La Domanda più frequente che mi viene posta dai miei amici è questa:
"Dimmi la verità, ma c’è qualcuno che telefona al Numero Verde?"
A queste parole strabuzzo gli occhi ed un ghigno beffardo si trasforma in una sonora risata molto più eloquente di qualsiasi altra parola.
Ritmi più che serrati, richieste sempre diverse, a volte bizzarre, più o meno complicate da gestire, concentrazione sempre al top ed efficienza al 100%... Ingredienti che a volte possono creare una miscela "letale".
Si... ok... Lo ammetto: ci sono stati dei momenti in cui mi sono trovata un po' in difficoltà anche se ho cercato di camuffarlo.
Non è semplice parlare otto ore di fila con decine e decine di persone che chiedono di tutto e di più... ma quanto è bello e gratificante sentirsi dire "GRAZIE", quella parolina magica che tanto si insegna ai bambini e che gli adulti spesso dimenticano.
Sapere di essere una delle voci che rappresentano l'azienda è a dir poco entusiasmante e poter comunicare con le persone è costantemente uno stimolo.
Sembra paradossale ma dalle telefonate più complesse e meno piacevoli si ricava sempre qualcosa di utile anche per la vita fuori ufficio: maggiore autocontrollo, diplomazia di ferro e pazienza certosina.
A volte le giornate sono così intense che la notte, invece di sognare romantiche passeggiate e viaggi ai tropici con il mio "lui", sogno la schermata del computer che riproduce l'elenco dei Centri Assistenza Tecnica, oppure la cuffietta, ormai inseparabile compagna d'avventura, che diventa un simpatico cerchietto di strass da sfoggiare la sera.
Si dice che quando si è innamorati il volto dell'amato debba essere l'ultimo pensiero prima di addormentarsi ed il primo quando ci si sveglia... beh... sperando che il diretto interessato non legga mai questo blog, mi è anche capitato di addormentarmi pensando: "Chissà se oggi il tecnico è andato da quel signore di Genova?" e di svegliarmi sospirando: "Chissà se è pronto il motoriduttore per la signora di Messina?"...
Alcuni giorni fa ho avuto l'opportunità di partecipare alla Fiera "Progetto Fuoco" di Verona.
E’ stata un’esperienza davvero interessante soprattutto perché, adesso, molte voci per me hanno un volto: persone con cui ho parlato spesso e solo telefonicamente si sono materializzate ed ora posso associarne i tratti del viso.
Finalmente un contatto "reale" !!!
Inorgoglita da uno spettacolare stand che, sia per forma che per contenuti, costituiva un micromondo a sé stante all'interno del quartiere fieristico, ho trascorso due giornate intense e piacevoli, immersa tra la folla variegata ed in compagnia di colleghi che ho avuto modo di conoscere sotto un punto di vista completamente diverso dall'ambito lavorativo.
Una nota stonata?
La cocciutaggine tipicamente femminile nella scelta delle scarpe che ha ignorato la consapevolezza di dover stare in piedi dalla mattina alla sera: decolté dal tacco sufficientemente alto da devastare i piedi atrofizzandone le dita...
Speranze: Partecipare a moltissime altre edizioni il che significa poter lavorare ancora per questa azienda che mi ha dato la possibilità di vivere l'avventura della fiera e del Numero Verde... e la cosa, confesso, mi piacerebbe davvero molto.
Buoni propositi: Mettere in "valigia" tanto impegno ed altrettanto entusiasmo come ho fatto finora e... un bel paio di BALLERINE!!!!!!!!!!!!!
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