... E' il 31 Dicembre e questa sera si festeggia dalla nonna l'arrivo dell'anno nuovo.
Io, la mamma, il papà e la mia sorellina siamo in viaggio per raggiungere la casa colonica dove la nonna materna abita con due dei suoi nove figli, e dove tutti i fratelli si ritrovano durante le festività.
Si trova vicino a Caorle, al termine di una strada che costeggia il canale Livenza, ed è circondata da terreni coltivati a grano, viti ed erba medica, "fieno" per le mucche.
Non stò più nella pelle: questa sera è una sera speciale, perché i grandi lasciano entrare noi piccoli nel loro mondo e, almeno per qualche ora, mi sembrerà di esserlo un poco anch'io; infatti, normalmente, alle nove sono già a letto. Questa sera, invece, starò con loro fino a mezzanotte o l'una.
Il mio sguardo è fisso a seguire l'ultimo tratto di strada illuminato dai fari della macchina e so che, dopo quella curva, vedrò in lontananza la sagoma inconfondibile del casolare. Tutti gli scuri delle finestre sono già chiusi, riconosco quelli della cucina che invece sono aperti ed illuminati, ed il fumo della cucina a legna che esce pigro dal camino.
Quando arriviamo il cortile è ancora vuoto, siamo i primi e subito spunta dalla porta lei, la nonna Maria: esile, piccolina, che con gesti frenetici ci dice di entrare in fretta perché fa un gran freddo.
Saluto gli zii e subito vado a cercare mio cugino Sandro per raccontarci le ultime novità prima che arrivi il resto della truppa; vi chiederete perché "resto della truppa"?
Beh, uno dopo l'altro, tutti gli zii e zie con i rispettivi figli arrivano e le stanze, che prima erano grandi e vuote, ora sono gremite di familiari. Un vociare di fondo avvolge tutti gli ambienti, bambini grandi e piccoli si rincorrono divertiti di quella controllata confusione e quando tutti si sono sistemati, il numero dei partecipanti si aggira sulle quaranta unità: ed ecco fatta la truppa.
Alla grande tavolata del salone si insediano gli zii che cominciano a giocare a carte e, come si dice dalle nostre parti, si mettono "a battere il fante" tra una fetta di panettone, arachidi e del buon vino in attesa della mezzanotte.
Io, con i cugini più grandi e le zie, ci sediamo intorno alla tavola della cucina per giocare prima a tombola e poi a "bestia", gioco di carte tipo poker, fatto con le carte da briscola: cerchiamo di incrementare il nostro piccolo gruzzoletto, così forse con i primi giorni dell'anno riusciremo a prenderci un pallone nuovo.
Tra racconti e aneddoti il tempo scorre in allegria, mentre uno ad uno i più piccoli crollano, sopraffatti dalla stanchezza, e vengono coricati nei lettoni delle camere da letto.
Il conto alla rovescia si avvicina, mancano pochi minuti e tutti ci prepariamo accanto alla televisione, con le bottiglie di spumante per sentire lo scandire degli ultimi secondi...
Tre... Due... Uno... EVVIVA!!!!!! Auguri di Buon Anno!
Un susseguirsi di abbracci, baci e strette di mano esplode, tanto che quando ho salutato tutti sono quasi stordito, un goccio di spumante per la prima volta mi viene versato: "ma si, le ora che te scominsie anca ti"... e giù; all'improvviso mi sento grande, mi sembra di avere il doppio dei miei dieci anni.
Certo che è proprio fico questo mondo dei grandi!
Dopo una gloriosa resistenza, però, il mio fisico mi abbandona, saluto tutti e vado a letto.
Sotto le coperte cerco ancora di sentire, in modo ovattato, il chiacchiericcio della festa che continua, sempre più debole, fino a quando il mio interruttore si posiziona su "off".
...La mattina seguente tutto tornava al suo posto: il mondo dei grandi e quello dei piccoli erano di nuovo separati.
Ho voluto raccontarvi quel San Silvestro del 1977, uno dei tanti trascorsi con loro, perché l'energia positiva, il calore umano, la serenità, l'allegria vera che regnava in quella famiglia unita, mi ha aiutato a crescere in serenità la mia infanzia e avere ricordi meravigliosi che porterò sempre con me nella mia mente, ma soprattutto nel mio cuore.
Vi lascio ora alla vostra festa, in attesa del Nuovo Anno che sta arrivando...
Tre... Due... Uno... AUGURI di un Felice 2011 a tutti voi.
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