Quando mi proposero di elaborare delle idee per rivestire il nuovo monoblocco 3D, restai entusiasta: non solo un nuovo particolarissimo focolare su cui lavorare, ma anche la vetrina di prim’ordine che è progetto fuoco 2010: una mescola che ha reso la sfida veramente accattivante.
I primi input su cui muovermi sono arrivati dalla forma “a tutta vista” del focolare: vetro ceramico diritto ai due lati, in contrapposizione col vetro frontale che risulta leggermente curvo. E’ un accorgimento che alla vista lo distingue immediatamente da altri prodotti, e che proprio per questa ragione ne rappresenta un’evoluzione, una miglioria nell’impatto visivo, che abbandona quello stereotipo che è il “muro con focolare inglobato, 3 facce diritte, in una parete tra soggiorno e cucina”… diciamo che siamo anche un po’ stufi di vedere periodicamente tra le tante pubblicazioni e riviste, quelle foto di ambientazioni oramai inflazionate.
Di secondo acchito la scelta della forma del rivestimento, che non poteva essere che un incasso totale, così da esaltare fino in fondo le proprietà del focolare e porlo come reale protagonista del soggiorno. Tanti disegni ed evoluzioni hanno attraversato poi la mia scrivania, passando dalla fidata matita alla precisione del mouse. In queste decine di pagine, tra scarabocchi, schizzi e modelli più sviluppati, è stato un piacere navigare nelle tante possibilità di rivestimento che comunque saranno possibili per chi vorrà il rivestimento nella versione personalizzata.
Soffermandomi comunque ulteriormente sul Los Angeles, e pensandolo appunto come dominatore del soggiorno, la scelta di completare il tutto con le panche è stata immediata. Ma è proprio a questo punto che, se vogliamo, è sopraggiunta l’idea caratterizzante del prodotto: l’effetto di sospensione data dalla parte centrale, che con un semplice artifizio risulta elevata da terra e sollevata rispetto alle stesse panche, quasi a librarsi nell’aria insieme alla danza del fuoco.
E allora arriviamo all’ultimo tema che rappresenta il completamento del prodotto: la scelta del materiale. Questa forse è stata la parte più facile perché avevamo ben in mente il successo già riscontrato con altri prodotti, di fatto quindi la quarzitè Wengè, unita al marmo bianco Mediterraneo, è stata una scelta praticamente obbligata: la naturale empatia dei materiali, sia in termini di contrasto colore che di finitura della superficie, aiutano e rafforzano ancor di più l’effetto sospensivo della parte centrale.
Spero Vi piaccia!
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