Industrieforum Pellets: la crescita del mercato e lo sviluppo tecnologico

ottobre 17, 2011 14.25 by PuRe

In concomitanza con la fiera Interpellets, si è svolto anche l'11° Industrieforum Pellets.

Due giorni (il 4 e il 5 ottobre) che hanno visto arrivare a Stoccarda oltre 500 esperti del settore provenienti da tutto il mondo. Un'occasione per discutere di pellet tramite seminari ed incontri rivolti sia alle pubbliche amministrazioni che alle industrie e ai privati, per trasmettere e far comprendere i modi e i vantaggi del risparmio energetico e dell'abbattimento delle emissioni di CO2 grazie all’utilizzo di sistemi di riscaldamento a pellet.

Il settore del pellet sta crescendo in modo esponenziale su scala internazionale. Secondo la previsione dell'istituto finlandese di consulenze energetiche Pöyry Management Consulting, nel 2020 si consumeranno 46 milioni di tonnellate di pellet: un incremento vertiginoso se si pensa che nel 2000 erano solo 2 milioni e nel 2010 sono stati 10. Unìevoluzione che porta nuove sfide che rendono ancor più fondamentale lo scambio di informazioni tra gli attori di questo settore.

Palcoscenico ideale, quindi, il Pellet Forum di Stoccarda che, anche quest'anno, si è confermato fulcro di questo scambio affrontando le tematiche più importanti: una panoramica sul mercato attuale, i mercati emergenti, la presentazione delle tecnologie più evolute,...

Anche il nostro R&D Director, Ing. Marco Palazzetti, è intervenuto con una presentazione dal titolo "The development of the international market for pellets-burning stoves" che verteva sullo sviluppo del mercato internazionale delle stufe a pellet.

Ne è valsa la pena esserci: per essere parte di un futuro che è già presente!

Per vedere il programma completo dell’11° Industrieforum Pellets, clicca qui.
Per ulteriori informazioni, clicca qui.

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O2Ring: dalla tecnologia del fuoco, l'aria pulita

luglio 18, 2011 11.03 by PuRe

O2Ring, l'innovativo sistema in grado di eliminare le polveri sottiliQualche tempo fa avevamo presentato il nostro innovativo ed esclusivo sistema in grado di eliminare quasi completamente le polveri sottili derivanti dalla combustione della legna. Oggi approfondiamo questo argomento con un'intervista all'Ing. Marco Palazzetti – Responsabile Ricerca e Sviluppo.

Come è nata l'idea?
In Palazzetti, da sempre, sosteniamo l'utilizzo della biomassa legnosa (legna e pellet) come fonte di energia alternativa e ci impegniamo nella ricerca per minimizzare l'impatto ambientale del processo di combustione.
O2Ring è stato realizzato per riportare in primo piano l'opportunità di utilizzare la combustione della legna anche nelle zone geografiche in cui oggi le disposizioni di legge limitano l'uso dei caminetti e degli inserti a biomassa. Superato questo limite, tutti possono utilizzare la legna come principale combustibile per riscaldare le proprie case: una delle fonti energetiche rinnovabili più economiche, ecologiche e facilmente reperibili.

Quali sono le conseguenze della combustione della legna, in termini di emissioni?
Anche la migliore combustione produce emissioni che vanno in atmosfera. In particolare, le polveri sottili emesse da apparecchi per il riscaldamento domestico a legna sono costituite da due parti: una inorganica e una organica.
La parte inorganica e composta principalmente da sali minerali, come potassio e sodio.
La parte organica, invece, può aggregarsi in modo da formare gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) che, se inalati in grosse quantità, possono essere nocivi per la salute dell'uomo.
E’ proprio su questi ultimi che ci siamo voluti concentrare: il risultato è stato O2Ring.

O2Ring: di cosa si tratta?
E’ uno speciale sistema di depurazione dei fumi che abbiamo presentato alla stampa il 5 aprile 2011: una novità mondiale per superare definitivamente la preoccupazione delle polveri sottili.
O2Ring, infatti, permette di neutralizzare fino all'80% delle missioni nocive degli apparecchi a legna per il riscaldamento domestico.

Qual è stato l'iter che avete seguito per la realizzazione di questo prodotto?
O2Ring è nato dopo cinque anni di lavoro della nostra divisione Ricerca e Sviluppo, che si è avvalsa di collaborazioni con l'Università di Trieste, il Politecnico di Torino e partner internazionali.
Nel corso della ricerca abbiamo valutato diversi tipi di sistemi catalitici per poter scegliere il migliore, quello, cioè, che potesse assicurare la massima neutralizzazione delle emissioni, senza abbassare gli altissimi rendimenti garantiti dai nostri focolari e senza bisogno di collegamenti elettrici per il funzionamento. Volevamo creare un sistema che potesse lavorare automaticamente e naturalmente. Inoltre, per realizzarlo, abbiamo voluto utilizzare materiali di altissima qualità, pensati per gli impianti industriali: questo per poter offrire un prodotto in grado di durare a lungo nel tempo.
Dapprima, l'Università di Trieste ha svolto studi qualitativi, quantitativi e fisiologici dei particolati emessi da un buon processo di combustione completa nei nostri caminetti. Da queste analisi abbiamo scoperto che il 48% delle emissioni non sono nocive e ci siamo, perciò, concentrati su come abbattere il restante 52%.
Il Politecnico di Torino ha svolto quindi delle ricerche sui reagenti chimici più efficaci per abbattere le sostanze inquinanti. Sono stati realizzati prototipi e attuati diversi test per identificare la forma più adatta del filtro e l’ottimale temperatura di funzionamento degli agenti chimici.
Infine, per la costruzione vera e propria, abbiamo fatto riferimento ad un partner internazionale.

Ci puoi spiegare come funziona il dispositivo?
Questa rivoluzionaria tecnologia, applicata ai focolari a legna, permette di abbattere fino all'80% delle emissioni inquinanti derivanti dalla combustione grazie ad una reazione chimica controllata.
Il processo di depurazione si attiva su fumi di temperatura compresa tra i 180 e i 500°C: ecco perche O2Ring è dotato di una valvola automatica che ottimizza la combustione gestendo il flusso dei fumi nei momenti in cui la loro temperatura non è abbastanza elevata (all'apertura della portina, per l'accensione o il caricamento). Una delle grandi innovazioni sta nel fatto che la valvola entra in funzione in modo automatico nel momento in cui viene aperta la portina del focolare: questo accorgimento permette di prolungare la vita del sistema, facendolo lavorare sempre in condizioni ottimali. Ma non solo! O2Ring non deve essere collegato alla corrente elettrica: funziona in modo completamente naturale. In questo modo, non ci sono costi di funzionamento e possiamo garantire la massima sicurezza.

Ci sono altri vantaggi nell’utilizzo di O2Ring?
La sua manutenzione è molto semplice: il sistema è asportabile dall'interno del focolare in cui viene posto ed è pulibile tramite aspirazione con un normale aspirapolvere una volta l'anno. Il dispositivo non ostacola peraltro la normale pulizia della canna fumaria, perché è facilmente removibile.
Inoltre, O2Ring è totalmente riciclabile.

I grafici che seguono mostrano il livello di polveri ed emissioni di CO di 2 apparecchi: caminetto tradizionale e caminetto prestazionale senza e con O2Ring. In azzurro abbiamo evidenziato i limiti imposti dalla 15aB-VG (2dS) e dalla BImSch V. I test sono stati eseguiti da TÜV Rheinland (Report Nr. K 560 2011 S1), utilizzando un focolare Palazzetti Monoblocco 78 RE

L’art. 15 a B-VG è un'ordinanza elaborata dalla regione austriaca Stiria per ottimizzare il risparmio energetico che da luglio 1998 è diventata vigente su tutto il territorio austriaco. I requisiti fissati interessano i piccoli apparecchi da riscaldamento domestico funzionanti a legna e pellet con potenza < 50 kW e sono i piu severi in Europa, con valori limite estremamente ridotti per le emissioni di sostanze inquinanti come CO, Nox, idrocarburi e polveri, a pieno carico, partendo da un rendimento termico obbligatorio del 78%.

 

BImSch V è l'acronimo di 1. Bundes-Immisionsschutz-Verordnung, ovvero: Primo regolamento per l'attuazione della legge federale sulla protezione delle emissioni (in atmosfera). Si tratta di un provvedimento legislativo entrato in vigore in Germania il 22 marzo 2010 con l'obiettivo di ridurre le emissioni in atmosfera provenienti da impianti di combustione di piccole e medie dimensioni per il riscaldamento domestico (≥ 4 kW), imponendo precisi limiti minimi emissivi in rapporto alle prestazioni degli apparecchi e al combustibile utilizzato.
Tale ordinamento rivolge particolare attenzione agli apparecchi per combustibili solidi legnosi come focolari, stufe a legna, a pellet, cucine economiche e Kacheloefen (stufe in muratura), al fine di ottenere uno sfruttamento moderno, sicuro ed eco-compatibile della biomassa legnosa.
Il raggiungimento dell'obiettivo e garantito valorizzando i prodotti tecnologicamente innovativi, favorendo la sostituzione di quelli obsoleti e il risanamento delle apparecchiature esistenti tramite l'applicazione di filtri anti-particolato. Nel caso di apparecchiature medio-piccole, volte al riscaldamento di singoli ambienti, l'osservanza dei limiti emissivi imposti viene garantita dalla certificazione obbligatoria per i prodotti, di cui il produttore deve fornire copia.
L'ordinamento tedesco prevede l’aggiornamento del parco macchine entro due fasi:

  • 1a fase: dal marzo 2010 al dicembre 2014
  • 2a fase: a partire dal 1° gennaio 2015 e previsto un ulteriore inasprimento dei limiti emissivi.

Gli utenti di apparecchi che non rientrano nei limiti imposti hanno tempo sino al 2024 per adeguarsi. I nuovi prodotti immessi nel mercato devono rispondere ai parametri imposti dalle singole fasi. In totale ca. 4,5 Mio. di apparecchi in Germania sono coinvolti da questo provvedimento e dunque soggetti a sostituzione o a risanamento tramite filtro. Di questi molti sono fonti di riscaldamento integrativo, ovvero installate per supportare sistemi di riscaldamento tradizionali.
Si calcola che, in questo modo, entro il 2025 si dimezzino le emissioni di CO2 dovute a riscaldamento domestico. Certamente con questo provvedimento la Germania si conferma come paese precursore per le politiche ambientali europee, dettando parametri che valgono da confronto per tutte le altre realtà nazionali e locali.

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Palazzetti elimina le polveri sottili: sei pronto a vivere meglio?

aprile 7, 2011 20.41 by PuRe

O2Ring: la "pulizia fumi" che elimina oltre l’80% delle polveri sottili!

Ogni nostro prodotto racchiude in sé un complesso mondo di tecnologia e di ricerca: il nostro team di ricercatori, con la collaborazione con i maggiori istituti universitari e di ricerca, mira ad ottimizzare il livello qualitativo e funzionale del riscaldamento a legna, nel pieno rispetto dell'impegno ecologico che stiamo portando avanti da quasi 60 anni.

O2Ring Palazzetti: la pulizia fumi che elimina oltre l'80% delle polveri sottili!
 

Ed ecco che, spinto da questa voglia di ottenere i massimi risultati,  il nostro team di ricerca ha creato O2Ring, una novità mondiale per superare definitivamente la preoccupazione delle polveri sottili: un sistema di purificazione dei fumi della combustione che, abbinato alla tecnologia già esistente della VDF (valvola di regolazione dei fumi), permette l’abbattimento di oltre l’80% delle sostanze inquinanti.

O2Ring Palazzetti: Confronto tra focolari tradizionali e focolari dotati di O2Ring
 

Palazzetti: focolare ecomonoblocco S66 3DO2Ring, garantendo una combustione più costante, permette anche un incremento dei rendimenti del focolare: si riduce, così, la quantità di legna utilizzata per ottenere lo stesso quantitativo di calore.

Abbiamo studiato il posizionamento di O2Ring all’interno del prodotto per garantirgli sempre il miglior funzionamento e integrarlo con la pratica valvola di regolazione dei fumi (VDF). Grazie a questa sinergia, O2Ring si attiva automaticamente ad ogni carica di legna.

La manutenzione è molto semplice e veloce: il dispositivo è facilmente pulibile con un normale aspirapolvere.
Inoltre, O2Ring è completamente rigenerabile e, quindi, totalmente ecologico.

Una soluzione perfetta per l’ambiente, che risponde in particolare alle esigenze di quelle zone geografiche in cui le disposizioni di legge limitano l’uso di biomasse in sistemi a carica non controllata, cioè che funzionano a legna (caminetti e inserti). Superando questo limite, tutti possono utilizzare come principale combustibile per il riscaldamento domestico la legna: una delle fonti energetiche rinnovabili più economiche, ecologiche e facilmente reperibili.

 

Palazzetti: rivestimento Malmoe
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Un riscaldamento uniforme, sano ed ecocompatibile

gennaio 21, 2011 14.48 by ScAn

Come ottimizzare il comfort della tua casa, grazie ad un riscaldamento uniforme, sano ed ecocompatibile?

Qui alla Palazzetti ci teniamo al tuo benessere, nel pieno rispetto della natura. Grazie alla nostra divisione CHORO, ora possiamo offrirti soluzioni riscaldamento perfettamente calibrate sulle tue abitudini e sulle tue necessità.

Come? Grazie ad un team che, insieme a te, studia un sistema di impiantistica idraulica per collegare un generatore idro (termocamino, stufa o caldaia a biomassa che riscaldano l’acqua dell’impianto) all’impianto esistente, nella massima efficienza ed integrazione con le altre fonti energetiche presenti nell’abitazione (solare, gas, gasolio...).
Dopo un’attenta analisi delle caratteristiche dell’abitazione e delle tue preferenze ed abitudini, il team ti propone la soluzione impiantistica più appropriata.



I sistemi multienergia Choro di Palazzetti sono la risposta più moderna ed efficace per chi desidera armonizzare più generatori di calore privilegiando lo sfruttamento del sole e della legna, riducendo così sensibilmente il consumo di gas.

 

I vantaggi di questa tecnologia sono elevati e possiamo riassumerli in:

Comfort

MASSIMO COMFORT
Garantendo una temperatura costante e uniforme in tutta la casa, la percezione di benessere aumenta e, attraverso la centrale di regolazione climatica, il sistema adatta la gestione dell’energia in casa seguendo l’andamento della temperatura esterna.

Grande risparmio

GRANDE RISPARMIO
Sfruttare al massimo le fonti rinnovabili (sole, legna, pellet….) presenti nell’abitazione, riducendo sensibilmente il numero di accensioni della caldaia a gas, (che a seconda dei casi potrebbe anche non essere installata) puoi arrivare a risparmi anche del 50%. Il sistema Choro usufruisce degli sconti fiscali del 55% della legge finanziaria.

Semplicità di utilizzo

SEMPLICITÀ DI UTILIZZO
Dopo l’installazione, i tecnici Choro si prendono cura di configurare il sistema in modo totalmente personalizzato sulle caratteristiche dell’abitazione e sulle tue esigenze. Poi, attraverso la centralina di termoregolazione, il funzionamento è automatico lasciandoti libero nella scelta della temperatura che desideri.

Facilità di installazione

FACILITÀ DI INSTALLAZIONE
L’ampia gamma di sistemi permette di avere la giusta proposta per ogni abitazione. Choro ha sistemi compatti, preassemblati, completi e collaudati, veloci e facili da installare, predisposti per allacciarsi con grande semplicità a tutte le tue fonti di calore (caldaia tradizionale, caminetto/stufa, pannelli solari), sia a quelle già presenti in casa sia a quelle che vorrai installare in futuro.

 

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Anche per il 2011 sarà possibile la detrazione del 55%

novembre 24, 2010 17.32 by ScAn

E’ notizia di questi giorni che la Camera ha prorogato fino al 31 dicembre 2011 il bonus fiscale che sostiene la riqualificazione energetica degli edifici.

Con l'approvazione da parte della Camera della "Legge di Stabilità 2011" (Finanziaria), tra gli emendamenti presenti anche la detrazione del 55% sulle spese per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici sostenute fino alla data del 31 dicembre 2011. Rispetto ad oggi quindi rimane valida la tipologia di interventi ammessi e la percentuale di detrazione però con il prossimo anno la detrazione dovrà essere spalmata su dieci  anni invece che i cinque attuali.

Qui di seguito il testo dell'emendamento:

"Art. 1 Comma 47-bis. Le disposizioni di cui l'articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura ivi prevista, anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2011. La detrazione spettante ai sensi del presente comma è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 29, comma 6 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, della legge 28 gennaio 2009, n.2."

In questi mesi ci sono state diverse ipotesi sulla proroga della legge che andavano dalla totale abolizione, all'introduzione successiva in un decreto ad hoc "Mille proroghe" che correggeva la Finanziaria, alla riduzione della percentuale al 41% a tetti di spesa diversificati e via discorrendo. Possiamo quindi considerare che ha prevalso solo in parte il buon senso che voleva che la detrazione diventasse una misura stabile con le modalità attuali. L'allungamento a dieci anni del periodo di detrazione la rende meno incisiva rispetto agli attuali cinque anni.

Bisogna ricordare comunque, che la settimana prossima la legge dovrà essere approvata anche dal Senato per essere definitivamente operativa, con la speranza che non venga ulteriormente modificata.

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Polveri sottili: c'è ancora molto da chiarire

novembre 19, 2010 14.22 by PuRe

Venerdì 12 novembre, il settimanale "Il Friuli" ha pubblicato un articolo in cui evidenziava la necessità di bloccare l'uso di stufe e caminetti a biomassa legnosa per poter diminuire i livelli di PM10 dell'aria di Udine.

il friuli_12.11.10.pdf (1,65 mb)

La nostra associazione di categoria, Unicalor del Gruppo Ceced, ha voluto prendere subito una posizione ferma e risoluta, chiarendo alcuni punti e cercando un confronto con l'amministrazione comunale di Udine e con l'ARPA, realizzatrice dello studio sulle polveri sottili effettuato in regione.

Riportiamo qui di seguito la posizione ribadita da Unicalor, da noi totalmente appoggiata, pubblicata oggi da "Il Friuli":

CAMINETTI TECNOLOGICI AMICI DELL'AMBIENTE - I nuovi prodotti riducono di oltre il 70% le polveri emesse

E' ormai ampiamente riconosciuto in tutto il mondo che la biomassa legnosa costituisce una valida fonte energetica alternativa rispetto ai combustibili fossili convenzionali, rappresentando oltre il 50% delle energie rinnovabili in uso in Europa (fonte AEBIOM – Bruxelles).

Oltre ad essere localmente disponibile ed economica, non contribuisce al riscaldamento del pianeta (la CO2 emessa con la combustione è quella assorbita dalla pianta durante il processo fotosintetico per il suo accrescimento), costituendo quindi un valido aiuto per rispettare i parametri del Protocollo di Kyoto e i limiti previsti dall'Unione Europea. Le amministrazioni locali o regionali di tutta Europa ne stanno incentivando e promuovendo l'uso. Utilizzare biomassa come fonte energetica rinnovabile significa: salvaguardare l'ambiente, potenziare l'economia locale e accrescere l'indipendenza dalle importazioni.

Per contro, esiste una reale emergenza PM10 che ha recentemente indirizzato le amministrazioni europee (a tutti i livelli) ad adottare provvedimenti per ridurre le polveri emesse, imponendo precisi limiti minimi di emissioni in rapporto alle prestazioni degli apparecchi utilizzati.
A questo proposito, ricordiamo che caminetti e stufe di ultima generazione hanno rendimenti di 4-6 volte superiori rispetto ai vecchi "fogolar", con emissioni di polveri di almeno il 90% inferiori, come peraltro imposto da tutte le nuove normative europee (15a BV-G – 1.BImSchV).

È evidente, quindi, che la strada da percorrere sia quella, tra l'altro già adottata da diversi paesi e regioni europee (tra cui la Regione Lombardia), di valorizzare i prodotti ad elevata tecnologia per sostituire i focolari "arcaici". Per questo motivo, in quasi tutti i Paesi europei (Francia, Germania, Austria, Inghilterra, Spagna,...) viene dato un incentivo alla sostituzione dei vecchi apparecchi, favorendo così l'acquisto di macchine tecnologicamente più evolute.

Ciò vale per quanto attiene la combustione della legna.

Diverso è il discorso se si parla di pellet. Questa biomassa legnosa, infatti, garantisce una combustione estremamente più pulita. In particolare, la tecnologia dei prodotti a pellet consente di rispettare le più stringenti e severe normative europee ambientali ed i produttori Italiani sono all'avanguardia; riconoscimento che è confermato dalle significative quote di mercato conquistate negli anni in paesi come Germania, Austria, etc...   

Qualsiasi combustione, sia grande sia piccola, produce residui polverosi: questo vale per le centrali elettriche a gasolio, gli inceneritori, i cementifici, tutte le attività industriali, le auto, gli aerei, fino ad arrivare al fumo della sigaretta.

La differenza, però, sta nelle sostanze chimiche che le compongono, perché occorre sottolineare che il parametro PM10 è una misura quantitativa, non qualitativa del particolato e che, dal punto di vista della composizione chimica, esistono diversi tipi di polveri. Le polveri fini sospese in aria hanno certamente effetti diretti sulla salute umana, ma il grado di tossicità risulta diverso in relazione alla loro origine e composizione chimica.

La qualità del combustibile è determinante: è chiaro che nell'aria troveremo ciò che abbiamo messo nel focolare. Gli elementi naturali (carbonio, idrogeno, ossigeno) costituenti il legno dell'albero li ritroveremo nell'aria completamente biodegradabili perché gli agenti atmosferici li ridurranno ad elementi chimici primari, così come avviene da milioni di anni. Diversamente accade se bruciamo materiali di scarto derivanti da residui di lavorazioni, impermeabilizzazioni, verniciature: questi combustibili, prodotti da materiali artificialmente manipolati dall'uomo, producono polveri altamente inquinanti per l'uomo e per l'ecosistema.

Un'ultima riflessione: sicuramente il centro delle città (densamente affollato di condomini multipiano) non può avere un grande numero di canne fumarie a cui collegare apparecchi a biomassa legnosa... eppure, è proprio nel centro delle città che si registrano gli sforamenti ai limiti massimi fissati di PM10. Inoltre, attribuire il 40% del PM10 prodotto alla combustione della legna, non spiegherebbe gli sforamenti che ci sono stati nei mesi caldi.

L'industria è quindi disponibile ad uno scambio di informazioni, per analizzare insieme i dati emersi dallo studio dell'Arpa e per capire come sia emersa la percentuale del 40% di polveri da biomasse legnose presenti nell'aria che respiriamo.

APPROFONDIMENTO

L'Organizzazione Mondiale per la Sanità ritiene che il PM10 non sia proporzionale ai danni sulla salute umana. Ad esempio la presenza di aerosol marini naturali o di polveri sahariane in molte città elevano notevolmente le concentrazioni di PM10. Per questo la Commissione Europea nella sua recente Direttiva sulla qualità dell'aria ambientale 2008/50/EC consente di scorporare le concentrazioni di sostanze naturali del PM10 da quelle di origine antropiche ed introdurrà una concentrazione limite per le particelle di diametro inferiore – PM 2.5 (minore è il diametro delle particelle, maggiore è l'effetto cito-tossico delle stesse). In particolare la Direttiva all'art. 20 "Contributi da fonti naturali" al comma 2 riporta: Nei casi in cui la Commissione è informata di un superamento imputabile a fonti naturali ai sensi del paragrafo 1, detto superamento non è considerato tale ai fini della presente Direttiva.

In condizioni di combustione ottimizzata della biomassa legnosa, le polveri sottili sono composte principalmente da sali. Le moderne tecnologie di combustione hanno infatti elevata resa energetica e generano un bassissimo livello di emissioni.

Parliamo a questo punto di tecnologie costruttive dei moderni caminetti e stufe: la mancanza di una normativa italiana è stata, alla fine, provvidenziale perché ha obbligato le nostre aziende esportatrici ad adottare le normative dei Paesi europei più attenti, già da molti anni, alla qualità dell'aria e quindi alle emissioni. Le imprese più intraprendenti e strutturate si sono attenute alle normative più restrittive e per questo l'Italia ora può vantare il parco produttori all'avanguardia a livello Europeo.

Detto ciò, auspichiamo che in altre sedi si esamini come il fuoco del legno venga trattato nei focolari moderni con processi di catalizzazione o di post-combustione per emettere fumi sempre più puliti, privi di monossido di carbonio (CO) e, in conseguenza, di polveri. La tecnologia ha fatto passi da gigante anche per quanto riguarda i rendimenti: nei nuovi impianti si bruciano quantità di biomassa legnosa inferiori del 50% rispetto ai modelli precedenti e con una riduzione delle polveri emessi di oltre il 70%, per ottenere lo stesso calore reso.

L'industria è convinta che l'armonizzazione delle ricerche condotte oggi in Europa a cura di laboratori pubblici e privati permetterà di fare enormi passi avanti nel livello qualitativo dell'aria mantenendo gli standard di vita attuali. Le piacevoli emozioni derivanti dal calore e della vista del fuoco dei caminetti potranno continuare a riscaldarci con il supporto della tecnologia anche in futuro.

A fronte di ciò, riteniamo che il tema vada approfondito: impegno per il quale Confindustria Ceced Italia si propone come parte attiva, al fine di esaminare con maggiore attenzione la situazione in essere e di valorizzare le nuove tecnologie sviluppate per la combustione della legna.

I numeri del comparto dei caminetti e delle stufe a legna biomassa legnosa:

  • 450 aziende
  • 8.300 rivenditori 
  • 18.700 addetti diretti dell'industria
  • 34.000 addetti nell'indotto
  • 2,5 miliardi di Euro  di fatturato aggregato in Italia

Fonte Unicalor

 

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Alberi e radicchio...

ottobre 21, 2010 18.55 by PuRe

Che differenza c’è tra un cespo di radicchio e un pioppo?

VS

Provocatoriamente possiamo dire: due zeri!

Il radicchio ci mette 30 giorni a crescere, il pioppo 3000 (8 anni)... Ma entrambi sono piante e possono essere piantate e coltivate. Entrambe crescono, ogni minuto, ogni giorno.

Possibile che ci sia ancora qualcuno che crede che la legna sia una fonte ESAURIBILE? Ma non è evidente che, se piantumiamo alberi e curiamo i nostri boschi come meriterebbero, nessuno lamenterebbe più la mancanza di legna?

L'Italia è l'unico Paese Europeo che non ha una politica di piantumazione né di agricoltura energetica, mentre ovunque in Europa c'è sovrabbondanza di legna. I nostri boschi vengono lasciati all'incuria e all'abbandono... Praticamente stanno marcendo di fronte alla nostra impotenza.


 
Stiamo utilizzando solo il 20% della loro crescita, il resto marcisce. Ed è tutto legno perso, tutto materiale adatto alla realizzazione di pannelli in truciolare utili all’industria del legno-arredo.

Oggi sul Gazzettino è uscito questo articolo

Non è l'utilizzo del legno come fonte energetica che priva il comparto dell'arredo del materiale che gli serve per vivere. Il problema è la totale assenza di una politica di ripiantumazione in grado di rendere disponibili le quantità di legna necessaria per entrambe le cose: truciolare e pellet.

Che poi, diciamoci la verità, sapete che parte della legna si usa per fare il pellet? LA SEGATURA!

E sapete a cosa serve per fare pannelli? CORTECCIA E RAMAGLIA.

Parti diverse dell'albero... una cosa non toglie niente all’altra, anzi! Le due lavorazioni sono complementari.

Una corretta politica di cura dei boschi e di piantumazione è la via che dobbiamo percorrere tutti insieme per avere mobili di qualità, garantiti dal made in Italy , il calore naturale ed eco-sostenibile dalla legna che scoppietta dentro ad un bel caminetto e, insieme a tutto questo, l'immenso piacere di ricchi boschi da vivere e grandi distese di alberi... che tra l'altro, mentre crescono, ci permettono di respirare un'aria più pulita e più sana.

   

 

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Documentazione per la tecnica solare - Parte 2

agosto 25, 2010 11.54 by ScAn

Contiuiamo il percorso iniziato QUI, dove abbiamo parlato di del funzionamento del collettore solare termico. Oggi ci concentriamo invece sui fattori che determinano la scelta di un sistema solare

Pannelli solari

Nella scelta di un sistema solare ci sono diversi fattori da prendere in esame e a seconda dei casi hanno più o meno peso nella scelta.

Direi che il parametro più importante è sicuramente quello dei consumi di acqua calda. Nel caso della sola produzione di ACS bisogna prendere in considerazione il numero di componenti familiari e la contemporaneità di utilizzo.

A titolo di esempio si considera che il consumo medio giornaliero di ACS per una persona sia di 50 litri.

Fare con efficacia integrazione al riscaldamento dipende direttamente dal fabbisogno di calore dell'edificio e dalla quota di copertura solare desiderata. Bisogna sottolineare però che l'integrazione ha un senso solamente quando il riscaldamento è effettuato con impianti in bassa temperatura (pavimento, parete,soffitto...) e in una casa a basso consumo energetico.

Personalmente non sono promotore dei sistemi a circolazione naturale sia per questioni estetiche ma soprattutto per questioni energetiche. Si installa un sistema per produrre calore nella zona più fredda della casa, l'esterno!!

D'altra parte se l'utilizzo dell'abitazione è saltuario o le condizioni climatiche sono estremamente favorevoli hanno senso anche gli impianti a circolazione naturale.

Nei sistemi forzati và considerata la disponibilità di spazio per posizionare l'accumulo e quindi un locale tecnico dedicato. I collettori vanno installati preferibilmente a Sud, e con installazioni ad est o ovest si dovranno applicare dei fattori di correzione per capire di quanto aumentare la superficie captante. Scelta non marginale, è anche quella estetica, visto che l'installazione può avvenire incassata nel tetto, sopra il tetto esistente, su un lastrico solare o in giardino (in alcune zone di Italia è proibito installare pannelli a circolazione naturale - con serbatoio in vista sul tetto -  per l'alto impatto estetico).

Pannelli solari

Esistono varie tipologie di pannelli ma fondamentalmente si parla di pannelli piani e pannelli a tubi. Ogni costruttore, con una serie di argomentazioni più o meno efficaci spinge in direzione del proprio prodotto. Vedremo nel prossimo articolo come riuscire a identificare le migliori prestazioni di ogni pannello. Consiglio però di non fermarsi unicamente ai dati tecnici ma valutare anche le caratteristiche costruttive (guarnizioni, telaio, vetro, sistemi anticondensa...), considerato che i collettori subiscono elevati stress termici e sono soggetti ad intemperie. Non sono rari i casi di pannelli con buone prestazioni sulla carta ma poco durevoli o inefficaci una volta messi in esercizio.
Alla prossima puntata.

Clicca QUI per leggere la terza parte

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Documentazione per la tecnica solare - Parte 1

luglio 29, 2010 13.29 by ScAn
Impianto solare termico

Ciao a tutti! Eccomi qui per continuare a proporvi le mie riflessioni sui sistemi termoidraulici.

Considerato il diffondersi dei sistemi solari negli ultimi anni, approfitto per dare una serie di consigli e definizioni che possono tornare utili per fare chiarezza in un argomento che, anche se è diventato di percezione comune, in realtà ha una sua complessità.

 

Collettore solare termico - Funzionamento

L’energia solare, energia a costo zero di cui beneficiamo, arriva praticamente in ogni regione d’Italia e raggiunge valori di picco intorno ai 1300 Kwh/mq.

Si parla di sistemi solari fotovoltaici quando i pannelli (o anche delle pellicole) ricevono la luce solare e la trasformano in corrente elettrica. In questo articolo prendiamo in esame invece, i sistemi solari termici che sfruttano  l’irraggiamento che colpisce dei collettori (piani o a tubi) per produrre acqua calda in un accumulo.

A seconda della stagione la potenza del sole può integrare i nostri bisogni energetici di calore o addirittura, come nel periodo estivo, coprirli interamente.

Parliamo di impianti per la produzione dell’acqua calda per lavarsi (Acqua Calda Sanitaria) oppure ad Integrazione quando l’energia oltre che a scaldare l’ACS va ad integrare anche l’impianto di riscaldamento.

Nei sistemi solari è necessaria l’installazione di un bollitore per poter accumulare calore nelle ore diurne e per poterlo poi rilasciare la sera o la notte. Esiste una proporzione tra capacità in litri dell’accumulo e numero dei pannelli solari che dovrebbe puntare alla massima efficacia: Solitamente si abbina un accumulo di 300 litri a due pannelli solari, in realtà i fattori da considerare possono essere molteplici (dimensione dei pannelli, numero di persone in casa, orientamento del tetto...).

Esistono sistemi a circolazione naturale quando l’accumulo dell’acqua è posizionato sul tetto insieme ai collettori solari; la circolazione avviene in questo caso grazie alla sola pressione dell’acquedotto. Nei sistemi a circolazione forzata i collettori sono invece collegati ad un accumulo remotato (posizionato all’interno dell’abitazione) e il flusso dell’acqua avviene tramite una pompa.

Il collettore solare, che è ovviamente posizionato all’aperto (su tetto piano, falda o in giardino) e riempito di acqua, in alcune zone d’Italia potrebbe rompersi per il gelo; nei sistemi forzati è quindi necessario proteggerlo aggiungendo glicole all’acqua del circuito (a seconda della percentuale usata aumenta la capacità di antigelo), mentre nei sistemi a circolazione naturale si installa una resistenza elettrica.

Quando l’accumulo ha interamente raggiunto la temperatura impostata, e i collettori solari non hanno più possibilità di scambiare calore, entra in funzione il vaso di espansione che ha il compito di assorbire la dilatazione (dovuta all’aumento di temperatura) dell’acqua glicolata.

Nella prossima puntata cercheremo di analizzare le caratteristiche dei diversi collettori solari per scegliere il più idoneo al nostro impianto.

Clicca QUI per leggere la seconda parte

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Il sistema CHORO al servizio di una struttura alberghiera

giugno 10, 2010 11.38 by ScAn
LA facciata principale dell'Hotel Rosa Antico

L’hotel "Rosa Antico" è una antica villa del 1500 appartenuta ad un principe spagnolo successivamente trasformata in uno splendido albergo, caratterizzato dall'ampio uso di pietra leccese sia sulla facciata che negli interni.

L'albergo è situato alle porte di Otranto (LE), la città più ad Oriente d'Italia che rappresenta quel meraviglioso luogo che è il Salento.

La struttura è composta oltre alle parti comuni da 25 camere, due suite e tre appartamenti ed il sistema di riscaldamento esistente era caratterizzato da una caldaia a gas gpl, una pompa di calore e da un sistema solare di 10 pannelli collegato ad un accumulo di 2000 litri che, per la tipologia di installazione usata e la bassa qualità dei prodotti penalizzava fortemente l'apporto energetico del sole, rendendolo in pratica nullo e chiamando continuamente a ripetute e dispendiose accensioni la caldaia a gas.

Nel 2009 si è deciso di riqualificare l'impianto termico, ripensando completamente la centrale termica, con lo scopo di ridurre gli alti costi di gestione che impedivano di fatto di utilizzare l'albergo nella bassa-media stagione.

La ditta installatrice Coletta soddisfatta del lavoro svolto in centrale termicaLa collaborazione con i nostri partner, dalla riconosciuta ottima competenza e disponibilità, a partire dalla ditta "Coletta Climambiente"  di Racale (LE) per l'installazione e l'Ing. Papa per la progettazione, ci ha dato la possibilità di partecipare alla realizzazione del nuovo impianto.

La divisione sistemi Choro di Palazzetti ha fornito, in prima battuta, un sistema solare di 10 pannelli solari serie WKS da affiancare al vecchio impianto solare esistente, di accumuli inerziali per un totale di 2.000 litri e di una caldaia a pellet modello Regina da 30 Kw per compensare i picchi di consumo.

Talmente clamorosa è stata l'efficienza del nuovo sistema solare che la proprietà ha deciso di sostituire anche il vecchio sistema con ulteriori dieci pannelli WKS. Per ottimizzare i costi di gestione il sistema prevede di sfruttare al massimo l'energia solare accumulata attraverso un preciso controllo delle temperature nei vari accumuli e garantendo la corretta stratificazione degli stessi.

I venti collettori solari WKS installati sul lastrico solareAlla caldaia a pellet è delegato il compito di intervenire per coprire i picchi di consumo quando l'energia solare non è sufficiente a garantire il comfort termico. Il risultato finale misurato nella prima stagione invernale ha permesso di verificare costi del riscaldamento che sono diminuiti del 60% rispetto all'anno precedente.

Enfatizzando il nuovo sistema diremo che l'impianto, in alcune settimane invernali in cui c’è stato un buon irraggiamento solare, è stato in grado di portare il costo per l'energia termica dai 2.000 € settimanali di Gpl ai 15 € giornalieri (circa 110 € settimanali) per il pellet consumato dalla caldaia preposta ad integrare l'energia fornita dal sole.

Parte della centrale termica con in evidenza la caldaia a pellet modello PE L'intero sistema è gestito e controllato automaticamente con una serie di sensori (uno per stanza) e di dispositivi che permettono al programma PLC di percepire istantaneamente i carichi energetici e le presenze nelle varie parti della struttura adeguando la potenza termica necessaria al fabbisogno.

L'ottima riuscita del nuovo impianto termico è stata anche occasione per svolgere due convegni tecnici diretti a progettisti ed installatori, svolti all'interno della struttura stessa, che hanno avuto come momento clou, oltre alla visita anche la spiegazione del nuovo sistema di riscaldamento Choro.

Possiamo quindi affermare che l'obiettivo iniziale, richiesto dai proprietari dell'albergo è stato pienamente raggiunto. L'Hotel Rosa Antico rappresenta un caso concreto di riqualificazione energetica in cui si è realizzato un impianto importante, esempio di corretto utilizzo delle fonti rinnovabili e, come nella mission del gruppo Palazzetti, di responsabilità ambientale.

Un momento del convegno con il nostro relatore Marco Argentin
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