Festa del papà?

marzo 17, 2010 12.53 by dundi

Ho sempre riflettuto sull'importanza, nella vita, di poter pronunciare la parola papà.

Troppo presto ho dovuto dimenticare il significato di questo, la mancanza che avrebbe accompagnato tutta la mia vita.

Ricordo che quando ero piccola mi vergognavo di non avere un papà, in fondo tutti lo avevano e io per questo mi sentivo diversa dagli altri, una persona incompleta.

Me ne sono resa conto già il primo giorno di scuola, la prima elementare, quando la maestra ha raccolto tutti i miei compagni di scuola attorno a me per consolarmi di quella perdita, proprio quel giorno. E io, inconsapevolmente, credo di aver pensato: "caro papà, perché mi hai fatto questo? cosa mai potevo aver fatto a sei anni per sentirmi tanto diversa?".

E mi sentivo diversa ad ogni festa del papà quando tutti preparavano il regaletto da portare a casa.

Io non lo facevo non aveva tanto senso.

Oggi che sono cresciuta  sento ancora tanto questa mancanza, e penso a come sono fortunati tutti quelli che possono pronunciare questa parola, che ha un valore altrettanto grande di mamma.
Poco tempo fa mi è capitato di vedere un video dove c'era lui e per la prima volta dopo 30 anni non ho più immaginato come fosse il mio papà. La prima cosa che ho pensato quando l'ho visto è stato "beh non era così alto come me l'ero immaginata".

Tra pochi giorni è la festa del papà, vorrei avere più ricordi, più immagini nella mente e non immaginazioni, vorrei poter raccontare qualcosa di buffo su di lui, ma posso dirvi una cosa: lui si chiamava Valerio e oggi avrebbe 75 anni.

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Il male dell'anima

aprile 18, 2009 14.15 by dundi

Capita, come stanotte, che io non abbia molta voglia di dormire e che mi vengano alla mente pensieri ed immagini.

In questi giorni piu che mai pensieri ed immagini, sono rivolti ad articoli e servizi che leggo e vedo sui giornali, che trattatano o bistrattano un argomento che mi sta molto a cuore e che ho vissuto in prima persona: anoressia e bulimia.

Due facce della stessa medaglia.

Sento parlare di questa malattia e ne sento parlare nel modo piu scorretto, facendo passare le persone che ne soffrono per quelle che si svegliano la mattina, si vedono un po cicciottelle e dedicono di mettersi a dieta.

Credetemi: non è cosi.

Questo è un male che si insinua nella tua vita piano piano, senza che tu te ne renda conto, e ti ruba la parte migliore di te stessa. Violenta i tui pensieri piu belli si ruba la tua vita, i tuoi amici, la tua famiglia, la tua anima. Fa il vuoto intorno, un vuoto che viene colmato solo dalla privazione di cibo (nel caso dell'anoressia), di troppo cibo (nel caso della bulimia) e che diventa il migliore amico di te stessa, il compagno ideale delle tue giornate.

La taglia non diventa piu una misura, tanto il minimo non è mai abbastanza, il peso un punto di vista: 30 Kg, 20 Kg... meno è meglio si sta. Ti senti potente, pensi di poter realizzare qualsiasi cosa se riesci a controllare il tuo corpo anche se le forze non te lo permettono, e prima che tu ti renda conto di essere diventata un fantasma Lei si è già impossessata del tuo io, della tua ragione, e non ti lascia scampo.

Quante ne ho viste e sentite girovagando per i vari ospedali, quante ne potrei raccontare. Quante ne ho sentite dalle varie ragazze con cui mi confrontavo per diventare peggio di quel che ero, per diventare sempre più magra. Quante volte guardandomi allo specchio con un peso che arrivava a stento ai 35 Kg mi sono sentita inadatta alla vita che avevo davanti.

Mi guardo in giro qui in Palazzetti e mi chiedo se c'è qualcuna di queste mamme che incontro nei corridoi dell Azienda, che stiano passando quello che la mia mamma ha dovuto sopportare con me. Lei più di ogni altra può raccontare come questa esperienza ha dapprima distrutto il nostro rapporto e quello della famiglia in generale, per poi renderlo piu forte, piu maturo.

Certo, di acqua sotto i ponti ne è passata molta e molte volte ci siamo dovute scontrare per capire come ritrovarci.

Io ho convissuto con questa malattia per 11 lunghi anni della mia vita e solo dopo lunghe battaglie con la mia mente e molti ricoveri sono riuscita a trovare un po' di pace ad accettare che le cose dentro e fuori di me stavano cambiando e io cambiavo con loro.

Mi dispiace sentire come questo problema venga svalutato e portato ad un pura questione estetica. Al di là di un fisico magro o grasso, c'è una persona che sta facendo un percorso di sofferenza, un percorso dentro se stessa che la porterà a contatto con la parte peggiore e allo stesso tempo migliore del suo essere.

Guardiamo questi articoli e queste immagini con l'occhio giusto e non fermiamoci solo all'apparenza. Al di là di quel che si dice, al di là di voler indossare una taglia 40 per mettere il jeans che ci piace, c'è un male dell'anima che ti cambia la vita per sempre.

 

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