Stufe a pellet: come utilizzarle al meglio?

maggio 16, 2011 12.39 by Patrizio

Quanti di noi, dopo l’acquisto di un nuovo elettrodomestico o apparecchiatura elettronica in genere, leggono il libretto istruzioni?

Diciamoci la verità: non sempre lo leggiamo fino in fondo, soprattutto se le funzioni dell’apparecchiatura sono molte. E' facile, poi, cadere nella tentazione di ritenere la lettura del libretto di istruzioni una perdita di tempo: d’altronde vogliamo utilizzare subito il nostro nuovo gioiellino, senza impiegare delle ore per comprendere nel dettaglio tutte le sue possibilità di utilizzo.

Le nostre stufe a pellet, sia a ventilazione forzata che idro, hanno una elettronica molto versatile che consente molte tipologie di impiego. Sono tutte descritte nel libretto di istruzioni anche se può capitare che alcune funzionalità risultino poco chiare.

Ho pensato quindi di riassumerle in breve, per ricordarvi che esistono più modi di utilizzare la vostra stufa.

Tutti i modelli, sia ad aria che idro dell’ultima generazione, possono essere impiegati sostanzialmente in tre modalità:

  • Completamente manuale;
  • Automatico secondo una programmazione a fasce orarie;
  • Automatico sulla base di una temperatura ambiente (o acqua) desiderata;

Nel primo caso la stufa viene gestita in tutte le sue funzioni dall’utente con dei comandi diretti impartiti tramite il pannello comandi: l’accensione, lo spegnimento, l’impostazione di potenza, temperatura ambiente desiderata, etc. vengono comandate manualmente. La stufa si accende quindi quando lo decidiamo noi, portandosi alla potenza impostata e ci rimane fino a quando la temperatura ambiente (o acqua) regolata in precedenza viene raggiunta. Una volta raggiunta la temperatura, la stufa si porta alla minima potenza, cercando di mantenere il valore impostato. Attenzione: la stufa va al minimo, ma rimane accesa. Significa che produce sempre del calore cosa che, in caso di ambienti piccoli o già a temperature sufficienti, può portare ad un riscaldamento eccessivo e indesiderato.
In questo caso, pur avendo raggiunto la temperatura desiderata, dobbiamo comandare noi manualmente lo spegnimento premendo il tasto OFF.

Il secondo caso offre già la possibilità di un controllo automatico più avanzato della stufa.
Esiste la possibilità di programmare per fasce orarie dei periodi di funzionamento: la stufa si accende e si spegne da sola agli orari desiderati, alla potenza e temperature impostati, in tutti i giorni della settimana che desideriamo. In questo modo i consumi e le temperature eccessive possono essere controllati automaticamente.

Nel terzo caso la stufa può essere gestita in modo completamente automatico sulla base di una temperatura che desideriamo mantenere in ambiente.
Sia nei modelli ad aria che in quelli idro esistono delle funzioni speciali, che vanno attivate nel menu set stufa dedicato all’utente. Le funzioni sono le seguenti:

Modelli aria:

Modelli idro:

  • Start ext
  • Auto ON/OFF

Tutte queste funzioni consentono di accendere e spegnere la stufa in modo automatico sulla base della temperatura ambiente (o acqua) impostata. La stufa si gestisce autonomamente accendendosi e spegnendosi sul valore di temperatura desiderato, anche se non siamo presenti in casa, fino a quando la funzione rimane attivata (o fino a quando non finisce il pellet nel serbatoio...).

Come vedete le possibilità di impiego sono molte e per tutte le necessità.

Prossimamente cercheremo di approfondirle ulteriormente con delle spiegazioni dedicate, in modo da offrire a tutti la possibilità di comprenderle meglio e, finalmente, godere fino in fondo dell’investimento fatto per acquistare la propria stufa.

 

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Legna o pellet? Questo è il dilemma!

dicembre 13, 2010 15.33 by Patrizio

Legna o Pellet, questo è, per qualcuno, il dilemma...

Proprio così, a volte nella scelta di un focolare può sorgere il dubbio sul tipo.

La scelta di un focolare o stufa a pellet può essere sicuramente più conveniente, per svariati motivi, soprattutto se parliamo di modelli idro che devono essere integrati in impianti di riscaldamento.

Le stufe a pellet possono essere  gestite in modo totalmente automatico, le stufe a legna possono essere gestite solo manualmente senza possibilità di regolazione della potenza in base alle temperature. Lo svantaggio è che i consumi crescono e il livello di comfort non è lo stesso (anche se può essere soggettivo).

Nel caso di modelli pellet idro la versatilità di impiego è sicuramente più ampia che per i modelli a legna dato che, proprio grazie alla gestione automatica, è possibile l'integrazione con qualsiasi tipo di impianto, sia già esistente che in fase di costruzione, con un notevole vantaggio anche in termini di rendimento.

Per contro però, per alcuni, in una stufa a pellet può mancare il fascino della fiamma naturale che senza dubbi offre un focolare a legna. La combustione del pellet, essendo a tiraggio forzato, risulta più nervosa, quasi artificiale.

E', però, sicuramente più pulita rispetto a quella della legna: i residui di cenere sono nettamente inferiori in una stufa a pellet così come i valori di monossido e polveri sottili contenuti nei fumi, tanto che in molti dei modelli presenti sul mercato (e sicuramente in tutti i modelli Palazzetti) vengono già rispettate le più rigide normative presenti in alcuni paesi come Germania, Austria e Svizzera, notoriamente più sensibili e all'avanguardia per quanto riguarda le politiche ambientali.

E' però vero che una stufa a Pellet consuma anche energia elettrica, mentre la stufa a legna no. Il consumo è paragonabile, tolta la prima fase di avvio, a quello di una vecchia lampadina da 100W.

In sostanza i pro e contro, come per qualsiasi cosa, ci sono per entrambe le tipologie. Ho cercato di elencarvene una buona parte, ma è ovvio che ognuno deve metterli sulla sua bilancia col peso che ritiene giusto e trarre le sue conclusioni che rimangono comunque del tutto soggettive.

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Il mio pensiero per Diletta

febbraio 21, 2009 20.01 by Patrizio

Sono riuscito in questi ultimi due giorni ad incrociare solo Chiara e Marco. Mi è mancata l'occasione per incontrare anche il sig. Ruben, la sig.ra Lucy e, soprattutto il sig. Lelio. Allora ho pensato di scrivere qui, nel blog, per fare a tutta la famiglia Palazzetti le mie più sentite condoglianze, ma veramente di tutto cuore, per la perdita della sig.ra Diletta.

E' un momento di profonda tristezza anche per me. La tristezza viene però alleviata, sì... alleviata fino quasi a sparire del tutto, dal sentirmi fortunato, molto fortunato perché ho avuto la possibilità di poter parlare, collaborare, anche se per poco, con la sig.ra Diletta.
Non sono bravo ad esprimere le sensazioni, ma in questo momento vorrei esserlo per trovare parole giuste e vere e poter dire qualcosa che renda onore alla sig.ra Diletta, ma non riesco...

Voglio solo far sapere, al sig. Lelio in particolare, ma anche a tutta la famiglia, che la sig.ra Diletta è riuscita in soli tre anni e mezzo ad incidere i miei ricordi in maniera perenne, proprio grazie alla sua grandezza d'animo, generosità, sincerità e determinazione fuori dal comune, che solo chi si è dovuto fare le ossa faticando veramente può avere.

Non dimenticherò mai le "bastonate", ma sopratutto i complimenti che mi ha fatto sul lavoro, che mi hanno completamente spiazzato e fatto arrossire perché mai avrei pensato di meritare, dandomi il pieno di energia per fare meglio.
Tutti i commenti di questi giorni sono all'unisono nel ricordarla: è riuscita a far pensare tutti allo stesso modo, ad unire tutti nel suo ricordo e questo credo sia solo capacità dei Grandi.

Forse esagero, ma credo che persone come la sig.ra Diletta ne nascano una ogni cento anni, per questo sono sicuro che Voi per primi, e poi tutti noi, possiamo esserne orgogliosi.
Per questo ringrazio il sig. Ruben e Chiara per avermi dato la possibilità di conoscerla quando mi hanno assunto.

Un caloroso abbraccio

 

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Lavoro di squadra

novembre 9, 2008 13.00 by Patrizio

E' domenica pomeriggio.

Io e Trinacria siamo partiti per una trasferta di lavoro a Monaco.
Lunedì mattina saremo impegnati al TÜF con la certificazione di due stufe nuove per il mercato tedesco.
Palazzetti - Lavoro di squadra Se sapevamo di perdere due giorni solo per preparare i prodotti per i test ce la saremmo presa con più calma. Partire di domenica non è che sia il massimo, anche se in realtà quando c'è la passione per ciò che fai il peso per certe cose non lo senti.
Sarà anche da masochisti, ma il bello del lavoro viene proprio quando si presentano i problemi. Quando cerchi di fare il meglio tirando fuori le tue qualità senza fermarti di fronte alla prima difficoltà che incontri. Non importa come lavori! Se riesci a condividere l'impegno con i colleghi, decidendo di seguire una strada piuttosto che un'altra per raggiungere l'obbiettivo, è la qualità del lavoro che fai, il risultato che riesci a portare a casa quello che conta.
Alla fine ce la facciamo, con fatica ma il risultato lo portiamo a casa. Il lavoro di squadra e l'inventiva che ci distingue quando siamo messi in difficoltà hanno fatto la differenza.
L'essere italiani, lasciatemi passare un po' di sano orgoglio nazionale, ci è stato d'aiuto.

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Fare assistenza tecnica...

agosto 28, 2008 16.53 by Patrizio

Ore 19. Finalmente a casa!

Non è stata una giornata particolarmente intensa, ma sentivo il bisogno di un po’ di tranquillità. Sarà la stanchezza accumulata in una stagione ormai alle spalle.
Fare assistenza tecnica non è mai facile, in un settore e in un periodo come questo poi... Certo, ci sono lavori altrettanto impegnativi (se non di più), senza nulla togliere a nessuno.
Per fortuna siamo in un periodo in cui si "respira".

20-30 telefonate con picchi fino a 60 e una ventina di e-mail di media al giorno, in pieno inverno, alle quali devi dare risposta immediata, ti riempiono la giornata alla grande.
Fare assistenza tecnica, qui in particolare, è come partecipare ad una gara di ciclismo: sei con la tua squadra, ognuno con il suo mezzo. Qualcuno spinge di più, qualcuno meno. Il fatto è che sei sempre in salita e la cima non arriva mai. Forse è giusto così!

Una volta che sei arrivato su, ti puoi rilassare e riposare; tanto è tutta discesa e non servono più le tue pedalate, ma significa anche che sei arrivato e non c’è più bisogno che tu spinga.
I cambi di pendenza ci sono, a volte fai meno fatica, a volte di più. A volte sei in testa, a volte qualcuno ti supera, ma l’importante è rimanere in corsa e dare una mano al gruppo.
Tutto sommato, SI... fare assistenza tecnica mi piace!


Fare assistenza tecnica è come una gara di ciclismo

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