Ventilatore SI - ventilatore NO

dicembre 19, 2011 14.05 by RobertoP

Molto spesso, quando si parla di focolari a legna, si crede che l'installazione di un ventilatore opzionale per il riscaldamento ambientale porti ad un innalzamento del rendimento del prodotto, o addirittura ad un accrescimento della sua potenza termica.

Le cose non stanno proprio così.

La potenza termica di un focolare dipende unicamente dalla sua costituzione intrinseca, cioè dalla sua capacità di assorbire e fornire nel tempo l'energia generata dalla combustione della legna, ed è chiaramente totalmente imprescindibile dalla qualità, quantità e contenuto di umidità del combustibile stesso.
Allo stesso modo, quando si parla di rendimento, si intende il  rapporto tra due grandezze con cui si esprime il grado di efficienza e di utilità di una macchina, e non la quantità di calore fornita.

Tralasciando gli aspetti tecnici che concorrono ad un accrescimento della potenza termica erogata o del rendimento di un prodotto a combustione solida, trovo utile precisare che il ventilatore di riscaldamento ambiente ha la sola funzione di distribuire coerentemente parte del calore generato.

Le due modalità di trasmissione del calore che contestualmente si presentano in un focolare a legna ad aria,  sono infatti costituite dall'irraggiamento, cioè il riscaldamento che si trasmette attraverso le onde elettromagnetiche  che si propagano attraverso il vetro, e la convezione a fluido, dovuta all'energia che viene acquisita dall'aria, e portata con sé attraverso le linee distributive.

La canalizzazione dell'aria calda possibile grazie al ventilatore ambienteQuello che un ventilatore permette di fare è distribuire il calore generato, incanalarlo e portarlo nelle stanze più distanti attraverso opportuni condotti, per essere poi distribuito a livello del soffitto, mediante bocchette.

La distanza lineare raggiungibile raggiunge addirittura i 12 mt, consentendo lo sfruttamento del calore prodotto, anche in ambienti differenti da quello nel quale la fonte di generazione è installata, che già gode dell'irraggiamento.

A questo punto, possiamo dire che la scelta di installare un ventilatore di riscaldamento aria non modifica in alcun modo le performance della macchina, ma permette di evitare una forte ed inutile concentrazione di calore, talvolta addirittura fastidiosa, e di razionalizzare invece le kcal/h di cui si dispone, riscaldando anche altri ambienti.

Ecco: ora che sicuramente è tutto più chiaro, sono certo che hai tutte le informazioni che ti servono per poter decidere "ventilatore SI", o "ventilatore NO"!

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Il mondo della formazione

luglio 1, 2011 15.33 by RobertoP

Una delle attività che il Servizio Assistenza Tecnica svolge maggiormente in questo periodo, è legata alla selezione e alla formazione tecnica di nuovi Centri Assistenza da poter inserire sul territorio, al fine di dare completezza e puntualità ai servizi già esistenti, con conseguente soddisfazione del Cliente.

L'impegno profuso da ciascuno di noi per la preparazione e lo svolgimento di questa importante attività didattica, tocca in questi mesi livelli di tutto rilievo, e coinvolge ogni singolo soggetto del nostro Ufficio.

Riuscire in tre sole giornate a presentare ai potenziali tecnici l'intera gamma prodotti, entrando nel dettaglio delle specifiche funzioni, nonché nell'approfondimento di ogni singola tematica tecnica che tocca il mondo della combustione solida, richiede una capacità organizzativa notevole, e altrettanto impegno è richiesto nel costante mantenimento dell'interesse da parte dei nostri interlocutori, persone con un ottimo grado di preparazione, tale da portare il livello del confronto piuttosto in alto.

Ultimamente ho provato molta soddisfazione nel rapportarmi con personale molto esigente, e riuscire a soddisfare ogni specifica esigenza di carattere tecnico, a dimostrazione del fatto che la preparazione del personale Palazzetti, e non parlo solo per me, ma per ogni Collega con il quale condivido quotidianamente ogni problematica o confronto relativo ai nostri Prodotti, al mercato, ecc. ecc., costituisce per l'Azienda un fattore di primaria importanza, sul quale investire denaro e risorse.

Questa mia esperienza nello svolgimento delle attività formative, ha subito quest'anno un importante mutamento, o meglio ancora, un'evoluzione del mio ruolo professionale, portandomi ad affrontare le esigenze di un nuovo mercato fino ad oggi a me sconosciuto, e cioè le esigenze tecniche proposte dal territorio spagnolo.

Mi sono trovato in primo luogo a dover affrontare l'incapacità di un'espressione linguistica adeguata, atta ad una comunicazione volta a persone del tutto eterogenee, di livello culturale e preparazione tecnica variabile, pronta a carpire da me i più intimi segreti di un settore che in Spagna ancora non ha trovato la sua più profonda identità, e per il quale quindi è ancora più importante una corretta presentazione, e altresì un adeguamento sia di carattere normativo che concettuale, finalizzato ad una corretta conoscenza dei nostri Prodotti e del nostro Marchio.

L'insieme di tutte queste variabili, una volta superato il problema "dell'idioma", mi ha permesso di modificare le modalità con le quali ho portato avanti la mia esposizione, dando luogo ad un confronto profondamente costruttivo, che ad entrambe le parti ha permesso di conoscere meglio le posizioni di un interlocutore del tutto nuovo e sconosciuto, ed affrontare quindi temi ed argomenti legati a determinate specificità, lontane per certi versi dal territorio italiano, ma pur sempre di estrema rilevanza nei contenuti.

E' inutile dire che tutto ciò che ho potuto conoscere in occasione di questo breve viaggio, costituisce un bagaglio destinato ad accrescere  la mia preparazione professionale, per affrontare il settore con un occhio diverso, meno viziato dalle conoscenze ormai sedimentate, e che talvolta rischiano di deviare dagli obiettivi prefissati.

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200 Centri Assistenza per la soddisfazione del Cliente

marzo 11, 2011 16.10 by RobertoP

Una delle primissime domande che viene rivolta alla rivendita al momento dell'acquisto di un bene, specie se la sua durata è destinata ad essere estesa in un lasso di tempo più ampio, e ancora di più se il suo valore risulta essere impegnativo, concerne la rete di assistenza che la casa produttrice mette a disposizione della propria utenza.

Questo aspetto, ha permesso al mercato giapponese dell'auto di sbarcare in Europa ed affermarsi sul territorio, cosa che fino ad un attimo prima gli veniva negata dallo scetticismo che la mancanza di assistenza produceva sul potenziale acquirente.

L'apertura prima di officine autorizzate, ed il proliferare poi di concessionari monomarca, oltre che ad essere un ottimo veicolo di pubblicità, e quindi arma commerciale per affrontare marchi che nel nostro paese avevano avuto modo di affermarsi nel tempo, ha conferito ai marchi del Sol Levante una nuova fiducia, che nel tempo ha saputo poi radicarsi ed affermarsi.

Nel mercato della combustione solida, Palazzetti ricopre un ruolo di tutto rilievo nell'organizzazione del proprio servizio pre e post vendita, sia in termini di organizzazione in sede, che in termini di implementazione di professionisti tecnici sul territorio.

Ad oggi, l'ufficio customer care vede impiegate una decina di persone, dedicate all'accettazione telefonica di pre-vendita, al servizio di "Linea Rossa", una linea telefonica dedicata alla discussione di tematiche tecniche e alla risoluzione delle problematiche di installazione e di utilizzo che si propongono in utenza, nonché al confronto costante con gli amici del Forum e alla trattazione di tematiche di carattere legale.

La professionalità e la dedizione di tutti i colleghi del Servizio Clienti ci permette quotidianamente di soddisfare le richieste di numerosissimi Clienti, e di avvicinare a noi quelli che fino a quel momento rivestono il ruolo di potenziali Clienti.

Il costante confronto con l'utenza, oltre alla risoluzione delle problematiche espresse, permette all'azienda di conoscere in maniera approfondita il proprio mercato ed il territorio con il quale si relaziona, facendo costante tesoro dei dati raccolti e trasformandoli in termini critici di crescita.

Allo stesso modo, il servizio operante sul territorio vede coinvolti all'incirca duecento Centri Assistenza professionisti, in grado di garantire una forte presenza in fase di consulenza e qualora dovessero verificarsi dei guasti sui prodotti commercializzati.

I nostri Centri Assistenza, oltre ad essere dotati di tutte le abilitazioni che la legislazione tecnica richiede, seguono in Azienda dei corsi formativi in fase di inizio rapporto, reiterati poi nel tempo, sottoforma di richiami tecnici ed aggiornamenti.

Oltre a questo, la suddivisione territoriale fa capo a tre differenti Responsabili Tecnici per l'Italia, e ad altri Responsabili Tecnici per i mercati esteri, che offrono al proprio staff operante in zona un costante contatto telefonico, supportato dalla stesura di specifiche Note Informative e continui richiami di carattere tecnico, che seguono la costante evoluzione dei nostri Prodotti.

Tutto ciò è per noi un forte termine di vanto, un insieme di "coccole" che il nostro Cliente percepisce ed apprezza, riservandoci sempre di più la propria fiducia e la propria stima, supportata costantemente dalla trasparenza che desideriamo offrirgli in accompagnamento alla qualità che negli anni ci ha permesso di ricoprire il ruolo che oggi il mercato ci riconosce.

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Le stufe a pellet: l'evoluzione dell'uomo

gennaio 27, 2011 14.03 by RobertoP

Quando si parla di Stufe a Pellet, si entra a far parte di un mondo del tutto nuovo che va oltre al concetto classico di stufa, un'evoluzione del sistema energetico che sta penetrando i contesti abitativi di moltissime famiglie italiane e del mondo.

Questo concetto racchiude in sé i fondamenti primordiali basati sulla necessità da parte dell'uomo di trovare calore, nonché le molteplici e molto più ampie esigenze che la vita contemporanea impone.

La legna da sempre costituisce la base naturale del riscaldamento, e la capacità da parte del genere umano di domarne gli effetti fino da allora sconosciuti dei propri impieghi, ha permesso una crescita evolutiva che ha segnato una tappa fondamentale nella storia del mondo.
Da allora la combustione, più o meno controllata e più o meno perfetta in termini di rendimenti e di emissioni, ha costituito fino ai giorni nostri un'incomparabile fonte di riscaldamento, entrata poi a far parte, grazie alla capacità di controllarne e prevederne cause ed effetti, di contesti abitativi nei quali, nella maggior parte dei casi, ha assunto un ruolo centrale della vita domestica, ad oggi sotto forma di stufa o di focolare, con finalità prettamente estetiche o funzionali, di riscaldamento o di cottura.

Per quanto la sofisticata ricerca tecnologica del settore non possa nemmeno lontanamente essere paragonata alla "scoperta del fuoco", è indiscutibile quanto i prodotti a combustione solida abbiano saputo far fronte alle esigenze imposte dalla vita moderna, e trovare quindi rinnovate applicazioni nei contesti familiari dei giorni nostri.

Una delle primissime esigenze soddisfatte dall'introduzione sui mercati delle stufe a pellet, è quella di poter fornire calore anche in assenza di una persona preposta al caricamento del combustibile, presupposto fondamentale per poter essere accettate laddove i ritmi frenetici della quotidianità non permettono il costante apporto da parte di un membro della famiglia.
Altro aspetto di notevole importanza che caratterizza una stufa a pellet a differenza di una stufa a legna è legato alla possibilità di essere programmata, stabilendo cioè orari di accensione e di spegnimento della stessa.
Estendendo le considerazioni sugli aspetti concernenti l'elettronica, troviamo che una stufa a pellet ha la capacità di regolare la propria temperatura in base a specifiche richieste dell'utente, sia in modo manuale che legandosi alla richiesta di fabbisogno calorifico espressa dagli ambienti, o ancora di più, in contesti installativi ed impiantistici molto più complessi, nei quali una centralina è capace di gestire in termini di pura economia più fonti energetiche distinte ma combinate, che dialogano tra loro per fornire all'impianto di riscaldamento ed alle utenze sanitarie il calore e le temperature richieste.

Tutto ciò che ho espresso non è altro che un'ampia e superficiale descrizione delle ragioni per le quali una stufa a pellet è entrata di diritto nelle case di moltissimi utilizzatori, che hanno saputo trovare in questo prodotto la flessibilità e la sicurezza fino ad allora mancanti, unite alla praticità e al ridotto impatto economico ed ambientale che  questo tipo di prodotto consente; poco a poco, soprattutto mediante l'apporto tecnico fornito dagli operatori Palazzetti che scrivono nel nostro forum e che sviluppano articoli come questo, andremo più a fondo nell'analisi di questo mondo denominato "Stufe a pellet".

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Tecnologia da vendere

settembre 24, 2010 14.48 by RobertoP

Ogni qualvolta un Rivenditore Palazzetti propone ad un proprio potenziale Cliente una stufa a pellet, sa di poter disporre di una gamma prodotti molto vasta ed articolata, in grado di soddisfare qualunque esigenza esplicitata o inespressa.

Orientarsi nella completezza di queste proposte presuppone una dettagliata conoscenza di ogni singolo prodotto, e presuppone altresì la capacità di estrapolare per ogni modello quella specifica peculiarità tecnica destinata a divenire un "plus" di vendita, non unicamente in senso assoluto, ma un valore aggiunto per l'unicità delle esigenze dell' acquirente che si ha di fronte.

Quello che in seno all'Azienda viene denominato "PPT – Palazzetti Pellet Tecnology", non costituisce un semplice acronimo destinato a riempire le brochure tecniche e commerciali al solo scopo di conquistare un Cliente attento al "suono dei termini tecnici", ma un vero e proprio pacchetto tecnologico capace di fare la differenza, sia in termini qualitativi che di performance.

Il sistema di caricamento a stella contenuto in questo pacchetto, permette ad esempio di ottenere un'alimentazione del combustibile più costante e più sicura, più affidabile e più silenziosa.

La funzione stand-by, ottenuta mediante l'utilizzo di una nuova scheda elettronica di controllo, permette invece all'utente di impostare una temperatura ambiente al raggiungimento della quale la stufa si spegne, ottimizzando pertanto sia il comfort che i consumi.

La funzione set notte, anch'essa derivante dall'evoluzione dell'elettronica macchina, permette invece all'utente di settare una temperatura minima dell'ambiente al di sotto della quale la Stufa si accende, al fine di ripristinare una condizione limite di comfort al di sotto della quale l'utente stabilisce di non voler far precipitare l'ambiente.

Altre funzioni di carattere tecnico di estrema importanza, anche'esse capaci di differenziare i nostri prodotti dagli altri competitors  presenti sul mercato, riguardano la conduzione in termini di economia dei prodotti dotati di sistema "PPT". Le nuove schede di controllo di tali prodotti, prevedono infatti una funzione definita economy che consente la modulazione della potenza entro un valore massimo definito, oltre al quale l'utente ritiene di non dover condurre la propria stufa, in modo da limitare il consumo di combustibile in essa. Allo stesso modo, al fine di mantenere un certo comfort ambientale in termini energetici, e assicurare un consumo di combustibile ottimizzato, è stata resa più sofisticata la funzione di modulazione, riducendo così il salto energetico proprio del passaggio tra una potenza ed un'altra.

Risulta abbastanza palese dalla lettura di queste poche righe, che i nostri prodotti sono dotati di una tecnologia molto avanzata e fortemente rivolta alle esigenze dell'utente, in grado di conferire un valore aggiunto di notevole contenuto tecnico, un insieme di funzioni che se proposte in modo non corretto rischiano di "volatilizzarsi" nella giungla del nulla, appiattendo pertanto quella superiorità propria di un Marchio che non sta a guardare, e che da sempre mette in campo dei termini di confronto oggetto di continue rincorse.

 

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Un artista in cartolina

aprile 29, 2009 15.54 by RobertoP

E' incredibile come certi ricordi possano rimanere indelebili nella mente, e ancora più sorprendente è il modo in cui le sensazioni di allora si ripresentino con tanto impetuoso realismo, riportandoti per alcuni interminabili istanti alle emozioni già vissute, a momenti lontani che nel presente ritrovano una nuova forza, e rinascono nella spontanea naturalezza di allora.

Era una calda sera di luglio, quando assieme alla mia famiglia mi accingevo ad abbandonare quel mondo che da ragazzino avevo avuto la fortuna di vivere e respirare a pieni polmoni, quell'intenso profumo di mare che mi aveva accompagnato negli anni più belli della mia infanzia, e che con grande nostalgia ancora oggi mi appartiene profondamente.

Trieste Mi allontanavo dagli spettacolari giochi di luce che dalla costa baciano il mare, giochi amici, giochi dal fascino mutevole, per andare a conoscere una nuova città, per iniziare una nuova vita, per affrontare un futuro che a quell’età sembrava tanto lontano, e che oggi non è altro che il mio presente.

L'amore per Trieste mi ha portato da allora alla ricerca di qualunque forma di poesia che mi legasse alla vita di quella città, a qualunque forma di espressione che vedesse le mie emozioni condivise e comprese, e nulla più della musica è in grado di legare ed unire persone che desiderano provare le stesse emozioni.

A Trieste, quando si parla di musica si parla di Lorenzo Pilat, un'artista la cui storia è raccontata nei numerosissimi brani da lui composti e cantati, nei quali traspare l'amore per questa città nella quale tutt'ora risiede.

La sua pluriennale carriera artistica lo ha visto primo vincitore del Festivalbar, nonché elemento di spicco del Clan di Celentano, compositore di brani che hanno trovato una loro solida e duratura collocazione nel panorama della musica leggera italiana e d'oltre oceano.

Sono suoi successi quali "Nessuno mi può giudicare", "La rosa nera", portata alla ribalta da Gigliola Cinquetti, "Alle porte del sole", vincitrice di Canzonissima nel '73 e portata al successo in America da Al Martino, con la versione dal titolo "To the door of the sun"; "La legge del menga", presentata al Cantagiro nel '67, "Non illuderti mai" e "Fin che la barca va", cantate ancora oggi in Italia e in Germania da Orietta Berti; "Quanto è bella lei" prima classificata al disco per l'estate del '72 e "Vino amaro", nonché "Love me tonight" tuttora un best seller americano, portato al successo da Tom Jones, e che ad oggi ha superato il milione di passaggi radiofonici e televisivi negli USA.

Lorenzo Pilat Poco più di un anno fa, durante una sua serata ho avuto modo di conoscere Lorenzo, e poco a poco ho avuto modo di condividere con lui pensieri e canzoni, di creare un'amicizia che con sincera naturalezza ci ha visti trascorrere allegre serate in compagnia, a parlare di musica, della città per la quale entrambi proviamo lo stesso affetto, ed ultimamente a programmare e a definire uno spettacolo che lo vedrà protagonista il prossimo 23 maggio al Teatro Rossetti di Trieste.

L’amicizia che ci lega, e che lo lega alla Palazzetti, mi porta oggi ad invitare tutti voi lettori al suo prossimo spettacolo, una serata tra amici in un Teatro che rappresenta  la più importante fondazione teatrale della città e uno dei teatri più importanti e rinomati d'Italia.

Vorrei davvero trascorrere questa serata assieme ai miei amici e colleghi della Palazzetti, perché possano apprezzare le sue qualità canore e la sua capacità di caloroso coinvolgimento, e perché no, per poter conoscere tutti quei lettori e frequentatori del nostro sito che vorranno essere dei nostri in una allegra serata tra amici.

Arrivederci a Trieste

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Una perfetta manutenzione

marzo 29, 2009 13.58 by RobertoP

Come tutti gli oggetti, anche una Stufa a pellet per rimanere a lungo "in perfetta forma" necessita di specifiche attenzioni, di piccoli accorgimenti e di piccoli gesti che le permettano di funzionare sempre, per un tempo indefinito, al massimo delle proprie performance.

Ma allora, cosa deve fare un utente che ha installato nella propria abitazione un prodotto a combustione solida?

Uno dei fattori che maggiormente incide sull'ottimale funzionamento di una stufa, è determinato dalle proprie condizioni installative, ed è per questo che gli aspetti dimensionali, di percorso e di coibentazione del condotto fumario non vanno per nessuna ragione trascurati; anzi, affidarsi a personale specializzato significa avere certezza del lavoro eseguito e, perché no, permette anche, in caso di bisogno, l'attribuzione di specifica responsabilità di fronte ad eventuali funzionamenti anomali.

Un altro aspetto di fondamentale importanza è rappresentato dal pellet utilizzato, argomento già ampiamente trattato in alcuni degli articoli scritti dai miei colleghi, ma che comunque è opportuno almeno menzionare. Umidità, residuo, purezza, solo alcuni degli aspetti che non vanno mai trascurati nella scelta del combustibile che la nostra stufa andrà poi bruciare, e questo perché un pellet non idoneo consegue inevitabilmente in una cattiva combustione, nello sporcamento del focolare, del condotto fumi, in una bassa resa e, in alcuni casi, nel bloccaggio della coclea e dell'intero sistema di caricamento.

Inoltre, per un'ottimale combustione, oltre alla qualità del pellet è necessario avere un ottimale rapporto tra il quantitativo del combustibile stesso e l'ossigeno destinato alla sua combustione, cioè quella che viene definita aria comburente.
L'aria comburente viene richiamata all'interno del focolare dalla depressione creata dall'espulsione dei fumi, un concetto che può risultare di difficile comprensione ai "profani" della materia, ma che sta alla base del funzionamento di un focolare; maggiore è la facilità nell'espellere i fumi della combustione, e maggiore è la quantità di ossigeno che attraverso opportuni condotti finisce al di sotto del braciere per alimentare la fiamma.

Risulta quindi intuitivo comprendere che la pulizia di tali "passaggi" è fondamentale per il perfetto funzionamento di un prodotto a pellet, e per mantenere l'efficienza di questi condotti è fondamentale qualche piccolo accorgimento da parte dell' utente.

Una volta al giorno, oppure ogni due a seconda dell'intensità di utilizzo, l'utente dovrebbe liberare i fori del braciere dai residui di combustibile mediante lo scovolino metallico in dotazione, rimuovere la cenere presente nel cassetto di raccolta, e una volta alla settimana, rimuovere la parete di fondo all' interno del focolare ed aspirare i fori di passaggio del circuito fumi, al fine di lasciarlo sempre libero e pulito.

Infine, una volta all'anno, o allo scadere delle duemila ore segnalate dal conta ore, è opportuno richiedere l'intervento di un tecnico autorizzato, in modo da provvedere alla pulizia del condotto fumario, del ventilatore e del collettore di passaggio dei fumi, un controllo di tutte le guarnizioni, in modo da escludere l'indesiderato e deleterio fenomeno dell' ingresso di aria parassita all'interno del focolare.

Piccoli accorgimenti, piccole attenzioni, qualche piccolissima "fatica", ma tutto questo per avere una stufa sempre in perfetto ordine e godere quindi del suo calore per tanti, tanti anni.

 

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Una giornata colma di tristezza

febbraio 19, 2009 17.21 by RobertoP

Sono momenti nei quali si accavallano mille pensieri, immagini che in un attimo scompaiono, che si rincorrono tra loro, che non lasciano nulla di definito, ma solo una sensazione, un'emozione intima, personale, un'emozione diversa per ognuno di noi, un momento nel quale ogni persona vive a modo proprio il dolore di un momento così intenso.

Da tempo era malata, ma la notizia della morte della Signora Diletta ha colpito tutti noi con una forza prepotente, con una violenza che in un attimo è divenuta dolcezza, con un vuoto che per qualcuno è diventato lacrime, un senso di tristezza profonda per tutti coloro che hanno avuto la grande fortuna di lavorare al Suo fianco, di trascorrere accanto a Lei i momenti della propria vita lavorativa.

E’ difficile esprimere un sentimento che rischia di essere scambiato per retorica, per frase di circostanza, e che comunque, per quanto possa essere profondo, diventa evanescente al di fuori di colui dal quale è nato.
Se n'è andata una parte dell'Azienda, quella parte fatta di storia, di saggezza, di grandi sacrifici, di difficoltà, quella parte dalla quale hanno preso vita i successi di oggi. Se n'è andato l'affetto di una Donna splendida, dalla forza incomparabile, una Donna che per tutti noi è sempre stata un po’ una nonna, talvolta severa, talvolta temibile, ma sempre generosa e dal cuore d'oro.

Tutti noi abbiamo avuto paura delle Sue tirate di orecchie, ma nessuno di coloro che aveva imparato a conoscerLa aveva potuto non vedere nei Suoi occhi un profondo affetto, un grande amore per la vita, contagioso e travolgente, un senso di forza che nei momenti più difficili diveniva energia.

Ci sarebbero tante altre cose da dire di Lei, ma voglio abbandonare questi pensieri per lasciare spazio a tutta la Famiglia Palazzetti, al Suo personale dolore, all'infinito vuoto del Signor Lelio, al quale dedichiamo tutto il calore del nostro abbraccio.

Addio Signora Diletta

 

Il Sig. Lelio e la Sig.ra Diletta
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La notte di Natale

dicembre 23, 2008 23.00 by RobertoP

I suoi grandi occhi blu fissavano l'infinita distesa di ghiaccio, rischiarata da una luce intensa, bianca, quasi surreale, un mondo nel quale la notte, per vincere la solitudine, si diverte a giocare con le nuvole di neve portate dal vento, e le stelle e la luna improvvisano una danza di luce, un gioco fatto di movimenti lenti, di cambi improvvisi di direzione, un gioco nel quale la fantasia del vento decide la coreografia della danza, e la cui colonna sonora è fatta di racconti lontani, di fiabe che solo il gelido canto del nord sa narrare.

Il crepitio della legna nel camino e l'ondeggiante bagliore della fiamma, proiettano sul vetro tutti i pensieri più dolci che solo la magia della notte di Natale sa regalare a tutti i bimbi del Mondo, quei pensieri che nel cuore di un bambino rimangono sospesi tra la fantasia e la realtà, aggrappati ad un sottile confine fatto di nulla, un varco attraverso il quale, nella notte più bella dell' anno, si può accedere al meraviglioso mondo delle favole.
E' l'improvviso tonfo di un ramo che batte sulla finestra a richiamare l'attenzione di quei grandi occhi color del mare, un suono che fa sobbalzare il piccolo, e che tutto a un tratto gli fa abbandonare ogni suo pensiero riportandolo alla realtà.

Là fuori, ancora il candido bianco della notte artica, ancora il vento, ancora le stelle, ancora una slitta che vola nel cielo trainata da grosse renne, la slitta di Babbo Natale che si affretta a portare gli ultimi regali, l'eccitante pensiero che lassù tra quei doni ci sia anche il suo.

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Made in Porcia

dicembre 20, 2008 23.49 by RobertoP

Quando ci si trova all'estero e si sente parlare della nostra Italia, ci si inorgoglisce di fronte a quei nomi, più volte citati, che costituiscono la punta di diamante dei nostri prodotti.
Si tratta di Marchi conosciuti, legati al mondo della moda, al mondo dei motori, ai prodotti alimentari, ai prestigiosi vini che prendono vita dalle colline piemontesi, o dalle aspre terre del Friuli, ma che a prescindere dalla loro collocazione geografica, ci regalano il gusto del nostro paese.

Questi oggetti, questi capolavori, sono capaci di regalare emozioni incomparabili, emozioni che ci appartengono fin dalla nascita, ma che troppo spesso diamo per scontate, emozioni che si ripropongono con dirompente delicatezza quando ci si trova lontani da casa, sia per lavoro che per scelta.
Sentire il rombo di una Ferrari, riporta immediatamente il nostro cuore alle terre dalle quali ha avuto origine un fantastico progetto, un'idea partorita dalla passione di un uomo, e che nel tempo ha contagiato milioni e milioni di persone, un suono nel quale è contenuta la fatica, la speranza, la sconfitta, la sofferenza, la storia... Il successo mondiale!!!
Allo stesso modo, sento che l'Azienda nella quale lavoro è protagonista indiscussa di queste fantastiche creazioni che vengono definite, con un termine straniero che di certo contrasta con il suo significato più intimo, come “Made in Italy”.
Come il rombo di un motore riporta immediatamente le nostre emozioni alle cavalcate epiche di Gilles Villeneuve, o all' austero volto del Drake, la vista di un camino insinua in noi una irrefrenabile voglia di casa, una nostalgia che ci pervade, una sensazione di calore infinita.
Quando parlo di calore, intendo una fiamma che racchiude in sé la parte più ancestrale della vita, una luce ed un suono che da sempre significano energia, difesa, calore, sopravvivenza, e che nei giorni nostri assumono un'identità  legata alla famiglia, alle emozioni più profonde dell'amore per la casa e per le persone che la abitano.

Palazzetti ha saputo fare del fuoco un'arte, ha saputo racchiuderlo in forme che trasmettono sensazioni di forza, di unione, di intimità, forme che si legano al gusto di chi le possiede, e che diventano parte irrinunciabile della loro vita.
Queste forme nascono a Porcia, prendono vita da un'idea, proseguono il loro percorso su di un foglio di carta, guidate dalla saggezza di una banalissima matita, per poi entrare nel cuore di un blocco di marmo, e da lì vedere la luce  sotto l'attenta e amorevole cura dei nostri marmisti, dei designer, e di tutta quell'equipe che, a ragione, si prende quella sua parte di paternità che la rende orgogliosa di quella creazione.

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