La funzione "stand-by" nelle stufe a pellet

maggio 11, 2011 13.37 by Silvia

Stand-bySono sempre dall'altra parte del mondo, dove tutto è più grande, macchine, strade, palazzi... 

Sono nel bel mezzo di uno dei corsi tecnici di formazione che abbiamo programmato in tutto il territorio: è arrivato il momento di parlare le ultime funzionalità che abbiamo implementato nelle nostre stufe a pellet. Tra queste, la funzione stanb-by.

Inizio spiegando che si tratta di un'utile e semplice funzione che permette di accendere e spegnere la stufa al raggiungimento di una determinata temperatura, impostata preventivamente dal menu della stufa stessa.

E fin qui tutto bene...  

In base alla temperatura scelta nel menu set lavoro (Set Temp.) si può convalidare un delta di temperatura nel menu stand-by.

Un delta di temperatura? Si, proprio così: si un delta di temperatura da -3 a -6.

E dunque la stufa si spegnerà alla temperatura scelta nel menu set lavoro e si riaccenderà alla temperatura scelta nel menu stand-by.

Mmmmhmmm, vedo degli occhi sgranati e delle persone che non mi guardano, girano la penna nervosamente, sperando che nessuno gli chieda qualcosa a riguardo...

Facciamo un esempio: se avete scelto un set di temperatura = 20°, il delta da convalidare nel menu stand by, che si trova nel menu set stufa, sarà da -3 a -6. In sostanza l’intervallo che troverete nel menu sarà da 17 a 14. Se scelgo 15° per esempio, la stufa si spegnerà a 20 per riaccendersi a 15°.

Ok: hanno capito! Provano ad attivare tale funzione da pannellino; l’attivano, vedono il piccolo punto esclamativo che compare sul display, indice che la funzione è attiva, bene... Fatta!

Io li osservo, provo a metterli in difficoltà, aggiungendo alcuni particolari molto importanti: lo stand-by può funzionare anche con un programma orario e quindi quando entrambi sono attivati, lo stand-by accenderà e spegnerà la stufa nel range della programmazione. Quando questa si spegnerà, si disattiverà anche lo stand-by.

Ok sembra tutto chiaro, provano e riprovano le funzioni sui prodotti, gli spiego che quando si attiva un programma sul display compare anche un piccolo pallino nero.

Finito! Gli lascio la documentazione, prendo il mio pc, saluto e...

... mentre esco per andare a visitare altri clienti, un tecnico mi domanda: perché la stufa si sta accendendo da sola???

Ho capito: devo ricominciare da capo!

 

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Un passo oltre l'oceano

dicembre 27, 2010 12.27 by Silvia

Quando scendi dall'aereo già capisci che sei dall'altra parte del mondo e che tutto è più grande, macchine, strade, palazzi, è proprio come te lo sei immaginato guardando i film e telefilm americani che impazzano in tv. Non sei però in America, sei in Canada, la differenza c'è e lo si capisce a fine viaggio... come sempre.

Focolare Kngsman con il nostro rivestimento Cortina Da qualche anno la Palazzetti è sbarcata anche qui, dapprima con una stufa a pellet chiamata Prima, una stufa completamente ermetica ed ideata per il mercato nord-americano, e poi con i vari rivestimenti studiati per la loro linea  di focolari a gas Marquis by kingsman, barbecue, forni e la nostra gamma di focolari a legna Ecomonoblocco, già molto richiesto ma che sarà presente sul mercato a partire dal prossimo anno.

In questi due anni, tra fiere e training sono stati fatti passi da gigante e già dall'anno scorso si può notare e respirare un diverso clima, un clima di fiducia e collaborazione intrapreso con il nostro importatore NEE (National Equipment Energy) che, dislocato in diverse aree sul territorio quali Ontario, Quebec, British, Columbia ed Alberta, raggruppa in se un team di persone molto professionali, collaborative ed a conoscenza delle esigenze del mercato.

Ho rivisto i nostri prodotti sul territorio, in alcune delle Rivendite in cui avevamo fatto visita l'anno scorso per far conoscere l'Ecofire Prima, ho visto per la prima volta i nostri rivestimenti della Linea "O Sole Mio" sui loro focolari a gas accesi. Ho visto la voglia di far crescere piano piano il marchio, magari con altri nostri prodotti quali barbecue e forni, visto che per il pellet si preannuncia già una stagione negativa, ovvero  un -60% rispetto alla stagione positiva di due anni fa, ed il freddo che ci mette lo zampino, tardando ad arrivare.

Certamente vedere  la nostra Prima vicino alle loro, sembra strano... Prima perché ritrovarti nelle loro showroom con un pezzo che tra tanti ti è familiare e che conosci molto bene, ti senti un po' a casa e secondo perché esteticamente e tecnicamente è tutto un altro mondo: la struttura in verticale, la camera di combustione più piccola, i pannellino, il rivestimento ed il design elegante la contraddistinguono dagli altri blocchi, tutti grigi, grandi e squadrati.

Ma come tutte le cose c'è il rovescio della medaglia: i consumatori sono abituati ad un prodotto diverso, ci vuole del tempo quindi per farla conoscere ed apprezzare. Rimango piacevolmente sorpresa dal loro rispetto, che si nota al momento dell'ordine, quando la Sig.ra Maria (o Mary da queste parti) paga già all'ordine il prodotto, e cerca sempre il professionista per l'installazione.

Rimango sbalordita, della gente incontrata, dal loro approccio, dal loro modo "take it easy" e da quanto molte volte dall'altra parte del mondo seduti su una scrivania, le cose ti appaiano molto più complicate, quando sono infinitamente più semplici, incontrandosi.

 

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Le donne del 2000: più libere e meno felici?

novembre 5, 2009 16.23 by Silvia

C'è poco da fare maschietti, rassegnatevi al fatto che noi donne ne sappiano una più del diavolo!

Nell'ultimo secolo la condizione femminile ha avuto una notevole evoluzione che ha attraversato molte battaglie alcune vittoriose, altre meno. Un secolo in cui, oltre ai problemi legati al conflitto tra i ruoli di lavoratrice-moglie-madre, le donne hanno dovuto fare i conti anche con la dura quotidianità del doppio lavoro: quello fuori casa e quello domestico non meno impegnativo, che continua a gravare soprattutto sulle loro spalle.

Quanto è difficile trovare un percorso lavorativo appagante, avendo famiglia?

Quanto è possibile avere una carriera senza rinunciare ad avere dei figli?

Sicuramente parte delle risposte vanno ricercate nella mancanza di strutture sociali adeguate che non permettono di conciliare i due ruoli, ma attenzione: quanto contano ancora i blocchi psicologici, la mentalità, i pregiudizi?

Sono cresciuta in una famiglia con una presenza femminile importante, in cui mia madre ha sempre spronato me e mia sorella ad avere il coraggio e l'ambizione nel realizzarci, affrontando le difficoltà che possono derivare dalle nostre scelte.

Ma basta avere una volontà forte e risoluta per affrontare la difficoltà molto concreta di dover conciliare carriera e famiglia? Parliamoci chiaro: impegno e professionalità insomma ancora non bastano soprattutto quando i pregiudizi sulle donne in carriera sono duri a morire.

Adesso ringrazio mia madre, per quello che ha saputo trasmettermi, ma mi rendo anche conto che non basta essere dei panzer tedeschi, non basta quindi essere determinate, c'è bisogno anche di una solida struttura che sostenga, incoraggi ed incentivi tale situazione, c'è bisogno di un salto, di un cambio di mentalità.

E continuo a farmi domande.... Come viene vista oggi la donna autonoma che lavora, ama il suo lavoro e ha successo?

Lascio a voi le risposte...

Di una cosa sono certa, cari maschietti: dovete tenere presente che le cose gradualmente stanno cambiando, anche se molto c'è ancora da fare, anche se le battaglie sono ancora molte, dovete arrendervi all'idea di mettere sempre più il grembiule e di cominciare ad utilizzare quella strana macchina con l'oblò, chiamata lavatrice.

 

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