Rendimenti e potenza: un po' di chiarezza

febbraio 22, 2011 09.53 by ScAn

Quando si parla di generatori a biomassa (caldaie, stufe o caminetti a legna o pellet) ci si trova spesso di fronte ad una serie di termini tecnici (potenza globale, potenza termica, resa all'acqua...) e di definizioni che ci dovrebbero aiutare a capire e confrontare le capacità termiche, i consumi e i rendimenti del prodotto che stiamo magari per acquistare.

Il mio intento con questo articolo è quello di fornire alcune spiegazioni di base che ci permettano di capire che tipo di "motore" stiamo comprando con l'acquisto di una stufa o di un caminetto. Come spesso accade l'argomento è molto vasto e merita vari approfondimenti, ma per non essere prolisso mi perdonerete se in questa prima analisi sintetizzo al meglio.

Prima di ogni cosa bisogna capire che la potenza è diretta conseguenza della qualità (il potere calorifico) e quantità (Kilogrammi) di combustibile che sto per bruciare, qui di seguito alcune considerazioni:

  • Se uso pellet di maggiore qualità (quello certificato deve essere a norma DIN 51731 e Ö-norm M7135) a parità di kilogrammi immessi nel mio focolare svilupperò una potenza maggiore.
  • Usando legna con basso contenuto di umidità (ottimale 15%) ed elevato potere calorifico si produrrà maggiore potenza.
  • Se verifico il volume della camera di combustione di una caldaia a legna o di un caminetto posso capire quale è la potenza massima che può esprimere quel focolare (quantità di legna in Kg x Potere calorifico legna) e confrontarlo con la dichiarazione del costruttore. 
  • Se la casa costruttrice dichiara un consumo massimo di pellet per un determinato generatore posso verificare (moltiplicando la quantità per il potere calorifico) quale può essere la potenza massima.

La potenza generata con la combustione, viene poi "gestita" dal focolare: parte di questa potenza viene "persa" ai fumi che escono dal nostro camino, la restante viene inviata al "fluido vettore" (si intende fluido l'aria che andrà a scaldare l'ambiente e/o l'acqua che andrà in circolo nel nostro impianto di riscaldamento). Possiamo considerare quanto segue:

da sottolineare il termine "persa" in quanto, anche se è vero che si sta sprecando energia attraverso la canna fumaria, si deve comunque garantire un minimo di calore ai fumi per fare in modo che questi abbiano la spinta ascensionale necessaria per fuoriuscire.

  • Il rendimento di un focolare indica quindi la capacità di sfruttare al meglio tutta la potenza teorica disponibile.
  • Dividiamo tra generatori ad "Aria" (con il calore prodotto viene riscaldata l'aria ambiente attraverso l'irraggiamento, ventole o canalizzazioni) dai generatori "Idro" in cui la maggior parte del calore viene ceduto all'acqua dell'impianto e solo una parte viene ceduta all'ambiente. 
  • Mentre per le caldaie installate in centrale termica la perdita di potenza al mantello (il fatto che la caldaia scaldi con il proprio calore anche il locale in cui è installata) viene considerato come svantaggio, per i generatori di ambiente (caminetti e stufe) questo è un plus cercato. 
  • Nel caso di generatori ad "acqua" si parla quindi di potenza impiegata per scaldare l'acqua e potenza per scaldare l'ambiente. E' ovvio che la somma delle due non può superare la potenza massima (es. Stufa Idro da 18 Kw di potenza termica globale di cui 3 Kw resi all'aria e 15 KW resi all'acqua).

Qui di seguito trovate, la spiegazione dei termini tecnici maggiormente usati con al spiegazione fornita dalla norma.

Norma UNI 10389/94
Le prestazioni dell'impianto vengono stabilite in base ai risultati di prove di combustione ottenuti con apposite apparecchiature. La norma UNI 10389 descrive la procedura di misurazione in opera del rendimento di combustione. Dal DPR 26 agosto 1993, n. 412 (G. U. n.96 del 14/10/1993) (regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici) prendiamo alcune delle definizioni utili a definire varie grandezze. Secondo l'art.1 comma1 si intende:

  1. per valori nominali delle potenze e dei rendimenti di cui ai punti successivi, quelli dichiarati e garantiti, dal costruttore per il regime di funzionamento continuo; 
  2. per potenza termica del focolare di un generatore di calore, il prodotto del potere calorifico inferiore del combustibile impiegato e della portata di combustibile bruciato (m3/h rilevati ad esempio dal contatore); l'unità di misura utilizzata e' il kW;
  3. per potenza termica convenzionale di un generatore di calore, la potenza termica del focolare diminuita della potenza termica persa al camino; questa potenza non rappresenta la potenza effettivamente ceduta al fluido termovettore (acqua o aria) in quanto non tiene conto delle perdite della caldaia nell'ambiente in cui si trova; l'unità di misura utilizzata e' il kW;
  4. per potenza termica utile di un generatore di calore, la quantità di calore trasferita nell'unità di tempo al fluido termovettore, corrispondente alla potenza termica del focolare diminuita della potenza termica scambiata dall'involucro del generatore con l'ambiente e della potenza termica persa al camino; l'unità di misura utilizzata e' il kW;
  5. per rendimento di combustione, sinonimo di rendimento termico convenzionale di un generatore di calore, il rapporto tra la potenza termica convenzionale e la potenza termica del focolare;
  6. per rendimento termico utile di un generatore di calore, il rapporto tra la potenza termica utile e la potenza termica del focolare.

 

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.8 da 11 utenti

  • Currently 4,818182/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 2375 volte.

Un riscaldamento uniforme, sano ed ecocompatibile

gennaio 21, 2011 14.48 by ScAn

Come ottimizzare il comfort della tua casa, grazie ad un riscaldamento uniforme, sano ed ecocompatibile?

Qui alla Palazzetti ci teniamo al tuo benessere, nel pieno rispetto della natura. Grazie alla nostra divisione CHORO, ora possiamo offrirti soluzioni riscaldamento perfettamente calibrate sulle tue abitudini e sulle tue necessità.

Come? Grazie ad un team che, insieme a te, studia un sistema di impiantistica idraulica per collegare un generatore idro (termocamino, stufa o caldaia a biomassa che riscaldano l’acqua dell’impianto) all’impianto esistente, nella massima efficienza ed integrazione con le altre fonti energetiche presenti nell’abitazione (solare, gas, gasolio...).
Dopo un’attenta analisi delle caratteristiche dell’abitazione e delle tue preferenze ed abitudini, il team ti propone la soluzione impiantistica più appropriata.



I sistemi multienergia Choro di Palazzetti sono la risposta più moderna ed efficace per chi desidera armonizzare più generatori di calore privilegiando lo sfruttamento del sole e della legna, riducendo così sensibilmente il consumo di gas.

 

I vantaggi di questa tecnologia sono elevati e possiamo riassumerli in:

Comfort

MASSIMO COMFORT
Garantendo una temperatura costante e uniforme in tutta la casa, la percezione di benessere aumenta e, attraverso la centrale di regolazione climatica, il sistema adatta la gestione dell’energia in casa seguendo l’andamento della temperatura esterna.

Grande risparmio

GRANDE RISPARMIO
Sfruttare al massimo le fonti rinnovabili (sole, legna, pellet….) presenti nell’abitazione, riducendo sensibilmente il numero di accensioni della caldaia a gas, (che a seconda dei casi potrebbe anche non essere installata) puoi arrivare a risparmi anche del 50%. Il sistema Choro usufruisce degli sconti fiscali del 55% della legge finanziaria.

Semplicità di utilizzo

SEMPLICITÀ DI UTILIZZO
Dopo l’installazione, i tecnici Choro si prendono cura di configurare il sistema in modo totalmente personalizzato sulle caratteristiche dell’abitazione e sulle tue esigenze. Poi, attraverso la centralina di termoregolazione, il funzionamento è automatico lasciandoti libero nella scelta della temperatura che desideri.

Facilità di installazione

FACILITÀ DI INSTALLAZIONE
L’ampia gamma di sistemi permette di avere la giusta proposta per ogni abitazione. Choro ha sistemi compatti, preassemblati, completi e collaudati, veloci e facili da installare, predisposti per allacciarsi con grande semplicità a tutte le tue fonti di calore (caldaia tradizionale, caminetto/stufa, pannelli solari), sia a quelle già presenti in casa sia a quelle che vorrai installare in futuro.

 

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.9 da 10 utenti

  • Currently 4,9/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1209 volte.

Anche per il 2011 sarà possibile la detrazione del 55%

novembre 24, 2010 17.32 by ScAn

E’ notizia di questi giorni che la Camera ha prorogato fino al 31 dicembre 2011 il bonus fiscale che sostiene la riqualificazione energetica degli edifici.

Con l'approvazione da parte della Camera della "Legge di Stabilità 2011" (Finanziaria), tra gli emendamenti presenti anche la detrazione del 55% sulle spese per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici sostenute fino alla data del 31 dicembre 2011. Rispetto ad oggi quindi rimane valida la tipologia di interventi ammessi e la percentuale di detrazione però con il prossimo anno la detrazione dovrà essere spalmata su dieci  anni invece che i cinque attuali.

Qui di seguito il testo dell'emendamento:

"Art. 1 Comma 47-bis. Le disposizioni di cui l'articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura ivi prevista, anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2011. La detrazione spettante ai sensi del presente comma è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 29, comma 6 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, della legge 28 gennaio 2009, n.2."

In questi mesi ci sono state diverse ipotesi sulla proroga della legge che andavano dalla totale abolizione, all'introduzione successiva in un decreto ad hoc "Mille proroghe" che correggeva la Finanziaria, alla riduzione della percentuale al 41% a tetti di spesa diversificati e via discorrendo. Possiamo quindi considerare che ha prevalso solo in parte il buon senso che voleva che la detrazione diventasse una misura stabile con le modalità attuali. L'allungamento a dieci anni del periodo di detrazione la rende meno incisiva rispetto agli attuali cinque anni.

Bisogna ricordare comunque, che la settimana prossima la legge dovrà essere approvata anche dal Senato per essere definitivamente operativa, con la speranza che non venga ulteriormente modificata.

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 5.0 da 7 utenti

  • Currently 5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 2322 volte.

Come posso calcolare il fabbisogno di acqua calda sanitaria (ACS)?

novembre 15, 2010 16.43 by ScAn

Capita spesso di ricevere domande riferite alla produzione di acqua calda sanitaria (l'acqua che si usa per lavarsi) normalmente denominata ACS.

Solitamente ci si chiede se è necessario anche un accumulo, oppure se la potenza di caldaia è sufficiente per avere una certa quantità d'acqua ad una temperatura determinata. Anche in questo caso l'argomento è molto ampio, e la difficoltà è quella di riuscire a condensarlo e renderlo fruibile in un breve articolo.

Didascalia accumulo duo: Esempio di bollitore da 300 litriAccumulo Multicell: esempio di accumulo con produzione istantanea di ACS

Prendiamo in considerazione alcuni dati principali:

  • Temperatura ACS: la temperatura di utilizzo dell'ACS è intorno ai 40°.
  • Temperatura entrata acqua fredda: l'acqua di acquedotto, a seconda delle stagione, è ad una temperatura tra i 10° (inverno) ed i 25° (estate).
  • Salto termico: considerato che ci si lava a 40° e che l'acqua fredda entra nel nostro impianto ad una temperatura molto inferiore, questa differenza è denominata salto termico (es. d'inverno devo far aumentare la temperatura dell'acqua da 10° a 40° = 30° di salto termico).
  • Potenza: Per poter effettuare questo salto termico devo trasferire energia all'acqua. In maniera semplicistica (in realtà il valore varia a secondo dello stato del corpo da scaldare) possiamo dire che (preso in esame il caso invernale che è quello più sfavorito) per portare 1.000 litri di acqua da 10° a 40° (salto termico di 30°) mi servono 30.000 Kcal/H.
  • Portata di Punta: è il fabbisogno maggiore richiesto da un sistema: la somma delle portate di ciascun rubinetto utilizzato contemporaneamente ad altri. (es. fare la doccia con un rubinetto che eroga 9 litri/min mentre qualcuno sta lavando i piatti con un rubinetto che eroga 6 litri/min vuol dire avere un consumo istantaneo di 15 litri/min di acqua a 40° e quindi di 15 litri x 60 minuti = 900 litri/h e di conseguenza una potenza in gioco di 27.000 Kcal/h.
  • Produzione Acs: Si parla di produzione istantanea dell'acqua sanitaria quando viene erogata  direttamente dal generatore. (es. una caldaia a gas istantanea con potenza di 30.000 Kcal/h che produce attraverso uno scambiatore rapido i 14 litri/min necessari). Si dice invece produzione con accumulo quando il generatore scalda/tiene in temperatura un bollitore. Quando si deve soddisfare fabbisogni di ACS elevati (più docce in contemporanea, riempimento di una vasca…..) non volendo o potendo aumentare la potenza di caldaia si accumula potenza (potenza = quantità di acqua x temperatura) in un bollitore per garantire comunque portata e temperature richieste.

Possiamo fare alcune considerazioni:

Se si vuole mantenere un buon livello di comfort (evitare sbalzi di temperatura oppure diminuzioni repentine della quantità d'acqua), soprattutto in presenza di elevati consumi, il mio consiglio è sempre quello di utilizzare un accumulo. La grandezza dell'accumulo è la somma delle utenze (rubinetti aperti) che posso avere contemporaneamente: per una doccia calcolare 40 litri, per una vasca dai 120 a 160 litri, un lavello 20 litri. Per l'integrazione di un sistema solare vedere QUI gli articoli in materia.

E' un falso mito che si consuma di più con un accumulo piuttosto che con un generatore istantaneo: le continue accensioni e spegnimenti della caldaia conducono a maggiori consumi rispetto ad una gestione efficiente di un bollitore (è possibile ad esempio impostare gli orari in cui tenerlo caldo, inoltre con gli isolamenti con cui sono rivestiti i moderni accumuli di qualità si arriva a perdere solo 4 gradi in 24 ore).

Evitando in questa sede una seppur doverosa analisi sulla qualità, sulla durata e affidabilità e la praticità di manutenzione dei componenti di un generatore, possiamo però affermare che la quantità massima di acqua erogabile alla temperatura di 40° da un generatore istantaneo, di qualsiasi marca, è dipendente dalla sua potenza e dalla temperatura di entrata dell'acqua fredda.

Credo si possa affermare che anche una banalità come "scaldare l'acqua" sia in realtà un argomento che colpisce le nostre tasche e il nostro comfort. Il consiglio in questo caso è quello di non fermarsi alla soluzione più economica ma di ponderare, a seconda delle nostre esigenze, la corretta soluzione impiantistica.

 

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 5.0 da 11 utenti

  • Currently 5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 5889 volte.

Componenti d'impianto: Vaso di espansione

novembre 3, 2010 17.21 by ScAn

Continuo la mia esplorazione sui componenti di un impianto di riscaldamento (esplorazione iniziata con questo articolo):

Il vaso di espansione ha il compito di assorbire l'aumento di volume di un fluido soggetto ad un incremento di temperatura. Questo cambio di volume è una situazione che si trova frequentemente all'interno dei sistemi di riscaldamento.

In un impianto termico possiamo avere la presenza di sistemi solare, caldaia, accumuli o bollitori di acqua sanitaria... e possiamo quindi avere diversi vasi ognuno a sicurezza di un circuito.

Nel caso specifico dei generatori a biomassa nella versione idro (termo cucine, caldaie, termo camini, termo stufe...), il calore generato dalla combustione di legna o pellet va a scaldare dell'acqua che di conseguenza aumenta di volume: questo aumento verrà assorbito dal vaso di espansione. La mancata installazione di un vaso non permette di assorbire l'aumento di pressione all'interno delle tubazioni/caldaia e la conseguenza sarà la rottura del circuito, nel suo punto più debole, con fuoriuscita dell'acqua calda. Visto che la pressione che si può raggiungere è molto elevata l'esplosione che ne consegue diventa molto pericolosa (lo scoppio potrebbe trasformare alcuni componenti d'impianto in veri e propri proiettili).

Il vaso può essere di tipo aperto o chiuso.

Vaso apertoIl vaso aperto pone il fluido a diretto contatto con l'atmosfera quindi, per compensare correttamente la pressione del circuito, deve essere collocato necessariamente nel punto più alto dell'impianto. In molti casi svolge anche la funzione di punto di accesso per il riempimento del circuito. L'acqua contenuta all'interno del vaso aperto è di conseguenza a contatto con l'aria. Si consiglia quindi, nel caso di impianti a pavimento (l'ossigenazione dell'acqua che gira all'interno delle tubazioni produce alghe con conseguente diminuzione o interruzione della portata) di separare il circuito a vaso aperto dal resto dell'impianto.

Vaso chiuso Il vaso chiuso è costituito da un contenitore rigido diviso in due camere dal volume variabile: una contenente il fluido del circuito (pressoché incomprimibile), e l'altra contenente aria o altro gas (comprimibile) precaricata ad una determinata pressione tramite apposita valvola, analoga a quella degli pneumatici. La divisione tra le due camere può avvenire grazie ad una sacca o una membrana elastica. Un'eventuale variazione di pressione porterà la sacca a variare di volume (v. legge dei gas perfetti), andando a compensare la variazione di pressione. Maggiore sarà il volume della sacca, maggiore sarà la capacità di compensare i cambiamenti. Questo tipo di vaso di espansione non ha il limite di essere collocato nel punto più alto del circuito e può in teoria essere collocato in qualsiasi punto (in pratica però ci sono delle avvertenze sulla installazione da seguire). 

Il consiglio di sempre è quello di non improvvisarsi tecnici, ma di affidarsi per le installazioni o per le manutenzioni degli impianti a dei “Professionisti” con i requisiti di legge e coperti di assicurazione.

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 5.0 da 8 utenti

  • Currently 5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 2313 volte.

Cenni sulla normativa per le canne fumarie

ottobre 18, 2010 11.46 by ScAn

La scelta del camino idoneo è un aspetto fondamentale nella realizzazione di un impianto.

Il camino è un elemento soggetto alla CPD (direttiva prodotti da costruzione), quindi a norme di riferimento armonizzate e a marcatura CE.

Sono già state emanate norme relative ai camini e sistemi camino in metallo e in altri materiali, e altre norme sono in elaborazione. La normativa in materia è però veramente vasta (probabilmente un elenco con una trentina di norme) anche perché legata a moltissimi parametri (tipologia generatori, portata termica, differenti combustibili, canne singole o collettive...).

Periodicamente, sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, viene pubblicato l'elenco delle norme armonizzate, e per ciascuna il periodo di convivenza con le eventuali norme nazionali sulla stessa materia.

La norma base per la scelta del camino è la UNI EN 1443 "Camini - Requisiti generali". La norma stabilisce i requisiti generali e i criteri fondamentali di prestazione nonché i valori limite, quando necessario, per camini (inclusi i canali da fumo e i relativi raccordi) utilizzati per convogliare i prodotti della combustione dai generatori di calore verso l'atmosfera esterna.

Il produttore del camino, in conformità alla UNI EN 1443, appone sul prodotto una "stringa" alfanumerica che consente di individuarne l'idoneità o meno all'utilizzo in funzione delle caratteristiche dell'impianto.

La lettura della "stringa" permette di ottenere le seguenti informazioni sulle caratteristiche prestazionali:

  • Temperatura (°C);
  • Pressione (N; P; H);
  • Resistenza al fuoco di fuliggine (O; G);
  • Distanza da materiali combustibili (mm);
  • Resistenza alla condensa (D; W);
  • Resistenza alla corrosione (1; 2; 3);
  • Resistenza termica (m2k/W).

La specifica tecnica UNI TS 11278 "Camini/canali da fumo/condotti/canne fumarie metallici - Scelta e corretto utilizzo in funzione del tipo di applicazione e relativa designazione del prodotto" stabilisce i criteri di scelta di canne fumarie, camini, condotti e canali da fumo metallici rigidi e condotti per intuba mento flessibili, sulla base del corretto abbinamento all'apparecchio utilizzatore e su quello della tipologia di installazione. Tale specifica consente quindi a progettisti, installatori e manutentori di operare correttamente su impianti nuovi o da trasformare.

L'installatore, una volta terminata l'installazione ed effettuati i relativi controlli e verifiche, deve fissare in modo visibile, nelle immediate vicinanze del camino/canna fumaria, la placca del camino, fornita dal fabbricante a corredo del prodotto, che deve essere completata con le seguenti informazioni:

  • designazione secondo la UNI EN 1443;
  • diametro nominale;
  • distanza dai materiali combustibili, indicata in millimetri, seguita dal simbolo della freccia e dalla fiamma;
  • dati dell'installatore e data di installazione.

Una sezione della UNI TS 11278, dal titolo "Requisiti minimi della canna fumaria – camino – condotto - canale da fumo metallici utilizzati per l'evacuazione dei prodotti della combustione di apparecchi alimentati con combustibili solidi", fornisce le necessarie informazioni a progettisti e installatori di impianti alimentati a biomassa legnosa.

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.8 da 11 utenti

  • Currently 4,818182/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 4820 volte.

Documentazione per la tecnica solare - Prestazioni ed efficienza

settembre 20, 2010 15.24 by ScAn

Dopo le prime due puntate (qui e qui) oggi parliamo di: 

Prestazioni dei collettori solari

La norma UNI EN 12795-2 identifica i metodi di prova e i parametri per la caratterizzazione delle prestazioni termiche per i collettori solari a riscaldamento di liquido. Le prove sperimentali e la fisica del processo identificano una serie di parametri che influenzano la resa:

  • G    =  irraggiamento solare [W/m2]
  • tc   =  temperature del collettore [°C]
  • tex =  temperatura ambiente esterno [°C]

La potenza producibile da un collettore solare è un bilancio energetico tra l'energia assorbita (proporzionale alla radiazione) e quella perduta per irraggiamento e convezione verso l'ambiente esterno (direttamente proporzionale alla differenza di temperature tra temperatura del collettore e temperatura ambiente esterno). In  generale, l'efficienza di un processo energetico è definita come il rapporto tra l'energia utile e l'energia spesa, in un certo intervallo di tempo; a causa della variabilità della radiazione solare incidente, la grandezza che più interessa è l'efficienza istantanea, che può essere ottenuta esprimendo il rapporto in termini di potenza:

Efficienza istantanea

La norma propone la seguente formula:

Formula per il calcolo dell'efficienza istantanea

I parametri η0 a1 e a2 rappresentano i coefficienti di resa dello specifico collettore e possono essere espressi in funzione della superficie di apertura o dell'assorbitore del pannello solare.

  • η0  = rappresenta  l'efficienza quando la temperatura del collettore è uguale a quella dell'ambiente esterno
  • a1 =  coefficienti di trasmissione termica lineare [W/m2K]
  • a2 =  coefficienti di trasmissione termica quadratica  [W/m2K2]

I grafici sottostanti rappresentano il comportamento dei pannelli Palazzetti (pannelli WKS e pannelli NKS) con alcuni prodotti di largo consumo sul mercato, rispettivamente a 800 W/m2  (un irraggiamento solare del periodo estivo) e 400 W/m2 (un irraggiamento medio del periodo invernale) di irraggiamento solare.

Confronto curve di potenza con irraggiamento nel periodo estivo - 800 W/m2
Confronto curve di potenza con irraggiamento nel periodo invernale - 400 W/m2

Vediamo quindi che i pannelli della serie WKS hanno una curva di prestazioni particolarmente favorevole. In altre parole questa tipologia di pannello solare riesce meglio a sfruttare l'energia solare con tempi di utilizzo maggiori e con temperature più elevate. Altrettanto importante è comunque la corretta stratificazione dell'accumulo, processo che permette di avere nella parte superiore l'acqua ad alte temperature (quindi già disponibile all'utilizzo) e quella inferiore con temperature fredde (quindi facilita lo scambio con il pannello).

 

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.5 da 10 utenti

  • Currently 4,500001/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1767 volte.

Documentazione per la tecnica solare - Parte 2

agosto 25, 2010 11.54 by ScAn

Contiuiamo il percorso iniziato QUI, dove abbiamo parlato di del funzionamento del collettore solare termico. Oggi ci concentriamo invece sui fattori che determinano la scelta di un sistema solare

Pannelli solari

Nella scelta di un sistema solare ci sono diversi fattori da prendere in esame e a seconda dei casi hanno più o meno peso nella scelta.

Direi che il parametro più importante è sicuramente quello dei consumi di acqua calda. Nel caso della sola produzione di ACS bisogna prendere in considerazione il numero di componenti familiari e la contemporaneità di utilizzo.

A titolo di esempio si considera che il consumo medio giornaliero di ACS per una persona sia di 50 litri.

Fare con efficacia integrazione al riscaldamento dipende direttamente dal fabbisogno di calore dell'edificio e dalla quota di copertura solare desiderata. Bisogna sottolineare però che l'integrazione ha un senso solamente quando il riscaldamento è effettuato con impianti in bassa temperatura (pavimento, parete,soffitto...) e in una casa a basso consumo energetico.

Personalmente non sono promotore dei sistemi a circolazione naturale sia per questioni estetiche ma soprattutto per questioni energetiche. Si installa un sistema per produrre calore nella zona più fredda della casa, l'esterno!!

D'altra parte se l'utilizzo dell'abitazione è saltuario o le condizioni climatiche sono estremamente favorevoli hanno senso anche gli impianti a circolazione naturale.

Nei sistemi forzati và considerata la disponibilità di spazio per posizionare l'accumulo e quindi un locale tecnico dedicato. I collettori vanno installati preferibilmente a Sud, e con installazioni ad est o ovest si dovranno applicare dei fattori di correzione per capire di quanto aumentare la superficie captante. Scelta non marginale, è anche quella estetica, visto che l'installazione può avvenire incassata nel tetto, sopra il tetto esistente, su un lastrico solare o in giardino (in alcune zone di Italia è proibito installare pannelli a circolazione naturale - con serbatoio in vista sul tetto -  per l'alto impatto estetico).

Pannelli solari

Esistono varie tipologie di pannelli ma fondamentalmente si parla di pannelli piani e pannelli a tubi. Ogni costruttore, con una serie di argomentazioni più o meno efficaci spinge in direzione del proprio prodotto. Vedremo nel prossimo articolo come riuscire a identificare le migliori prestazioni di ogni pannello. Consiglio però di non fermarsi unicamente ai dati tecnici ma valutare anche le caratteristiche costruttive (guarnizioni, telaio, vetro, sistemi anticondensa...), considerato che i collettori subiscono elevati stress termici e sono soggetti ad intemperie. Non sono rari i casi di pannelli con buone prestazioni sulla carta ma poco durevoli o inefficaci una volta messi in esercizio.
Alla prossima puntata.

Clicca QUI per leggere la terza parte

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 5.0 da 11 utenti

  • Currently 5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1179 volte.

Documentazione per la tecnica solare - Parte 1

luglio 29, 2010 13.29 by ScAn
Impianto solare termico

Ciao a tutti! Eccomi qui per continuare a proporvi le mie riflessioni sui sistemi termoidraulici.

Considerato il diffondersi dei sistemi solari negli ultimi anni, approfitto per dare una serie di consigli e definizioni che possono tornare utili per fare chiarezza in un argomento che, anche se è diventato di percezione comune, in realtà ha una sua complessità.

 

Collettore solare termico - Funzionamento

L’energia solare, energia a costo zero di cui beneficiamo, arriva praticamente in ogni regione d’Italia e raggiunge valori di picco intorno ai 1300 Kwh/mq.

Si parla di sistemi solari fotovoltaici quando i pannelli (o anche delle pellicole) ricevono la luce solare e la trasformano in corrente elettrica. In questo articolo prendiamo in esame invece, i sistemi solari termici che sfruttano  l’irraggiamento che colpisce dei collettori (piani o a tubi) per produrre acqua calda in un accumulo.

A seconda della stagione la potenza del sole può integrare i nostri bisogni energetici di calore o addirittura, come nel periodo estivo, coprirli interamente.

Parliamo di impianti per la produzione dell’acqua calda per lavarsi (Acqua Calda Sanitaria) oppure ad Integrazione quando l’energia oltre che a scaldare l’ACS va ad integrare anche l’impianto di riscaldamento.

Nei sistemi solari è necessaria l’installazione di un bollitore per poter accumulare calore nelle ore diurne e per poterlo poi rilasciare la sera o la notte. Esiste una proporzione tra capacità in litri dell’accumulo e numero dei pannelli solari che dovrebbe puntare alla massima efficacia: Solitamente si abbina un accumulo di 300 litri a due pannelli solari, in realtà i fattori da considerare possono essere molteplici (dimensione dei pannelli, numero di persone in casa, orientamento del tetto...).

Esistono sistemi a circolazione naturale quando l’accumulo dell’acqua è posizionato sul tetto insieme ai collettori solari; la circolazione avviene in questo caso grazie alla sola pressione dell’acquedotto. Nei sistemi a circolazione forzata i collettori sono invece collegati ad un accumulo remotato (posizionato all’interno dell’abitazione) e il flusso dell’acqua avviene tramite una pompa.

Il collettore solare, che è ovviamente posizionato all’aperto (su tetto piano, falda o in giardino) e riempito di acqua, in alcune zone d’Italia potrebbe rompersi per il gelo; nei sistemi forzati è quindi necessario proteggerlo aggiungendo glicole all’acqua del circuito (a seconda della percentuale usata aumenta la capacità di antigelo), mentre nei sistemi a circolazione naturale si installa una resistenza elettrica.

Quando l’accumulo ha interamente raggiunto la temperatura impostata, e i collettori solari non hanno più possibilità di scambiare calore, entra in funzione il vaso di espansione che ha il compito di assorbire la dilatazione (dovuta all’aumento di temperatura) dell’acqua glicolata.

Nella prossima puntata cercheremo di analizzare le caratteristiche dei diversi collettori solari per scegliere il più idoneo al nostro impianto.

Clicca QUI per leggere la seconda parte

Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.8 da 11 utenti

  • Currently 4,818182/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1271 volte.

Il sistema CHORO al servizio di una struttura alberghiera

giugno 10, 2010 11.38 by ScAn
LA facciata principale dell'Hotel Rosa Antico

L’hotel "Rosa Antico" è una antica villa del 1500 appartenuta ad un principe spagnolo successivamente trasformata in uno splendido albergo, caratterizzato dall'ampio uso di pietra leccese sia sulla facciata che negli interni.

L'albergo è situato alle porte di Otranto (LE), la città più ad Oriente d'Italia che rappresenta quel meraviglioso luogo che è il Salento.

La struttura è composta oltre alle parti comuni da 25 camere, due suite e tre appartamenti ed il sistema di riscaldamento esistente era caratterizzato da una caldaia a gas gpl, una pompa di calore e da un sistema solare di 10 pannelli collegato ad un accumulo di 2000 litri che, per la tipologia di installazione usata e la bassa qualità dei prodotti penalizzava fortemente l'apporto energetico del sole, rendendolo in pratica nullo e chiamando continuamente a ripetute e dispendiose accensioni la caldaia a gas.

Nel 2009 si è deciso di riqualificare l'impianto termico, ripensando completamente la centrale termica, con lo scopo di ridurre gli alti costi di gestione che impedivano di fatto di utilizzare l'albergo nella bassa-media stagione.

La ditta installatrice Coletta soddisfatta del lavoro svolto in centrale termicaLa collaborazione con i nostri partner, dalla riconosciuta ottima competenza e disponibilità, a partire dalla ditta "Coletta Climambiente"  di Racale (LE) per l'installazione e l'Ing. Papa per la progettazione, ci ha dato la possibilità di partecipare alla realizzazione del nuovo impianto.

La divisione sistemi Choro di Palazzetti ha fornito, in prima battuta, un sistema solare di 10 pannelli solari serie WKS da affiancare al vecchio impianto solare esistente, di accumuli inerziali per un totale di 2.000 litri e di una caldaia a pellet modello Regina da 30 Kw per compensare i picchi di consumo.

Talmente clamorosa è stata l'efficienza del nuovo sistema solare che la proprietà ha deciso di sostituire anche il vecchio sistema con ulteriori dieci pannelli WKS. Per ottimizzare i costi di gestione il sistema prevede di sfruttare al massimo l'energia solare accumulata attraverso un preciso controllo delle temperature nei vari accumuli e garantendo la corretta stratificazione degli stessi.

I venti collettori solari WKS installati sul lastrico solareAlla caldaia a pellet è delegato il compito di intervenire per coprire i picchi di consumo quando l'energia solare non è sufficiente a garantire il comfort termico. Il risultato finale misurato nella prima stagione invernale ha permesso di verificare costi del riscaldamento che sono diminuiti del 60% rispetto all'anno precedente.

Enfatizzando il nuovo sistema diremo che l'impianto, in alcune settimane invernali in cui c’è stato un buon irraggiamento solare, è stato in grado di portare il costo per l'energia termica dai 2.000 € settimanali di Gpl ai 15 € giornalieri (circa 110 € settimanali) per il pellet consumato dalla caldaia preposta ad integrare l'energia fornita dal sole.

Parte della centrale termica con in evidenza la caldaia a pellet modello PE L'intero sistema è gestito e controllato automaticamente con una serie di sensori (uno per stanza) e di dispositivi che permettono al programma PLC di percepire istantaneamente i carichi energetici e le presenze nelle varie parti della struttura adeguando la potenza termica necessaria al fabbisogno.

L'ottima riuscita del nuovo impianto termico è stata anche occasione per svolgere due convegni tecnici diretti a progettisti ed installatori, svolti all'interno della struttura stessa, che hanno avuto come momento clou, oltre alla visita anche la spiegazione del nuovo sistema di riscaldamento Choro.

Possiamo quindi affermare che l'obiettivo iniziale, richiesto dai proprietari dell'albergo è stato pienamente raggiunto. L'Hotel Rosa Antico rappresenta un caso concreto di riqualificazione energetica in cui si è realizzato un impianto importante, esempio di corretto utilizzo delle fonti rinnovabili e, come nella mission del gruppo Palazzetti, di responsabilità ambientale.

Un momento del convegno con il nostro relatore Marco Argentin
Del.icio.usDigg It!TechnoratiDZone It!GoogleFacebookOkNotizieSegnalo

Correntemente valutato 4.7 da 14 utenti

  • Currently 4,714285/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
                    Questo articolo è stato letto 1685 volte.