Una melanzana gigante!

settembre 3, 2010 17.27 by X-Factor

Vorrei parlarvi di una grande passione che ho e di un desiderio che ho sempre avuto e che nel mio piccolo e nelle mie possibilità sono riuscita a realizzare: I delfini.

Non so da cosa nasca questa passione/ossessione che ho, ma il grande sogno della mia vita è sempre stato quello di poter nuotare con un delfino in mare aperto e di poterlo toccare.

Forse in un’altra vita ero una di loro, mi piace pensarlo.

Per capire perché questo mammifero sia così speciale basta pensare all’evoluzione che ha avuto in milioni di anni. Ci sono voluti 15 milioni di anni per trasformare quello che al giorno d’oggi chiamiamo delfino.

In realtà all’inizio della sua storia evolutiva il delfino era un animale che oggi possiamo paragonare ad un lupo, che viveva sulla terra ferma. La necessità di procacciare il cibo in mare ha fatto si che  la forma del suo corpo diventasse sempre più affusolata e idrodinamica, per non parlare della scomparsa delle zampe posteriori, dello sviluppo della coda come organo motore del nuoto.

Questa è solo una delle tante caratteristiche che rende quest’animale così speciale e io non avevo capito quanto, in fondo, fossi legata a questi esseri, finchè non ho avuto la fortuna di poterne toccare uno e vedere quegli occhi così dolci che incrociavano i miei.

Per non parlare del fatto che  finalmente sono riuscita a toccare la sua pelle e poterla paragonare ad un qualcosa che già conoscevo per ricordare questa fantastica sensazione:

LA PELLE DI UN DELFINO SEMBRA QUELLA DI  UNA GRANDE E GROSSA MELANZANA GIGANTE.

E’ un’esperienza che consiglio a tutti di provare. Io ho trovato il mio principe azzurro eccovi la prova:

Io e i delfini....

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Una giornata per scaldarsi

luglio 9, 2010 13.57 by Iride

Da sempre, verso la fine di gennaio, ho sentito mia mamma chiedere:

"Come coline li lunis?",

che letteralmente significa: "Come cadono le lune?". Questo perché per tagliare legna da ardere, il momento migliore è la luna calante di gennaio o febbraio, quando le piante non hanno ancora iniziato a prepararsi per la primavera.

Da piccola la sentivo solamente fare questa domanda e non ci facevo caso, ma crescendo ho iniziato ad andare nel bosco con la mia famiglia a dare una mano a tagliare quella legna che poi, durante l’inverno, faceva quel calduccio che ho sempre amato.

E, come per tutte le cose, il sacrificio ti aiuta ad apprezzare un risultato ancora di più.

È bello partire il sabato mattina armati di motosega, accetta, guanti... e tanta voglia di fare fatica! Si procede con ordine nel tagliare il bosco, un pezzo all’anno in modo da avere sempre legna abbastanza grossa da fare. Si inizia tagliando un albero che, cadendo su un altro, lo spezza e si deve tagliare anche questo e così via. Non vi racconto le scenette che succedono e le urla di avvertimento ("ta tent che al ti cola intoor!") che si sentono perché sono veramente paradossali!

È bello sentire il tonfo sordo dell’albero quando cade per terra; spesso, addirittura, da quanto è lungo rimbalza! È emozionante sentire lo "scricchiolio" di un albero che si spezza o, se la stagione è un po' avanti, vedere la nuvola di polline che si alza quando l’albero cade, o contare quanti cerchi ci sono nel tronco appena tagliato e sorprendersi, ogni tanto, a contarne 40 e più... Il tutto condito dai raggi del sole che filtrano tra gli alberi.

Certo non è tutta poesia, ribadisco è anche fatica, perché i tronchi, dopo essere stati tagliati, devono essere caricati sul carro... Ma è impagabile sentire il caldo che producono, un caldo che io definisco pesante, perché quando entri in una stanza dove brucia della legna, il calore che percepisci, ti avvolge e lo senti proprio addosso.

E da quando ho iniziato ad andare anch’io ho capito perché la mia vicina di casa diceva che con la legna ci si scalda 3 volte: quando si tagliano gli alberi e si scaricano a casa, quando si fanno a pezzi e, finalmente, quando si buttano sul fuoco!!!!!!!!

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Una piastra tra le mani

giugno 3, 2010 10.32 by Maculitico

Avete appena portato la vostra compagna a fare shopping al centro commerciale: siete stanchi, stufi di sostare davanti ogni vetrina ma comunque, ad una qualsiasi richiesta della vostra lei, voi le dite sempre di si...

Ora siete seduti in una panchina, accanto ad un bambino isterico col proprio nonno, e fissate con sguardo attonito l'oggetto che avete in mano: si tratta di una piastra per lisciare i capelli, costata un occhio della testa; voi sapreste esattamente che fine fargli fare, ma una domanda vi nasce spontanea in testa: com'è stato progettato e realizzato quest'oggetto?

Noi veniamo in contatto con migliaia di oggetti ogni giorno, ma non ci chiediamo mai chi li ha ideati e come sono stati realizzati, al massimo vediamo la provenienza che si solito è "Made in China".

Il progettista è una figura lavorativa a mio avviso molto varia e il "progettista prodotto", ad esempio, ne è una branca. Partiamo dal presupposto che per produrre un oggetto c'è tutta una serie di persone che lavora, ognuna per ciò che le compete, e il progettista fa parte di questo ingranaggio.

Mettiamo a fuoco come il progettista fa nascere un nuovo prodotto.

E' vero che l'Italia è un paese di inventori, ma diciamo che la grande distribuzione (quella industriale) guarda di più all'esigenza del cliente, a ciò che più di altro potrebbe servirgli per migliorare la qualità della propria vita.

Questo compito di solito è affidato agli uffici commerciali che, in base alle loro ricerche effettuate sul territorio, delineano un possibile prodotto da inserire nella gamma che già l'azienda possiede. Ad esempio: la piastra per capelli prodotta dalla "Lascia che lisci S.p.A." è innovativa rispetto a quelle che già vengono prodotte in quanto ha delle parti in ceramica più grandi che possono stirare una maggior quantità di capelli.

Cosa succede quindi: al prodotto viene dato un possibile prezzo per il pubblico e una presunta data di messa in vendita e la palla passa al Designer. Fino ad ora abbiamo in mano solo una descrizione del prodotto (di come deve essere fatto) e del prezzo che deve avere, ora serve dargli una figura. Il Designer quindi, in base alla moda del momento (colori, forme, accessori...) realizza una immagine bidimensionale del prodotto, visto da angolature differenti, a cui la Direzione dovrà dare il suo benestare prima di passarlo all'Ufficio Progettazione.

Eccoci qui pronti ad iniziare, con in mano due fogli di carta: nel primo troviamo i disegni del prodotto da realizzare, nel secondo abbiamo invece il prezzo indicativo e la scadenza.

Partiamo subito dicendo che ci sono ancora professionisti che lavorano con matite, fogli e tecnigrafo e fanno benissimo il loro lavoro. Ma al giorno d'oggi chi lavora su prodotti, che vanno dai satelliti allo spazzolino da denti, lo fa con un computer e software di disegno tridimensionale.

Cosa ci permette di fare questo "Cad 3D"? Moltissimo, primo tra tutto abbiamo la possibilità di creare il nostro prodotto virtualmente all'interno del monitor, potendolo vedere così da ogni punto di vista, ruotandolo come se lo avessimo in mano.

Progettare un prodotto con il 3D varia da tipologia a tipologia: creare uno spazzolino significherebbe lavorare con modelli di superfici, mentre realizzare una stufa vorrebbe dire fare uso del modulo lamiera.

Chiaramente non ci addentreremo nell'uso del software 3D e dei suoi molteplici comandi, bensì diciamo che il progettista realizza virtualmente il prodotto in modo da poter creare più facilmente le varie messe in tavola che servono alla parte produttiva dell'azienda per creare i particolari componenti l'oggetto.

Una volta costruito virtualmente l'oggetto, il progettista deve realizzare la distinta materiali, l'elenco cioè dei vari pezzi che formano l'oggetto e dei relativi costi, arrivando a stilare quindi una distinta valorizzata: questa serve al progettista per verificare se ha centrato l'obiettivo.

Vi ricordate quanto vi è costata la piastra per capelli per la vostra compagna? Sicuramente si, al centesimo!

Ecco, da quel prezzo il progettista ha fatto una serie di calcoli a ritroso fino a trovare quanto dovrà costare all'azienda la produzione di una piastra come quella. Se la somma dei particolari componenti la distinta valorizzata è minore o uguale al costo appena calcolato, allora ce l'abbiamo fatta; altrimenti bisognerà fare dei "tagli" per farla costare meno, ad esempio: scegliere materiali diversi, piuttosto che ridurre le dimensioni di uno dei componenti, oppure rinunciare a controlli elettronici per quelli meccanici che costano meno, etc.

Quante volte la vostra Lei vi ha detto: "Non funziona più, si è rotto, compriamone uno nuovo!" quando invece bisognava solo sostituire le batterie?

Anche il cambiare le batterie deve risultare un gesto facile, che ogni idi... persona a questo mondo deve saper fare, anche noi uomini! Infatti il progettista si preoccupa anche alla facilità d'uso del prodotto, nonché alla sua manutenzione.

Bene, ora possiamo mandare avanti tutti gli incartamenti per far realizzare li prototipo, che non è altro che il primo prodotto creato in produzione, e che servirà a verificare se i pezzi vanno tutti bene e se funziona tutto correttamente.

Da qui in avanti il processo produttivo farà il suo corso, e il nostro prodotto verrà confezionato, stoccato, distribuito, venduto.

Tutto questo meraviglioso procedimento per far nascere magari l'oggetto dei nostri desideri... un'automobile... una bella moto da strada... un super computer... una consolle da gioco...

Hei tu, sveglia! E’ tornata la tua Lei: alzati e... continua a dirle di si!!

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Attenti a quei due (intervista doppia)!

aprile 21, 2010 13.28 by PuRe

Direttore Vendite Italia e Direttore Vendite Estero si confrontano nella tipica intervista doppia stile "Le Iene" su domande legate all'esito della fiera Progetto Fuoco e al loro lavoro di responsabili delle vendite di due aree di mercato simpaticamente "rivali"!

 

Come ti chiami?
P: Pietro
G: Giovanni

Cosa fai in Palazzetti?
P: Niente... il mercato Italiano
G: Mi occupo dell’export

Quale novità è piaciuta di più ai tuoi clienti?
P: Il 3D e la Slimmy
G: La nuova stufa Aida per le case passive

Qual è la prima cosa che hai fatto appena
tornato a casa?
P: Sono andato a dormire
G: Una doccia

Cosa pensi di Giovanni/Pietro?
P: Un bravo professionista... che può solo
migliorare
G: È il mio più grande concorrente

Dove venderai più stufe?
P: Alle Isole Eolie
G: In Russia

E come pensi di riuscire a venderle?
P: Con la simpatia
G: Spingendo ulteriormente sulla nostra
superiorità tecnologica

 

 

Puoi fare una previsione su come andrà il mercato nei prossimi mesi?
P: In fermento
G: Benissimo  

Quanto ti pagano per dire queste cose?
P: Tanto: se mi pagassero di più, le sparerei ancora più grosse
G: In pellet per scaldare la mia famiglia

Manda un messaggio a Pietro/Giovanni
P: Don’t touch my Ecofire
G: Non ci provare

Manda un messaggio alla concorrenza
P: Aspettatevi di tutto
G: Continuate a seguirci

Cosa ti è piaciuto di più della fiera?
P: L’entusiasmo dei clienti
G: Gli spiedini cotti sul mini-Jacques

Dicci qual è stato il momento più emozionante...
P: Quando Giovanni mi ha fregato le prime 100 stufe...
G: Quando ho staccato il primo ordine di 100 pezzi!

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La bellezza di un sorriso

aprile 16, 2010 14.50 by Orianna

Mi capita diverse volte di farmi una domanda molto semplice:

quanto importante è dare e ricevere un sorriso? 

La risposta sembra banale, ma secondo me non lo è affatto!
E’ molto difficile che, nella frenesia della vita quotidiana, divisi come siamo tra impegni familiari e lavorativi venga spontaneo anche solo abbozzare un sorriso... eppure se ci pensiamo un attimo, sicuramente sarebbe la soluzione ideale per affrontare bene la giornata, sia per noi stessi che per chi ci sta vicino.

Anche a me, come a tutti,  capita in certe giornate di non aver proprio voglia di sorridere... anzi! Poi mi faccio un breve esame interiore e capisco che non è giusto far ricadere in chi mi sta accanto il mio umore o le mie preoccupazioni, così alzo lo sguardo su chi ho davanti e rispondo con un semplice sorriso.

Quando mi capita in qualche negozio di chiedere un'informazione o salutare sorridendo e ottenere a malapena una risposta cupa, mi chiedo quanto poco costerebbe aggiungere un sorriso e dare al tempo stesso un messaggio positivo e solare, che non costa nulla ma scalda il cuore di chi lo riceve!

Sarebbe bello che ognuno di noi immaginasse di dover fare una foto e quindi qual è quel fotografo che in procinto di scattare non chieda "fai un sorriso".

Ecco fatto! La foto corrisponde alla nostra vita quotidiana...

 

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... E musica sia!

aprile 9, 2010 11.29 by Ari

La musica...

Un'amica da sempre...

Ti accompagna in tutti i momenti della tua vita, quando sei felice, triste, quando ti lavi i denti o quando guidi...

La musica stimola incredibilmente la fantasia, a me per esempio basta ascoltare anche una canzone che non conosco per cominciare a crearmi dei tali film nella testa...

Chiaramente è una questione di gusti: c'è chi si identifica di più nella musica pop o in quella classica o chi, come me, preferisce il rock (che non vuol dire necessariamente "frastuono di chitarre elettriche" come tanti pensano, ricordo che la musica rock ha sfornato anche dei gran bei pezzi lenti e struggenti!).

The Eden - LocandinaE che dire della musica live? Se ho l'occasione di sentire un complesso dal vivo sicuramente la colgo al volo. A questo proposito vi consiglio di andare ad ascoltare i The Eden, una cover band che ho conosciuto circa un anno fa e che propone pezzi rock anni '60 - '70.

Sono giovane ma ascolto la musica dei miei genitori, lo so... però è quella la vera musica, quella spontanea che ti tocca il cuore per le parole che dice, quella arrabbiata che emergeva da una generazione che si ribellava e voleva rivoluzionare il mondo, da una generazione che aveva sogni e speranze e che credeva in qualcosa... non stiamo parlando di quelle canzoncine d'amore dal simpatico ritmo che ascolti da giugno a settembre e dopo appena sei mesi non ti ricordi nemmeno di cosa parlava, no signori, non stiamo parlando di quello.

Led Zeppelin, The Doors, Deep Purple, Rolling Stones, Queen, alcuni tra i gruppi che gli Eden hanno scelto di riproporre; ascoltandoli fai veramente un salto indietro nel tempo: provate ad assistere ad un loro concerto e non stupitevi di vedere, oltre a tanti giovani, qualche 50-60enne semi nascosto in un angolo che agita la testa avanti e indietro e batte il tempo con i piedi, in ricordo dei vecchi tempi!

Beh, proprio perché sostengo questi gruppi che non vogliono far morire la più bella musica degli ultimi 50-60 anni vi invito ad ascoltare i The Eden, di seguito alcune delle loro prossime date che trovate anche sul sito http://www.the-eden.it/ :

  • sabato 17 aprile: Bobe’s Get Away – statale Pordenone – Aviano appena dopo la base in direzione Aviano
  • sabato 24 aprile: Bar Serenissima – in centro a Domegge di Cadore (Belluno)
  • sabato 8 maggio: Birreria Adiamo – Jesolo, zona industriale

Ricordo che i The Eden, insieme a tanti altri gruppi, suoneranno anche sabato 19 giugno in occasione di Brudstock, (Lago Orzaie, Vigonovo di Fontanafredda) un festival in memoria di Woodstock, manifestazione veramente imperdibile!!!

A questo punto che dire... buon ascolto!!!!

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Rimettersi in gioco

marzo 30, 2010 14.41 by Maculitico

Salve a tutti,
questa è la prima volta in vita mia che scrivo in un blog e devo dire che, per una persona riservata e timida come me, tutto ciò risulta essere molto difficile.

Diverse persone leggeranno questo articolo aspettandosi magari chissà quali argomenti o discussioni, ma per ora dovrò disilludervi, in realtà non tratterò temi importanti perché non credo di essere ancora pronto a sostenerli e a condividerli; questo non per cattiveria, ma solo perché rompere il ghiaccio non è mai così facile all’inizio.

Scelgo quindi di raccontare alcuni avvenimenti dell'ultimo periodo della mia vita lavorativa, specchio tra l'altro di una situazione attuale che interessa molte persone che, come me, hanno visto da vicino lo spettro della cassa integrazione.

Infatti possiamo dire che la brusca discesa dell'economia, da un anno a questa parte, ha avuto delle ripercussioni non da poco su tutto il mercato mondiale, dalla Russia all'America e dal contadino al libero professionista. L'economia lega tutti a tutti, e nessuno può risultare inattaccabile da ciò che è accaduto e sta accadendo. Le persone hanno smesso di comprare alcuni beni non essenziali, diverse aziende di settore non hanno venduto, molti terzisti legati a queste hanno chiuso in quanto direttamente dipendenti dal sistema; conseguentemente le aziende mettono in cassa integrazione i propri lavoratori... E’ tutto concatenato!

Ringrazio il cielo per non essere mai stato tra queste persone che, con un mutuo alle spalle e dei figli da crescere, si sono trovate a casa dall'oggi al domani con il salario ridotto fino a data da destinarsi; nel'’azienda in cui ho lavorato nel 2008 queste persone le conoscevo tutte personalmente...

Io sono un progettista, lo sono diventato col tempo e l'esperienza, e sappiamo che chi lavora negli uffici non è mai tra i primi a dover soccombere in questi casi, ma gli ultimi diciotto mesi hanno messo a dura prova molte grosse realtà aziendali.

Approdare qui in Palazzetti, realtà solida e radicata nel territorio, mi ha fatto conoscere un modo di vedere "l'azienda" diverso da quello a cui ero abituato: l'accoglienza, l'inserimento, il meccanismo frenetico che fa battere forte il cuore di questa ditta e che ti ingloba velocemente, mi hanno dato una nuova carica per rimettermi in gioco e per dimostrare quanto valgo.

Infatti l'opportunità che mi è stata proposta in quel periodo di grossa crisi l'ho accettata come una sfida a migliorare me stesso; un treno che non sarebbe passato di nuovo.

Sono già passati diversi mesi da allora e l'entusiasmo iniziale è rimasto inalterato, grazie anche a tutti i miei colleghi che sono diventati per me anche amici con i quali condividere le mie giornate.

 

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Festa del papà?

marzo 17, 2010 12.53 by dundi

Ho sempre riflettuto sull'importanza, nella vita, di poter pronunciare la parola papà.

Troppo presto ho dovuto dimenticare il significato di questo, la mancanza che avrebbe accompagnato tutta la mia vita.

Ricordo che quando ero piccola mi vergognavo di non avere un papà, in fondo tutti lo avevano e io per questo mi sentivo diversa dagli altri, una persona incompleta.

Me ne sono resa conto già il primo giorno di scuola, la prima elementare, quando la maestra ha raccolto tutti i miei compagni di scuola attorno a me per consolarmi di quella perdita, proprio quel giorno. E io, inconsapevolmente, credo di aver pensato: "caro papà, perché mi hai fatto questo? cosa mai potevo aver fatto a sei anni per sentirmi tanto diversa?".

E mi sentivo diversa ad ogni festa del papà quando tutti preparavano il regaletto da portare a casa.

Io non lo facevo non aveva tanto senso.

Oggi che sono cresciuta  sento ancora tanto questa mancanza, e penso a come sono fortunati tutti quelli che possono pronunciare questa parola, che ha un valore altrettanto grande di mamma.
Poco tempo fa mi è capitato di vedere un video dove c'era lui e per la prima volta dopo 30 anni non ho più immaginato come fosse il mio papà. La prima cosa che ho pensato quando l'ho visto è stato "beh non era così alto come me l'ero immaginata".

Tra pochi giorni è la festa del papà, vorrei avere più ricordi, più immagini nella mente e non immaginazioni, vorrei poter raccontare qualcosa di buffo su di lui, ma posso dirvi una cosa: lui si chiamava Valerio e oggi avrebbe 75 anni.

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Relax?... No, grazie!!!

marzo 12, 2010 09.43 by Sirtomaia

La Domanda più frequente che mi viene posta dai miei amici è questa:

"Dimmi la verità, ma c’è qualcuno che telefona al Numero Verde?"

A queste parole strabuzzo gli occhi ed un ghigno beffardo si trasforma in una sonora risata molto più eloquente di qualsiasi altra parola.

Ritmi più che serrati, richieste sempre diverse, a volte bizzarre, più o meno complicate da gestire, concentrazione sempre al top ed efficienza al 100%... Ingredienti che a volte possono creare una miscela "letale".

Si... ok... Lo ammetto: ci sono stati dei momenti in cui mi sono trovata un po' in difficoltà anche se ho cercato di camuffarlo.

Non è semplice parlare otto ore di fila con decine e decine di persone che chiedono di tutto e di più... ma quanto è bello e gratificante sentirsi dire "GRAZIE", quella parolina magica che tanto si insegna ai bambini e che gli adulti spesso dimenticano.

Sapere di essere una delle voci che rappresentano l'azienda è a dir poco entusiasmante e poter comunicare con le persone è costantemente uno stimolo.
Sembra paradossale ma dalle telefonate più complesse e meno piacevoli si ricava sempre qualcosa di utile anche per la vita fuori ufficio: maggiore autocontrollo, diplomazia di ferro e pazienza certosina.

A volte le giornate sono così intense che la notte, invece di sognare romantiche passeggiate e viaggi ai tropici con il mio "lui", sogno la schermata del computer che riproduce l'elenco dei Centri Assistenza Tecnica, oppure la cuffietta, ormai inseparabile compagna d'avventura, che diventa un simpatico cerchietto di strass da sfoggiare la sera.

Si dice che quando si è innamorati il volto dell'amato debba essere l'ultimo pensiero prima di addormentarsi ed il primo quando ci si sveglia... beh... sperando che il diretto interessato non legga mai questo blog, mi è anche capitato di addormentarmi pensando: "Chissà se oggi il tecnico è andato da quel signore di Genova?" e di svegliarmi sospirando: "Chissà se è pronto il motoriduttore per la signora di Messina?"...

Alcuni giorni fa ho avuto l'opportunità di partecipare alla Fiera "Progetto Fuoco" di Verona.

E’ stata un’esperienza davvero interessante soprattutto perché, adesso, molte voci per me hanno un volto: persone con cui ho parlato spesso e solo telefonicamente si sono materializzate ed ora posso associarne i tratti del viso.

Finalmente un contatto "reale" !!!

Inorgoglita da uno spettacolare stand che, sia per forma che per contenuti, costituiva un micromondo a sé stante all'interno del quartiere fieristico, ho trascorso due giornate intense e piacevoli, immersa tra la folla variegata ed in compagnia di colleghi che ho avuto modo di conoscere sotto un punto di vista completamente diverso dall'ambito lavorativo.

Una nota stonata?

La cocciutaggine tipicamente femminile nella scelta delle scarpe che ha ignorato la consapevolezza di dover stare in piedi dalla mattina alla sera: decolté dal tacco sufficientemente alto da devastare i piedi atrofizzandone le dita...

Speranze: Partecipare a moltissime altre edizioni il che significa poter lavorare ancora per questa azienda che mi ha dato la possibilità di vivere l'avventura della fiera e del Numero Verde... e la cosa, confesso, mi piacerebbe davvero molto.

Buoni propositi: Mettere in "valigia" tanto impegno ed altrettanto entusiasmo come ho fatto finora e... un bel paio di BALLERINE!!!!!!!!!!!!!

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24 anni, stagista

marzo 9, 2010 09.56 by Tobia

Quando mi è stato proposto di scrivere la mia esperienza su questo blog ho pensato:

"wow, compiti per casa? :P ..e adesso che scrivo?? Beh, potrei incominciare con il presentarmi per esempio.. ".

Mi chiamo Tobia, mi sono laureato in economia e commercio a luglio 2009; allora sicuro di non voler continuare a studiare, ho incominciato a preparare i Curriculum Vitae per le aziende che più mi interessavano, fiducioso nel poter presentarmi non solo grazie ad una lettera ma anche di persona...
solo che... non so se ultimamente avete fatto un giro "nel mercato del Lavoro"... no?? bè non Vi siete persi niente!

I primi mesi di ricerca sono stati poco fruttiferi e anche abbastanza demoralizzanti, fortunatamente in seguito mi si sono aperte diverse porte tra le quali la possibilità di fare un'esperienza in questa azienda.

Dopo 2 colloqui mi è stato offerto di svolgere uno stage nell'ufficio acquisti... Ho accettato subito questo incarico nonostante conoscessi solo teoricamente il lavoro che sarei andato a fare. Anzi, a dire il vero, ero anche poco fiducioso essendo venuto a conoscenza di esperienze di alcuni miei coetanei che vengono "sfruttati" per lavori che non contribuiscono ad accrescere il proprio bagaglio personale...

Sono stato accolto dal mio tutor e dai miei colleghi con la massima disponibilità e pazienza (e sottolineo pazienza perchè circa ogni 5 minuti mi giro per chiedere un'informazione, un consiglio); questi 4 mesi mi hanno permesso di crescere sia dal punto di vista umano che professionale, ho imparato a conoscere i vari organi che compongono un'azienda le loro funzioni ma soprattutto ho imparato a conoscere i prodotti, i frutti degli sforzi congiunti di tutti coloro che collaborano nella grande famiglia Palazzetti...

In questo ufficio, ogni giorno, tra solleciti, ordini, analisi dei costi e campionature di prodotti nuovi, ho imparato a non sottovalutare nessun bene componente dei nostri prodotti: dalla carpenteria leggera ai componenti elettronici, dalla ghisa ai marmi... ora non guardo più una stufa o un caminetto solo dal punto di vista estetico ma con un occhio diverso...

Giovedì scorso (25/02/2010) ho partecipato alla fiera "Progetto Fuoco" che conoscete tutti Voi lettori, e non ho potuto fare a meno di notare le evidenti DIFFERENZE dei prodotti commercializzati dai nostri concorrenti...  sono rimasto piacevolmente sorpreso della Qualità che riconosce il nostro marchio e l'attenzione che viene dedicata ai minimi particolari, sia dal punto di vista estetico che funzionale...

Ringrazio dunque chi mi ha dato la possibilità di svolgere questa esperienza, tutti i colleghi che mi trasmettono quotidianamente il loro "know how" e...

mia mamma, la mia cara mamma che m'ha fatto tanto bello... Wink

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