Documentazione per la tecnica solare - Parte 2

agosto 25, 2010 11.54 by ScAn

Contiuiamo il percorso iniziato QUI, dove abbiamo parlato di del funzionamento del collettore solare termico. Oggi ci concentriamo invece sui fattori che determinano la scelta di un sistema solare

Pannelli solari

Nella scelta di un sistema solare ci sono diversi fattori da prendere in esame e a seconda dei casi hanno più o meno peso nella scelta.

Direi che il parametro più importante è sicuramente quello dei consumi di acqua calda. Nel caso della sola produzione di ACS bisogna prendere in considerazione il numero di componenti familiari e la contemporaneità di utilizzo.

A titolo di esempio si considera che il consumo medio giornaliero di ACS per una persona sia di 50 litri.

Fare con efficacia integrazione al riscaldamento dipende direttamente dal fabbisogno di calore dell'edificio e dalla quota di copertura solare desiderata. Bisogna sottolineare però che l'integrazione ha un senso solamente quando il riscaldamento è effettuato con impianti in bassa temperatura (pavimento, parete,soffitto...) e in una casa a basso consumo energetico.

Personalmente non sono promotore dei sistemi a circolazione naturale sia per questioni estetiche ma soprattutto per questioni energetiche. Si installa un sistema per produrre calore nella zona più fredda della casa, l'esterno!!

D'altra parte se l'utilizzo dell'abitazione è saltuario o le condizioni climatiche sono estremamente favorevoli hanno senso anche gli impianti a circolazione naturale.

Nei sistemi forzati và considerata la disponibilità di spazio per posizionare l'accumulo e quindi un locale tecnico dedicato. I collettori vanno installati preferibilmente a Sud, e con installazioni ad est o ovest si dovranno applicare dei fattori di correzione per capire di quanto aumentare la superficie captante. Scelta non marginale, è anche quella estetica, visto che l'installazione può avvenire incassata nel tetto, sopra il tetto esistente, su un lastrico solare o in giardino (in alcune zone di Italia è proibito installare pannelli a circolazione naturale - con serbatoio in vista sul tetto -  per l'alto impatto estetico).

Pannelli solari

Esistono varie tipologie di pannelli ma fondamentalmente si parla di pannelli piani e pannelli a tubi. Ogni costruttore, con una serie di argomentazioni più o meno efficaci spinge in direzione del proprio prodotto. Vedremo nel prossimo articolo come riuscire a identificare le migliori prestazioni di ogni pannello. Consiglio però di non fermarsi unicamente ai dati tecnici ma valutare anche le caratteristiche costruttive (guarnizioni, telaio, vetro, sistemi anticondensa...), considerato che i collettori subiscono elevati stress termici e sono soggetti ad intemperie. Non sono rari i casi di pannelli con buone prestazioni sulla carta ma poco durevoli o inefficaci una volta messi in esercizio.
Alla prossima puntata.

 

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Documentazione per la tecnica solare - Parte 1

luglio 29, 2010 13.29 by ScAn
Impianto solare termico

Ciao a tutti! Eccomi qui per continuare a proporvi le mie riflessioni sui sistemi termoidraulici.

Considerato il diffondersi dei sistemi solari negli ultimi anni, approfitto per dare una serie di consigli e definizioni che possono tornare utili per fare chiarezza in un argomento che, anche se è diventato di percezione comune, in realtà ha una sua complessità.

 

Collettore solare termico - Funzionamento

L’energia solare, energia a costo zero di cui beneficiamo, arriva praticamente in ogni regione d’Italia e raggiunge valori di picco intorno ai 1300 Kwh/mq.

Si parla di sistemi solari fotovoltaici quando i pannelli (o anche delle pellicole) ricevono la luce solare e la trasformano in corrente elettrica. In questo articolo prendiamo in esame invece, i sistemi solari termici che sfruttano  l’irraggiamento che colpisce dei collettori (piani o a tubi) per produrre acqua calda in un accumulo.

A seconda della stagione la potenza del sole può integrare i nostri bisogni energetici di calore o addirittura, come nel periodo estivo, coprirli interamente.

Parliamo di impianti per la produzione dell’acqua calda per lavarsi (Acqua Calda Sanitaria) oppure ad Integrazione quando l’energia oltre che a scaldare l’ACS va ad integrare anche l’impianto di riscaldamento.

Nei sistemi solari è necessaria l’installazione di un bollitore per poter accumulare calore nelle ore diurne e per poterlo poi rilasciare la sera o la notte. Esiste una proporzione tra capacità in litri dell’accumulo e numero dei pannelli solari che dovrebbe puntare alla massima efficacia: Solitamente si abbina un accumulo di 300 litri a due pannelli solari, in realtà i fattori da considerare possono essere molteplici (dimensione dei pannelli, numero di persone in casa, orientamento del tetto...).

Esistono sistemi a circolazione naturale quando l’accumulo dell’acqua è posizionato sul tetto insieme ai collettori solari; la circolazione avviene in questo caso grazie alla sola pressione dell’acquedotto. Nei sistemi a circolazione forzata i collettori sono invece collegati ad un accumulo remotato (posizionato all’interno dell’abitazione) e il flusso dell’acqua avviene tramite una pompa.

Il collettore solare, che è ovviamente posizionato all’aperto (su tetto piano, falda o in giardino) e riempito di acqua, in alcune zone d’Italia potrebbe rompersi per il gelo; nei sistemi forzati è quindi necessario proteggerlo aggiungendo glicole all’acqua del circuito (a seconda della percentuale usata aumenta la capacità di antigelo), mentre nei sistemi a circolazione naturale si installa una resistenza elettrica.

Quando l’accumulo ha interamente raggiunto la temperatura impostata, e i collettori solari non hanno più possibilità di scambiare calore, entra in funzione il vaso di espansione che ha il compito di assorbire la dilatazione (dovuta all’aumento di temperatura) dell’acqua glicolata.

Nella prossima puntata cercheremo di analizzare le caratteristiche dei diversi collettori solari per scegliere il più idoneo al nostro impianto.

 

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Il sistema CHORO al servizio di una struttura alberghiera

giugno 10, 2010 11.38 by ScAn
LA facciata principale dell'Hotel Rosa Antico

L’hotel "Rosa Antico" è una antica villa del 1500 appartenuta ad un principe spagnolo successivamente trasformata in uno splendido albergo, caratterizzato dall'ampio uso di pietra leccese sia sulla facciata che negli interni.

L'albergo è situato alle porte di Otranto (LE), la città più ad Oriente d'Italia che rappresenta quel meraviglioso luogo che è il Salento.

La struttura è composta oltre alle parti comuni da 25 camere, due suite e tre appartamenti ed il sistema di riscaldamento esistente era caratterizzato da una caldaia a gas gpl, una pompa di calore e da un sistema solare di 10 pannelli collegato ad un accumulo di 2000 litri che, per la tipologia di installazione usata e la bassa qualità dei prodotti penalizzava fortemente l'apporto energetico del sole, rendendolo in pratica nullo e chiamando continuamente a ripetute e dispendiose accensioni la caldaia a gas.

Nel 2009 si è deciso di riqualificare l'impianto termico, ripensando completamente la centrale termica, con lo scopo di ridurre gli alti costi di gestione che impedivano di fatto di utilizzare l'albergo nella bassa-media stagione.

La ditta installatrice Coletta soddisfatta del lavoro svolto in centrale termicaLa collaborazione con i nostri partner, dalla riconosciuta ottima competenza e disponibilità, a partire dalla ditta "Coletta Climambiente"  di Racale (LE) per l'installazione e l'Ing. Papa per la progettazione, ci ha dato la possibilità di partecipare alla realizzazione del nuovo impianto.

La divisione sistemi Choro di Palazzetti ha fornito, in prima battuta, un sistema solare di 10 pannelli solari serie WKS da affiancare al vecchio impianto solare esistente, di accumuli inerziali per un totale di 2.000 litri e di una caldaia a pellet modello Regina da 30 Kw per compensare i picchi di consumo.

Talmente clamorosa è stata l'efficienza del nuovo sistema solare che la proprietà ha deciso di sostituire anche il vecchio sistema con ulteriori dieci pannelli WKS. Per ottimizzare i costi di gestione il sistema prevede di sfruttare al massimo l'energia solare accumulata attraverso un preciso controllo delle temperature nei vari accumuli e garantendo la corretta stratificazione degli stessi.

I venti collettori solari WKS installati sul lastrico solareAlla caldaia a pellet è delegato il compito di intervenire per coprire i picchi di consumo quando l'energia solare non è sufficiente a garantire il comfort termico. Il risultato finale misurato nella prima stagione invernale ha permesso di verificare costi del riscaldamento che sono diminuiti del 60% rispetto all'anno precedente.

Enfatizzando il nuovo sistema diremo che l'impianto, in alcune settimane invernali in cui c’è stato un buon irraggiamento solare, è stato in grado di portare il costo per l'energia termica dai 2.000 € settimanali di Gpl ai 15 € giornalieri (circa 110 € settimanali) per il pellet consumato dalla caldaia preposta ad integrare l'energia fornita dal sole.

Parte della centrale termica con in evidenza la caldaia a pellet modello PE L'intero sistema è gestito e controllato automaticamente con una serie di sensori (uno per stanza) e di dispositivi che permettono al programma PLC di percepire istantaneamente i carichi energetici e le presenze nelle varie parti della struttura adeguando la potenza termica necessaria al fabbisogno.

L'ottima riuscita del nuovo impianto termico è stata anche occasione per svolgere due convegni tecnici diretti a progettisti ed installatori, svolti all'interno della struttura stessa, che hanno avuto come momento clou, oltre alla visita anche la spiegazione del nuovo sistema di riscaldamento Choro.

Possiamo quindi affermare che l'obiettivo iniziale, richiesto dai proprietari dell'albergo è stato pienamente raggiunto. L'Hotel Rosa Antico rappresenta un caso concreto di riqualificazione energetica in cui si è realizzato un impianto importante, esempio di corretto utilizzo delle fonti rinnovabili e, come nella mission del gruppo Palazzetti, di responsabilità ambientale.

Un momento del convegno con il nostro relatore Marco Argentin
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La combustione a legna: amica della natura

febbraio 18, 2010 11.13 by Lucky

Sgombriamo il campo da equivoci: il processo di combustione (quale che sia la fonte di energia utilizzata) determina sempre l'emissione di "polveri sottili" in ambiente.

Lo sforzo cui siamo chiamati consiste dunque nel minimizzare l'impatto ambientale di questo processo. Sulla portata dell'impatto ambientale incidono:

  • il combustibile utilizzato (petrolio, carbone, gas naturale, biomassa)
  • la qualità del processo di combustione.

Qualsiasi combustione determina l'emissione di anidride carbonica, che a sua volte contribuisce ad accentuare il cosiddetto "effetto serra".

Perché l'utilizzo della legna come combustibile da riscaldamento può ritenersi vantaggioso rispetto agli altri combustibili?

La legna ha le seguenti caratteristiche: 

  • E’ una fonte di energia disponibile in enormi quantità ed è rinnovabile (che vuol dire che non tende ad esaurirsi, perché si riproduce sia naturalmente sia attraverso politiche di ripiantumazione). Ci sono tecniche di utilizzo della legna che consentono di non impoverire l'ecosistema boschivo nel tempo. Con un vantaggio anche sul piano della stabilità del prezzo di questa fonte di energia. Le fonti di energia esauribili, invece, con il diminuire delle riserve aumenteranno di prezzo.
  • E’ una fonte di energia neutrale! L'anidride carbonica emessa nel processo di combustione verrà riassorbita dalle piante che poi, trattenendo il carbonio nel loro processo di crescita, libereranno ossigeno nell'ambiente. Questo è un aspetto di fondamentale differenziazione rispetto agli altri combustibili fossili, perché con questi ultimi l’anidride carbonica prodotta con la combustione si aggiunge al bilancio del pianeta.
  • E’ una fonte di energia pulita! Se la combustione avviene "correttamente", i residui sono sostanze naturali in concentrazioni non tossiche per gli esseri umani (http://www.eniscuola.net/sviluppo.aspx?id=7 ).
  • E’ una fonte di energia più economica rispetto agli altri combustibili, circostanza che non guasta! L'utilizzo della legna (e quindi del pellet) come fonte di riscaldamento consente risparmi sostanziosi sulla spesa annua per il riscaldamento domestico (http://www.centroconsumatori.it/40v26395d22672.html )
  • E’ una fonte di energia in grado di creare lavoro a livello locale; tutta l'attività che gira attorno alla produzione di legna da ardere crea posti di lavoro nell'economia locale.

Cosa vuol dire bruciare "correttamente" la legna?

E’ qui che entra in gioco il ruolo dei focolari. Perché la combustione perfetta sarebbe neutrale rispetto all'ambiente, ma non è possibile realizzarla.
Dunque, quanto migliore è l'efficienza del focolare, tanto più la combustione tenderà ad essere meno impattante per l'ambiente.

Se la legna è bruciata in focolari efficienti e ad alto rendimento, la combustione della legna è amica della natura!
I focolari Palazzetti, grazie alla esclusiva doppia combustione, permettono di avere un'alta efficienza dei processi di combustione e, di conseguenza, una combustione "pulita".

 

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Un moderno sistema di riscaldamento: Curva climatica

dicembre 10, 2009 13.08 by ScAn

Dopo la puntata di esordio, continuo con le mie riflessioni sui sistemi di riscaldamento.

Ai tempi della trasmissione di Renzo Arbore "Quelli della notte" c'era un simpatico personaggio che citava proverbi "sempre veri":

"è meglio essere ricchi e felici che poveri e tristi".

Allo stesso modo io mi permetto di dire:

"più freddo fa d'inverno e maggiore è il combustibile che serve".

Voglio, con questa battuta e con le riflessioni che seguono, sottolineare che il fattore principale che influenza il comfort all'interno dell'abitazione e i relativi consumi energetici è "la temperatura esterna".

Quando siamo in fase di costruzione della casa, prendiamo decisioni sull'isolamento dell'abitazione, sul tipo di generatore da installare  o magari su un sistema integrato di generatori multi energia (Choro), sul sistema di distribuzione (pavimento, radiatori, ventilconvettori...), sulla tipologia e la posizione dei termostati in ambiente e così via. Siamo di fronte a varie possibilità, e abbiamo una grande varietà di soluzioni disponibili, siamo quindi grandi protagonisti sul comfort e sul risparmio energetico della nostra abitazione.

Una volta però che abbiamo realizzato la casa e l'impianto, e che quindi le scelte non sono più modificabili (a meno di un nuovo intervento sulla struttura o l'apporto di un nuovo  generatore) le nostre possibili opzioni per mantenere il comfort e risparmiare nell'utilizzo calano drasticamente.

Nella gestione dell'impianto realizzato abbiamo fondamentalmente a disposizione solo due opzioni: agire sulla temperatura all'interno dell'abitazione e, ma solo se ho realizzato un impianto multi energia, utilizzare il generatore più conveniente (es. caminetto, stufa a pellet, caldaia a legna...) invece che il generatore più dispendioso (gas, gasolio…). La grande variante in gioco è indipendente dalla nostra volontà:

"quanto freddoloso è l'inverno".

Usiamo una metafora: pensate ad una casa confortevole come un recipiente che deve rimanere sempre pieno di acqua; considerate ora il consumo energetico come un foro la cui dimensione varia in funzione alla temperatura esterna. Più grande è il foro, maggiore è la perdita di energia che devo reintegrare perché il recipiente rimanga colmo (confortevole). Ovviamente se volta per volta conosciamo la quantità di acqua che dobbiamo reintegrare possiamo evitare gli sprechi o evitare di non colmare a sufficienza.

Se disegniamo su un grafico l'incrociarsi della temperatura esterna con l'energia necessaria al mantenimento del comfort creiamo una linea continua – "curva climatica" che raffigura in maniera dinamica il nostro recipiente sempre pieno (comfort) al mutare della stagione.  Nella prossima puntata approfondiremo questo concetto con i componenti di impianto necessari e i vantaggi che ne derivano.

 

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Incentivi per l'utilizzo di energie rinnovabili

novembre 22, 2009 22.34 by AnnalisaG

In Italia, già con la legge 449 del 1997 dedicata agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio, erano stati introdotti due commi che prevedevano la detrazione fiscale del 36% dell’IRPEF anche per i generatori di calore che utilizzano, come combustibile, prodotti vegetali con un rendimento non inferiore al 70%, il tutto indipendentemente da eventuali lavori di ristrutturazione.

Otre al prezzo pagato per la stufa o camino, la legge consente di detrarre anche i lavori di posa in opera se regolarmente riportati in fattura. Oltre al 36% dell’IRPEF, è possibile anche detrarre il 55% dell’IRPEF, esteso anche ai prodotti a biomassa dalla legge finanzia per il 2008, n. 244 del 24/12/2007 art. 1 comma 286. In tal caso i prodotti devono rispettare dei requisiti più severi rientrando nella classe 3 secondo la UNI EN 303/5.

Per approfondimenti sulle detrazioni fiscali e relativi iter da seguire per poterne usufruire, potete visitare il nostro Forum, alla sezione normative e garanzie. http://forum.palazzetti.it/Default.aspx?g=topics&f=28

Anche in Europa ci sono diversi Stati che danno sovvenzioni per l’acquisto di prodotti a biomassa ad alto rendimento, tra i quali la Germania, in cui si sovvenzionano tutte le stufe a pellet escluse quelle a cippato, con una potenza tra i 5 e i 100 Kw. Il rimborso previsto è di 36 € per Kw di potenza nominale installata, per importi minimi di 500 € per le stufe ventilate  e 1000 € per le Idro.

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Ci risiamo: vogliono togliere il 55% dal 2010

ottobre 1, 2009 14.55 by Gianni

Ci risiamo: nella nuova Finanziaria al momento non c'è traccia della copertura necessaria a sostenere l'applicazione della norma relativa allo sgravio fiscale del 55% nel 2010.

Abbiamo visto tutti come le agevolazioni sugli interventi per evitare gli sprechi energetici in casa abbiano consentito a centinaia di migliaia di famiglie di risparmiare, abbiano contribuito a creare nuovi posti di lavoro, abbiano ridotto l'emissione di gas serra.

Perché quindi, ancora una volta, pensare di eliminare gli sgravi fiscali?

Anche quest'anno infatti (l'anno scorso ci fu una marcia indietro all'ultimo minuto) il governo dimostra di non volersi impegnare fino in fondo per sostenere interventi per la salvaguardia del pianeta e il risparmio delle famiglie.

Ritengo opportuno riportare quanto detto dal responsabile ambiente del Pd Ermete Realacci:
"Il bonus del 55% è stata una misura che ha ottenuto effetti importanti. Lo hanno utilizzato centinaia di migliaia di famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro favorendo l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia. Eliminarlo significa dare un colpo al sistema delle piccole e medie imprese che attraverso l'edilizia legata di qualità si qualificano nel mercato più avanzato e significa anche mettere le mani nelle tasche delle famiglie: tra una casa ben costruita, con le migliori apparecchiature per l'illuminazione e per gli elettrodomestici, e una casa costruita male c'è una differenza di spesa annua che vale circa mille euro a famiglia".

Tutto questo non è accettabile, dobbiamo batterci anche quest'anno affinchè il Governo faccia marcia indietro su tale provvedimento.

Clicca qui per collegarti al nostro forum e discutere dell'argomento

 

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Dopo il G8: proposte concrete per l'utilizzo delle energie rinnovabili

luglio 16, 2009 13.51 by PuRe

Finalmente un segnale concreto del Governo italiano verso l'utilizzo di energie rinnovabili (solare, eolico e biomasse). In un articolo pubblicato dal Corriere delle Sera di domenica 12 luglio, il giornalista Caprara fa un focus sulle ultime direttive stabilite dal G8 e sulle proposte concrete del Ministro Prestigiacomo

Riportiamo anche qui il testo dell'articolo... Che sia finalmente la volta buona per portare l'Italia al livello degli altri Paesi europei?

«Il clima e il 2050: servono tappe più vicine e concrete»
La Prestigiacomo: un patto da 12 miliardi Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici

MILANO - «La riduzione dell' 80 per cento delle emissioni di gas serra per il 2050 stabilita dal G8 è importante come meta finale ma per raggiungerla è necessario concretizzare prima delle tappe intermedie senza le quali si rimane nel campo delle buone intenzioni. L' Europa ha dato il buon esempio ma altre se ne possono stabilire anche a livello nazionale dando corpo ad azioni pratiche da cui ottenere risultati utili». Con questa idea Stefania Prestigiamo, ministro dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare aprirà domani alla Fondazione Cini di Venezia i lavori del comitato esecutivo del Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC). Tra le architetture del Palladio gli specialisti internazionali inizieranno l' esame dei nuovi dati disponibili con i quali scrivere il «5° Rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici» da completare per il 2014. L' ultimo era del 2007. Le conclusioni sono attese perché i segnali raccolti dagli scienziati sono talvolta allarmanti e tal' altra confusi per cui, come la stessa amministrazione americana ha sottolineato, «è necessario far chiarezza». «Dobbiamo agire in fretta e soprattutto creare un più stretto rapporto tra scienziati e politici per definire che cosa fare», nota Stefania Prestigiacomo. «In questa direzione - prosegue - va il patto per l' ambiente siglato pochi giorni fa con undici grandi società e enti privati italiani e l' istituzione di un fondo pubblico per sostenere piccole e medie aziende, centri commerciali, ospedali, scuole ma anche singoli condomini nell' introdurre nuove tecnologie energetiche e tagliare i consumi». I nomi coinvolti (Enel, Eni, Italcementi, Pirelli, Edison, Società Autostrade, Edipower, Enac, Ferrovie dello Stato, Finbieticola, Sorgenia e Terna) si impegnano a sviluppare progetti e modificare le fonti energetiche delle loro sedi produttive facendo ricorso a fonti rinnovabili (tra cui solare, eolico e biomasse) e contemporaneamente ad aumentare l' efficienza energetica dei loro impianti. Per ridurre le emissioni dei gas serra tra i progetti da attuare c' è anche la cattura e lo stoccaggio dell' anidride carbonica. A tal fine le società si impegnano a investire 12 miliardi di euro entro il 2013. Efficienza energetica significa da una parte risparmiare sostituendo ad esempio vecchi motori e dall' altra aumentare la produttività. «Ministero dell' Ambiente e società verificheranno congiuntamente lo svolgersi dei progetti per rispettare i tempi - precisa il ministro - e il governo si impegna ad abbattere le regole inutili agevolando con norme semplici il raggiungimento degli obiettivi». Il nuovo fondo istituito, invece, ha una disponibilità di 600 milioni di euro ed un prestito a bassissimo interesse (0,50 per cento). In questo caso gli obiettivi riguardano in particolare l' installazione di impianti di «cogenerazione diffusa» in grado di produrre elettricità, calore o freddo a seconda delle necessità. «In tal modo, generando dei risparmi - aggiunge Prestigiacomo - vogliamo ridurre la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e mettere in moto un mercato di apparecchiature energetiche che aiuterà l' economica. Per rendere semplice l' accesso al credito da parte del condominio piuttosto che della piccola azienda o del centro commerciale, in collaborazione con la Cassa depositi e prestiti abbiamo reso disponibili tutti gli sportelli bancari». Il prestito dovrà essere restituito in 24 mesi e il meccanismo servirà a rialimentare il fondo stesso. «Finora in Italia sono attivi solo grandi gruppi stranieri nelle tecnologie energetiche alternative - rileva il ministro - e questo patto tra pubblico e privato serve a stimolare iniziative produttive più nazionali mettendo in pratica, nel contempo, gli obiettivi del pacchetto energia/ambiente approvato dall' Unione. Anzi, il nostro Paese è in ritardo rispetto agli altri europei». Il problema ambientale si risolve solo attraverso il ricorso a nuove tecnologie, come il G8 ha ricordato. Ma è contemporaneamente indispensabile compiere un balzo di conoscenza scientifica e ciò che uscirà dalla riunione di Venezia sarà importante per le decisioni che dovranno essere prese a Copenaghen alla fine dell' anno quando si riscriveranno gli accordi di Kyoto.

 corsera_12.07.09.pdf (2,28 mb)

 

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ISH di Francoforte 2009: che fiera!

aprile 7, 2009 15.52 by Micheluca

Quest'anno, per la prima volta da quando lavoro alla Palazzetti, sono stato inserito nel gruppo del personale che, a vario titolo, avrebbe partecipato alla più importante fiera sulle energie rinnovabili, condizionamento e sanitario a livello mondiale, l'ISH di Francoforte.

A causa del mio terrore nel volare (lo so: una paura stupida), in auto con me a farmi "compagnia" Mac79, Franco e Renzo.
Il viaggio all'andata è stato una vera impresa in quanto, da Tarvisio a Monaco, siamo entrati ed usciti dalla bufera di neve diverse volte, alternata da schiarite improvvise.

I paesaggi cambiano, sfioriamo a Monaco l'Allianz Arena che, per me, amante e tifoso del calcio, ha un fascino particolare.
Pale eoliche sulla strada per FrancoforteLa cosa che mi colpisce, passando tra i piccoli paesi che l'autostrada lambisce, è il vedere i tetti costellati da impianti con pannelli solari e fotovoltaici per un massiccio sfruttamento dell'energia solare.
Anche l'apparire di tanto in tanto di enormi pale eoliche, per sfruttare quel fastidioso vento che si insinua tra le colline, mi fa riflettere e pensare al perché in Italia dobbiamo essere l'ultima ruota del carro in qualsiasi situazione, visto che abbiamo condizioni migliori per sfruttare queste energie pulite e inesauribili.

Arriviamo a Francoforte, centro finanziario della Germania. Come in tutte le metropoli, la vita si svolge frenetica e caotica e decidiamo di muoverci, per comodità logistiche, con la metropolitana.
Mac, tra i vari consigli per affrontare i giorni in fiera, mi aveva avvisato di dotarmi di scarpe comode perché, mi diceva, "guarda che ce n'è da camminare" e  tra me e me pensavo "il fisico non è quello di un tempo ma di camminare sono ancora in grado".

Il giorno d'apertura, in metropolitana, con l'avvicinarsi alla fermata ricavata all'interno del centro fieristico, salgono sempre più numerosi uomini con i loro completi grigio scuro e sempre accompagnati dalle loro inseparabili ventiquattr'ore, molti dei quali già che discutono di lavoro attraverso i loro cellulari con quegli sguardi persi nel vuoto.

Gli spostamenti all'ISH avvengono anche con scale mobili e nastri di scorrimentoAll'interno gli spazi di colpo si espandono, i corridoi che collegano i vari padiglioni sono lunghi, talmente lunghi che ci sono i nastri di scorrimento per abbreviare i trasferimenti e far rifiatare le persone durante gli spostamenti e le scale mobili, visto che le varie tematiche della fiera si sviluppano su più piani.

Tutti hanno il passo frenetico, sembra quasi la camminata che viene usata dai podisti nelle gare di marcia e molti portano con se qualcosa, depliant, oggettistica per completare  i loro stands.
I padiglioni sono immensi. Le  dimensioni che già avevo mentalmente sovradimensionato, erano state di gran lunga superate.

Palazzetti - Il nostro stand all'ISH 2009Arrivati allo stand Palazzetti, osserviamo incuriositi la dislocazione dei vari prodotti e dei rivestimenti scelti, controllando che tutto sia curato e pronto ad affrontare l'interesse e le curiosità degli operatori del settore e dei privati.
Lo stand lo uso come campo base per la mia prima esplorazione di questo mondo, fatto di una fitta rete di corridoi, dove si dislocano le tantissime imprese che presentano il meglio della loro produzione e novità, per poter affrontare questo momento difficile dell'economia mondiale.

Palazzetti - Il nostro stand all'ISH 2009 E' impossibile visitare tutti i padiglioni in una sola giornata, anche facendolo in modo superficiale: infatti al termine della prima, a malapena ho visitato quello che mi interessa maggiormente e cioè quello delle stufe a pellet e legna.
La prima giornata è terminata, ora i miei piedi mi fanno ricordare le parole di Mac79... Purtroppo non solo i miei piedi, ma anche gambe e schiena chiedono pietà! Dopo una doccia rigenerante e un'abbondante cena in allegria con i colleghi, finalmente torno in albergo  per cadere come un sasso in un sonno profondo.

Nei due giorni successivi mi sono dedicato alla visita degli altri padiglioni, alcuni dei quali in maniera molto rapida perché non inerenti al lavoro che svolgo in azienda.
Tornando a casa, sulla strada, indovinate chi abbiamo incontrato? Si, proprio lei, la neve, che da Monaco ci ha accompagnati fino a casa, come se ci avesse aspettato da dove ci aveva lasciati, per fare la stessa strada insieme.

Finalmente a casa, è notte fonda e come prima cosa vado a vedere i mie due piccoli e la mia dolce metà.

Mi sono mancati molto.

Anche questa esperienza è giunta alla fine, ringrazio la Palazzetti per avermi dato l'opportunità di vedere questa grande fiera che ha arricchito il mio bagaglio tecnico e la mia conoscenza di altre realtà presenti nei mercati del nord Europa, che in Italia difficilmente si vedono.
Domani si ricomincia a vivere la vita quotidiana,  lavorando a progetti con l'obbiettivo inderogabile di preparare prodotti sempre più evoluti e prestazionali, limitando ai minimi termini i valori di emissioni nocive.

 

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Un nuovo modo per riscaldare la casa

febbraio 10, 2009 23.02 by PuRe

L'appuntamento al MADE Expo è stato importante anche per CHORO, divisione termoidraulica che si occupa di sistemi multienergia e che in questa sede ha esposto parte delle innovative soluzioni che propone.

Come funziona Choro by Palazzetti? Choro si fonda sul concetto di diversificazione delle fonti energetiche e, nello specifico, sull'integrazione delle risorse tradizionali (gasolio, metano, gpl, elettricità) con risorse alternative e rinnovabili (ad esempio biomassa legnosa ed energia solare), attraverso il collegamento dei diversi generatori di calore ad una cella termica (o accumulo) comune.

Lo so che l'argomento sembra complicato... e sotto certi aspetti lo è. 
In realtà, il nostro Choro controlla e gestisce automaticamente tutte le componenti e le funzionalità dell'impianto, coordinando contemporaneamente caminetto, pannelli solari, accumulo e distribuzione.  A noi non resta che scegliere la temperatura e goderci un sano caldo naturale e costante!

Moltissimi gli operatori del sottere che sono venuti a scoprire "dal vivo" questo innovativo sistema e vi assicuro che, visto così:

Choro By Palazzetti al Made Expo 2008

tutto diventa più semplice da spiegare!
Chi ha avuto modo di visitare la fiera avrà probabilmente notato che Choro è praticamente unico nel suo genere perché frutto di anni di studio e perfezionamento.

Il sistema permette diverse combinazioni proprio per soddisfare la sempre maggiore necessità di sostituire la dipendenza dal combustibile fossile in favore di energie rinnovabili, economicamente stabili e rispettose della natura.

Se volete vedere altre foto del nostro sistema di riscaldamento, cliccate qui!

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