

dicembre 9, 2008 19.50 by Kristel

Le ultime notizie che abbiamo letto in merito agli incentivi “verdi” non ci hanno lasciato indifferenti... anzi! Cerchiamo allora di fare chiarezza, soffermandoci a considerare i tagli apportati dal decreto anti-crisi in materia di incentivi per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e contenimento dei consumi energetici.

La normativa precedente
Con la manovra Finanziaria 2007 (legge 296/06) sono stati introdotti degli sgravi fiscali (ai fini Irpef e Ires) per interventi finalizzati alla (ri-)qualificazione energetica degli edifici e, dunque, alla tutela ambientale (tra gli interventi interessati: l'installazione di caldaie a condensazione, di impianti di climatizzazione invernale a biomassa legnosa, di pannelli solari termici, di pannelli fotovoltaici, l'isolamento delle pareti verticali e di tetti e pavimenti). La Finanziaria 2008 (art. 1, comma 20, legge 244/07) ha prorogato tali sgravi per il periodo 2008-2010, consentendo a privati ed imprese di pianificare così gli investimenti, calcolando in anticipo i flussi finanziari, al netto del beneficio fiscale. Tale detrazione, nella misura del 55%, era garantita fino ad un valore massimo di 60.000 Euro, da ripartire tra i tre e i dieci anni.
Per usufruire dell’agevolazione era sufficiente:

  • avere l'attestazione della conformità degli interventi alla normativa da parte di un tecnico abilitato;
  • inoltrare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda informativa dell'intervento e l’attestato di certificazione o qualificazione energetica dell’edificio.

L'utilizzo del bonus fiscale poteva avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, senza necessità di preventiva approvazione da parte dell'Enea o dell'Agenzia delle Entrate.

Le novità introdotte dal decreto anti-crisi
Se fino ad oggi la legge consentiva a chiunque rispondesse ai requisiti richiesti di ottenere il bonus fiscale, con il DL 185/08 viene introdotto un tetto di spesa per coprire tali agevolazioni, stabilito nella misura di 82,7 milioni per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.
A tal fine, oltre all'invio all'Enea della documentazione, gli interessati devono presentare domanda per via telematica all'Agenzia delle Entrate, che acconsente allo sgravio solo in presenza di fondi sufficienti. L'Agenzia accoglie le istanze secondo l'ordine cronologico d'invio, comunicando l'esito agli interessati entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Se, passato questo termine, l'interessato non riceve notifica di assenso, l'istanza si deve intendere respinta per il meccanismo del silenzio-rifiuto. In tal caso i contribuenti possono beneficiare di una detrazione d’imposta del 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 Euro, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Attenzione – Lavori in corso!
Il Ministro dell’Economia Tremonti ha annunciato recentemente che il Parlamento provvederà ad annullare la retroattività prevista dal DL e che è disposto a modificare la disposizione che prevede il silenzio-diniego. Restiamo in attesa di eventuali, ulteriori modifiche (definitive) al Decreto.

Effetti e conseguenze dei tagli – il nostro punto di vista
Al di là dei fatti, si rende necessaria una breve riflessione sulle conseguenze del cosiddetto decreto anti-crisi in materia di incentivi. Ricordiamo qui le parole di Paolo Landi di Adiconsum: "Sono oltre 3 miliardi e mezzo gli investimenti attivati dalle famiglie nel 2007 e nel 2008 con l’agevolazione del 55% sul risparmio energetico, che hanno permesso un risparmio di 500.000 MWh di energia non consumata e un ulteriore beneficio di riduzione della CO2 stimato in 70.000 tonnellate, che hanno permesso allo Stato di introitare 350 milioni di IVA."
A fronte delle novità introdotte dal DL è, invece, inevitabile che molte delle famiglie e imprese che avessero preventivato di eseguire lavori di riqualificazione energetica nel prossimo futuro vi rinuncino, o peggio, ricorrano a forme di pagamento in nero per risparmiare sulle spese.

Le realtà imprenditoriali di settore, che in questi ultimi anni avevano visto aumentare sensibilmente il proprio fatturato (con conseguente incentivo delle nuove assunzioni) si vedono ora fortemente penalizzati.
Non solo. Con il decreto anti-crisi, l'attuale governo italiano conferma la sua reticenza nel far fronte agli accordi previsti dal protocollo di Kyoto - dimenticando che l'Italia, qualora non rispettasse gli impegni presi in materia di riduzione di CO2, dovrà versare una penalità di diversi miliardi di Euro alla Comunità Europea. Nel complesso, i tagli previsti agli incentivi verdi rappresentano un provvedimento anacronistico e miope, che conferma l'Italia come Paese, ahinoi, troppo spesso lontano da quelle che sono le linee politiche dell'Unione Europea. Invece di favorire l'utilizzo locale delle rinnovabili – come fanno nei loro pacchetti anti-crisi paesi come Francia e Germania – prevedendo, per esempio, degli incentivi per la sostituzione di tecnologie obsolete con altre ad alta efficienza e rendimento energetico, l'attuale governo ha definitivamente messo in discussione lo sviluppo di un settore che stava crescendo, a favore di soluzioni energetiche centralizzate più problematiche quali, ad esempio, il nucleare.

Da sempre dalla parte dell'ambiente, convinti che uno sviluppo tecnologico lungimirante possa realizzarsi solo nel pieno rispetto dell'ambiente e dell'uomo, auspichiamo una revisione della normativa a favore di una maggiore incentivazione delle fonti energetiche alternative ai fini di un'integrazione effettiva del nostro Paese nelle politiche europee.
Un'ulteriore esempio che la salvaguardia dell'ambiente non è tra le priorità dal nostro Governo è la posizione contraria all'approvazione del decreto della Comunità Europea definito come “20/20/20” (di cui abbiamo già parlato qui) secondo cui, entro il 2020, tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 (rispetto al 1990), aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico e ridurre del 20% i consumi energetici.

Se volete, possiamo discuterne anche sul nostro Forum

Edit del 24.01.2009: Il governo si ricrede

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La politica energetica dell'Unione Europea

settembre 29, 2008 19.31 by Kristel

Prendiamo spunto da quanto scritto da Michele qualche settimana fa (vedi qui e qui) per soffermarci sulle direttive in materia di politica energetica dell'Unione Europea.

A fronte di una drammatica crisi energetica di portata mondiale drammatica, che da anni ormai tiene sotto scacco l'Occidente, la Comunità Europea ha identificato nel 2020 il limite ultimo per raggiungere un obiettivo imprescindibile: coprire il 20% del fabbisogno energetico totale negli usi finali con fonti energetiche rinnovabili (attualmente tale percentuale si aggira attorno al 7%).

Il fine ultimo è quello di promuovere la sostenibilità, la sicurezza della fornitura, l'indipendenza energetica e la competitività dell’EU in ambito energetico. 

Per il perseguimento di tale obiettivo la Commissione Europea ha adottato un piano di azione per le principali sfide energetiche che l'Europa deve affrontare. Nello specifico ha previsto che l’obiettivo del 20% entro il 2020 vada perseguito operando in modo sinergico nei seguenti settori di impiego energetico finale: elettricità e riscaldamento. Dal diagramma, qui di seguito proposto, si evince che il settore del riscaldamento assorbe da solo il 49% del fabbisogno energetico totale: un dato che secondo fonti ufficiali risulta essere largamente sottostimato. (Per quanto concerne infine il settore dei trasporti, i paesi dell’Unione dovranno garantire l’utilizzo di minimo il 10% di biocarburanti.) 

Palazzetti - tipologie di consumi energetici

E' opportuno osservare che proiezioni della Commissione Europea per le politiche in materia di energia rinnovabile mettono in luce come il ruolo delle biomasse nel settore del riscaldamento sia destinato a crescere in modo esponenziale. Nello specifico per il 2020 si prevede un’incidenza delle biomasse per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili pari a circa il 90%.

Palazzetti - La crescita delle biomasse come fonte di riscaldamento


Le previsioni riguardanti l’incremento del ruolo del fotovoltaico tra le rinnovabili risultano contenute e comunque inferiori rispetto al ruolo assunto dal solare termico.

Palazzetti - Previsione di crescita e sviluppo delle fonti energetiche alternative

L'Italia è il primo paese produttore al mondo di apparecchi di piccola scala per settore del riscaldamento domestico e di piccola scala a biomassa legnosa. Nel nostro territorio sono installati oltre 10 milioni di apparecchi per il riscaldamento domestico a legna e pellet - di cui quasi il 50% è utilizzato in modo continuativo - che coprono circa il 5% del fabbisogno da fonte rinnovabile nazionale.

Tutto ciò premesso, come già avviene in alcuni paesi europei (come ad es. in Germania, Austria e Francia) a livello nazionale si rende auspicabile una politica di sostegno per l’utilizzo di biomassa per il riscaldamento che preveda degli

  • incentivi finalizzati alla sostituzione di impianti di riscaldamento a biomassa legnosa obsoleti con apparecchi di ultima generazione, più performanti
  • incentivi alla sostituzione di impianti di riscaldamento a combustibili fossili con impianti funzionanti a biomassa vegetale/legnosa.

Fateci sapere cosa ne pensate! Collegatevi al nostro forum e scrivete la vostra opinione!

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Siamo i PRIMI!

luglio 24, 2008 20.23 by Kristel

Ricordo il giorno in cui Chiara mi ha chiamata:
"Puoi passare un attimo da me? Devo parlarti."
Ed eccomi seduta di fronte a lei.
"Sei stata scelta per fare la caporedattrice del blog in prossima uscita. Che ne dici?"
Che ne dico…?!

Ammetto che uno dei miei primi pensieri è stato: "E quando lo faccio?!", consapevole dei tempi serrati che caratterizzano le nostre giornate. Ma il mio sogno di studentessa è sempre stato diventare giornalista - e d'un colpo mi offrivano di diventare addirittura caporedattrice! Come dire di no?!
E così ho accettato la sfida, appassionandomi a questo folle progetto ogni giorno di più.

"Folle" perchè l'azienda, da settimane ormai, è presa da una  vera e propria blog-mania. In azienda si scrive, si parla di scrivere, si pensa a cosa si scriverà. Direzione, uffici, produzione: tutti sono chiamati a dire la loro, a raccontare la propria esperienza, a narrare episodi di vita quotidiana, come hanno risolto un problema che sembrava insormontabile, come hanno avuto l'idea per un prodotto nuovo, come vivono giornalmente l'azienda.
Molti scritti sono assolutamente personali, e io mi sento profondamente fortunata ad avere la possibilità di leggere per prima (o al massimo seconda: grazie Ale per l'aiuto!) articoli che aprono una finestra sull'intimo di colleghi che incroci quotidianamente nei corridoi, sul piazzale aziendale o in mensa.

Persone che, probabilmente, mai avresti conosciuto così da vicino; persone che, allo stesso modo, forse ignoravano di avere il talento della scrittura e della creatività. A tutto ciò si unisce il nostro l'orgoglio per essere la prima azienda del settore ad avere un blog.

Eccoci qui, l'avventura è iniziata. E voi, là fuori: scriveteci!

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