Una notte nel mondo dei "grandi"

dicembre 30, 2010 16.01 by Micheluca

... E' il 31 Dicembre e questa sera si festeggia dalla nonna l'arrivo dell'anno nuovo. 

Io, la mamma, il papà e la mia sorellina siamo in viaggio per raggiungere la casa colonica dove la nonna materna abita con due dei suoi nove figli, e dove tutti i fratelli si ritrovano durante le festività.

Si trova vicino a Caorle, al termine di una strada che costeggia il canale Livenza, ed è circondata da terreni coltivati a grano, viti ed erba medica, "fieno" per le mucche.

Non stò più nella pelle: questa sera è una sera speciale, perché i grandi lasciano entrare noi piccoli nel loro mondo e, almeno per qualche ora, mi sembrerà di esserlo un poco anch'io; infatti, normalmente, alle nove sono già a letto. Questa sera, invece, starò con loro fino a mezzanotte o  l'una.

Il mio sguardo è fisso a seguire l'ultimo tratto di strada illuminato dai fari della macchina e so che, dopo quella curva, vedrò in lontananza la sagoma inconfondibile del casolare. Tutti gli scuri delle finestre sono già chiusi, riconosco quelli della cucina che invece sono aperti ed illuminati, ed il fumo della cucina a legna che esce pigro dal camino.

Quando arriviamo il cortile è ancora vuoto, siamo i primi e subito spunta dalla porta lei, la nonna Maria: esile, piccolina, che con gesti frenetici ci dice di entrare in fretta  perché fa un gran freddo.
Saluto gli zii e subito vado a cercare mio cugino Sandro per raccontarci le ultime novità prima che arrivi il resto della truppa; vi chiederete perché  "resto della truppa"?

Beh, uno dopo l'altro, tutti gli zii e zie con i rispettivi  figli arrivano e le stanze, che prima erano grandi e vuote, ora sono gremite di familiari. Un vociare di fondo avvolge tutti gli ambienti, bambini grandi e piccoli si rincorrono divertiti di quella controllata confusione e quando tutti si sono sistemati, il numero dei partecipanti si aggira sulle quaranta unità: ed ecco fatta la truppa.

Alla grande tavolata del salone si insediano gli zii che cominciano a giocare a carte e, come si dice dalle nostre parti, si mettono "a battere il fante" tra una fetta di panettone, arachidi e del buon vino in attesa della mezzanotte.

Io, con i cugini più grandi e le zie, ci sediamo intorno alla tavola della cucina per giocare prima a tombola e poi a "bestia", gioco di carte tipo poker, fatto con le carte da briscola: cerchiamo di incrementare il nostro piccolo gruzzoletto, così forse con i primi giorni dell'anno riusciremo a prenderci un pallone nuovo.

Tra racconti e aneddoti il tempo scorre in allegria, mentre uno ad uno i più piccoli crollano, sopraffatti dalla stanchezza, e vengono coricati nei lettoni delle camere da letto.

Il conto alla rovescia si avvicina, mancano pochi minuti e tutti ci prepariamo accanto alla televisione, con le bottiglie di spumante per sentire lo scandire degli ultimi secondi...

Tre... Due... Uno... EVVIVA!!!!!! Auguri di Buon Anno! 

Un susseguirsi di abbracci, baci e strette di mano esplode, tanto che quando ho salutato tutti sono quasi stordito, un goccio di spumante per la prima volta mi viene versato: "ma si, le ora che te scominsie anca ti"... e giù; all'improvviso  mi sento grande, mi sembra di avere il doppio dei miei dieci anni.

Certo che è proprio fico questo mondo dei grandi!

Dopo una gloriosa resistenza, però, il mio fisico mi abbandona, saluto tutti e vado a letto.

Sotto le coperte cerco ancora di sentire, in modo ovattato, il chiacchiericcio della festa che continua, sempre più debole, fino a quando il mio interruttore si posiziona su "off".

 

...La mattina seguente tutto tornava al suo posto: il mondo dei grandi e quello dei piccoli erano di nuovo separati.
Ho voluto raccontarvi quel San Silvestro del 1977, uno dei tanti trascorsi con loro, perché  l'energia positiva, il calore umano, la serenità, l'allegria vera che regnava in quella famiglia unita, mi ha aiutato a crescere in serenità la mia infanzia e avere ricordi meravigliosi che porterò sempre con me nella mia mente, ma soprattutto nel mio cuore.
Vi lascio ora alla vostra festa, in attesa del Nuovo Anno che sta arrivando...

Tre... Due... Uno... AUGURI di un Felice 2011 a tutti voi.

 

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Crederci è bello!

dicembre 24, 2009 21.05 by Micheluca

L'attesa è finita, domani sarà Natale e spero che sotto l'albero, pur non avendo fatto proprio l'Angioletto, troverò quel regalo tanto atteso e desiderato.

Con mamma preparavo una ciotola con del latte per placare la grande sete delle affaticate renne, e dei biscotti con un bicchierino di grappa per rifocillare e riscaldare Babbo Natale.
Mi  ricordo che a Pordenone, per le vie del quartiere di S. Francesco, ad una certa ora un incaricato di Don Vittorino passava a suonare la campanella: era l'ora di andare a letto per tutti i bimbi, perché da lì a poco sarebbe passato Babbo Natale nelle varie case a consegnare i doni.
Quando quel tintinnio, prima appena percettibile e poi sempre più distinto risuonava, scattava la frenesia di andare a letto e prendere immediatamente sonno; era talmente eccitante che a volte facevo fatica ad entrare nel mondo dei sogni.

L'indomani scattavo come una molla, come non avevo fatto mai per andare a scuola: il latte sparito, la grappa bevuta e dei biscotti solo qualche briciola, ma lui era lì accanto all'albero, incartato, infiocchettato che aspettava solo di passare con me tante ore di gioco insieme.

Quando sono cresciuto mi sono ripromesso che, nel limte del possibile, tutta questa magia l'avrei fatta vivere anche ai miei piccoli cuccioli, sebbene ai giorni d'oggi tra televisione, internet e compagni di scuola i cui genitori hanno svelato la cruda verità, è difficile rendere credibile questa avventura nel mondo della fantasia.

Tutto comincia quando Lara e i piccoli vicino al caminetto lasciano i famosi viveri per le renne e Babbo Natale, con la porta dello stesso leggermente aperta per agevolare il paffutello ad entrare senza trovare grosse difficoltà.
Con la scusa della lettura della fiaba della sera, Lisa e Luca vengono distratti, ed io scendo in giardino per suonare la campanella, scattando in appartamento al primo piano come neanche Mennea dei tempi migliori sapeva fare, in modo tale di non far percepire la mia assenza.

Nelle camerette c’è il fuggi fuggi generale:

"Papà, papà, hai sentito anche tu la campanella?"

"davvero?", rispondo io con un fiatone ansimante, degno di un novantenne.

Guardo i loro occhi pieni di trepidazione, d'innocenza e in loro vedo me quando avevo la loro età, un tuffo in quel meraviglioso passato, un bacio frettoloso della buonanotte e subito rannicchiati a dormire, ed è silenzio totale, cosa difficile da ottenere in altre occasioni.

Quando il sonno profondo li porta con se, raggruppiamo i regali attorno all'albero, lasciamo qualche goccia di latte, qualche briciola nel piatto e scrivo una lettera, lasciata da Babbo Natale, dove faccio alcune raccomandazioni e soprattutto di fare i bravi nella vita e a scuola, altrimenti il prossimo anno potrei dimenticare questo indirizzo.

La mattina seguente... scusate, all'alba seguente, ancora con gli occhi semichiusi mi godo il rito dell'apertura dei regali e le espressioni nei loro visi che mi fanno sentire un genitore felice.
Alla lettura della lettera, rigorosamente scritta in stampatello camuffato per non far riconoscere la scrittura, qualche risata scappa, ma soprattutto le domande fioccano su come sia potuto entrare dal camino, se gli siano piaciuti i biscotti, su come faccia a non sbagliare una consegna e lì partono le risposte più fantasiose e nebulose per rendere tutto ancora misterioso.

Anche questa volta la magia del Natale è arrivata ed è bello crederci: anche io ci credo, a modo mio...

Buon Natale a tutti voi!!!!

 

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ISH di Francoforte 2009: che fiera!

aprile 7, 2009 15.52 by Micheluca

Quest'anno, per la prima volta da quando lavoro alla Palazzetti, sono stato inserito nel gruppo del personale che, a vario titolo, avrebbe partecipato alla più importante fiera sulle energie rinnovabili, condizionamento e sanitario a livello mondiale, l'ISH di Francoforte.

A causa del mio terrore nel volare (lo so: una paura stupida), in auto con me a farmi "compagnia" Mac79, Franco e Renzo.
Il viaggio all'andata è stato una vera impresa in quanto, da Tarvisio a Monaco, siamo entrati ed usciti dalla bufera di neve diverse volte, alternata da schiarite improvvise.

I paesaggi cambiano, sfioriamo a Monaco l'Allianz Arena che, per me, amante e tifoso del calcio, ha un fascino particolare.
Pale eoliche sulla strada per FrancoforteLa cosa che mi colpisce, passando tra i piccoli paesi che l'autostrada lambisce, è il vedere i tetti costellati da impianti con pannelli solari e fotovoltaici per un massiccio sfruttamento dell'energia solare.
Anche l'apparire di tanto in tanto di enormi pale eoliche, per sfruttare quel fastidioso vento che si insinua tra le colline, mi fa riflettere e pensare al perché in Italia dobbiamo essere l'ultima ruota del carro in qualsiasi situazione, visto che abbiamo condizioni migliori per sfruttare queste energie pulite e inesauribili.

Arriviamo a Francoforte, centro finanziario della Germania. Come in tutte le metropoli, la vita si svolge frenetica e caotica e decidiamo di muoverci, per comodità logistiche, con la metropolitana.
Mac, tra i vari consigli per affrontare i giorni in fiera, mi aveva avvisato di dotarmi di scarpe comode perché, mi diceva, "guarda che ce n'è da camminare" e  tra me e me pensavo "il fisico non è quello di un tempo ma di camminare sono ancora in grado".

Il giorno d'apertura, in metropolitana, con l'avvicinarsi alla fermata ricavata all'interno del centro fieristico, salgono sempre più numerosi uomini con i loro completi grigio scuro e sempre accompagnati dalle loro inseparabili ventiquattr'ore, molti dei quali già che discutono di lavoro attraverso i loro cellulari con quegli sguardi persi nel vuoto.

Gli spostamenti all'ISH avvengono anche con scale mobili e nastri di scorrimentoAll'interno gli spazi di colpo si espandono, i corridoi che collegano i vari padiglioni sono lunghi, talmente lunghi che ci sono i nastri di scorrimento per abbreviare i trasferimenti e far rifiatare le persone durante gli spostamenti e le scale mobili, visto che le varie tematiche della fiera si sviluppano su più piani.

Tutti hanno il passo frenetico, sembra quasi la camminata che viene usata dai podisti nelle gare di marcia e molti portano con se qualcosa, depliant, oggettistica per completare  i loro stands.
I padiglioni sono immensi. Le  dimensioni che già avevo mentalmente sovradimensionato, erano state di gran lunga superate.

Palazzetti - Il nostro stand all'ISH 2009Arrivati allo stand Palazzetti, osserviamo incuriositi la dislocazione dei vari prodotti e dei rivestimenti scelti, controllando che tutto sia curato e pronto ad affrontare l'interesse e le curiosità degli operatori del settore e dei privati.
Lo stand lo uso come campo base per la mia prima esplorazione di questo mondo, fatto di una fitta rete di corridoi, dove si dislocano le tantissime imprese che presentano il meglio della loro produzione e novità, per poter affrontare questo momento difficile dell'economia mondiale.

Palazzetti - Il nostro stand all'ISH 2009 E' impossibile visitare tutti i padiglioni in una sola giornata, anche facendolo in modo superficiale: infatti al termine della prima, a malapena ho visitato quello che mi interessa maggiormente e cioè quello delle stufe a pellet e legna.
La prima giornata è terminata, ora i miei piedi mi fanno ricordare le parole di Mac79... Purtroppo non solo i miei piedi, ma anche gambe e schiena chiedono pietà! Dopo una doccia rigenerante e un'abbondante cena in allegria con i colleghi, finalmente torno in albergo  per cadere come un sasso in un sonno profondo.

Nei due giorni successivi mi sono dedicato alla visita degli altri padiglioni, alcuni dei quali in maniera molto rapida perché non inerenti al lavoro che svolgo in azienda.
Tornando a casa, sulla strada, indovinate chi abbiamo incontrato? Si, proprio lei, la neve, che da Monaco ci ha accompagnati fino a casa, come se ci avesse aspettato da dove ci aveva lasciati, per fare la stessa strada insieme.

Finalmente a casa, è notte fonda e come prima cosa vado a vedere i mie due piccoli e la mia dolce metà.

Mi sono mancati molto.

Anche questa esperienza è giunta alla fine, ringrazio la Palazzetti per avermi dato l'opportunità di vedere questa grande fiera che ha arricchito il mio bagaglio tecnico e la mia conoscenza di altre realtà presenti nei mercati del nord Europa, che in Italia difficilmente si vedono.
Domani si ricomincia a vivere la vita quotidiana,  lavorando a progetti con l'obbiettivo inderogabile di preparare prodotti sempre più evoluti e prestazionali, limitando ai minimi termini i valori di emissioni nocive.

 

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Fra prove e certificazioni: che passione!

marzo 4, 2009 19.25 by Micheluca

Appassionarsi al proprio lavoro  è possibile? A me è capitato!


Lavoro come tecnico nel laboratorio R&D (ricerca e sviluppo) di questa azienda, con il compito principale di certificare i prodotti a legna.

Palazzetti - una delle nostre stufe pronta per i test di laboratorioPremetto che di alchimie di combustione ero un vero e proprio principiante, con poca esperienza. Ma poi la collaborazione con i colleghi, la curiosità  e l'esperienza maturata, mi hanno portato a ricercare  e vivere lo sviluppo del prodotto con  particolare dedizione, una sfida con me stesso e con chi mi aveva preceduto in questo ruolo, nel ricavare il massimo delle prestazioni sia nel rendimento che nella riduzione delle emissioni nocive (CO, NOx, VOC, polveri sottili). Palazzetti - Uno dei tanti software di controllo per la verifica e il test della configurazione dei prodotti

Quando una certificazione viene portata a buon fine, con valori che rispettano le più rigide normative Europee e locali (EN13229, EN13240, EN14785), mi sento orgoglioso del lavoro svolto perché, seppur nel mio piccolo, ho contribuito a dare un futuro a questo pianeta sofferente per gli interessi e il menefreghismo di pochi, ma che coinvolge purtroppo tutti.

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I nostri test estremi, la vostra sicurezza...

dicembre 29, 2008 13.16 by Micheluca

In azienda, noi del laboratorio ricerche e sviluppo siamo considerati un po' come  Doc nel film Ritorno al Futuro, personaggio con mille invenzioni in testa, anche le più strampalate e che in tutte le maniere cerca di applicarle tra corti circuiti ed esplosioni varie.
Infatti a volte, per potervi garantire un prodotto sicurodurevole nel tempo, facciamo dei test che vanno ben oltre gli standard per il quale quel prodotto stesso è stato costruito.

Un esempio pratico è rappresentato dal test che abbiamo eseguito qualche settimana fa sull'Ecomonoblocco 25-9, con il quale volevamo verificare la resistenza della struttura e del nuovo sistema di apertura della portina tramite telecomando dato che, per conformazione e dimensioni, la tentazione di esagerare nel caricare molta legna è decisamente forte.

La carica nominale del focolare è di 5,6 kg. Per alcuni giorni questa è stata la carica oraria; l'abbiamo poi progressivamente aumentata fino a raggiungere il 100%.

Durante il test, in ogni momento, venivano effettuate in contemporanea l'apertura e la chiusura della porta, per verificarne la costanza di prestazione nelle varie fasi.

Visto che tutto funzionava perfettamente, Mac79 (il nostro responsabile) ci ha dato carta bianca, con un "eseguite prove distruttive", espressione abbondantemente presa alla lettera, in particolare del mio collega Trinacria: una volta visto quel ghigno, che ben conosco, disegnato sul suo viso, non avevo dubbi su ciò che sarebbe successo! Cool

Quel giorno, infatti, abbiamo effettuato cariche di legna sempre più importanti fino ad arrivare all'ultima, del peso di 40 kg, che già a noi addetti ai lavori faceva la sua bella impressione.
Nelle foto che vedete, avete una sequenza della prova :

Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9          Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9

Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9          Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9

Non vi dico la tensione e il timore di aver esagerato con l'ottimismo, quando tutto il quantitativo di legna ardeva, il rumore sordo della fiamma faceva veramente paura, il colore della cappa e del primo tratto della canna fumaria era di color ciliegia, innegabile sintomo che di calore ne stavamo sviluppando in abbondanza.
Passata la prima mezz’ora la fiamma e le temperature tornavano a rientrare nella norma e alla fine la struttura non aveva subito danni e il meccanismo continuava a funzionare  correttamente.
Il test aveva dato esito positivo e la dose di adrenalina che di tanto in tanto ci scorre nelle vene era stata appagante.

Palazzetti - Prove estreme con l'ecomonoblocco 25:9 - La prova ha avuto esito positivo!

Voglio però ricordare e soprattutto sottolineare che, per quanto  i prodotti Palazzetti siano testati con cariche superiori, dovete rispettare quanto descritto nel libretto di uso e manutenzione, così potrete godere il calore  e la visione della fiamma in tutta sicurezza.

 

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Un giorno speciale

luglio 29, 2008 23.23 by Micheluca

Quando arriva il giorno della certificazione del caminetto o della stufa che ho testato tante volte, variandone le regolazioni e componenti, è un giorno sempre speciale, perché è il giorno della verità, il momento in cui saprò se tutto il lavoro svolto avrà conferme.

Giunto al laboratorio certificatore vengo fatto sedere di fronte la postazione di prova, la tensione sale e la mente ripercorre tutte le possibili variabili che una combustione a legna  ha in sé.

A volte le prove rispecchiano perfettamente quello che ti eri prefissato e tutto fila liscio, a volte qualcosa non funziona come dovrebbe e qui comincia una sorta di colloquio telepatico con il prodotto, come se si trattasse di un bambino capriccioso che proprio nel giorno in cui deve dimostrare di essere un piccolo ometto te ne fa di tutti i colori.

Ci parlo, cercando di convincerlo che ce la può fare a superare questa prova, perché io lo so, è nelle sue caratteristiche tanto che mi sembra quasi di aiutarlo a superare il momento difficile.

Lui fa l’indifferente e ormai mi rassegno all’idea di aver fallito la prova, faccio un’ ultimo tentativo variando una minima regolazione ed ecco,  come per incanto,  che si ricorda come dare il meglio di se, anzi va oltre le più rosee aspettative, come a dirmi "vedi che se voglio…".

Anche questa volta è andata: la tecnologia, la testardaggine e la perseveranza nell’ottenere il massimo è stata premiata, ma ormai la mente è già proiettata alla prossima sfida, al prossimo giorno speciale.

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