Quest'anno, per la prima volta da quando lavoro alla Palazzetti, sono stato inserito nel gruppo del personale che, a vario titolo, avrebbe partecipato alla più importante fiera sulle energie rinnovabili, condizionamento e sanitario a livello mondiale, l'ISH di Francoforte.
A causa del mio terrore nel volare (lo so: una paura stupida), in auto con me a farmi "compagnia" Mac79, Franco e Renzo.
Il viaggio all'andata è stato una vera impresa in quanto, da Tarvisio a Monaco, siamo entrati ed usciti dalla bufera di neve diverse volte, alternata da schiarite improvvise.
I paesaggi cambiano, sfioriamo a Monaco l'Allianz Arena che, per me, amante e tifoso del calcio, ha un fascino particolare.
La cosa che mi colpisce, passando tra i piccoli paesi che l'autostrada lambisce, è il vedere i tetti costellati da impianti con pannelli solari e fotovoltaici per un massiccio sfruttamento dell'energia solare.
Anche l'apparire di tanto in tanto di enormi pale eoliche, per sfruttare quel fastidioso vento che si insinua tra le colline, mi fa riflettere e pensare al perché in Italia dobbiamo essere l'ultima ruota del carro in qualsiasi situazione, visto che abbiamo condizioni migliori per sfruttare queste energie pulite e inesauribili.
Arriviamo a Francoforte, centro finanziario della Germania. Come in tutte le metropoli, la vita si svolge frenetica e caotica e decidiamo di muoverci, per comodità logistiche, con la metropolitana.
Mac, tra i vari consigli per affrontare i giorni in fiera, mi aveva avvisato di dotarmi di scarpe comode perché, mi diceva, "guarda che ce n'è da camminare" e tra me e me pensavo "il fisico non è quello di un tempo ma di camminare sono ancora in grado".
Il giorno d'apertura, in metropolitana, con l'avvicinarsi alla fermata ricavata all'interno del centro fieristico, salgono sempre più numerosi uomini con i loro completi grigio scuro e sempre accompagnati dalle loro inseparabili ventiquattr'ore, molti dei quali già che discutono di lavoro attraverso i loro cellulari con quegli sguardi persi nel vuoto.
All'interno gli spazi di colpo si espandono, i corridoi che collegano i vari padiglioni sono lunghi, talmente lunghi che ci sono i nastri di scorrimento per abbreviare i trasferimenti e far rifiatare le persone durante gli spostamenti e le scale mobili, visto che le varie tematiche della fiera si sviluppano su più piani.
Tutti hanno il passo frenetico, sembra quasi la camminata che viene usata dai podisti nelle gare di marcia e molti portano con se qualcosa, depliant, oggettistica per completare i loro stands.
I padiglioni sono immensi. Le dimensioni che già avevo mentalmente sovradimensionato, erano state di gran lunga superate.
Arrivati allo stand Palazzetti, osserviamo incuriositi la dislocazione dei vari prodotti e dei rivestimenti scelti, controllando che tutto sia curato e pronto ad affrontare l'interesse e le curiosità degli operatori del settore e dei privati.
Lo stand lo uso come campo base per la mia prima esplorazione di questo mondo, fatto di una fitta rete di corridoi, dove si dislocano le tantissime imprese che presentano il meglio della loro produzione e novità, per poter affrontare questo momento difficile dell'economia mondiale.
E' impossibile visitare tutti i padiglioni in una sola giornata, anche facendolo in modo superficiale: infatti al termine della prima, a malapena ho visitato quello che mi interessa maggiormente e cioè quello delle stufe a pellet e legna.
La prima giornata è terminata, ora i miei piedi mi fanno ricordare le parole di Mac79... Purtroppo non solo i miei piedi, ma anche gambe e schiena chiedono pietà! Dopo una doccia rigenerante e un'abbondante cena in allegria con i colleghi, finalmente torno in albergo per cadere come un sasso in un sonno profondo.
Nei due giorni successivi mi sono dedicato alla visita degli altri padiglioni, alcuni dei quali in maniera molto rapida perché non inerenti al lavoro che svolgo in azienda.
Tornando a casa, sulla strada, indovinate chi abbiamo incontrato? Si, proprio lei, la neve, che da Monaco ci ha accompagnati fino a casa, come se ci avesse aspettato da dove ci aveva lasciati, per fare la stessa strada insieme.
Finalmente a casa, è notte fonda e come prima cosa vado a vedere i mie due piccoli e la mia dolce metà.
Mi sono mancati molto.
Anche questa esperienza è giunta alla fine, ringrazio la Palazzetti per avermi dato l'opportunità di vedere questa grande fiera che ha arricchito il mio bagaglio tecnico e la mia conoscenza di altre realtà presenti nei mercati del nord Europa, che in Italia difficilmente si vedono.
Domani si ricomincia a vivere la vita quotidiana, lavorando a progetti con l'obbiettivo inderogabile di preparare prodotti sempre più evoluti e prestazionali, limitando ai minimi termini i valori di emissioni nocive.
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